
Possiamo credere a ciò che vediamo con i nostri occhi? Solo in parte, le illusioni ci traggono in inganno con linee di uguale lunghezza quando tutti gli indizi suggeriscono il contrario.
Con numerosi e sorprendenti esempi – le figure ambigue, le figure impossibili... –, Gregory mostra che non sono i nostri occhi a sbagliare ma il nostro cervello. Ci affidiamo a presupposti innati sul modo in cui funziona il mondo, ci aspettiamo che un palazzo sembri piccolo perché è lontano. Se si crea un’immagine che mette in dubbio questi presupposti siamo indotti in errore. Vediamo ciò che ci aspettiamo di vedere. Se non fosse così, non vi sarebbero illusioni, e non esisterebbe alcuna magia.
L'autore
Richard Gregory, percettologo di fama internazionale, è stato professore di Neuropsicologia all’Università di Bristol. Nella collana Scienza e idee è stato pubblicato Occhio e cervello. La psicologia del vedere (1998).
L’amicizia è parte della ricerca del senso della vita. È un mattone in più nell’edificio della nostra esistenza che andiamo costruendo giorno per giorno, grazie al nostro sforzo, ma anche con l’aiuto degli altri.
In questo libro, il noto psichiatra spagnolo Enrique Rojas ci accompagna alla ricerca di tutti quegli elementi che ci aiutano a stabilire amicizie profonde, ricche, costruttive, che ci consentono di aprirci all’altro e di combattere la solitudine.
Destinatari
Un volume che si rivolge a quanti, nel mondo moderno, si sentono soli e vogliono per questo costruire amicizie profonde.
Autore Enrique Rojas è uno psichiatra spagnolo, già titolare della cattedra di Psichiatria all’Università di Madrid. Nelle sue ricerche e nella sua attività medica si dedica in particolare alle varie forme di depressione, ansia e disturbi della personalità, che analizza da un punto di vista cattolico, legato alla morale e alla trascendenza dell’essere umano. Una costante della sua riflessione è la questione della ricerca della felicità a confronto con i problemi della società attuale. È autore di numerosi manuali, saggi e articoli tradotti in diverse lingue. In italiano sono stati pubblicati Una teoria della felicità (1988); La fatica di amare: come affrontare la crisi della coppia (1995); L’uomo light: una vita senza valori (1996).
Buon umore, pace interiore, fiducia, serenità, ma anche inquietudine, nostalgia, paura, disperazione... Un insieme di emozioni e pensieri, i nostri stati d'animo sono il polso del nostro rapporto con il mondo. Sempre presenti, sempre influenti, accompagnano ogni momento della nostra vita. Questo libro ci aiuterà a comprenderli e a governarli. Saper entrare in se stessi, accogliere gli stati d'animo e al caso riuscire a mutarli può cambiare la nostra vita. E regalarci un po' di felicità, di saggezza e di serenità in più.
L’obiettivo del volume è evidenziare il senso e lo scopo di una prescrizione farmacologica nel contesto di una specifica diagnosi.
La prima parte introduce ai principi della farmacologia clinica: i capitoli sono dedicati al ruolo che gli psicofarmaci hanno progressivamente assunto nel tempo, al meccanismo d’azione di queste sostanze e alle specificità di ciascuna classe di psicofarmaci. Nella seconda parte si affronta l’approccio farmacologico e gli obiettivi clinici della cura dei principali disturbi psichiatrici.
L'autrice
Maria Grazia Manfredonia, psichiatra, lavora presso la ASL di Viterbo.
Cosa c’è dietro la violenza degli adolescenti contemporanei? Come aiutare un adolescente depresso? E sono i farmaci ciò di cui ha bisogno o è la famiglia che potrebbe aiutarlo nel modo più efficace? Sono alcune delle domande a cui il volume risponde, focalizzando l’attenzione sull’adolescenza problematica che si esprime attraverso la violenza, le dipendenze patologiche, la depressione.
Si presentano le linee teoriche che guidano il lavoro clinico con gli adolescenti secondo la prospettiva sistemico-relazionale, attraverso stralci di terapie condotte nell’arco di quarant’anni di esperienza.
Maurizio Andolfi insegna Psicologia dinamica all’università “La Sapienza” e dirige l’Accademia di psicoterapia della famiglia di Roma.
Anna Mascellani, psicologa e psicoterapeuta, lavora presso l’Accademia di psicoterapia della famiglia di Roma.
Sei milioni d’italiani non dormono o faticano a dormire. Molti soffrono di una grave forma di insonnia che porta a irritabilità, scarsa capacità di concentrazione, e quindi scarsa resa nella vita e nel lavoro. Secondo i dati raccolti dal dottor Gioacchino Mennuni, direttore del Centro del Sonno al Policlinico Gemelli di Roma, il maggiore specialista italiano sui problemi del disturbo del sonno, il fenomeno colpisce con sempre maggior frequenza anche i più giovani. Il metodo del dottor Mennuni è un vero e proprio decalogo, da seguire secondo un preciso e studiato sistema di regole, consigli, esercizi e piccoli trucchi per riequilibrare l’orologio biologico. Secondo l’autore, orari e disciplina sono ottimi antistress naturali, molto meglio dei farmaci, spesso usati con troppa disinvoltura. La camera da letto è interdetta a ogni altra attività: proibito mangiare, guardare la tv, studiare o lavorare, altrimenti il nostro organismo e la nostra mente non riconoscono più il luogo deputato al riposo e non si rilassano completamente. Non usare la tv come sonnifero, non tenere d’inverno i termosifoni al massimo, perché l’eccessivo calore impedisce il fisiologico raffreddamento della temperatura corporea che favorisce il sonno. E poi tutto ciò che riguarda l’attività fisica, l’alimentazione, il fumo, l’alcol, il sesso, e tutti i segreti riguardo la pennichella in un libro utile e divertente che insegna a rispettarsi e ad accudire il bene prezioso del proprio sonno.
Questo libro di Albisetti è una sorta di vademecum per la vita.
Uno degli aspetti su cui ritorna l’Autore è essere se stessi che significa sentirsi solidi, radicati, centrati nella zona più profonda e più intima della nostra anima. È uno stato di pienezza, al quale tutti se vogliamo, possiamo giungere. Fa parte di un cammino di crescita, è come un mettersi in viaggio, il viaggio della vita su questa terra.
Intanto elaborare probabili lutti e uscirne più forti di prima.
Superare la paura, alimentare la fiducia e ammettere le proprie debolezze. Soprattutto accettare se stessi, coltivare l’indipendenza e la responsabilità personale e acquisire una buona autostima. È importante.
E di fronte all’amore, costruire una relazione fatta di lealtà e di rispetto vicendevole.
Valerio Albisetti, psicologo e psicoterapeuta, è una delle presenze più significative della psicoanalisi contemporanea. Professore universitario, è autore di numerosi libri di psico-spiritualità, autentici best-sellers, tradotti in molte lingue. Fra i più recenti: Amare la vita e le sue sorprese (2006), Note d’amore e di vita (2006), Felici di essere nati (2007), Una vita a tutto tondo (2007), Il bello dell’età di mezzo (2007), Essere un po’ depressi fa bene (2008), Di fronte alla vita (2009), I sogni dell’anima (2009), Felici nonostante tutto (2010) editi da Paoline.
Così come produciamo la storia collettiva, veniamo da essa modellati. La fondatrice della "psicologia geopolitica clinica" sviscera questo assunto nei conflitti che segnano il nostro tempo e dispiega il metodo per curare le patologie provocate dagli scontri tra etnie, culture e civiltà. Si tratta di disturbi che non sono riducibili alle abituali problematiche della prima infanzia ma legati alla dimensione politica. Per esempio, nella Prima guerra mondiale la percentuale di civili sul numero totale dei feriti e dei morti fu del 5 per cento. Mentre nella Seconda guerra mondiale questa percentuale era salita al 50 per cento. E nel 1996 il numero di civili feriti o uccisi nelle guerre e nei conflitti contemporanei aveva raggiunto il 96 per cento del totale. La psicologia geopolitica clinica, nata dall’etnopsichiatria, analizza e costruisce soluzioni concrete relative alle patologie che emergono nei luoghi di interfaccia o collisione fra i mondi. Pensare e trattare i disturbi psicologici, culturali, politici e sociali direttamente legati alle violenze collettive, alle nuove migrazioni planetarie, alle trasformazioni ideologiche e tecnologiche e alle recalcitranze che esse inevitabilmente generano, diventerà una delle principali sfide delle pratiche cliniche contemporanee.
Nell'era di Google, degli smartphone e dei computer serve ancora avere una buona memoria? Ebbene sì, rivela questo libro, perché allenarla è uno dei pochi metodi conosciuti dalla scienza per aumentare a tutte le età la capacità di ragionamento, e quindi l'intelligenza. Gianni Golfera, famosissimo mnemonista diventato oggetto di studio alla NASA per le sue eccezionali facoltà, svela, con l'aiuto di Pierangelo Garzia e Edoardo Rosati, tecniche, segreti, trucchi per potenziare l'abilità di ricordare, di elaborare l'infinito numero di notizie che riceviamo, di migliorare le doti di problem solving.
Il Metodo Golfera è rivoluzionario e coinvolgente: associando un'emozione a ciò che vogliamo memorizzare, stabiliamo legami indissolubili che fisseranno per sempre nella nostra mente le informazioni che abbiamo bisogno di conservare (e solo quelle). Diventerà quindi facile per tutti - anche per gli smemorati cronici - ricordare qualsiasi cosa torni utile nel lavoro e nello studio: numeri, nomi, visi, parole straniere, grafici, date e dati, testi lunghi e brevi parola per parola, formule, articoli di legge¿ Inoltre, esercitare la memoria garantisce longevità e salute al cervello: è l'essenza del brain training, la ginnastica della mente che va tanto di moda.
Completo di esercizi, test, consigli e soluzioni per tutti - dagli studenti ai manager, dalle mamme indaffarate ai collezionisti, dagli insegnanti ai creativi -, e arricchito da un prezioso libriccino staccabile con le pillole del Metodo Golfera, Il grande libro della memoria è uno strumento indispensabile. Tenetelo a mente.
|
Ritornando sui temi affrontati nel 1961, nelle lezioni tenute tra la fine del 1973 e l’inizio del 1974, Michel Foucault analizza il costituirsi di un sapere medico sulla follia e la nascita del manicomio come luogo di “trattamento” dei folli, mostrando gli esiti che lì si realizzano e il lento, ma decisivo, montaggio del dispositivo psichiatrico. Foucault ricostruisce così l’emergere di fenomeni come l’ipnotismo e l’isteria, descrive come l’infanzia diventi oggetto d’intervento psichiatrico, esamina l’elaborazione della dottrina della degenerazione e i rapporti della follia con l’esperienza della droga e del sogno, delinea la costruzione medica del “corpo sessuale” e la nascita della psicoanalisi. Ma questo corso consente anche a Foucault di mostrare come, attraverso pratiche che vanno dall’interrogatorio alla presentazione dei malati, si sia costituito un discorso di verità che ha fatto della psichiatria un potente “agente di intensificazione” del reale, preposto all’allestimento e al controllo di forme d’identità e di individualità che sono ancora le nostre.
I giovani sono un problema. Ormoni fuori controllo, irresponsabili, indifferenti, bamboccioni. Inutile negarlo, questi ritratti di negatività spaventano e preoccupano. Alimentando la diffusa immagine di una “gioventù sregolata”, e quindi bisognosa di controllo. Soprattutto per quanto attiene alla salute. Inoltre, grazie alla logica del rischio e della responsabilità individuale, si è ormai affermata l’idea di un “dovere di benessere”. Un simile scenario induce a misurare l’ignoranza di chi vive male, applicando punizioni nei confronti dei trasgressori, e ovviamente ricompensando gli obbedienti. L’autore, interrogando la psicologia e le politiche della salute, mette in crisi questo modo abituale di guardare ai giovani. Per poi soffermarsi accanto a loro, dentro situazioni dilemmatiche. Dove l’impegno esistenziale per sentirsi bene sovverte alcune norme sociali – nel caso di giovani lesbiche diventate madri –, si espone allo stigma collettivo – parlando di ragazze che si rifanno il seno –, e si scontra con una cultura respingente – a proposito di giovani migranti che vogliono farcela. Di tutti emergono paure e gioie, credenze e pregiudizi, slanci e ritirate, aspirazioni e delusioni, agio e disagio. Dimostrando un modo di esistere creativamente versatile, e ben distante dalle tinte fosche con cui vengono solitamente dipinti.
Sonia ha lottato per anni contro il cancro e nella sua lunga battaglia ha appreso che le medicine non sono l’unica arma a disposizione: scrivere, leggere, ascoltare musica... ogni stimolo è stato per lei un aiuto importante e un passo verso la conoscenza del proprio io e la guarigione.
«La scrittura è fatica, sollievo, nutrimento, spaesamento, trascendenza. Il suo esercizio quotidiano ci solleva dalla vita e dal suo iter usuale e ci sazia come il pane di cui abbiamo bisogno per vivere. La scrittura ci rende forti, altruisti, provocanti e generosi. Ci commuove e ci adira. Ci nobilita. La scrittura gioca con noi tutte le emozioni della vita. Calarci in quelle emozioni significa rigenerarci.
Non abbiate resistenze, perché la penna fa il resto».
destinatari
Un libro destinato a un ampio pubblico.
l’autore Sonia Scarpante vive a Milano, sposata, con una figlia, nel 1998 vive la drammatica esperienza del tumore al seno che diviene occasione per rimettersi a pensare alla propria vita: un’occasione per guarire dentro e fuori. Oggi Sonia si dedica a comunicare a coloro che incontra che il male è qualcosa che possiamo combattere e vincere, soprattutto quando facciamo verità dentro noi stessi. Chi volesse mettersi in contatto con lei o conoscerla meglio, lo può fare contattandola sul sito internet www.soniascarpante.it o all’indirizzo di posta elettronica: sonia.scarpante@fastwebnet.it

