«L'attestazione della fede cristiana nella vita pubblica italiana non è affatto precaria, ma rara e reticente è la sua narrazione da parte dei protagonisti»: per questo motivo Luigi Accattoli nella prefazione definisce raro il libretto di Giorgio Meschini e da leggere con gratitudine, a fronte della generale ritrosia a raccontare il proprio rapporto tra la fede e l'impegno pubblico.
L'autore è un ingegnere nucleare che si occupa di sicurezza del lavoro ed è stato per un decennio sindaco di Macerata. Le pagine da lui proposte ne narrano l'esperienza di vita che ha i propri fuochi nella fede cristiana e nella politica. La sua è una fede «laica», ragionevole e ragionata, fondata sul rapporto personale e comunitario con Dio e incarnata nell'incontro con gli uomini attraverso tutti gli aspetti della vita sia privati sia pubblici, in un continuo scambio che rende la fede concreta e la vita realizzata.
«Il meglio di questa narrazione della fede da parte di un cristiano comune così concretamente impegnato sta in questo: che in nulla egli pretende di porsi a maestro e - insieme - mai si rifiuta di dare il proprio apporto alla ricerca di tutti».
Sommario
Prefazione (L. Accattoli). Introduzione. 1. Il fondamento della fede cristiana. 2. Morte in croce: fedeltà all'amore del Padre. 3. L'amore a Dio e agli uomini. 4. Crescere nell'amore. 5. Il peccato: assenza d'amore. 6. La giustizia e l'amore di Dio. 7. Vivere l'amore per il prossimo. 8. Le beatitudini. 9. Il giudizio finale. 10. L'inno alla carità. 11. Maria e la Chiesa. 12. Valori negoziabili? Conclusioni.
Note sull'autore
GIORGIO MESCHINI nasce a Macerata, dove vive; sposato, ingegnere, libero professionista, fin da giovanissimo è impegnato attivamente nell'associazionismo cattolico come educatore ACR e successivamente come vicepresidente diocesano del settore giovani dell'Azione Cattolica. Nel 1985 viene eletto per la prima volta nel Consiglio comunale della sua città, indicato in consultazioni primarie per la formazione della lista dei candidati. Viene nominato assessore fino al 1993, occupandosi di servizi sociali e scolastici e poi di bilancio. Nel 1995 viene eletto consigliere regionale delle Marche e dal 2000 al 2010 è stato sindaco della città di Macerata.
Mentre la Lega Nord di Umberto Bossi è travolta dal più grande scandalo della sua esistenza, "The Family: segreti e misteri di Casa Bossi" racconta per la prima volta la vera storia del Senatur, dall'ictus fino alla nascita di quel famoso cerchio magico che gli si è stretto troppo intorno, fino a soffocarlo. Come in un romanzo, aneddoti e confidenze esclusive tracciano un ritratto privato fra luci e ombre di Umberto Bossi, che inizia in una stanza di ospedale e finisce nel tinello della casa di Gemonio dove tutto si decide a tavola. Il libro racconta l'ascesa e il declino, ma soprattutto il lato umano dell'ultimo leader che dava sberle agli avversari, ma che non sapeva dire no ai figli. Il "duro e puro" rimasto vittima di un male tutto italiano. Come in un album di famiglia sfilano la moglie, "la Manuela", vero capo nell'ombra: dalla sua passione per l'occulto e la cartomanzia fino al pellegrinaggio a Medjugorje. Renzo Bossi: scelto dalla mamma per essere il delfino, che diventa il Trota. Gli altri figli e il mistero delle iniziali "Br": la loro dolce vita e i flop scolastici. Il figlio ribelle di primo letto Riccardo; i pupilli di mamma Roberto Libertà e Sirio Eridano: le rivalità e i sogni nel cassetto. Poi l'utopia della scuola di famiglia dove si insegna il dialetto ai bambini. I fedelissimi di ieri e i traditori di oggi: Roberto Maroni e che cosa pensano davvero di lui. L'Umberto di ieri diceva: "Io sono un barbaro, porto la famiglia in battaglia con me". Quello di oggi scoppia in lacrime in pubblico.
Caterina è una bimba curiosa che sta aspettando con ansia di conoscere la sua nuova cuginetta di nome Mumbi: arriva dall'Africa, una terra lontana e piena di animali, e vivrà finalmente con la sua nuova famiglia, gli zii Francesca e Roberto. Appena Caterina la vede non ha dubbi: sono proprio cuginette, hanno entrambe le trecce! Età di lettura: da 3 anni.
Questa raccolta di racconti ("Lidia Mantovani", "La passeggiata prima di cena", "Una lapide in via Mazzini", "Gli ultimi anni di Clelia Trotti" e "Una notte del '43") valse a Giorgio Bassani il premio Strega 1956. In comune le cinque storie hanno una sorta di dolente consapevolezza e l'ambientazione: Ferrara, cittadina di provincia che qui assurge a simbolo di un'intera nazione, avvolta dal pesante panneggio scuro del fascismo. Bassani ci porta nell'animo di questa "gente, per il resto, quasi sempre per bene": la ragazza madre Lidia Mantovani; il dottor Elia Corcos in perenne scontro con la moglie; il sopravvissuto al lager Geo Josz; la vecchia socialista Clelia Trotti, lasciata morire in carcere. Storie diverse eppure vicine, accomunate dalla difficoltà con la quale i protagonisti si adattano a una provincia italiana che da un lato consola, dall'altro respinge qualunque cosa non le sia propria. Persone comprese.
Da Montecassino a Bose, da Camaldoli a Subiaco, dall'abazia di Noci, nella Murgia pugliese, ai contrafforti di Serra San Bruno in Calabria, da Praglia sino alla badia del Goleto, sui crinali dell'Irpinia orientale, "Hai trovato il monastero giusto?": la domanda che qualcuno di tanto in tanto mi pone mette in guardia i fraintendimenti che il mio vagar eremi e cenobi potrebbe suscitare. No, non sto cercando il monastero giusto. Vado per questa strada perché ho il sospetto che le luci nascoste che giungono da questi luoghi siano ancora capaci di offrire qualche solido orientamento. Perfino nella densa penombra calata sui giorni italiani. Busso a queste porte perché ho l'impressione che qui si impari davvero che si può cambiare il mondo, ma impresa piuttosto complicata - a patto di cominciare a cambiare se stessi, partendo dalle cose più semplici e concrete. Ad esempio, cercando di stare nel mondo prendendone nel frattempo la giusta distanza. Governando in modo diverso faccende quotidiane e basilari come il dormire e il mangiare, il desiderare e il bisogno di riconoscimenti, il silenzio con se stessi e l'incontro con gli altri. Sembrano bazzecole, ma quelli che vi si sono cimentati seriamente dicono che la sfida sia di vertiginosa difficoltà. E, soprattutto, pare duri tutta una vita.
Interessante saggio il cui scopo e far si che l'azione liturgica torni ad essere il peculiare luogo di incontro tra Dio e il suo popolo.
Il testo ci riconduce alla preghiera dei primi cristiani: ripercorre le spiegazioni date dai Padri alla preghiera cristiana per eccellenza, il Padre nostro, commentato parola per parola.
Un saggio basato anche su documenti inediti, in cui si scoprono i fili (diretti e indiretti) che legano tra loro tre dei personaggi più significativi e profetici della Chiesa: il beato Charles de Foucauld, fondatore di una ricchissima e variegata famiglia spirituale; don Primo Mazzolari, prete lombardo ben noto per i suoi numerosi scritti e per le prediche accorate e taglienti; fratel Arturo Paoli, già viceassistente nazionale dell'Azione Cattolica Giovani ai tempi di Carlo Carretto, poi religioso con i Piccoli Fratelli e testimone di carità tra i poveri dell'America Latina. Una perla preziosa, non solo per gli storici, ma per tutti coloro che ancora oggi trovano ispirazione e sostegno dal pensiero, dalle opere e dalle parole di questi maestri di vita cristiana.
Quando la teoria è un po' confusa (poppate ogni tre ore, no anzi, ogni cinque minuti) e la pratica anche peggio (ma non doveva essere un gesto naturale?), quando il seno fa male, gli altri criticano, il pianto è inconsolabile (del bebè e/o della mamma) è il momento di sedersi. E di aprire questo libro.
Una guida che unisce il rigore dell'informazione scientifica all'immediatezza di brevi testi e vignette: una formula per informare, sostenere, ma anche perché no? - regalare un sorriso alle mamme.
La prima scena di questo romanzo è impressa nella mente di miliardi di persone in tutto il mondo. Ci sono tre croci sul monte Golgota, a Gerusalemme, e su quella centrale è inchiodato Jeshua, l'uomo che con la sua predicazione, e le sue gesta miracolose, aveva sconvolto la Palestina negli anni precedenti. Sulla croce, l'insegna con il motivo della sentenza: Gesù di Nazareth Re dei Giudei. Ai piedi della croce, come narrano i Vangeli, ci sono i soldati romani, alcune donne, Maria, sua madre, i discepoli più fedeli, ma anche una figura misteriosa che, non vista da nessuno, vede tutto. E vedrà anche, tre giorni dopo, Jeshua uscire dal sepolcro dove era stato sepolto, e avviarsi verso Gerusalemme. E comincerà a seguirlo. Nel frattempo, a Capri, l'imperatore romano Tiberio inizia a ricevere strani segnali dalla Palestina. È un uomo intelligente, acuto e sospettoso, e intuisce che quel predicatore, quella "specie di profeta", non era solo l'ennesimo predicatore di una terra dove i predicatori abbondano, ma era qualcosa di più. Era molto di più: un uomo che con la sua sola parola poteva minare le fondamenta dell'impero.
"I tre filosofi" di Giorgione, il dipinto più misterioso del Rinascimento, è oggetto di sempre nuove e diverse interpretazioni; una chiave per decifrare simili enigmatiche allegorie pittoriche può venire da un efficace connubio tra storia dell'arte e storia della letteratura. Il volume di Hirdt indaga visione del mondo e mondo visivo nel pittore di Castelfranco; individua le colonne portanti del suo orizzonte artistico nella poesia dantesca, nella filosofia neo-platonica e nell'officina veneziana di Giovanni Bellini; inscrive il quadro in un triangolo di formidabili referenti culturali e lo interpreta nell'intersezione tra filosofia, poesia e pittura, quale opera che volta le spalle al passato e intraprende con coraggio il cammino verso la modernità.