
Non vi è nulla di più difficile del trattare la spiritualità protestante: è curioso infatti notare che sono soltanto i protestanti più o meno cattolicizzanti ad ammettere l'esistenza di una spiritualità protestante. Gli altri, tra i quali Barth, Ebeling, Nygren, Brunner, affermano che la mistica è la realtà più lontana dal vero protestantesimo. Il motivo addotto è una forma di religiosità essenzialmente pagana, estranea alla Bibbia e inconciliabile col Vangelo. L'autore mostra che tale tesi si basa su degli a priori giustificati solo da una serie di confusioni e controsensi. Partendo dai principi spirituali dei riformatori, si sofferma in modo particolare su figure del pietismo protestante e del movimento religioso romantico. Mette in evidenza come lo sviluppo della spiritualità anglicana sia strettamente legato a quello della spiritualità protestante, pur non coincidendo, come taluni cattolici sono portati a pensare. L'opera contribuisce a dissipare dubbi, chiarire equivoci, attenuare criteri di giudizio troppo rigidi, e quindi, ad approfondire il dialogo tra fratelli separati.
Mentre il mondo televisivo segue il mitico "tour de France" del 1992, un giovane pavese inizia, nel silenzio dei camminatori, il lungo viaggio a piedi che da Lourdes porta a Santiago de Compostela, e poi fino all'oceano in cui va a finire l'Europa. Perché affrontare una fatica come questa? Non si tratta certo di una vacanza o di una sfida sportiva: il pellegrino Gandini ha bisogno della strada e della solitudine per placare il suo dolore. Il percorso è lungo, la speranza non sempre solida, la preghiera compagna: solo perseverando si può scoprire la bellezza del Portico della Gloria, che è sì quello romanico che immette nella Basilica di Santiago, ma lo sono anche tutte le cappelle e i rifugi che sul Camino de Santiago accolgono i pellegrini: portico di gloria perché in essi l'umanità si rigenera interiormente e il suo cammino diventa cammino dell'animo. L'"Invito alla lettura" a firma di Vittorio Messori, che costituisce la novità di questa ristampa, definisce l'opera un "libro importante".
Vivere con semplicità significa vivere liberamente, autenticamente, essere in armonia con se stessi, entrare in contatto con il profondo dell’anima. Vuol dire trovare il proprio ritmo nel corso dell’anno liturgico e nel volgere delle stagioni, ma anche in ogni fase della nostra esistenza. Un libro, corredato di quarantaquattro semplici esercizi, che guida alla scoperta di un piccolo, grande mistero: l’arte della vita.
Descrizione
Vivere con semplicità. La cosa sembra facilissima. Ma che cosa vuol dire propriamente vivere? E che cosa vuol dire con semplicità, quando il mondo in cui viviamo è sempre più complicato?
Questa la risposta di Anselm Grün: vivere con semplicità significa non dipendere dalle cose esteriori e non farsi determinare da scopi esterni. Significa vivere liberamente, autenticamente. Significa essere sempre più in armonia con se stessi. Significa essere aperti, in ogni momento, a ciò che avviene in quel preciso istante.
Vivere con semplicità vuol dire trovare il proprio ritmo, nel salutare incontro con la natura, in ogni fase della nostra esistenza e – specialmente – nelle feste e nei riti dell’anno liturgico, con il loro profondo simbolismo. Chi entra così in contatto, pieno di gioia e di passione, con il profondo della sua anima, riesce a scoprire il fondamento della spiritualità.
In un tempo segnato da fragilità interiori, perdita di riferimenti stabili e ricerca di autenticità, l'accompagnamento spirituale si rivela un'arte sempre più necessaria.Questo volume, frutto di profonda esperienza e attenta riflessione, offre un itinerario completo per chi desidera intraprendere il cammino per formarsi come guida spirituale.Basato su un linguaggio accessibile, teologicamente e antropologicamente fondato, il testo guida il lettore dentro le dinamiche della relazione di aiuto, esplorando le tappe della vita spirituale, le sfide, le resistenze al cambiamento e il ruolo decisivo della comunicazione affettiva e simbolica nel percorso dell'accompagnante e dell'accompagnato.Coniugando sapientemente testi biblici e psicologia, don Flavio Marchesini offre un valido strumento di supporto per accompagnatori spirituali, formatori, religiosi e laici e per ogni persona che desidera lasciarsi trasformare dalla grazia e imparare ad accompagnare con rispetto, discernimento e misericordia.
La pubblicazione de La più bella avventura (1934) è all'origine della prima condanna ricevuta da don Mazzolari da parte del Sant'Offizio, che decretò il ritiro dal volume dal commercio e l'assoluto divieto di rieditarlo. Le recensioni positive ricevute in area protestante, nonché dal sacerdote Ernesto Buonaiuti - scomunicato nel 1926 per modernismo - non contribuirono certamente ad alleggerire i sospetti del Vaticano nei confronti di un'opera che, commentando la parabola del figliol prodigo, non invitava soltanto all'amore incondizionato verso il prossimo, ma richiamava con forza la Chiesa ad aprirsi ai 'lontani', a tutti coloro che venivano troppo sbrigativamente considerati estranei, se non addirittura nemici, rispetto alla comunità cristiana. Nel fermo convincimento che «niente è fuori della paternità di Dio», don Primo immagina una Chiesa aperta all'umanità e impegnata a preoccuparsi della conversione propria, prima ancora che di quella del mondo, venendo di fatto a centrare col suo scritto il nodo del rapporto tra cattolicesimo e modernità. Sia per i contenuti che per le reazioni suscitate, l'opera costituisce quindi una tra le più esemplari testimonianze della temperie spirituale e culturale che il cattolicesimo italiano ha attraversato tra le due guerre mondiali.Con questo settimo volume, la Fondazione Don Primo Mazzolari e le EDB proseguono nell'edizione critica delle opere di Mazzolari. I criteri della revisione vengono di volta in volta illustrati dal curatore, nella nota introduttiva di apertura.
Descrizione dell'opera
«Fra Tabgha e Cafarnao c'è una piccola chiesa; si affaccia su una bellissima insenatura che scende sul lago. Mi sono tolta i sandali e ho cominciato a camminare a piedi nudi sul bagnasciuga. Circa duemila anni fa su questa riva hanno lasciato le proprie impronte i piedi di alcuni pescatori e i piedi vivi del Figlio di Dio, il Risorto.
Mi sono seduta sulla spiaggia, in un angolo dell'insenatura… "in disparte, in un luogo solitario…". Alzandomi, ho notato qualcosa di chiaro, che brillava in mezzo ai sassolini neri della spiaggia. Era una conchiglia, piccola e bianchissima, una conchiglia fossile, forse molto più antica di duemila anni fa. L'ho raccolta e l'ho stretta nel pugno, e non l'ho più mollata, neanche quando sono entrata in chiesa. Il mio sguardo non si è mai staccato dal tesoro che stringevo nella mano. Non a caso l'avevo trovato. Il Caso è uno dei nomi di Dio. E io - per caso - ho incontrato Gesù in una conchiglia».
Il viaggio in Israele compiuto dall'autrice sfocia in un diario in cui ella condivide racconti, suggestioni e sentimenti provati di fronte a un luogo, alla terra, a una pagina biblica che li richiama. Grazie allo stile lineare, capace di suscitare curiosità e interesse, il lettore è invitato a riflettere sui luoghi della Bibbia e, perché no, sentirà crescere in sé il desiderio di conoscerli personalmente.
Sommario
Prologo. 29 agosto. 30 agosto. 31 agosto. 3 settembre. 4 settembre. 5 settembre. 7 settembre.
Note sull'autrice
Raffaella Susco (Roma, 1943) è impegnata nel volontariato cattolico e nella catechesi.
Nell'amore verso Dio e i fratelli trovano compimento la legge e i profeti, la storia della salvezza, il cammino d'Israele alla ricerca della sua liberazione e del suo Dio. In queste due direzioni raggiunge piena realizzazione anche la nostra vita, che è anch'essa storia di salvezza, parabola di chi cerca se stesso e la sua strada, e pure il nome e il volto di Dio.
«Tra le pagine che ora rileggo mi sorprendono e mi restano cari alcuni tratteggi; “Possiamo tutti, nella misura in cui ci è consentito, essere fonte di luce e liberazione per gli altri!... E ancora: ”Sono i gesti poveri, feriali, le parole sommesse, bisbigliate, le attenzioni sottili che danno la vita”.O altrove:”Da brandelli di verità si può essere condotti alla Verità.. Da una briciola di significato al Significato”. O ancora:”Negli eventi gravi la parola e il gesto che ci salvano sono quelli più poveri. Le ore intense impongono sobrietà e semplicità. Si è raggiunti solo dall’essenziale”… Si tratta di segnavia del vivere che reputo molto preziosi e profondi per chi, come me, è un cristiano “semplice”, ma anche per il laico che gioca lealmente la sua ricerca, l’uno e l’altro attanagliati da una propria indomabile insoddisfazione per l’angusto contingente.
Credo che la mission dei minuscoli componimenti qui felicemente raccolti sia soprattutto quella di offrire una direzione di senso, un crinale che orienta fra i mille dispersivi impegni che assiepano una qualunque nostra giornata, un criterio per abbeverarsi alle svariate e spesso contraddittorie sorgenti d’informazione. Il filo esile che aiuta a non perdersi nel dedalo dei tanti quotidiani labirinti.»
L'autore analizza nel volume le applicazioni pratiche, per laici e religiosi, in molteplici situazioni della vita materiale e spirituale. Nel progetto divino vi è la stessa sofferenza terrena, che può essere per l'uomo una prova necessaria, in quanto condizione di merito o demerito per l'eternità. Numerosi esempi e scritti di grandi maestri di spiritualità, quali sant'Alfonso de' Liguori, santa Teresa di Gesù Bambino e san Francesco di Sales, costituiscono il fondamento delle riflessioni di Lehodey. Il santo abbandono richiede distacco e indifferenza per tutto ciò che non è Dio e la sua volontà, pur essendo ben lungi da un atteggiamento di mera passività da parte dell'uomo.
Un vero reportage sulla su una delle realtà più vive della Chiesa a cavallo tra i due millenni. La storia di questo "popolo" nasce da Chiara Lubich: tutto il libro parla di lei e del Movimento dei Focolari. Ogni pagina cerca di dare ragione di uno dei fenomeni più innovativi sorti nel seno della Chiesa cattolica, anticipando numerosi temi del Vaticano II. Ogni riga racconta qualcosa di una donna che, grazie al carisma a lei affidato dallo Spirito, ha saputo creare attorno a sé un vero e proprio "piccolo popolo", che tuttavia è rimasto un’unica e semplice famiglia, anche se grande.
Chiara ha scritto di suo pugno il primo capitolo del volume nel quale racconta le origini del movimento. La nascita, l’espansione nel mondo, il dialogo tra le religioni e le nuove generazioni sono i grandi capitoli del volume.
Enzo Maria Fondi, nato a Velletri nel 1927, è morto a Rocca di Papa il 31 dicembre 2001. Laureatosi in medicina e chirurgia, nel 1950 entrò a far parte di uno dei primissimi focolari romani. Svolse l’attività professionale per circa dieci anni, anche come chirurgo nell’ospedale di Lipsia, nella Germania dell’Est, dove aprì nel 1960 un primo centro del movimento. Laureatosi in teologia, nel 1964 venne ordinato sacerdote. È stato a lungo corresponsabile centrale per la formazione spirituale e per il dialogo interreligioso del movimento, e membro della Scuola Abbà, centro studi dei Focolari. Ha pubblicato numerosi articoli, in particolare sul dialogo interreligioso. Tra i suoi libri si ricordano Le beatitudini, Roma 1965 e Storia di Emilio, Roma 1977.
Michele Zanzucchi, nato a Parma nel 1957, è caporedattore della rivista Città nuova, quindicinale del Movimento dei Focolari. È laureato in economia a Roma e in teologia a Parigi, e diplomato in filosofia e scienze della comunicazione. Ha al suo attivo una quindicina di volumi di reportage e testimonianze, tra cui Loppiano (Roma 1987), Fontem, un popolo nuovo (Roma 2002), Io ho tutto (Roma 2000) e tre diari di viaggio al seguito di Chiara Lubich: I santuari sulle rocce (Roma 2000), Mille lune (Roma 2001) e Da Trento al mondo, dal mondo a Trento (Roma 2001). Ha pubblicato un romanzo (Parigi d’amore, Roma 1996) e un libro-intervista con mons. Milingo (Il pesce ripescato dal fango, San Paolo 2002). È autore radiofonico e televisivo. È membro della Scuola Abbà e della commissione centrale di NetOne, centro di coordinamento tra comunicatori.
Questo volume propone la raccolta degli scritti e dei discorsi (dal 2010 al 2011) di Mons. Bruno Forte .Tema dominante è il dialogo nel suo rapporto con il Vangelo. Solo dialogando l’uomo esiste pienamente, perché si esprime nella sua radicale vocazione all’amore e ne pone in atto la progressiva rea- lizzazione.
Senza dialogo al suo interno la Chiesa non sarà mai “icona della Trinità”. Senza dialogo con la comunità degli uomini essa non annuncerà quanto gra- tuitamente le è stato donato. Anche in questa luce l’ecumenismo appare esigenza imprescindibile del popolo di coloro che hanno creduto al Vangelo dell’amore.
Che cos’è il cammino spirituale cristiano? Quali passi fare? Si presta particolare attenzione alla personalizzazione del cammino spirituale, ai fattori individuali, alle strutture, ai processi e alle dinamiche pedagogico-spirituali. Si affrontano temi quali la formazione della interiorità come «casa di Dio nel cuore della persona», la configurazione dell’intimità personale, il processo di trascendimento, l’attivazione del laboratorio formativo personale, la sofferenza e la debolezza personali, il confronto con lo scandalo della croce. Un manuale di esercizi concreti, un libro indispensabile per chi vuole essere, attraverso l’accompagnamento spirituale, un testimone del Vangelo.

