Chiara Corbella Petrillo muore a 28 anni per un carcinoma alla lingua, scoperto quanto è al quinto mese di gravidanza: rimanda le cure per dare alla luce il suo bambino. Lo fa con gioia, dicendo il suo "Eccomi", pensando prima di tutto al bene della creatura che porta in grembo. La vicenda di Chiara, di suo marito Enrico e del loro figlio Francesco (come anche di altri due fratellini già in Cielo), ha sorpreso migliaia di persone in tutta Italia e si è diffusa rapidamente su Internet e sui mezzi di comunicazione. Può la storia di una donna morta giovanissima testimoniare che la vita è un dono meraviglioso? Che seguire Cristo anche nella sofferenza ci apre alla luce? Queste pagine raccontano la storia di Chiara, con le sue parole e i ricordi di chi l'ha conosciuta e ne ha condiviso la profonda esperienza di fede: un'esistenza che non si è arresa di fronte alla morte fino a diventare un segno di speranza per tutti noi.
Chiara Corbella Petrillo nelle parole di chi l'ha conosciuta. "Per arrivare al Signore non devi correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: 'Sono già arrivata! Incredibile, Signore, ti ringrazio!'"
Carmen Hernández Barrera è nata a Ólvega (Soria - Spagna) il 24 novembre 1930. Ha trascorso la sua infanzia a Tudela (Navarra). Fin da bambina ha sentito la vocazione missionaria sotto l'influsso dello spirito di San Francesco Saverio. Ha studiato Scienze Chimiche all'Università di Madrid. Per alcuni anni è stata membro dell'Istituto "Misioneras de Cristo Jesús" e ha studiato teologia a Valencia. Nel 1964 ha conosciuto Kiko Argüello nelle baracche di Palomeras Altas a Madrid dopo che ebbero annunciato il Vangelo ai poveri con cui vivevano, l'allora arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, li incoraggiò a diffonderlo nelle parrocchie. Il Signore li ha guidati a una sintesi teologico-catechetica basata sulla Parola di Dio, la Liturgia e la Comunità, che sarà la base del Cammino Neocatecumenale, il cui Statuto è stato approvato in maniera definitiva dalla Santa Sede nel 2008. Per più di 50 anni, insieme a Kiko Argüello, ha dato la sua vita annunciando il Vangelo in tutto il mondo. Aveva un amore immenso per Gesù Cristo, la Chiesa, la Madonna, il Papa, la Liturgia, la Sacra Scrittura e le radici ebraiche del cristianesimo. È morta a Madrid il 19 luglio 2016 e il 4 dicembre 2022 è stata aperta la sua Causa di Beatificazione e Canonizzazione nella diocesi di Madrid, essendo stata dichiarata Serva di Dio.
«Quella che vi apprestate a leggere non è una biografia, né una cronaca di eventi bellici ormai lontani nel tempo. È un viaggio, un'avventura un po' romanzata e scritta in modo semplice, senza troppi fronzoli letterari, da chi, purtroppo, non ha tanto tempo per tingere d'inchiostro la carta. Queste pagine raccontano di un pellegrinaggio che si svolge, passo dopo passo, al fianco di un uomo che ha saputo trasformare la paura in offerta e la morte in un canto di vita». (dalla prefazione dell'autore) La biografia di un sacerdote salesiano che nel 2026 sarà proclamato beato. Nel 1944 fu fatto prigioniero dalle S.S. con altri ostaggi in una scuderia ed eroicamente rifiutò la libertà che gli venne proposta per stare vicino agli altri prigionieri e fu fucilato il primo ottobre del 1944. Il 18 dicembre 2024 Papa Francesco ha approvato il decreto che riconosce il martirio di Comini; la celebrazione della beatificazione è prevista per il 27 settembre 2026.
Una drammatica storia ispirata alla vita eroica di Stanisława Leszczyńska. Questa ostetrica polacca ha fatto nascere migliaia di bambini nel campo di Auschwitz, e nessuno di loro, né nessuna delle madri, è morto durante il parto. Il romanzo di Magda Knedler racconta la straordinaria vicenda di una donna coraggiosa che, nelle condizioni estreme del campo di concentramento, ha portato aiuto alle donne incinte e ai loro figli appena nati, le vittime più piccole e indifese di Auschwitz. Ad Auschwitz, Stanisława Leszczyńska non era solo una prigioniera. Era una madre. Era speranza.
Tra le grandi figure che hanno plasmato l'identità di Cuba e influenzato il pensiero sociale e spirituale delle Americhe, Felix Varela emerge come un protagonista sorprendentemente attuale. Sacerdote, educatore, pensatore e patriota, Varela ha coniugato profondamente fede e impegno per la libertà, diventando uno dei padri della coscienza nazionale cubana e un punto di riferimento per intere generazioni.
Costretto all'esilio negli Stati Uniti per le sue idee d'avanguardia, trova a New York un nuovo campo di missione, dedicandosi agli immigrati, ai poveri e alla costruzione di una Chiesa capace di farsi vicina a tutti.
La sua vita tra la natia Cuba e gli Usa attraversa un'epoca di rivoluzioni e trasformazioni, ma non si piega mai alla rassegnazione: Varela educa, scrive, forma coscienze, convinto che il primo passo per cambiare la società sia insegnare a pensare liberamente e responsabilmente.
La prima biografia in lingua italiana restituisce con profondità e passione il volto di un uomo che a cavallo dell'Ottocento ha saputo vivere il Vangelo nella storia concreta, anticipando temi oggi centrali: la dignità della persona, la giustizia sociale, il valore della democrazia, l'attenzione agli ultimi. Queste pagine non sono solo il racconto di una vita, ma un invito: riscoprire una fede che si fa storia, costruisce ponti, genera libertà e rende il mondo più umano.
Martina Kluzer ha sette anni quando un tumore feroce la strappa alla vita. È il 7 giugno 2007. Il libro riporta la cronaca nuda di due anni di dolore che travolgono una famiglia, tra ospedali, paura e amore ostinato. Ma queste pagine, infine, sorpendono: non sono un atto d'accusa né un grido di rabbia. Perché Marti, prima di «volare via come un uccellino», racconta altro: una fede che cresce nel buio, una gioia disarmante, incontri reali, vivi con il Gesù-Sacro Cuore caro a santa Faustina Kowalska e la Madonna-Rosa Mistica delle apparizioni di Montichiari. La morte arretra, la speranza avanza.
Un racconto che scuote e seduce, che rivela la grazia nell'esperienza della croce, dove il dolore diventa offerta di sé e promessa di vita nuova, profumo di Paradiso. E l'invito preciso, consegnato da una bambina ai famigliari, di testimoniare con la sua storia «che Gesù e la Madonna ci vogliono bene». Mamma Giovanna ha raccolto le memorie di tutti, trovando un aiuto di penna in Riccardo Caniato.
Un ritratto intenso e luminoso della Maria Teresa Fasce emerge da queste pagine, che ne raccontano la vita come un autentico capolavoro dello Spirito Santo. Attraverso lo sguardo riconoscente di chi l'ha conosciuta e amata, il lettore è guidato alla scoperta di una donna forte, sapiente e profondamente innamorata di Dio, capace di trasformare la sofferenza in dono e la croce in via di santità, sull'esempio di Rita da Cascia. Tra prove, contraddizioni e un instancabile zelo apostolico, la Beata Teresa seppe rinnovare la sua comunità religiosa, riportando il Vangelo al centro e aprendo il monastero alle necessità dell'umanità. La sua testimonianza, fatta di carità concreta e fedeltà quotidiana alla volontà divina, continua a vivere nelle sorelle che ha formato e nelle storie di santità nascosta che l'hanno accompagnata. Questo libro è un invito a riscoprire la forza silenziosa della santità vissuta nel quotidiano e a lasciarsi trasformare dall'amore di Dio, seguendo l'esempio di chi ha saputo dire, con radicale fiducia: "Lo voglio a ogni costo".
Leggere questo diario è come aprire un grande portone, prendere posto nell’intimità di una casa speciale, quella di Santa Marta e sedere lì con il desiderio di restare, di restare ancora accanto a Lui, accanto a Papa Francesco, il vicario di Cristo. Frate Marius da missionario della misericordia quale è, con la grande carità di cui è capace, ci suggerisce e indica un segno nuovo o forse inedito della Misericordia che è l’amicizia vissuta in Gesù Cristo. Lo fa semplicemente raccontando il suo rapporto con il Santo Padre Francesco, donandoci tutti i momenti più significativi di un incontro che ha cambiato la sua vita ed anche la mia. (Francesca Stilla, Prefazione)
La parabola di Marcel Lefebvre (1905-1991) segna una bella linea ascendente. Il Papa Pio XII lo nomina Vescovo del Senegal e poi, un anno dopo, Delegato apostolico della Santa Sede per tutta l’Africa francofona (l’equivalente di un nunzio). Nel 1962 viene eletto Superiore della Congregazione dello Spirito Santo. Tuttavia, nell’ottobre 1968, si vedrà costretto a dare le dimissioni dal suo incarico di Superiore generale e, il 1° novembre 1970, fonda a Ecône (Svizzera) la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Nel 1988 conquista una nuova celebrità consacrando quattro Vescovi ad Ecône, malgrado la proibizione del Papa Giovanni Paolo II, ma davanti alle telecamere di televisioni del mondo intero. Leggendo le pagine di questa affascinante biografia si svela, a poco a poco, il mistero di un uomo fuori del comune che fu così straordinariamente sicuro di sé perché fu assolutamente sicuro di Dio.
I pellegrinaggio in Terra Santa e per chiunque il viaggio di una vita.
In questo libro si ricostruisce lo storico e poetico pellegrinaggio del '63-'64 in Terra Santa della serva di Dio Carmen Hernandez Barrera, co-iniziatrice con Kiko Arguello del Cammino Neocatecumenale, nelle stesse sue parole, note, racconti, aneddoti e foto. La Chiesa è nata a Gerusalemme: "Sarete miei testimoni, cominciando da Gerusalemme, e fino agli estremi confini della terra" (At 1,8) e ogni rinnovamento non può che venire per essa da un ritorno alle fonti, comprese quelle di Gerusalemme e della Terra Santa, perché "sono in essa tutte le nostre fonti" (Sal 87,7). Una poesia di Tagore cara a Carmen recita: "Sono rotti i miei legami, pagati i miei debiti, le mie porte spalancate: me ne vado da ogni parte". Cosi, cominciando da Gerusalemme e dalla Terra Santa, Carmen divenne una testimone della fede "fino ai confini della terra". I] lettore troverà qui la sua avvincente esperienza di pellegrinaggio dal Libano alla Siria, attraversando deserti esteriori e interiori, fino alla Terra Santa, al lago di Galilea, alla consolazione di Gerusalemme: "In Gerusalemme sarete consolati" (Is 66,13). Così, il pellegrinaggio di Carmen diviene un aiuto per ogni pellegrino nel suo cammino di fede verso la Gerusalemme Celeste.
Natuzza è una parola di Dio, come lo sono io e come lo siete voi. Però la parola di Dio deve esser saputa leggere; il guaio è che Natuzza spesso non è saputa leggere!...Natuzza è una donna di fede, è una donna di speranza, è una donna di carità. Il Vescovo vi può dire che è una donna intanto molto umile..
(Monsignor Domenico Cortese)