
Come possiamo ancora parlare d'amore? Facendo sentire la voce dell'amante. Questo testo è un omaggio al monologo interiore dell'amore, a questa folle preghiera che diciamo a noi stessi, che ripetiamo a noi stessi nel buio. Da Fedra, Berenice, ma anche il Cantico dei Cantici, san Paolo, Teresa d'Avila... Un monologo frammentato, attraverso ricordi personali, fra notti e giorni del cuore. "Amare è aspettare le parole, perché quando ami nel mondo ci sono solo le sue parole. Se ti parlerà da vicino avrai la fortuna di vedere sulle sue labbra Dio quando ancora non aveva creato il mondo, quando ancora era un bambino". (dalla Prefazione di Franco Arminio).
L'autore presenta, in modo discorsivo e semplice, le ricche potenzialità che questa forma di preghiera, l'adorazione eucaristica, offre alla fede e alla vita del credente. A questo scopo ripercorre l'intreccio tra il dato biblico, l'esperienza storica, la riflessione teologica e liturgica attuale della Chiesa, per offrire poi delle indicazioni concrete per praticare questa preghiera e sperimentarne la forza plasmatrice per la vita.
Nell'anno giubilare, papa Francesco ci ricorda che siamo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio: «Le opere di misericordia sono opere di speranza, che risvegliano nei cuori sentimenti di gratitudine». L'autore accosta questa ricca tematica in una prospettiva teologico-spirituale, dove le indicazioni presenti nella Sacra Scrittura trovano un'illustrazione viva e originale nell'esperienza dell'innumerevole schiera di santi, spesso nascosti, che hanno fatto delle opere di misericordia il programma della loro vita.
Viviamo in un mondo nel quale la fiducia è fragile, ma sappiamo bene che se nessuno si fidasse di nessuno sarebbe impossibile interagire e continuare a vivere. E non sarebbero possibili le relazioni d'amore e le comunità di cura. La fiducia è un dono "salutare" e delicato, che ci fa star bene perché ci sentiamo in buone mani:in quelle di Dio e di chi ci vuole bene. È importante, quindi, aver cura della fiducia e delle relazioni che la fanno crescere.
La sfida della vecchiaia, dinanzi al graduale deterioramento della propria condizione, consiste nell’adoperarsi per massimizzare ciò che resta, fare pace con Dio e con gli altri, prepararsi al congedo ed aprirsi al mistero del futuro. Questo sussidio pratico, affidato in particolare ai responsabili delle comunità o residenze per la terza età, offre spunti, stimoli creativi ed esercizi specifici per guidare i confratelli e le consorelle anziani nella riflessione, divenendo così "pellegrini di speranza" nell’avanzare del tempo.
Il nostro essere umani non viene solo da noi stessi, come l'appartenere a una cultura, a una storia, non ci viene da un singolo altro o simile, ma da tutti gli altri, da tutti i simili e ancora di più dall'altro che verrà, il dissimile, lo straniero, l'altra cultura, l'altra storia. In dialogo con i Profeti, Cristo, sant'Agostino, Wittgenstein, Shakespeare e molti altri, Frédéric Boyer pronuncia un'arringa inquieta, preoccupata, eccessiva, appassionata: il grido di un uomo che non sopporta più l'indifferenza globalizzata verso il volto dell'altro che ci viene incontro.
Il volume intende accompagnare il lettore nel suo personale cammino, invitarlo a compiere un itinerario nel luogo in cui la fede nasce o rinasce. È un’affascinante passeggiata nella fede, che aiuta a scoprire un’inedita bellezza, a imparare di nuovo e soprattutto a disimparare quello che è stato mal trasmesso. Riguarda sia coloro che, esterni all’esperienza del credere, desiderano accostarla, sia quanti, dall’interno, sono pervasi dal desiderio di renderla possibile, comprensibile e desiderabile per molti altri.
Il punto di partenza del cammino è la speranza, grazie alla quale la fede si insinua e prende alimento. In quest’ottica l’autore rilegge con un linguaggio semplice ma non semplicista, alla luce del credo cristiano, le grandi questioni dell’esistenza, ciò che sta veramente a cuore nella vita e rispetto a cui si ha bisogno di una parola di salvezza. Offre una ventina di itinerari che disegnano una terra dove il lettore stesso sarà invitato a lavorare per renderla abitabile.
Sommario. Invito alla lettura (E. Biemmi). Premessa: la speranza prima di tutto. 1. Ricominciare a credere.
2. Desiderare. 3. Rendere grazie. 4. Essere felici. 5. Vivere nella relazione. 6. Avere compassione. 7. Rendere ragione. 8. Essere pastori. 9. Credere dentro le culture. 10. Vivere liberi. 11. Morire di desiderio. 12. Cercare Dio nelle religioni. 13. Far crescere. 14. Celebrare. 15. Rendere bella la vita. 16. Asservire il denaro. 17. Non sbagliare mira. 18. Creare. 19. Credere in un Dio a favore dell’uomo. 20. Evangelizzare. Epilogo: il Dio delle sorprese.
Note sull'autore
André Fossion, gesuita, è professore al Centro Internazionale Lumen Vitae (Bruxelles) di cui è stato direttore dal 1992 al 2002. È presidente dell’Équipe europea dei catecheti. È autore di Lire les Écritures. Théorie et pratique de la lecture structurale (Lumen Vitae, 1980), La Catéchèse dans le champ de la communication (Cerf, 1990) e Dieu toujours recommencé (Cerf-Lumen Vitae-Novalis, 1997). Con le EDB ha pubblicato, assieme ad altri, Spazi liberi per il Vangelo. Accompagnare i catecumeni d’oggi (1994).
L'autore e un profondo conoscitore della storia e della teologia del S. Cuore. In questo volume ha raccolto il meglio della sua produzione e una serie di studi sul S. Cuore.

