
In ambito cattolico sono relativamente pochi i saggi sulla pornografia. Il presente volume affronta questo tema con coraggio. Lo fa per metterci in guardia dal rischio che essa rappresenta, soprattutto per i più giovani. Una «pandemia» che si diffonde quanto più viene minimizzata, una «tossina» che inquina l'ambiente umano, una «droga» che crea dipendenza e assuefazione. Senza mezzi termini, e con un intento specificamente pedagogico, l'autore ci svela il vero volto di un'industria che si arricchisce sulla pelle dei più deboli, che ci mostra come "piacere" quella che il più delle volte è deliberata violenza, che trasforma l'essere umano in oggetto, che nega la dialettica del dono e la sacralità del matrimonio. Internet e i mass media contribuiscono drammaticamente a questa situazione; la solitudine, l'isolamento o l'indigenza fanno il resto. La Dottrina sociale della Chiesa e gli insegnamenti dei pontefici - soprattutto a partire da Paolo VI - diffusamente citati nel testo ci forniscono gli strumenti necessari per denunciare e combattere questa piaga rimanendo «nella luce». Un libro davvero illuminante, aggiornato alle ultime tecnologie e tendenze, su ciò che la Chiesa dice sulla pornografia e su ciò che propone per premunirsi o guarire.
Abbiamo conosciuto molti esempi di sacerdoti (di più religioni) che hanno dedicato la loro vita a diffondere l'esempio di un modo di stare al mondo con e per gli altri, in particolare con e per i più maltrattati dalla storia, dalla società, dalla natura. Più raro è il caso di sacerdoti che abbiano accettato di assumere responsabilità direttamente politiche, entrando nei parlamenti liberamente eletti come indipendenti, di nome e di fatto, nell'adesione a principi condivisi di giustizia e di democrazia. Dal 1976 al 1983 il pastore valdese Tullio Vinay è stato senatore della Repubblica, eletto come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano. Questo volume raccoglie i più luminosi e radicali interventi politici, insieme ad altri di rigorosa e limpida tensione civile e morale. In mezzo a queste pagine, figurano quelle di un viaggio nel Vietnam in guerra che fanno pensare anche alle guerre di oggi, e alle tante testimonianze, spesso tragiche, dei credenti aperti al dialogo che si sono posti e si pongono dalla parte di tutte le vittime, e operano per la pace e non per la vittoria degli uni degli altri.
Nella sua storia bimillenaria la parrocchia si è continuamente adeguata ai tempi rinnovando le modalità della sua presenza, uno sforzo che oggi richiede di uscire, in modo definitivo e senza rimpianti, dall'autoreferenzialità. Il volume si propone di offrire alcuni spunti in tale direzione attraverso l'analisi critica della situazione odierna, l'elaborazione di criteri teologico-pastorali e l'invito a nuove modalità di progettazione.Nella prima parte si approfondiscono i due tratti distintivi della parrocchia: la sua realtà di comunità di credenti e il suo abitare sul territorio accogliendone le sfide. La seconda individua i diversi criteri-guida all'agire pastorale rinnovato, i passaggi operativi e i linguaggi necessari per attuarlo. Nella terza parte sono proposte due realizzazioni: la prima riguarda le nuove forme di comunità fra parrocchie e la seconda presenta un'esperienza di evangelizzazione del territorio cittadino, promossa e coordinata dalla Caritas di Torino.
Negli incontri di progettazione pastorale emerge spesso la domanda: ”Che idea di Chiesa abbiamo?”. Questo volume cerca di dare risposte teologiche e concrete. Lʼ:itinerario si sviluppa sul metodo della teologia pastorale, in tre momenti: analisi della realtà sociale, culturale ed ecclesiale odierna (prima parte): individuazione di criteri teologici che indichino il necessario cammino di conversione pastorale e di rinnovamento da percorrere (seconda parte): indicazione di scelte concrete per una Chiesa più fedele allʼ:identità affidatale da Gesù e alla vita quotidiana dellʼ:uomo della post-modernità (terza parte). Con la testimonianza di figure significative come Milani, Mazzolari, Pellegrino, Lercaro, Bello, Charles de Foucauld ecc. e di esperienze cattoliche e protestanti.
Come dire la fede in un preciso contesto sociale e culturale? Nell'oggi, la domanda fondamentale per la teologia pastorale e per la pastorale potrebbe essere così riformulata: come annunciare il messaggio di Gesù Cristo in una realtà sociale e culturale di seconda secolarizzazione e all'interno di una società liquida?
A partire da una visione profondamente radicata nella tradizione e nel magistero, e insieme attenta a intercettare i segni dello Spirito, il contributo dell'autore tratta di un agire pastorale della Chiesa con obiettivi ambiziosi: confrontarsi quotidianamente con la Parola di Dio e le necessità della gente, essere pensoso, progettuale e cooperativo, attento agli adulti e alla famiglia, aperto alle nuove domande di formazione cristiana, missionario e vigile a non lasciarsi dirottare su derive spiritualiste e solidariste.
La sua trama si articola attorno a quattro riferimenti: la Parola di Dio come fonte e metro di misura della vita del credente e della Chiesa; il mistero dell'Incarnazione come guida della prassi pastorale; la Chiesa, segno e strumento di Cristo per attuare il Regno di Dio nel mondo; la spiritualità di comunione missionaria, che sta alla radice della scelta della pastorale integrata e d'insieme.
La trama pastorale che il volume delinea è articolata attorno a quattro riferimenti fondamentali: la parola di Dio, come fonte e metro della vita del credente e della Chiesa; il mistero dell'incarnazione, come guida della prassi pastorale; la Chiesa, segno e strumento di Cristo per attuare il regno di Dio nel mondo; la spiritualità di comunione missionaria, come radice di pastorale integrata e d'insieme. La nuova edizione prevede due nuovi capitoli e una bibliografia aggiornata.
Cogliere la sfida dell'incontro con l'altro e con Dio è il filo conduttore delle pagine del volume, che propongono un'ipotesi pastorale articolata in riflessioni e indicazioni operative interdisciplinari, elaborate con "il futuro negli occhi e il passato nel cuore", perché il Vangelo è futuro e il futuro non si può costruire senza essere ben radicati nel passato. Questa scelta comporta anche la maturazione di una visione della Chiesa e di una pastorale missionaria, samaritana, segnata dalla tenerezza e dalla misericordia, capace di lasciarsi ospitare dall'altro, chiunque esso sia, qualunque storia abbia. Il metodo di lavoro è quello della Teologia pastorale, che comporta tre fasi distinte, ma interdipendenti: l'analisi critica della situazione, l'elaborazione di criteri teologici nel contesto odierno e l'offerta di elementi per progettare la pastorale. Pertanto, il testo si divide in tre parti. La prima offre al lettore un tentativo di comprendere il contesto odierno, ponendosi sia sul versante culturale che su quello della presenza e dell'azione della Chiesa italiana; la seconda mette a fuoco l'obiettivo del volume indicando che cosa comporti la cultura dell'incontro o dell'inclusione; la terza, infine, traccia una possibile strada per comunicare il messaggio favorendo la cultura dell'incontro con Dio e con l'altro segnata da orientamenti e operazioni, per un cambio di prospettiva pastorale. La riflessione si propone di accompagnare il cammino di ministri ordinati...
La Chiesa che abita, fin dalle sue origini, tra la gente di un territorio, è immersa nel cambiamento epocale che contraddistingue questo nostro tempo. Occorre che si attrezzi per starci dentro, attraversarlo, senza rinunciare alla propria identità, ma mettendosi in ascolto dei segni dei tempi, cogliendone nodi e opportunità con realistica speranza.
Questo libro affronta il modo in cui le parrocchie possono oggi attraversare la crisi. Il percorso è scandito in tre parti interdipendenti. La prima intende discernere questo tempo da una prospettiva di fede e comprendere quanto e come la crisi ha inciso sulla vita delle comunità parrocchiali e sulla loro missione sul territorio. La seconda parte propone alcuni orientamenti teologici, ecclesiologici e pastorali ritenuti utili per le parrocchie di oggi. La terza parte indica alcuni percorsi possibili e praticabili con e per i giovani, gli adulti e le famiglie, realtà piuttosto marginali in parrocchie che dedicano la quasi totalità delle risorse a bambini e ragazzi.
Sommario
Presentazione. I. OPPORTUNITÀ. 1. Cambiamento d’epoca. 2. Le parrocchie in questo contesto. II. ORIENTAMENTI. 3. Generare riferimenti cristiani. 4. Osare passi giusti. III. PERCORSI. 5. Giovani e parrocchie. 6. Famiglia, adulti e parrocchia, insieme. 7. Il lab-oratorio intergenerazionale. 8. Immigrazione, multireligiosità e multietnicità. Conclusione.
Note sull'autore
Giovanni Villata ha insegnato Teologia pastorale alla Pontificia Università Urbaniana e alla Facoltà teologica dell’Università Pontificia Salesiana. Ha diretto il Centro studi e documentazione della diocesi di Torino e l’Osservatorio giuridico-legislativo della Conferenza episcopale piemontese. È stato inoltre responsabile del Servizio diocesano per la formazione degli operatori pastorali e collabora con il Centro orientamento pastorale di Roma e le riviste Orientamenti Pastorali, Vita pastorale e Rogate ergo. Per EDB ha pubblicato di recente La parrocchia innovativa. Progettare la pastorale a partire dal territorio (con Tiziana Ciampolini, 2016) e Teologia pastorale (2016).
La Teologia pastorale o pratica ha un suo oggetto specifico (il qui e ora della storia), un metodo (denominato teologico-empirico critico) e si occupa della prassi dentro il contesto attuale in cui si esprime. Il suo agire, infatti, consiste nell'offrire opportunità d'incontro dell'uomo con Dio e di Dio con l'uomo in un preciso e determinato tempo e momento storico. La sua relazione con la prassi, - questo è il suo principale problema da sempre - non si esplicita in modo funzionale o strumentale, ma attraverso l'attuazione, di volta in volta, di un virtuoso circolo ermeneutico, nel quale interagiscono teoria e prassi, grammatica e pratica, nel pieno rispetto di ciascuna, senza sottovalutazioni o confusioni di competenze. L'interrogativo di fondo a cui la Teologia pastorale è chiamata a rispondere è «come» la comunità cristiana può operare nel qui e ora per annunciare, celebrare e testimoniare il Vangelo del Regno. Le risposte sono radicate nella Scrittura, nella Tradizione e nel Magistero ed esprimono fedeltà ai segni dei tempi cioè alle sfide che, di volta in volta, la situazione sociale, culturale ed ecclesiale pone. Tali risposte sono il frutto di uno stretto e continuo dialogo con le discipline teologiche sorelle e con le scienze umane. Proprio perché strettamente ancorata alla storia, la Teologia pastorale racconta percorsi mutevoli e sempre innovativi, mai racchiudibili in schemi fissi, validi universalmente. Il volume si colloca in una collana di testi rigorosi e agili a un tempo, rivolti soprattutto al pubblico di università, facoltà teologiche, istituti di scienze religiose e seminari.
Il libro affronta il tema della vita spirituale dei laici cristiani che decidono di impegnarsi nella missione evangelizzatrice della parrocchia a cui appartengono. Offre un possibile cammino di crescita radicato nella consapevolezza che la visione cristiana dell'esistenza conferisce ad essa un senso di unitarietà, anche da una prospettiva puramente umana. Lo sfondo è, secondo la lezione del concilio Vaticano II, una Chiesa - porta aperta sul mondo - che è comunione missionaria. L'obiettivo è costruire, nell'ascolto reciproco e nel dialogo, una parrocchia sinodale, missionaria e solidale: una parrocchia vicina alla gente, che tenta di dare vita oggi ad uno stile pastorale fondato su una spiritualità connotata da vicinanza e prossimità. Spiritualità che si esprime nella ricerca di relazioni di solidarietà, gentilezza, ospitalità, fraternità come conviene a veri discepoli missionari e che matura nel segno dell'incarnazione strettamente connessa alla Pasqua del Signore e alla sua Parusia.
Chi sono io davvero? E tu, chi sei per me? Che cosa rende degno il nostro vivere?
Questo libro, che é una prima introduzione all’antropologia teologica, tenta di sciogliere gli enigmi del vivere aprendoli verso il fuori, verso un Tu che sarebbe stato indicibile se non avesse preso lui stesso l’iniziativa di raccontarsi con parole umane.
L'originalità del testo consiste nel raccogliere e organizzare in un insieme coerente temi normalmente non svolti dai manuali di antropologia teologica e demandati invece a specifiche trattazioni, quali l’angelologia, la demonologia e l’escatologia. L'autore evidenzia la correlazione tra questi diversi argomenti della teologia sistematica provando a offrire una nuova sintesi pensata per rendere più agevole il cammino soprattutto a chi muove i primi passi nella ricerca teologica: studenti delle scuole di formazione teologica, degli istituti di scienze religiose, degli istituti teologici, delle facoltà di teologia.
Da alcuni anni si sente parlare di "teologia pubblica" con una certa frequenza. L'espressione si riferisce al lavoro di alcuni teologi attenti anche alla vita sociale e politica. L'idea di una teologia pubblica esprime il desiderio di essere in grado di dirigere la riflessione teologica sulla vita socio-politica per la società plurale nel suo insieme, senza limitarsi ai membri della comunità cristiana. Dietro quella dicitura sta un'intuizione profonda, una linea di riflessione interessante e originale per la società e la cultura in cui viviamo oggi. Allo stesso tempo, la gamma degli approcci possibili giustifica la varietà degli usi dell'etichetta "teologia pubblica" e dice che l'espressione non è univoca. Il saggio si incarica di avvicinare questa innovativa corrente teologica per conoscerla a fondo, per scorgere le sue possibilità e i suoi limiti, per pensare a sue possibili applicazioni.

