
In breve
Furono gli Eubei di Calcide e di Eretria i più antichi esploratori delle rotte mediterranee: marinai, mercanti, coloni che, procedendo da oriente verso occidente, si spinsero fino alle acque degli empori atlantici, superando, presso Gibilterra, le mitiche colonne di Ercole. Furono loro a localizzare nelle acque del Mediterraneo il teatro delle avventure di Ulisse, eroe di riferimento per il navigante ellenico in cerca di mete sempre nuove. Lorenzo Braccesi va alla scoperta della loro storia e identità, soffermandosi sul mondo della grecità arcaica, su quella memoria dell’Odissea che è nella ‘bisaccia’ di ogni navigante o colono.
Indice
Prefazione - I. Una premessa generica, ma necessaria - II. La rotta nord-mediterranea: dallo Ionio al Tirreno - III.La rotta sud-mediterranea: dal Ponto Eussino all’Atlantico - IV. La rotta settentrionale: dallo Ionio al «caput Adriae» - V. Le «Odýsseiai», l’Adriatico e il monte Titano - VI. Una conclusione divagante, ma necessaria - Indice dei nomi - Indice dei luoghi
La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage - fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell'autunno 1944 - da un inviato d'eccezione.
I saggi qui raccolti si propongono di leggere alcune immagini cinquecentesche - capolavori di affermati maestri o dipinti pressoché sconosciuti - come documenti di storia politica, sociale e religiosa del Cinquecento italiano, utilizzandole come vere e proprie fonti iconografiche, a prescindere dalla prospettiva stilistica e formale ancora prevalente nella storia dell'arte. Ritratti di personaggi illustri nascondono e al tempo stesso manifestano difficili legittimazioni dinastiche o complesse vicende inquisitoriali; criptici emblemi racchiudono raffinati messaggi teologici; comuni raffigurazioni devote, - santi, crocifissioni, deposizioni - permettono di gettare nuova luce sulle inquietudini spirituali che percorsero l'Italia negli anni del concilio di Trento e che coinvolsero anche personaggi come Michelangelo Buonarroti e Vittoria Colonna; scene apparentemente innocue esprimono in realtà manifesti ideologici della Controriforma militante.
Il 27 novembre 1095 a Clermont, in Alvernia, papa Urbano II lanciò un vibrante appello alla cristianità: bisognava liberare Gerusalemme e i luoghi santi dalla tutela dei musulmani. Quel giorno fatidico iniziò la storia delle crociate, destinata a durare fino alla metà del XIII secolo.
Anche se in realtà, come spesso accade, le cose furono un po' più complicate. Perché Urbano II non pronunciò la parola «crociata», un termine che all'epoca non esisteva ancora. Inoltre l'intero medioevo è attraversato da movimenti collettivi, da pellegrinaggi di esaltati, da guerre sante: diventa dunque difficile definire e circoscrivere l'ambito delle crociate, e infatti il dibattito tra gli storici sulla loro vera natura e sulle loro caratteristiche è ancora oggi assai vivace.
Alain Demurger illumina, con la sua inarrivabile competenza, il rapporto tra le crociate e le «guerre sante», che hanno insanguinato e insanguinano la storia. Da un lato le spedizioni delle armate cristiane verso la Palestina somigliano per molti aspetti a esperienze storiche antecedenti, come la grande offensiva dell'imperatore bizantino Eraclio contro i persiani nel VII secolo o le prime fasi della lenta riconquista della penisola iberica. Tuttavia le crociate rappresentarono indubbiamente un fenomeno inedito: non fu solo un'idea nuova, fu anche una pratica destinata a creare rapidamente le proprie istituzioni.
Crociate e crociati nel medioevo ricostruisce una vicenda storica memorabile e controversa: risale alla nascita di questo sogno collettivo e ne segue l'evoluzione. Approfondisce i risvolti religiosi e militari. Individua le fonti di finanziamento per imprese costosissime e ne studia le ricadute economiche. Racconta le spedizioni, le battaglie e le stragi. Nel quadro inserisce episodi e personaggi memorabili, raccontati con vivacità. È un affresco completo e affascinante che abbraccia diversi secoli e che dal lontano passato riverba ancora sull'attualità.
Il volume è una sintesi della storia repubblicana che in meno di trecento pagine ripercorre le vicende politiche e sociali degli ultimi settant'anni offrendo al lettore un'interpretazione unitaria delle fasi essenziali di questo periodo: dalla ricostruzione postbellica al miracolo economico, dal compromesso storico ai terrorismi, dal crollo della classe politica di governo nei primi anni Novanta all'avvento di Berlusconi e del suo populismo. L'offensiva vittoriosa di una destra, in gran parte non ancora moderna, e gli errori e le divisioni di una sinistra che dopo il crollo del comunismo non ha ancora trovato un programma e neppure una nuova classe dirigente, sono al centro dell'analisi finale di questa opera, utile per la comprensione del nostro presente.
Un viaggio nel "paradiso abitato da diavoli", come ebbe a scrivere Goethe. Gesta, epidemie, speranze e sconfitte di un "popolo grande" come quello napoletano, rievocate con lo spirito di un flâneur appassionato e indomito. Tra le suggestioni di una storia antichissima, leggende popolari e atmosfere da Belle Époque ormai sbiadite, Ghirelli ci ricorda che "una certa idea di Napoli" è quella fiamma sempre vìva che ogni suo cittadino porta con sé. Tra parole e musica, diario intimo e acuta cronaca di costume, il ritratto romanzesco, ma tutto vero, di una città unica e magica.
Un immenso patrimonio di figure intellettuali, movimenti e concezioni che furono due volte eretici: per l'ideologia liberale e per i regimi storici del comunismo novecentesco
Il Novecento, secolo del comunismo e del suo fallimento. La somma di queste due affermazioni, tutt’altro che prive di fondamento, ha prodotto la cancellazione di persone, movimenti, concezioni che non hanno solo un significato storico, ma anche un valore per il presente e per il tempo futuro.
L’Altronovecento è un progetto concepito e sviluppato dalla Fondazione Micheletti di Brescia e dall’Editoriale Jaca Book, coinvolgendo, anche tramite vari seminari e incontri, decine di studiosi affinché si venisse a delineare un percorso di movimenti e singole personalità protagonisti del comunismo critico ed eretico del Novecento in Europa e nel mondo. Questo viaggio fra intellettuali, autori e attivisti politici - personalità di assoluto valore, qualche volta di grande fama, in altri casi sconosciute oggi al grande pubblico - raccoglie esperienze e posizioni fra loro diversissime, ma accomunate da alcuni elementi che ne definiscono l’atteggiamento due volte critico e la conseguente duplice eresia. Essi furono anzitutto critici sia del capitalismo liberal-democratico, sia del nazi-fascismo; ma furono anche critici delle varie forme novecentesche di comunismo realizzato, pur muovendo dall’adesione all’idea di comunismo e dal concetto di una sua qualche forma di concreta attuabilità storico-politica. Figure ed esperienze che sono quindi senz’altro eretiche per l’ideologia liberale, ma che sono state tali anche per i regimi storici del comunismo novecentesco e non a caso molti di questi protagonisti sono stati oggetto di attacchi anche furiosi da parte dei portavoce ideologici di tali Stati e dai partiti comunisti che ad essi si rifacevano. La storia politica del comunismo è stata scritta, tanto nell’Occidente liberale quanto oltrecortina, sotto il pieno condizionamento di questa lettura ideologica. È vero però che all’interno delle rivoluzioni del Novecento (tutte potentemente influenzate dal comunismo) si sono manifestate tendenze e comportamenti in aperta contraddizione con i sistemi di aggressione e dominio poi posti in essere dai partiti comunisti al potere. Con la necessità, tutt’altro che esaurita, di spiegare come e perché si produsse lo stravolgimento, sino alla catastrofe. Con quest’opera, di cui qui si presenta il primo volume, si intende quindi restituire un immenso patrimonio di idee e di esperienze, un Novecento «altro» che è tempo di svelare dopo decenni di oblio o di incomprensione.

