La Pastorale Giovanile propone un itinerario di riflessione in nove tappe, offerto come ricerca di senso all'homo viator, il pellegrino viandante attraverso gli spazi e i tempi della propria esistenza. La meta non è fisica ma spirituale. E il percorso, pensato in origine come approdo, apre il diario di bordo dei giovani modenesi che, nella ricerca della felicità, trovano utile non arrendersi alla guerra e continuare a sognare un mondo più giusto.
"Tutto da scoprire-TRIS" è la proposta formativa (guida arco 1-2-3) pensata dall'Azione cattolica dei ragazzi per i bambini e ragazzi, per l'anno 2014-2015. Lo slogan associativo dell'anno 2014-2015, Tutto da scoprire, nasce dalla semplice riflessione che ogni inventore non conosce il percorso che lo attende tra l'idea e la sua concreta realizzazione. E quindi anche i bambini, come gli inventori, nell'iniziare il loro cammino, partendo dalla certezza della presenza del Signore, hanno dinanzi a sé Tutto da scoprire! Nella prima parte ci si sofferma sui quattro passaggi (il perché, il come, il metodo e il cammino dell'anno) che rappresentano i nodi essenziali del percorso che accompagna i bambini a divenire cristiani. Nella seconda parte, le sezioni liturgia, catechesi e carità sono le tre dimensioni delle quattro fasi dell'anno in cui prendono corpo i suggerimenti specifici per il cammino. I testi, come mediazione ai Catechismi della Cei, sono un utile sussidio per educatori e catechisti e sono in vendita insieme agli strumenti Work in progress e In Famiglia, rispettivamente per i formatori e le famiglie.
Il volumetto propone un percorso per gruppi giovanili articolato quotidianamente dal 15 giugno al 15 settembre, e perciò utile a chiunque guida i gruppi di ragazzi durante un periodo dell'estate.
Ogni domenica, a messa, recitiamo il Credo. Lo recitiamo con l'entusiasmo di chi è consapevole che esso segna inequivocabilmente la fine dell'agonia dell'omelia. Lo recitiamo con la fretta di chi deve ricuperare il tempo perso (nell'omelia) e con la distrazione di chi compie un rito formale. Eppure in quelle parole c'è tutto il fondamento e il contenuto della nostra speranza. La fede cristiana, cattolica e non, è sinteticamente espressa in questo Credo, detto niceno-costantinopolitano del IV secolo. In queste poche pagine offriamo non un commento esaustivo, ma delle brevissime suggestioni e dei semplici spunti pensati per la riflessione personale e per la catechesi. Scopriremo così che la nostra professione di fede apre delle questioni non per nulla banali, ma tanto complesse e intriganti che forse sarà urgente un approfondimento del Credo attraverso il Catechismo della Chiesa cattolica, che ne dà un commento sistematico.
Il testo contiene gli Atti del Congresso dell'Équipe Europea di Catechesi, tenutosi a Malta nel 2012. Il problema del linguaggio umano per "dire Dio" è stato indagato al singolare e al plurale. Il "linguaggio" in catechesi: i contributi invitano a entrare in una visione secondo la quale la catechesi non dà un linguaggio, ma apre a esperienze personali, comunitarie e sociali che suscitano un incontro con Qualcuno e tra di noi. I "linguaggi" in catechesi: è un invito alla catechesi a fare spazio non solo al ragionamento, ma al corpo, all'emozione, alla poesia, alla bellezza, ai sensi, all'invocazione, alla meraviglia, alla contemplazione.
Questo libro è frutto del lavoro della Commissione nazionale Catechesi per gli adulti dell'UCN, in particolare del XVI convegno dei Direttori degli Uffici Catechistici Diocesani (Pesaro, giugno 2011), che aveva per titolo "Adulti testimoni della fede, desiderosi di trasmettere speranza. Responsabilità e formazione della Comunità cristiana". La scelta maturata in quel convegno fu quella di rivolgere l'attenzione a quegli adulti che già sono coinvolti nelle nostre comunità, dando così un particolare rilievo ai percorsi e alle esperienze concrete. Tale scelta evidenziò in modo esplicito, in un contesto aperto alla pluralità creativa dei metodi, delle modalità e dei singoli itinerari, la necessità di chiari punti di riferimento comuni e organici nella proposta formativa agli adulti. Questo volume offre un'articolata e variegata riflessione in forma sintetica ma approfondita della tematica.
Dalla saggezza pedagogica di don Bosco condensata in uno dei suoi sogni più famosi, un libretto facile ma profondo, per fare qualche passo sulla via della santità e della crescita personale: per tutti i giovani, stimolati dall'entusiasmo contagioso di Papa Francesco e dalla recente esperienza della GMG di Rio. Un testo da regalare, da avere sempre a portata di mano, che in dieci passi, dieci diamanti, aiuterà giovani e ragazzi a rivedere la propria vita e il proprio rapporto con sé, con Dio e con gli altri.
Il castigo non è uno sport facile, ma necessario. Ormai ne sappiamo abbastanza per concludere che l’anarchia non porta da nessuna parte. Ne sappiamo abbastanza per essere certi che un bambino viziato non è un bambino felice: è soltanto un bambino che passa di esperienza in esperienza. Insomma, il bambino ha bisogno d’essere avvertito che sta sbandando. L’avvertimento si chiama ‘castigo’! Sì, perché sta qui il senso del castigo pedagogico: non far soffrire, non condannare, ma avvertire il figlio che è uscito di strada. Questo è il concetto di castigo che viene proposto in queste pagine. Il lavoro è diviso in tre brevi parti. Nella prima si prova il castigo è una strategia educativa non meno importante di tante altre strategie, come, ad esempio, il parlare, l’amare, l’ascoltare, il dare l’esempio... La seconda parte presenta che l’educatore ha a disposizione. La terza parte ci dice castigare perché la correzione sia pedagogicamente corretta. Il tutto caratterizzato dalla limpida chiarezza e dalla massima concretezza!
Il primo problema pedagogico d’oggi è un problema di cime, di vette. Chi non vede che i fari della propria auto, pensa che tutto il mondo finisca lì; chi vede le stelle è sollecitato a continui sorpassi. Se i nostri ragazzi svolazzano come polli, è perché abbiamo dimenticato di farli incontrare con personalità alte, significative! Eppure la Cima c’è ed ha un nome ben definito: si chiama ‘Cristo’. È lui il miglior successo della nostra specie. Lui l’uomo perfetto, seguendo il quale, si cresce Uomini. Queste pagine si propongono di provare che Gesù fa diventare ‘grandi’, non solo ‘grossi’. Gesù fa crescere più in fretta. Gesù forgia personalità d’alto fusto. Insomma, Cristo è la terapia d’urto all’attuale umanesimo piatto. Ciò detto, è chiaro che questo non è un libro di brioches. È un libro che non costringe a prendere appunti, ma decisioni. Un libro terapeutico: in Cristo vi è tutto il corredo necessario per impaginare bene la vita e non scarabocchiarla. Un libro benefico: incontrare Cristo, è l’affare più indovinato della vita! Testo limpido, essenziale, di alta leggibilità. L’augurio è che il lettore vi entri uomo ed esca umano!
Questo fascicolo, ha come unico obiettivo quello di aiutare il catechista nel modo più concreto nel suo importantissimo compito di iniziare i più giovani ad un percorso di fede personale.
Come possiamo raccontare ai bambini e ai ragazzi di oggi la bellezza della scelta di Cristo e del suo vangelo? Da questa domanda nasce l'esperienza di ricerca e di formazione ricolta ai catechisti della diocesi di Brescia, condotta in collaborazione con il Dipartimento di pedagogia dell'Università Cattolica di Brescia, poi raccolta in questo sussidio. In una cultura dell'infanzia in cui è diffusa "l'indigestione" di parole e di immagini e allo stesso tempo "la carestia" di relazioni e di valori, questo testo si pone come strumento efficace per poter accedere all'universo infantile, riconoscendone i bisogni educativi autentici. Alle indicazioni pedagogiche sono uniti suggerimenti "pratici" per il lavoro di programmazione e di azione nei gruppi, in particolare per le fasce di età 6-8 e 9-11 anni. I catechisti oggi si trovano impegnati in una grande sfida educativa e relazionale, umana e cristiana. Pur essendo l'incontro di catechismo una piccola goccia nella vastitià degli impegni che costellano la vita di fanciulli e ragazzi, questa esperienza può arrecare un contributo inestimabile alla loro forma se condotta nel segno dell'attenzione prioritaria al valore della persona che ogni bambino incarna.
I nuovi orientamenti per la catechesi riconoscono l’importanza di creare un cammino attingendo dal vissuto di ogni giorno. Il testo si prefigge di guidare la creazione di un percorso per giovanissimi e giovani partendo, nello specifico, dai messaggi di Benedetto XVI riguardo alle giornate mondiali (comunicazioni sociali, pace, gioventù, ecc.) e coadiuvati da alcuni testi di Giovanni Paolo II e papa Francesco.