
Ovunque vi sia una coppia di persone (marito e moglie, genitori e figli, insegnanti e alunni, colleghi di lavoro, vicini di casa, amici…) vi è simpatia, collaborazione, complicità… ma anche gelosia, invidia, rivalità! Quest’ultima, lungi dall’essere solo una componente negativa dei rapporti interpersonali, può addirittura risultare un collante positivo e dinamico. Giovanni Scalera è psicologo e psicoterapeuta; da anni si occupa di problemi della coppia.
L'ambiguità è una delle parole del disagio, un piccolo crimine quotidiano inscritto nella malafede o nella falsa coscienza, una nevrosi che sta dilagando. Dove? Innanzitutto nel linguaggio, nella politica, nei comportamenti pubblici e privati, nella sessualità (dove si sono indebolite le "differenze" dell'identità di genere). Ma pur senza considerare le figure limite (comprendenti transgender e perversioni patologiche), resta il fatto che l'ambiguità è un meccanismo che fa colludere anche le cosiddette persone per bene con le più trite ipocrisie: c'è chi è favorevole alla guerra, ma che poi ammette serafico di aver fatto di tutto per evitare il servizio militare al figlio, o il divorziato che sfila convinto al Family Day... Anche quando comportano un senso di responsabilità attenuato, sono atteggiamenti nei quali concorrono, più che la lotta inesausta tra il bene e il male, la discesa in campo di diverse identità simultanee, scisse e oggetto di rimozioni.
Presentando un modo originale di concepire il ruolo del sogno nella psicologia umana, Ogden offre un punto di vista unico sulla psicoanalisi. A partire dal lavoro di Sigmund Freud, Melarne Klein, Donald Winnicott e Wilfred Bion, l'autore analizza l'idea che la psicopatologia sia legata al fallimento della capacità dell'individuo di sognare la propria esperienza. Con chiare esemplificazioni cliniche viene illustrato il ruolo che l'analista svolge nel partecipare psicologicamente ai sogni del paziente.
Come fare in modo che l'incontro tra il mondo del neonato e il mondo che egli scopre sia un incontro possibile e fruttuoso? Come aiutare i bambini a costruire se stessi e a diventare persone, evitando di distruggerli nella loro essenza, in ciò che l'individuo ha di più prezioso? A queste domande risponde Bernard Colse, creando un ponte tra psicoanalisi e fenomenologia. Studenti e professionisti che operano nel campo della prima infanzia troveranno qui numerosi spunti di riflessione per raggiungere una visione d'insieme, utile per migliorare la prassi terapeutica.
I concetti fondamentali della psicologia dello sviluppo sono descritti in relazione al loro orizzonte teoretico, storico ed empirico. Di ognuno vengono esaminati il significato e l'origine e tutti sono organizzati in sezioni corrispondenti agli argomenti di lezione tipici di questo ambito. Per questa ragione il volume costituirà uno strumento per tutti i corsi di psicologia dello sviluppo e sarà una guida per accompagnare la lettura di manuali e libri di approfondimento e verificare le proprie idee sulla natura e sull'uso di concetti.
Se non credessimo nelle cose, in noi stessi e negli altri, la nostra vita sarebbe impossibile. Le nostre azioni sono infatti molto più spesso basate su credenze, stime ingenue di probabilità o forme di fiducia, che non su pensieri ancorati a certezze. Ma cosa succede nella testa della gente quando dice "credo in te" o più banalmente "credo che pioverà"? E in che modo opinioni, credenze e aspettative collettive si amalgamano con le emozioni fino a generare paure o speranze? L'autore ci spiega i meccanismi del credere in tutte le sue forme, da quella individuale a quella collettiva, fino a quella patologica del sottocredere degli scettici o del supercredere di creduloni e fanatici. Un viaggio attraverso il modo di funzionare più naturale della mente umana.
"Se la memoria non mi inganna, è successo due weekend fa, mentre stavo andando a Firenze in treno". E se la memoria ci ingannasse? Fin dove può spingersi l'inganno? Quanto possono essere distorti i ricordi? Possiamo arrivare, addirittura, a ricordare qualcosa che non è mai accaduto? Se capita, ce ne accorgiamo o ne siamo vittime inconsapevoli? Il libro si propone di rispondere a queste domande, descrivendo le illusioni di memoria più frequenti e insidiose (false memorie testimoniali, autobiografiche, per parole e oggetti), illustrando i possibili meccanismi che ne sono all'origine e indicando le strategie per difendersi. Il testo affronta questi temi alla luce dei più recenti sviluppi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, mettendone in evidenza sia il contributo alla conoscenza dei processi di memoria che la rilevanza in campo applicativo, soprattutto in ambito giudiziario (psicologia della testimonianza).
Nella vita di tutti i giorni non siamo quei razionali, fulminei e infallibili calcolatori di "utilità" che popolano i modelli economici. Grazie a un campionario di esempi, test, paradossi e a un linguaggio semplice e accessibile il testo insegnerà a riconoscere (e a correggere) i comportamenti irrazionali; e allo stesso tempo a non contare troppo sulla razionalità e a diffidare dei modelli troppo astratti degli economisti.
L'aggressività fa parte della natura umana, ma la violenza può essere tenuta sotto controllo fin dall'infanzia. E' questa la tesi da cui parte Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, per affrontare il tema del bullismo giovanile, un fenomeno tornato con prepotenza alla ribalta per la sua crescente diffusione. Che si tratti di ragazzini cresciuti in quartieri degradati, o in famiglie problematiche, o con difficoltà di apprendimento, la società intera non può ignorarli perché dietro la loro violenza c'è sempre un messaggio da decifrare. Agli adulti il compito di leggere e tradurre questi segnali "in codice". E, missione ancora più ardua, di trovare risposte e soluzioni. "Piccoli bulli crescono" offre ai genitori e agli insegnanti uno strumento in più per comprendere e intervenire. Una guida pratica che valorizza lo sport, la musica, l'arte, come risorse per stimolare nei bambini l'amore di sé, il piacere della sfida, il rispetto degli altri. Ma suggerisce anche un metodo per farsi ascoltare: punendo, quando è indispensabile, con autorevolezza, accettando la scommessa più importante che gli adulti sono chiamati ad affrontare. Dimostrare alle giovani generazioni che il mondo non appartiene ai violenti. È il solo modo per aiutare tutti quanti, vittime e bulli, a diventare cittadini del futuro, e per dare a questi bambini il regalo più prezioso che ci sia: un ideale di bellezza, di armonia e di giustizia in cui credere.
Da oltre un secolo la disciplina creata da Freud ha elaborato un modo di pensare la psiche umana che ha plasmato la nostra soggettività, diventando un sistema interpretativo generale alla cui luce l'uomo contemporaneo ha pensato se stesso, decifrato i propri desideri e comportamenti, illustrato i propri moventi e ragioni. Essa ha inoltre penetrato in profondità il sistema culturale e sociale, diventando parte integrante delle forme di vita dell'uomo contemporaneo. La psicoanalisi costituisce, insomma, l'orizzonte generale entro il quale tutti gli individui sono situati. Ciò, però, è probabilmente avvenuto innanzitutto perché la creazione di Freud aveva da subito assunto una posizione critica all'interno del contesto politico e culturale di un mondo avviato verso la catastrofe, funzionando da perpetuo principio d'inquietudine e problematizzazione, critica e contestazione rispetto alla società e alle forme di sapere dominanti. Ma che ne è stato di questa sua originaria vocazione sovversiva? In cosa si sono trasformati i suoi concetti, il suo discorso, il movimento cui aveva dato origine? Per rispondere a questi interrogativi Major e Talagrand ripercorrono le grandi tappe della scoperta freudiana, ricollocandole nelle fasi fondamentali dell'esperienza personale di Freud e nei momenti decisivi della storia del mondo che ha attraversato, offrendo un'introduzione d'insieme efficace e radicale.
Bisogna dire ai bambini tutta la verità sulla loro origine? In che cosa consiste la rivalità tra fratelli? Come si costruisce l'identità sessuale? A che cosa servono i sintomi, e bisogna proprio guarirli a ogni costo? A queste e ad altre domande, Marcel Rufo dà delle risposte concrete, frutto di trentacinque anni di pratica di psichiatria infantile. Ben lontano dal riferirsi a teorie astratte, l'autore dimostra, attraverso una serie di casi particolari, come i bambini e gli adolescenti esprimano, con il loro corpo e il loro comportamento, tutti i tormenti e gli smarrimenti che non riescono a verbalizzare.

