
A dieci anni dalla legge 62/2000 un bilancio della parità in Italia, ripercorrendo le tappe compiute e prospettando la strada ancora da fare. Tra riflessioni teoriche e analisi della situazione, il Rapporto intende soprattutto promuovere quella cultura della parità che fatica ancora ad affermarsi in Italia, nonostante le promesse e gli impegni assunti in passato.
La continuità educativa nella prospettiva dell'innovazione istituzionale e della teoria pedagogica. Concetti cardine quali "sviluppo integrale della persona", "ecologia della formazione", "qualità dei contesti educativi" costituiscono i fulcri interpretativi di un discorso che intreccia le problematiche didattiche con quelle più schiettamente pedagogiche, ricavandone un messaggio di ampia applicazione teorica e operativa.
Agili saggi di autorevoli studiosi del mondo arabo e dell'Islam per capire, in prospettiva storica, i conflitti religiosi e politici nei Paesi musulmani: dall'Egitto alla Turchia, dal Libano alla Siria. Un libro per tutti, sul presente e sul futuro dell'area mediterranea, dell'Europa e del mondo.
Il progetto di scuola del Governo Renzi commentato da quattro esperti del mondo dell'educazione. Quale che sia il giudizio di merito che se ne voglia dare, il Rapporto La buona scuola sollecita al confronto, enumera problemi reali e prova ad abbozzare soluzioni concrete. Questo libro si propone come contributo ad una riflessione informata e ragionata, aperta a cogliere il positivo, così come a sottolineare i nodi critici in modo onesto e costruttivo, nella convinzione che ciò, facendo del bene alla scuola italiana, non possa che essere fattore di miglioramento del Paese intero.
La rivista diretta da Paolo Flores d'Arcais prosegue nella riflessione sulla pandemia e il futuro che ci aspetta. Questo numero di MicroMega è infatti (come il precedente) interamente dedicato alla Covid-19, in questo caso con focus dedicati agli effetti in materia di lavoro, con particolare riferimento allo smart working, di turismo e territorio, di ambiente e trasporti, di economia e di sanità. Con in più l'approfondimento offerto dal dialogo tra Jürgen Habermas e Klaus Günther su una questione emersa in tutta la sua importanza durante il lockdown: il rapporto tra la tutela della vita e la garanzia delle libertà. Il volume si apre con un manifesto per un nuovo Servizio sanitario nazionale, delineato nei minimi dettagli da Nino Cartabellotta. Un'ampia sezione del numero è incentrata poi sui problemi delle nostre città che la pandemia ha reso evidenti. Un'altra sezione del numero è dedicata invece a quello che in questi mesi abbiamo preso a chiamare - un po' impropriamente - smart working. Sandra Burchi ci illustra perché sarebbe meglio usare la definizione di home working d'emergenza e ci spiega cosa significa fare della casa il proprio spazio di lavoro: quali sfide e quali vantaggi questo passaggio comporta; Piergiovanni Alleva sottolinea invece come, per concretizzarsi, questi vantaggi abbiano bisogno di nuova disciplina collettiva, e anche legale, dell'istituto. Ma l'approfondimento in materia di pandemia non si esaurisce qui. Daniele Nalbone e Alberto Puliafito, analizzando la situazione dal punto di vista del mondo dell'informazione, ci spiegano perché il giornalismo italiano è sempre più in difficoltà e indicano un percorso per uscire dalla crisi; lo storico britannico Adam Tooze illustra come la Covid-19 abbia messo a nudo simultaneamente le debolezze di Stati Uniti, Cina ed eurozona; Gianni Silvestrini ci ricorda che, passata l'emergenza coronavirus, tornerà a imporsi quella climatica; Stefano Caserini, accogliendo l'invito lanciato da MicroMega sullo scorso numero ad aprire un dibattito sul futuro dei trasporti, ci spiega come la promozione della mobilità collettiva e dei mezzi non motorizzati sia ingrediente fondamentale di tutte le politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici; Chiara Franceschini ripercorre ciò che abbiamo vissuto in questi mesi tracciando un parallelo con la condizione delle anime nel limbo; mentre, infine, gli economisti Pompeo Della Posta e Paul Schure si confrontano sugli strumenti più adatti - a livello europeo - per uscire insieme dalla crisi. Completano il numero di MicroMega, il dialogo tra Thomas Piketty e Frédéric Lordon e un reportage di Elettra Santori sull'Albania.
Dal 24 febbraio 2022 il mondo ha cominciato a correre a una velocità paragonabile a quella che in genere prelude alle grandi guerre. Sembra avverarsi la profezia di papa Francesco sulla "terza guerra mondiale a pezzi". Dal sanguinoso conflitto in Ucraina - scontro non troppo indiretto fra Stati Uniti e Russia - alla tensione crescente fra Washington e Pechino centrata su Taiwan, fino alla guerra fra Israele e Hamas che minaccia di incendiare l'intero Medio Oriente. Questo volume analizza in dettaglio la nuova guerra scoppiata tra Israele e Hamas a seguito dell'efferato attacco allo Stato ebraico del 7 ottobre, cui è seguita la devastante risposta a oggi in corso. Nell'ampia prima parte si dà conto dei molteplici attori più direttamente coinvolti: in primo luogo lo Stato ebraico e Hamas, ma anche il libanese Hizbullah e le formazioni della galassia jihadista che insistono sullo spazio israelo-palestinese, oltre che sui paesi adiacenti. In questa cornice si inseriscono alcuni articoli specificamente dedicati a Gaza e agli altri territori palestinesi, "radiografia" del contesto politico, umano e territoriale i cui annosi problemi minacciano di uscire ulteriormente acuiti dal nuovo scontro. La seconda parte allarga lo sguardo ai soggetti regionali che condividono a vario titolo ruoli, interessi e agende nell'incendiaria situazione mediorientale. In primo luogo Iran, Arabia Saudita, Egitto e Turchia, le cui strategie, i cui timori e le cui reazioni contribuiscono a determinare direzione e intensità del conflitto. Nella terza parte l'ottica si allarga ulteriormente alle potenze - Usa, Russia, Cina - protagoniste della "Guerra grande", frutto dell'erosione dell'egemonia statunitense. Processo in corso da tempo che negli ultimi due-tre anni sembra aver subito un'accelerazione e in cui il nuovo scontro israelo-palestinese, al netto delle irriducibili sue specificità, può essere inscritto.
ll sommario del numero 1/25 di Limes dedicato alla fine del "mondo basato sulle regole" e alle crisi in corso correlate alla Guerra Grande.
Il secondo volume di Limes del 2025 verte sul Medio Oriente in fiamme. Complice la caduta del regime siriano di Bashar al-Asad, qui i riflessi del conflitto ucraino si sommano infatti all'onda d'urto della guerra tra Israele, Hamas e Hizbullah nel determinare un completo sconvolgimento degli equilibri regionali. Il volume analizza il momento attuale, segnato dalla fragile tregua in Palestina, nell'ottica dei tre attori centrali dell'area - Turchia, Iran e Israele - vertici di un "triangolo strategico" da cui dipendono in gran parte gli sviluppi futuri. La prima parte, "Il triangolo secondo Israele", descrive il conflitto a Gaza e il confronto con l'Iran, ma anche e sempre più con la Turchia per il controllo del destrutturato spazio siriano, dall'ottica israeliana. Analogo esercizio, ma dalla prospettiva di Ankara, è svolto nella seconda parte ("Il triangolo secondo la Turchia"), mentre la terza parte ("Il triangolo secondo l'Iran") prende in esame il punto di vista iraniano. La quarta parte ("Arabi in movimento: Sirie, Palestina, Arabia Saudita") si concentra sul teatro siriano, ma anche sulla situazione nella Striscia di Gaza e sulle mosse dell'Arabia Saudita, attore fondamentale nella prospettiva del dopoguerra. La quinta e ultima parte ("Le potenze esterne e noi") dà conto della posizione di Stati Uniti, Cina e Russia, nonché delle opportunità per l'Italia di svolgere un ruolo nei turbolenti sviluppi regionali.

