
L'esperienza che trapela dalle oltre cento lettere raccolte in questo libro e scritte da padre Aldo Trento dal Paraguay ai suoi amici in Italia trasmette la febbre di vita che arde in quest'uomo semplice e appassionato che, davanti al dolore di tanti fratelli e sorelle raccolti dalle miserie delle favelas di Asunción, non fugge via ma si pone con la faccia e le mani di un Altro. Il parroco della parrocchia San Rafael e il direttore della Clinica per malati terminali è Lui, Cristo, il Rio Sole, la luce divina che splende su questa terra ancestrale e benedetta dove il popolo guaraní aveva trovato la sua tierra sin mal nelle antiche reducciones dei gesuiti.Oggi quel popolo vive in condizioni di schiavitù morale e fisica e il sole che splende sul Chaco, un tempo il loro territorio di caccia, si trasforma nell'Altro Sole, l'ostia dell'Eucaristia che splende nell'ostensorio con cui padre Aldo benedice tre volte al giorno i suoi malati. Le cure mediche ad alto livello, le attenzioni umane, l'ordine e la pulizia fanno il resto; così la Clinica per malati terminali si trasforma per tanti nell'anticamera del Paradiso, mentre nel cortile gli oltre 300 bambini salvati dalla strada giocano, studiano, imparano un lavoro che darà speranza al loro futuro.
In principio, in Maria, atto puro della creazione, il Creatore si crea una natura umana nella quale supera l'infinita distanza che lo separa dalle creature e si fa uomo. È questa, in sintesi, l'interpretazione del mistero di Maria che si intravede nei manoscritti di Wilhelm Klein, gesuita tedesco nato a Traben (Mosel) nel 1889 e morto a Münster (Westfalen) nel 1996 alla bella età di 107 anni. Una singolare figura di filosofo, teologo e maestro spirituale che non ha mai pubblicato una riga durante tutta la sua vita. Solo verso la fine degli anni '90 del secolo scorso, in Germania, sono apparsi pro manuscripto quattro densi volumi di commenti biblici, liturgici e spirituali. Questo libro è un invito a conoscere meglio l'autore e ad avviare una ricerca critica sulla radicalità del suo pensiero cristologico e mariologico. In esso vengono pubblicate, per la prima volta in Italia, alcune pagine scelte dei suoi manoscritti.
L'analisi presentata in questo studio, con prospettiva sempre pedagogica, esplora la fede quale fondamentale esperienza di vita, che anzi può decidere del senso stesso della vita. Il saggio è rigoroso e impegnativo: caratteristiche indispensabili per un pieno recupero di credibilità della fede in un'epoca di forti provocazioni contrastanti.
Questo studio rileva che l'anelito alla trascendenza attraversa sotterraneo l'itinerario sinuoso dell'intera esistenza. L'esperienza umana possiede una prerogativa di risonanza e ascolto che trascendono il limite del tempo e dello spazio. Si apre all'incontro con l'assoluto.
La coscienza buona suggerisce sempre in positivo surclassando i dubbi e le insicurezze che la maggior parte delle creature si porta dietro come un bagaglio a mano. I teologi, i biblisti, i giornalisti e i magistrati intervenuti hanno espresso il significato di coscienza ciascuno dal proprio punto di vista, tratteggiandone l'aspetto complesso e nello stesso tempo sfuggente e riferendosi alla coscienza di sè, della propria identità, alla coscienza collettiva, morale, civile, sociale, nazionale che, quando e se formata, consente di cogliere il bene dell'uomo e di realizzarlo come unico grande valore non negoziabile.
Ma c'è l'aldilà? Siamo vittime o padroni del destino? La vita è un gioco del destino? Il volume presenta molti importanti interrogativi sulla morte e l'aldilà.
Se è vero che il futuro è nelle mani di Dio, Dio stesso quali mani ha se non le nostre? Pensiamo abbastanza a questo? "Il futuro non è tanto nelle nostre mani, ma lo dobbiamo portare come una cosa preziosa a cui dobbiamo dare vita tutti i giorni, giorno per giorno. Non bastano nove mesi, ce ne vogliono di più. Perché la speranza che noi dobbiamo conservare per noi per continuare a camminare - quella che dobbiamo lasciare in eredità ai figli - si alimenta proprio nella nostra vita. Dio non ha altro modo che darci e donarci il futuro se non attraverso l'opera dell'uomo, la nostra vita è quella che conta agli occhi di Dio" (dalla Presentazione di Chiara De Luca).
Il male e il suo mistero indagati in prospettiva multidisciplinare.
La portata evangelizzatrice dell’agire umano è sottolineata da Gesù stesso quando comanda agli apostoli di essere una cosa sola «perché il mondo creda» (Gv 17,21). I vari capitoli del libro si srotolano attorno all’idea centrale del lasciare che Gesù discenda sempre più profondamente nel tessuto del mondo e, attraverso gli uomini, si mostri secondo i molteplici aspetti del suo volto.
Note sull'autore
Réal Tremblay è ordinario di teologia morale fondamentale all’Accademia Alfonsiana e incaricato alla Pontificia Università Lateranense (specializzazione dogmatica, indirizzo cristologico). Nato in Canada, redentorista dal 1960, sacerdote dal 1966, ha conseguito il dottorato a Regensburg (1975) sotto la direzione dell’allora prof. J. Ratzinger. Ha pubblicato Cristo e la morale in alcuni documenti del Magistero, Roma 1996; Radicati e fondati nel Figlio. Contributi per una morale filiale, Roma 1997; La manifestation et la vision de Dieu selon s. Irénée de Lyon, Münster 1978, Irénée de Lyon. «L’empreinte des doigts de Dieu», Roma 1979; L’«Homme» qui divinise. Pour une interprétation christocentrique de l’existence, Montréal-Paris 1993.
L’autore presenta, in passaggi successivi, lo specifico proprio della morale cristiana. Quest’ultima è fortemente centrata sul Cristo risorto, dal quale emerge un’antropologia dai tratti nettamente filiali: non a caso il primo dei titoli cristologici è quello di Figlio. L’antropologia filiale diviene matrice dell’agire morale.
Da qui il tratto di una esigenza elevatissima, espressa in modo diretto nel sottotitolo del volume. L’eccesso di amore degli ultimi avvenimenti della vita terrena di Gesù determina la morale che ne deriva: è anch’essa eccessiva, perché il martirio è il punto culminante verso il quale si orienta la vita morale autentica.
La riflessione si allarga poi ai sacramenti, quali atti del Crocifisso risuscitato che condivide la sua vita con i credenti (battesimo) fino a diventare una sola carne con loro (eucaristia).
Sommario
Presentazione. I. Quadro metodologico. II. Il Cristo, libertà piena e accesso al divino. III. L’uomo filializzato. IV. Sacramenti e vita morale. V. L’eccellenza della vita filiale. VI. Morale ed evangelizzazione. Indici.
Note sull'autore
Réal Tremblay è ordinario di teologia morale fondamentale all’Accademia alfonsiana e incaricato alla Pontificia Università Lateranense (specializzazione dogmatica, indirizzo cristologico). Nato in Canada, redentorista dal 1960, sacerdote dal 1966, ha conseguito il dottorato a Regensburg (1975) sotto la direzione dell’allora prof. J. Ratzinger. Ha pubblicato: Cristo e la morale in alcuni documenti del Magistero (Edizioni Dehoniane, Roma 1996); Radicati e fondati nel Figlio. Contributi per una morale filiale (Edizioni Dehoniane, Roma 1997); La manifestation et la vision de Dieu selon s. Irénée de Lyon (Münster 1978); Irénée de Lyon. «L’empreinte des doigts de Dieu» (Roma 1979); L’«Homme» qui divinise. Pour une interprétation christocentrique de l’existence (Montréal-Paris 1993); Voi, luce del mondo... La vita morale dei cristiani: Dio fra gli uomini (EDB, Bologna 2003).

