
Il volume nasce da un'iniziativa realizzata nel corso dell'anno scolastico 2022-2023 con le quarte classi delle scuole secondarie di secondo grado di Latina: l'intento era quello di mettersi in ascolto degli studenti dando loro la possibilità di formulare tutte le domande che desideravano porre e presentare al vescovo, da cui avrebbero avuto una risposta. Ai ragazzi dunque si devono per intero la proposta e l'elaborazione dei quesiti che compongono questo libro, interrogativi che toccano diversi aspetti dell'esperienza e del sentire dei giovani di oggi, ma anche dell'esperienza cristiana. Le risposte dell'Autore configurano un tentativo di entrare in dialogo presentando un'immagine del cristianesimo fedele a se stesso e rispondente alle attese delle nuove generazioni. «Il lettore troverà in questo dialogo a cuore aperto un piccolo e denso vademecum, utile e prezioso, sul valore della testimonianza, per dare legittimità alle nostre parole, sui rapporti non sempre facili ma necessari tra fede e ragione, sulle innegabili responsabilità della Chiesa in materia di pedofilia, sulla "voce interiore" che dovremmo ascoltare, specialmente quando non s'identifica con ciò che pensiamo (questa è una sollecitazione potenzialmente esplosiva per qualsiasi sedicenne), sulla cattiva condotta che contiene in se stessa la punizione, sul ruolo delle donne nella Chiesa, sull'auspicata accoglienza nei confronti delle persone omosessuali, sull'impossibilità di controllare ogni cosa, sulla dimensione esperienziale indispensabile per maturare una vera sensibilità religiosa» (dalla Prefazione di Eraldo Affinati).
Di fronte all'esplodere delle difficoltà della convivenza interreligiosa e del confronto tra forme, talora divergenti, di visioni morali e di codificazioni giuridiche, si pone il problema di una comprensione più equilibrata e oggettiva della consistenza antropologica dell'etica e del diritto. Il volume, in continuità con la pluriennale ricerca intrapresa dalla Facoltà Teologica di Sicilia per un discernimento cristiano sull'Islam, affronta la questione in modo costruttivo e onesto, con una lettura al plurale che si orienta in un'ottica da ultimo teologica. Ci si chiede che cosa sia l'uomo come soggetto morale secondo le tre religioni "monoteistiche", nella prospettiva non solo di una reciproca maggiore conoscenza, ma anche di una intelligenza più profonda dell'uomo stesso, colto nell'emergere della sua coscienza e nel compiersi della sua libertà. Accostarsi al mistero del cuore umano e alle sue scelte morali comporta una rinnovata attenzione alla dimensione religiosa, realtà pre-razionale spesso bistrattata, che è la porta di accesso all'impensato, all'inaudito, al sacro. Per il cristiano, interrogarsi sul senso antropologico di questa esperienza non comporta la rinuncia a trovare in Cristo il criterio di una luminosa e adeguata ermeneutica teologica.
“Unde nihil”? Riallacciandosi alla “magna quaestio” che scuote e anima il filosofare, il volume raccoglie quattro studi che indagano il rapporto tra l'onnipotenza divina e la filosofia del linguaggio, nell'alveo della riflessione medievale. Il primo è dedicato alla riproposizione dell'aporetica del nulla da parte di Fredegiso di Tours e all'analisi del tentativo anselmiano di recuperare l'argomentazione di Agostino. Il secondo intende mostrare come il realismo linguistico di Fredegiso di Tours offra la più salda fondazione alla trattazione dell'onnipotenza divina esposta da Pier Damiani. Il terzo e il quarto approfondiscono gli stessi temi nella filosofia di Guglielmo da Ockham e di Nicola di Autrecourt, nelle cui speculazioni si affaccia con sempre maggior vigore una gnoseologia scettica: un'epistemologia che vede nel linguaggio non più il mezzo privilegiato di accesso alla conoscenza di Dio, bensì una trappola insidiosa per i vaniloqui di quelli che Vico definirà, causticamente, i “dotti boriosi”.
Pur tenendo presente l'anno della fede che si sta celebrando, la presente pubblicazione non si lega direttamente a esso. Vuole piuttosto "riscoprire la gioia nel credere e l'entusiasmo nel comunicare la fede" con la lettura integrale e meditata delle parole che Gesù ha pronunciato durante l'ultima Cena, quali sono riferite nel Vangelo di Giovanni ai capitoli 13-17. Anche se questi cinque capitoli non devono essere considerati come una summa della fede cristiana, tuttavia essi si collocano al vertice del quarto Vangelo e questo, a sua volta, è al vertice dei Vangeli Sinottici.
Questo libro vuole essere un contributo alla riscoperta del volto misericordioso del Padre e delle Opere di misericordia corporale e spirituale alla luce della Sacra Scrittura, in vista dell'Anno Santo della Misericordia indetto da papa Francesco.
Ponderoso manuale di teologia trinitaria che in quattro parti tratta l'esperienza religiosa, la ricerca filosofica su Dio, l'itinerario della fede ebraica dell'Antico Testamento e la rivelazione cristiana.
Nei decenni che seguono il Concilio Vaticano II la cristologia è passata al centro della riflessione teologica, nella convinzione che non è possibile conoscere Dio se non attraverso la narrazione che ne fa Gesù di Nazaret con la parola e le opere, segnatamente con la croce e la risurrezione. L'autore, che ha già trattato in precedenti studi l'identità di Gesù figlio d'uomo e Figlio di Dio, aggiunge in quest'opera un'ampia e rigorosa riflessione sull'opera redentrice di colui che i cristiani riconoscono come Messia Salvatore.
Ampia trattazione in quattro parti sull'argomento "Dio è amore", espresso dall'apostolo Giovanni nella sua prima lettera: 1. L'Antico Testamento è la storia di un Dio padrone? Una lettura argomentativa: affermazioni, sviluppi, contraddizioni, interrogativi. 2. Passaggio al Nuovo Testamento: Dio salva per amore e con l'amore. 3. Eros, agape, amor, dilectio, caritas nel confronto teologico e culturale dei secoli cristiani. 4. La carità nella sistematica teologica.
Il tema dell'Eucaristia, fonte e culmine della liturgia e della vita cristiana, è talmente vasto che rischia di portare alla confusione mentale con accavallamenti e sovrapposizioni. Questo studio cerca di fare ordine e chiarezza con un'equilibrata sintesi teologica, sulla base di un'analisi accurata della fonte biblica, dello sviluppo storico del rito liturgico, della riflessione teologica, degli interventi magisteriali e dell'attenzione ai testi del Concilio Vaticano II.
L'argomento dell'"aldilà" è trattato in questo saggio con rigore di pensiero e chiarezza teologica: una sintesi avvincente e stimolante offerta agli operatori pastorali e ai cristiani più attenti.
Siamo davanti al contributo forse più importante della produzione di don Paolo Crivellaro (1944-1990), che fu un figlio diletto di un altro umile testimone della santità: don Ottorino Zanon (1915-1972), fondatore della piccolissima famiglia religiosa di cui don Paolo faceva parte (la Pia Società San Gaetano). Don Paolo era biblista, tanto appassionato della Parola e dei poveri da chiedere di trascorrere almeno alcuni anni in missione tra gli esclusi delle periferie di Rio de Janeiro, con l’unico intento di conoscere e approfondire la lettura della Sacra Scrittura promossa nelle Comunità Ecclesiali di Base. Dal suo cammino spirituale e dalla sua rigorosa ricerca scientifica, corroborata da un lavoro intenso di confronto e consultazione, di dialogo e sintesi, di proposta e promozione, abbiamo ricevuto questo testo, che è una perla preziosa, un germe di vita nuova, un chicco di grano gettato nel terreno perché muoia e porti vita.

