
Raccolta delle prediche che Padre Giovanni Vannucci teneva nella piccola chiesa delle Stinche. Quando padre Giovanni Vannucci chiudeva la Bibbia e cominciava a raccontarla, qualcuno, senza farsi vedere, accendeva un registratore. Era un clic quasi impercettibile, eppure si sentiva nella piccola chiesa delle Stinche dove si muoveva solo il fiato dei presenti: era il tasto che accendeva il futuro, quello che una volta premuto avrebbe portato padre Giovanni a parlare ancora. Questa volta per noi. Ora le sue prediche sono trascritte in questo libro.
Una raccolta di omelie tenute da P. Giovanni Vannucci all'eremo delle Stinche tra il 1973 e il 1977, da cui emerge lo stile aperto e innovativo di questo monaco.
Spiritualita di S. Teresa di Lisieux, secondo i manoscritti autobiografici.
Non tutti i nostri sogni hanno dei contenuti intensamente spirituali e profetici come quelli riportati nella Bibbia, la maggior parte è costituita da visioni, senza alcun nesso logico. Spesso, però, capita di fare dei sogni premonitori di qualche evento prossimo a verificarsi. In ogni caso sognare è un elemento importantissimo della nostra vita, e il sogno si è sempre rivelato un canale privilegiato di comunicazione che Dio usa verso le sue creature. Anche nell'Antico Testamento troviamo il sogno, in diverse forme, quale strumento di rivelazione divina. Nel Nuovo Testamento il sogno è sempre il veicolo della volontà del Signore, lo vediamo in modo ripetuto nei confronti di san Giuseppe. Anche nelle vite di molti santi il sogno è portatore di messaggi e delle rivelazioni che il Signore rivolge loro per indurli a compiere la sua volontà. L'autore ci presenta molti esempi di santi la cui vita è stata fortemente influenzata da un particolare rapporto mistico con il Signore che è passato attraverso i sogni. Non mancano nel libro alcuni riferimenti letterari e di testi poetici che valorizzano l'importanza dei sogni con grande influenza sulla vita concreta.
la Beata Caterina Volpicelli e la spiritualità del Sacro Cuore.
In queste pagine dal carattere profetico, che risalgono all'epoca in cui Jorge Mario Bergoglio era un sacerdote gesuita, scopriamo il Papa Francesco che noi tutti abbiamo imparato a conoscere. Sono meditazioni sulla vita religiosa che l'allora padre provinciale ha dedicato ai suoi confratelli e che oggi illuminano i concetti fondamentali della sua spiritualità e del suo modo di intendere la fede, la comunità e il sacerdozio: famiglia, fratellanza, amore, fiducia, misericordia, pace, paternità. "Fin dalla Chiesa primitiva" spiega "la paternità esprimeva una dimensione essenziale della fede: la necessità della mediazione degli strumenti umani per la sua nascita". Il sacerdote, infatti, è soprattutto un padre: "Il senso primitivo del nome 'padre' riporta alla paternità di Dio, al mistero di Dio che ci genera eternamente, sia che si tratti della paternità della predicazione che suscita la fede, o del Battesimo che introduce in una vita nuova, o della direzione spirituale che conduce alla santità". Ma questo non è l'unico aspetto importante della paternità: nelle parabole evangeliche i padri di famiglia sono coloro che nel germoglio di grano vedono sempre la speranza della crescita, nonostante la zizzania, che scendono in strada a correre incontro al figlio prodigo, che sono capaci di sviluppare una sintesi di nuovo e di vecchio. Memoria del passato e slancio verso il futuro sono due atteggiamenti, apparentemente opposti, che riflettono tuttavia la maniera di essere dei gesuiti e di Papa Francesco.
˛ˇ L u n g o l a s t r a d a c h e d a G e r i c o s a l e a G e r u s a l e m m e , l a s t r a d a p e r c o r s a d a l b u o n s a m a r i t a n o e d a G e s ® s t e s s o , s o r s e r o f i n d a i p r i m i s e c o l i n u m e r o s i m o n a s t e r i , t r a c u i i l p i ® f a m o s o fi a n c o r a o g g i q u e l l o d i S . G i o r g i o d i C h o z i b a , m e t a o b b l i g a t a d i t u t t i i p e l l e g r i n i i n T e r r a S a n t a . Q u i v i s s e , t r a i l v i e i l v i i s e c o l o , G i o r g i o d i C h o z i b a : n e l p e r i o d o d r a m m a t i c o d e l l i n v a s i o n e p e r s i a n a e p o i a r a b a , G i o r g i o f u u n a u t e n t i c o p a d r e s p i r i t u a l e c h e , s e n z a p r e s i e d e r e n È f o n d a r e a l c u n a c o m u n i t ‡ , s e p p e s o s t e n e r e s p i r i t u a l m e n t e i f r a t e l l i . A c c a n t o a l o r o n e l l a f e r i a l i t ‡ d e l l a v i t a c o m u n e , p r o n t o a c o n s o l a r e e i n c o r a g g i a r e c o n d i s c e r n i m e n t o e m i s e r i c o r d i a , G i o r g i o f u u o m o d i c o m u n i o n e , l i e v i t o n e l l a p a s t a c a p a c e d i r i d a r e v i t a e s p e r a n z a a o g n i u o m o . L e a h C a m p a g n a n o D i S e g n i , d e l l U n i v e r s i t ‡ E b r a i c a d i G e r u s a l e m m e , c i r e n d e c o n t e m p o r a n e i d i q u e s t a f i g u r a a f f a s c i n a n t e , c o s ˝ c o m e d i G e r a s i m o , r i f o r m a t o r e d e l m o n a c h e s i m o p a l e s t i n e s e . I n a p p e n d i c e l ' a n t i c h i s s i m a t e s t i m o n i a n z a d e i m i r a c o l i d e l l a V e r g i n e d i C h o z i b a .
La vita dei Padri del Giura con il suo titolo completo: Vita o Regola dei Santi Padri Romano, Lupicino ed Eugendo, abati dei monasteri del Giura è l'opera di un autore anonimo. Un'attenta lettura del testo porta, comunque, a diverse tracce dell'autore. Il biografo scrive con una buona conoscenza del luogo, delle condizioni di vita e delle particolari vicende del suo oggetto. Ciò porta alla conclusione che lui stesso abbia vissuto in uno dei monasteri del Giura. Il suo scritto, poco dopo la morte dell'abate Eugendo, si può collocare intorno al 520. Il tempo del racconto delle tre vite degli Abati copre un periodo di quasi 90 anni (Romano si ritirò nel Giura intorno al 453), dei quali gli ultimi 30 sono stati vissuti anche dall'autore. La compattezza di una comunità monastica, unita alla preoccupazione per la fedeltà ai primi periodi, consente di attribuire un elevato grado di credibilità a quanto scrive l'autore il quale, come agiografo, lo fa per edificare oltre che per informare. L'autore certamente conosceva i più importanti testi monastici, come la Vita Antonii di Atanasio nella sua forma latina, la Vita Martini di Sulpicio Severo, l'Historia monachorum nella versione di Rufino e altre serie di scritti della tradizione dei padri. Nel suo modo di scrivere l'autore rivela una buona capacità letteraria cosicché la Vita patrum jurensium è testimonianza della latinità del 6° secolo ed anche dell'educazione monastica del suo tempo.
Gli interlocutori sono persone in ricerca. Con loro ci sono stati incontri e conversazioni alla grata del monastero.
Il deserto ha un linguaggio discreto, proprio come la voce di Dio, ma non è un luogo facile in cui vivere. Bello e terribile, proprio come il mistero, è uno spazio in cui si è a un passo dal paradiso, ma anche a uno dall’inferno.
Dalla comunità di Qumran ai padri del deserto e della Chiesa, dagli antichi eremiti a Charles de Foucauld, da Meister Eckhart a Francesco d’Assisi, un’avventura del pensiero, ma anche un diario di emozioni. Un vero cammino non solo per chi crede, ma soprattutto per chi cerca.
Sommario
Prefazione (A. Paoli). Premessa - I gemiti dell’anima. I. Il cammino del deserto. II. La nudità dello spirito. III. Via negativa. IV. Nella tenebra luminosa. V. Il deserto di stracci. VI. Un Dio svuotato. VII. - Perfetta letizia.
Note sull'autore
Giorgio Gonella, figlio di Guido, che fu con De Gasperi tra i fondatori della Democrazia Cristiana e per cinque volte ministro della Pubblica Istruzione, ha partecipato ai movimenti del ’68. La lettura del Vangelo e diverse esperienze di fede lo hanno portato alla consacrazione religiosa nella Congregazione dei Piccoli Fratelli del Vangelo. Ha vissuto a New York, in una piccola fraternità, tra persone con problemi di alcolismo e di droga lavorando come conducente di uno scuolabus. Nel 2008 si è trasferito in Messico con il proposito di iniziare una nuova fraternità d’accoglienza sulle pendici delle montagne della Sierra Madre.
Meditazioni sulla Passione di Cristo. Le pagine intense di questo libro ci costringono a concludere che solo l'Amore e credibile, che solo l'Amore e degno di una risposta d'amore umile e ardente, generosa e totale.
Gli scritti di suor Paola Maria dello Spirito Santo ritrovati con gioia e stupore dalle consorelle e raccolti in questo volume dal titolo evocativo, Nel dono del silenzio, perché "se questo è il dono che la priora ha fatto al Signore, questo è pure il dono di lui, che nel silenzio l'ha chiamata per rivelarle tutto ciò che una creatura può essere capace di intendere per la sua grazia". In queste pagine, che rappresentano una sorta di agenda giornaliera dell'anno liturgico, c'è tutto: l'amore della Trinità, la storia della salvezza, l'annunciazione e l'incarnazione, la personalità di Cristo e il suo sacrificio, ma anche le tappe della vita della Vergine e quelle di santa Maria Maddalena de' Pazzi. Il mistero cristiano squadernato giorno per giorno fino al totale ma impercettibile coinvolgimento nella preghiera silenziosa e nell'amore gioioso per il Signore.

