
Rivista bimestrale di Sacra Dottrina, n. 5/settembre - ottobre 2006.
Quanti e quali sono i linguaggi con i quali Dio si esprime di riflesso nell’anima dell’uomo? Il linguaggio è una comunicazione interpretativa, cioè che crea un legame attraverso immagini di diverso valore. Genericamente parlando questi linguaggi sono due: quello della ragione e quello della emozione. Due linguaggi non propriamente alternativi, anche se possono essere formalmente distinti con le rispettive proprietà.
Nella Rivelazione essi hanno una particolare convergenza, giacché si ritrovano nella loro matrice divina. Gi studi raccolti in questo numero di Divus Thomas dal titolo La visibilità del Dio invisibile affrontano questo tema e si collocano nel quadro delle ricerche della Scuola di Anagogia.
Rivista monografica quadrimestrale di teologia, n. 1/12. Una sezione monografica di Sacra Doctrina sul tema: l'influenza/presenza dei Padri della Chiesa nella riflessione teologica contemporanea.
La produzione poetica di Mario Luzi è ormai annoverata all'unanimità tra le più importanti e decisive dell'intero Novecento italiano ed europeo. E per la profondità e la carità con le quali ha saputo osservare e tradurre in parole di ineguagliabile spessore poetico la realtà magmatica e spesso tragica del vivere umano, al poeta fiorentino è stato riconosciuto un profilo di assoluta originalità nel vasto panorama della lirica contemporanea. Da sempre ritenuto "poeta cristiano", Luzi ha saputo ricavare dal proprio discepolato evangelico, affatto banale o una volta per tutte assicurato, ma sempre vivace se non dibattuto o inquieto, una riflessione vigile, costante e cordiale sulla vita, colma di stupore nel cogliere l'altissima dignità dell'uomo e della sua condizione di creatura fragile e dolente. Questo saggio vuol essere una convinta proposta di lettura della poesia di Luzi che, partendo dall'evidenza della sua dimensione profondamente religiosa e cristiana, mira a ricostruirne il cammino alla luce di questa identità, rilevandone i lasciti e le suggestioni, le ispirazioni e gli imprestiti, le fonti e le scritture ad essa collegate.
Compaiono in questo numero alcuni contributi del Convegno Internazionale tenutosi nel dicembre del 2011 nel convento domenicano di Bologna sulla figura e l'opera del Servo di Dio padre Tomas Tyn (1950-1990). Di origine cecoslovacca, entrato tra i domenicani in Germania, dopo un'iniziale formazione teologica in quel paese, completò gli studi in Italia addottorandosi all'Angelicum a Roma nel 1978 con una tesi sul rapporto fra grazia e libertà in san Tommaso d'Aquino. Appartenne alla comunità bolognese dal 1972 al 1989 quando, gravemente ammalato, rientrò presso i suoi familiari in Germania dove morì. Fu insegnante di teologia morale e di storia della filosofia nello Studio Teologico Domenicano bolognese. La sua fama di santità indusse il Card. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, ad aprire la causa di beatificazione nel 2006, tuttora in fase di inchiesta diocesana. Nel convegno sono stati messi in luce alcuni aspetti della vita e dell'opera del padre Tyn, opera che abbraccia varie discipline, dalla filosofia alla teologia, quali la metafisica, la teologia dogmatica e la morale. L'interesse offerto dal pensiero del padre Tyn sta nel riproporre in chiave moderna, in linea col Concilio Vaticano II, alcuni temi di fondo della teologia cattolica, soprattutto della scuola tomista, alla luce della quale rileva con acutezza critica alcuni errori contemporanei, a rimedio dei quali offre le risorse della sapienza dell'Aquinate e del Magistero della Chiesa.
La dignità umana è un’idea a cui molti fanno appello nei discorsi pubblici su scottanti temi etici, che riguardano l’inizio della vita umana, le cellule staminali, la medicina predittiva, la povertà infantile e l’equo accesso all’istruzione, il fine-vita.
Per approfondire questo tema è stato applicato con successo un preciso e collaudato metodo ecumenico: guardare a ciò che unisce.
Pastori e teologi luterani e vescovi e teologi cattolici non nascondono le differenze di interpretazione, ma mettono in luce i dati comuni alle due Chiese per superare le divergenze e costruire delle proposte spendibili pubblicamente.
Il testo è di capitale importanza anche perché illustra i vari modelli di argomentazione etica con una chiarezza mai usata prima e dà un’interpretazione ecumenica di Genesi 1-3 e di Matteo 5, il discorso della montagna.
Tra i fattori che concorrono ad alimentare l'attuale e persistente difetto di identità del cristiano, occupa un rilievo cospicuo il distanziamento dai sacramenti; tale distanziamento costituisce il nocciolo duro della nuova religione 'invisibile' e senza Chiesa, caratteristica del nostro tempo. Per riferimento al sacramento del battesimo dei bambini il rischio (talvolta anche la proposta teologica) è quella della semplice rinuncia a tale pratica.Le relazioni degli Atti del Convegno tenuto dalla Facoltà Teologica il 23-24 febbraio 1999, intendono invece confermare la necessità di tale pratica, cercandone però i motivi nel significato cristiano della generazione, e non subito e solo nelle necessità del bambino, nella tradizione, eccetera. A partire da questo significato vengono poi indicati alcuni criteri per la pratica pastorale così da correggere la persistente marginalità che il battesimo sembra avere nella prassi fino ad oggi corrente.
Il presente testo costituisce il quinto titolo della collana "Forum ATI", a cura dell'Associazione Teologica Italiana. In esso ci si occupa degli interrogativi che ruotano intorno alla questione dell'identità umana e alla sua relazione con quanto la circonda. Tale "questione" assume oggi in particolare un peso notevole in rapporto all'ostentato dominio della scienza e della tecnica, che intendono costituirsi come paradigma unico e universale nel farsi dell'umano, proprio della post-modernità. In questo contesto i diversi saperi si sentono impegnati a pronunciarsi autorevolmente intorno alla questione seducente dell'identità umana e tra questi non manca di farlo la teologia con uno stile di confronto-dialogo con quanti intendono dire l'umano, che si traduce nella molteplicità delle esperienze.
La questione del prete è tornata alla ribalta nella vita della Chiesa come questione cruciale. La drammatica diminuzione del numero di ministri ordinati, soprattutto in Europa, pone la do-manda sul futuro della Chiesa. Anzi impone di immaginare la Chiesa di domani non certo senza il ministero, ma con una figura del prete dentro un'immagine diversa di Chiesa. Perché l'"immaginazione" della presenza della Chiesa tra le case degli uomini non potrà passare che attraverso il ripensamento della figura teologale, pastorale e spirituale del prete. La prospettiva proposta dal presente volu-me è semplice: l'immagine teologale del ministero come servizio alla fede è la verità del suo esercizio pastorale e del suo vissuto spirituale. Verità del ministero e disposizione credente della libertà del prete s'appartengono reciprocamente. L'esercizio pastorale e il vissuto spirituale del ministero ordinato non mettono in pratica una verità saputa a prescindere dalla decisione personale di consegnarsi al Signore nel servizio alla fede dei fratelli.
Il volume pubblica gli Atti del Convegno di Studio promosso dalla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano nel febbraio del 2009 e dedicato ai rapporti tra arte e fede, tra pensiero estetico e pensiero teologico. Il Convegno e i saggi qui raccolti hanno giocato consapevolmente su molti registri: il pensiero filosofico (Cacciari), la riflessione teologica (Sequeri), la cristologia dei volti (Verdon), l'arte contemporanea (Del Guercio), l'estetizzazione della vita sociale (Barcellona), la forma della chiesa nella città postmoderna (Dianich), la bellezza della ritualità cristiana (Piqué-Collado). Mirando così al rilancio di una nuova alle-anza tra arte e fede, la quale non solo ha dato origine al 60% del patrimonio artistico dell'umanità, ma ha iscritto nell'architettura, nella pittura, nella musica, nella letteratura, e anche nell'immaginario, nel gusto, nello stile e, più in generarle, nella cultura, l'esperienza della bellezza come forma di abitare il mondo e di en-trare nel mistero della vita.

