
Nei primi decenni del Novecento Maria Montessori divenne l'icona di una nuova pedagogia progressista che proponeva una educazione "a misura di bambino". Nonostante l'importanza del personaggio, sono relativamente poche le biografie intellettuali a lei dedicate e ancor meno quelle con caratteristiche non agiografiche. L'autore affronta criticamente, con riferimenti a fonti edite e inedite, la biografia della Montessori, inserendola nelle culture in cui operò e analizza i fondamenti della sua pedagogia relativamente ai riscontri teorici e scientifici che la ricerca più aggiornata ha apportato a questa "pedagogia della libertà". In rilievo le novità del metodo montessoriano alla luce delle coeve scienze umane, con l'accento sulla rilevanza che determinate posizioni scientifiche possono rivestire nell'ambito dello sviluppo della società civile quando s'intrecciano con la storia delle istituzioni politiche e dell'organizzazione dello Stato sociale. Si troverà così una nuova chiave interpretativa per comprendere l'opera di Maria Montessori e l'attualità del suo metodo pedagogico.
Cosa significa un'educazione europea? Come giungere a una cittadinanza attiva in un contesto attraversato da crisi economica e ridefinizione della propria identità culturale tra multiculturalismo, erosione delle apparenze e rivendicazioni di etnie?
Un'indagine composta a più voci, con esperti internazionali, per interpretare una sfida che tocca il presente e il futuro culturale e politico dell'Europa.
"Ditemi se le devo ancora insegnare queste cose o no. Forse, se i ragazzi non sanno più l'italiano, vuol dire che la scuola non ha più ritenuto che fosse il caso di insegnare l'italiano. Forse tutti in Italia (o meglio, in Europa) hanno deciso questo: che non è più utile insegnare la propria lingua, e si sono dimenticati di dirlo anche a me, e allora io sono l'ultima a fare una cosa che non interessa più nessuno, e quindi è bene che smetta. Questo libro è una battaglia, perché la cultura non abbandoni la nostra vita e prima di ogni altro luogo la nostra scuola, rendendo il futuro di tutti noi un deserto. È anche un atto di accusa alla mia generazione, che ha compiuto alcune scelte disastrose e non manifesta oggi il minimo pentimento. Infine, è la mia personale preghiera ai giovani, perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno, ignorando ogni pressione, sociale e soprattutto familiare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce, e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che da almeno quarant'anni ci governano e ci opprimono." (P. Mastrocola)
Prima della domenica con i figli c'è il sabato, e prima ancora una settimana intera di buoni propositi. Tutto quello che si rimanda, fra gli impegni e il lavoro, le cose che si potrebbero fare insieme, i giochi e le attenzioni verso i figli, il sentirsi una famiglia eccetera. Insomma, il tempo da dedicare ai bambini finisce per essere concentrato tutto nella domenica, creando grandi attese e aspettative da entrambe le parti. Così quando arriva finalmente domenica, di solito succede qualcosa del genere: il concetto generico di "ci divertiamo come matti" ma anche solo "stiamo bene insieme" diventa un imperativo categorico, e il terrore di non sapere come riempire quelle ore di tempo libero, di non essere all'altezza, di non riuscire a recuperare i punti popolarità persi durante gli altri giorni della settimana, rischia di diventare paralizzante. In "Ogni maledetta domenica" c'è un po' di tutto: idee, consigli, giochi e attività per non passare la domenica girando a vuoto in cerca di idee. Molto più di 37, a dire il vero, per tutte le situazioni e per ogni tipo di famiglia: dalla domenica indoor (nel caso probabilissimo di maltempo) a quella braveheart, per chi non teme le attività estreme (come il rafting giù per i torrenti), dalla domenica con i neonati a quella dei papà single, da quella al mare a quella in coda in autostrada. Save the parents è una collana di libri che potrebbero sembrare manuali e invece sono storie.
Per molti aspetti della vita personale e sociale nell'Italia di oggi si può parlare di un confine sottile, ossia rarefatto, se non addirittura inesistente, fra legalità e illegalità. Il confine costituisce non solo una metafora del discrimine fra due universi morali e normativi (il lecito e l'illecito), ma anche un tratto specifico della modernità, uno spazio fisico-temporale, che esalta il desiderio e la libertà dell'uomo contemporaneo di stabilire autonomamente orizzonti e direzioni di senso. Tutto questo riguarda, in modo specifico, l'odierna realtà giovanile. Stili, 'riti', comportamenti dei giovani, non di rado, si collocano in bilico, su una linea di confine 'mobile' e di significati disomogenei. Da una parte si collocano quelli ispirati a logiche di costruttività, responsabilità, apertura sul futuro, dall'altra stanno quelli legati a evasione, 'sperimentalismo', disillusione. Certi 'scollinamenti' di confine talvolta prefigurano passaggi senza ritorno, viaggi di sola andata, privi della possibilità di riprendere il cammino da capo. Di ciò si è discusso nel convegno "Il confine sottile. Culture giovanili, legalità, educazione", promosso il 26-27 novembre 2009 dal Centro Studi per l'Educazione alla Legalità (Università Cattolica, sede di Brescia). Il volume ne propone gli atti, articolandoli in tre Sezioni: approfondimenti psico-sociologici e pedagogici; fenomenologia del confine; 'buone pratiche'.
Dal momento in cui diventa madre ogni donna, per istinto, comincia a preoccuparsi per la prole, come accade per molte specie animali, dedicandosi a soddisfare i bisogni primari dei figli e a prepararli perché raggiungano l'indipendenza. Ma... non solo! L'amore materno è una forza potente e inestinguibile, un sentimento totalizzante e incontrollabile di cui i figli, oggetto fortunato di tanto affetto, sanno approfittarsi con spregiudicata disinvoltura. Ecco raccolte in questo libro 1000 esempi in forma di aforisma in cui figli di ogni età riconoscono le espressioni più grandi dell'amore materno.
Ogni genitore cerca di trasmettere ai propri figli dei consigli basati sulla propria esperienza, dimenticando spesso di farlo con premura, passione e amore. D'altro canto, spesso i figli faticano a recepire le parole degli adulti ritenendole a torto estranee alla loro vita. In questo libro i Williams, genitori adottivi di più di diciannove figli di diverse nazionalità, condividono venti storie semplici ma significative rispetto alle problematiche, alle gioie e alle responsabilità insite nella crescita. Le loro vicende si rivelano un ottimo spunto di riflessione per tutti i genitori.
Il professor Dell'Oro, responsabile del Servizio Orientamento Scolastico del Comune di Milano, si rivolge ai genitori e agli studenti, ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, facendo emergere ciò che sta alla base di queste problematiche. Offre loro una bussola con i criteri essenziali da seguire per la scelta della scuola più adeguata per ciascuno studente. E infine indica la strada che porta a vivere - e far vivere - la scuola come una reale grande opportunità, guardando con occhio critico ciò che può trasformarla in una vera sofferenza per tutti.
Il modo migliore per far crescere bene un bebé è anche il più divertente: giocare con lui. Ecco un volume ricchissimo di spunti ideali per sviluppare l'immaginazione e stimolare l'apprendimento del bambino nel periodo più importante della sua vita. Centinaia di attività per: sviluppare la concentrazione, la percezione dello spazio e favorire l'interazione con l'ambiente; migliorare la coordinazione e rafforzare la muscolatura; stimolare la capacità di riconoscere suoni, profumi e colori; creare un'atmosfera di tenerezza, armonia e divertimento.
"Il futuro di cui discuterò in queste pagine non coincide esattamente con il significato che gli attribuiscono psicosociologi, economisti, giornalisti e politici: la dimensione futura che cerco di indagare è di ispirazione psicoanalitica, è l'idea di ciò che auspicabilmente si riuscirà ad essere e fare in un tempo detto futuro. L'autentico desiderio potrà esprimersi ed essere realizzato nella misura in cui si saranno sviluppate le competenze necessarie. Parlerò quindi del progetto di crescita, di cambiamento, di realizzazione di ciò che si avverte come parte più autentica del sé, discuterò della fantasia concernente la propria evoluzione verso la pienezza delle capacità di amare e di farsi amare, di lavorare creativamente ottenendo il legittimo riconoscimento economico come espressione concreta dell'essere riusciti a rendersi socialmente visibili dopo la lunga fase di dipendenza dalla famiglia di origine. Proprio perché il futuro è sinonimo di crescita della parte più autentica di se stessi e promette la prosecuzione verso l'alto del processo di conoscenza delle proprie verità, vederlo appannarsi e sparire nelle nebbie di un contesto sociale, economico e culturale che si schiera contro la sua realizzazione, colpisce al cuore il sistema motivazionale e crea un lutto doloroso: assieme al futuro muore la speranza, l'autenticità, il piacere di vivere per crescere e diventare se stessi"
"La maternità e la paternità non sono delle missioni impossibili e se la formula '... e vissero felici e contenti' appartiene alle favole e non alla realtà, essere genitori sereni di bambini sereni è un obiettivo realizzabile." Con queste parole Silvia Bonino introduce "Quando i bambini sono piccoli": un libro che nasce direttamente dal confronto con i genitori che ha incontrato e con quelli che le hanno scritto nella rubrica "Crescere insieme" pubblicata su "Oggi". Viene trattata la prima fase di sviluppo dei bambini, dalla nascita ai sei anni, sfatando un mito: non è questa, infatti, una felice età dell'oro durante la quale i genitori possono veder crescere i propri figli con tranquillità e senza pensieri. È invece un periodo delicatissimo per lo sviluppo del bambino, durante il quale esso forma un'identità di sé e inizia a mettersi in relazione con la società. Non c'è da colpevolizzarsi, dunque, se la quotidianità accanto ai figli piccoli si popola anche di frustrazione, delusione e fatica. L'autrice accompagna le sue riflessioni teoriche a domande concrete dei genitori (o dei nonni) alle quali risponde per fornire non formule magiche di effetto sicuro, ma consigli, strumenti di analisi e spunti di riflessione. In questo modo offre al lettore la possibilità di mettere a fuoco i problemi per trovare le soluzioni più utili per l'educazione dei propri figli e per la propria tranquillità: premessa indispensabile per vivere l'esperienza della maternità e della paternità in modo positivo e appagante

