
Il volume raccoglie le riflessioni e i pensieri composti da Salvatore Arcifa, sacerdote della Diocesi di Acireale, in occasione di ritiri spirituali a cui ha partecipato nel corso della sua vita sacerdotale. In particolare, l'opera si articola in ottanta paragrafi, nei quali Don Arcifa prende in esame alcuni ambiti caratteristici della formazione e dell'identità del presbitero: innanzitutto l'ambito biblico, in cui il sacerdote radica la sua vocazione e la sua fede; l'ambito storico, con riferimenti ai Padri della Chiesa; quello spirituale, con un approfondimento sulla spiritualità battesimale e quella presbiterale, e infine l'ambito pastorale, in cui si considera la vita del sacerdote in relazione alla sua missione nella Chiesa e nel mondo. Si delinea così una sorta di "testamento spirituale" pensato originariamente per i familiari e gli amici di Don Arcifa, ma che può essere rivolto sia ai sacerdoti che ai fedeli laici, come testimonianza della gioia e dello zelo con cui egli si è legato al Signore, affinché possa rinnovarsi in essi la propria fede in Cristo.
Un percorso di esercizi spirituali secondo il modello di Sant'Ignazio di Loyola. L'approccio degli Esercizi Spirituali ignaziani è un cammino di liberazione dalle pulsioni nevrotiche" per far emergere la propria personalità. Questa troverà la via per la sua realizzazione nella figura di Cristo, che la ispira e la coinvolge fino a portarla ad autotrascendersi in una comunione con sé che la divinizza. "
la dove l uomo vive e agisce, la fede e`sempre una offerta di senso capace di aiutarlo ad essere veramente uomo: e`per questo che il convegno del centro naz. Vocazioni ha approndito il tema che da il titolo al libro. La dove l'uomo vive e agisce, la fede e`sempre una offerta di senso capace di aiutarlo ad essere veramente uomo. Il convegno nell'affrontare il tema e`stato attento al fatto che la nostra storia e`vissuta in contesti molto variabili dove intervengono condizionamenti, continuamenti cambianti, della nostra liberta chiamata a rispondere. A questi guarda in modo particolare la relazione introduttiva, attenta alla realta socio-culturale. La relazione biblica, articola e pone in rapporto tra componenti fondamentali di ogni vocazione: la chiamata, l'obbedienza e la l iberta, elementi tra loro inscindibili che puntualizzano la natura stessa della vocazione. Il prof. Rino fisichella porta poi l'attenzione sulla via dell'ascolto obbediente che r ende figli di dio. Sulle indicazioni della 1 pt poi la prof. Elena bosetti conduce una profonda lectio divina, mostrando come l obbedienza al vangelo si dispiega comunque nell amore. La tavola rotonda, come documenta il libro, ha iniziato a guardare al versante pedagogico del problema, mentre l intervento di beppe roggia ha puntato direttamente sul problema dell educazione vocazionale all obbedienza nella liberta.
Questo libro propone ai lettori un corso di Esercizi Spirituali fondato quasi esclusivamente sul testo della Lettera di san Paolo ai Galati. Questa Lettera può servire da base per Esercizi Spirituali, tanto più in quanto essa insiste molto su aspetti fondamentali della fede cristiana.
Cercare un nuovo linguaggio per parlare di Dio oggi è da sempre stato il desiderio più grande di padre Silvano Fausti. In tutta la sua vita ha cercato di realizzare questo desiderio servendo la Parola soprattutto tramite la lectio e i corsi di esercizi spirituali e con uno stile di vita semplice e fraterno. Chi incontrava Silvano, incontrava la Parola e la strada per arrivare al Signore. Ma anche il mondo circostante e la realtà storica diventavano più chiari, aprendo a ciascuno un inaspettato percorso di discernimento. Il lettore potrà qui ripercorrere questa esperienza attraverso le risposte di padre Fausti agli interventi di alcuni lettori della rivista dei gesuiti Popoli. Nel suo stile incisivo, positivamente provocatorio e spesso paradossale, Silvano prima di tutto ascolta l'interlocutore, benevolmente, con attenzione; poi, prima di rispondere, si mette in ascolto della Parola di Dio. E alla fine risponde e non si tira indietro, consapevole che c'è un'unica storia da vivere come discepoli. Nella seconda parte sono raccolti alcuni contributi di Silvano, scritti a partire da alcuni passi degli Atti degli Apostoli, «una specie di suo testamento spirituale», scrive nell'introduzione l'amico padre Beppe Lavelli che ha accompagnato Silvano fino all'ultimo viaggio.
Cercare un nuovo linguaggio per parlare di Dio oggi è sempre stato il desiderio più grande di padre Silvano Fausti. In tutta la sua vita ha cercato di realizzarlo servendo la Parola con uno stile di vita semplice e fraterno. Chi incontrava Silvano, incontrava la Parola e la strada per arrivare al Signore. Ma anche il mondo circostante e la realtà storica diventavano più chiari, aprendo a ciascuno un inaspettato percorso di discernimento. Il lettore potrà qui ripercorrere questa esperienza attraverso le risposte di padre Fausti ad alcuni interrogativi dell'uomo di oggi. Nel suo stile incisivo, positivamente provocatorio e spesso paradossale, Silvano ascolta, benevolmente, con attenzione; poi si mette in ascolto della Parola di Dio. E alla fine risponde e non si tira indietro, consapevole che c'è un'unica storia da vivere come discepoli.
Che cos'e la preghiera? Siamo davvero tutti chiamati a pregare?" Secondo l'autrice del libro, sembrerebbe di si: siamo tutti chiamati a vivere in consapevolezza il rapporto con Dio. " che cos'h la preghiera? Siamo davvero tutti chiamati a pregare?" secondo l'autrice di q uesto libro, sembrerebbe di sl: siamo tutti chiamati a vivere in consapevolezza il rapporto con dio. Rapporto fatto non solo di tempi e di momenti specifici (le preghiere), ma soprattutto di un atteggiamento costante e profondo di unione con lui (la preghiera). M a come arrivare alla preghiera del cuore, alla contemplazione attiva, alla adorazione-vita nella semplicita del quotidiano? A questo problemi cerca di dare una risposta questo testo: con un linguaggio piano, ora narrativo (le esperienze dell'autrice), ora discorsivo (l e sue riflessioni). Niccolina orlando costa, h nata a genova nel 1934. Si h diplomata assistente sociale nel 1956 e come tale ha lavorato una ventina d'anni. Nel 19 61 si e`laureata in scienze politiche. Nel 1965 si e`sposata ed ha avuto quattro figli. Attualmente e`in pensione e insegna cristologia all unitre di genova, oltre a dedicarsi a varie attivita di volontariato. Ha pubblicato con borl a (1985) la preghiera di coppia (tesi del diploma triennale in teologia spirituale conseguito nell 83 presso l istituto lombardo di pastorale) e in proprio la preghiera personale (1987), la preghiera di adorazione (1997) e le parabole di gesu`illustrate per bambini da ettore veruggio (1999). Uscita per i primi di maggio "
"Vi è mai capitato di sentirvi amici di una persona che non avete mai conosciuto? Vi siete mai sentiti talmente vicini a qualcuno che è vissuto millenni prima di voi da mettervi a conversare con lui? Suppongo di sì: i libri e lo spirito compiono di questi miracoli. Di recente a me è capitato con Giona, un po’ per caso. Credevo di sapere già tutto di lui dopo aver ascoltato la sua storia innumerevoli volte. Mi sbagliavo. Questa volta, mettendomi a leggere le pochissime pagine della Bibbia che raccontano la sua bizzarra vicenda, mi è sembrato di incontrarlo davvero". In queste brevi pagine l’autore entra in dialogo con Giona, intrattiene una corrispondenza con lui, lo interpella, lo chiama a fare verità in sé stesso, gli si fa accanto per aiutarlo a compiere quel passo, tanto faticoso quanto liberante, che porta verso la vita adulta. Ciascuno di noi può riconoscersi in quel Giona che si ribella a Dio e sceglie, per paura, strade mortifere, ma che porta in sé un profondo desiderio di una vita piena.
La vita monastica ha un messaggio da offrire al mondo di oggi, così spesso disorientato e travagliato. Essa dimostra che vale la pena di dare la vita per il Signore nell'ascolto della sua Parola, nella preghiera, nella fraternità e nella carità. È quindi un forte richiamo ad andare oltre, una freccia che indica il valore dell'Assoluto, una testimonianza credibile della possibilità di una vita in comune attuata quotidianamente, nella ricchezza delle diversità, in conformità al desiderio di Dio che vuol fare di noi un cuor solo e un'anima sola.
Nuova edizione del conosciutissimo testo di Anthony de Mello, Chiamati all’amore, si ripresenta tra le mani del lettore come una piccola luce che può illuminare nuove vie per crescere, per accompagnare se stessi a maturare, per diventare persone libere e realmente realizzate.
Testo pubblicato postumo, queste pagine brillano come perle preziose proprio perché frutto della maturità spirituale raggiunta dall’Autore, che si fa compagno di viaggio per ogni uomo e donna di buona volontà.
Partendo da un versetto evangelico, di valore umanamente universale, de Mello apre per il lettore una profonda, anche se breve, riflessione sul vivere di ogni giorno e propone percorsi di liberazione da ciò che impedisce alla vita di esplodere.
Chiamati alla felicità è il filo conduttore delle operette di Carlo Tancredi di Barolo, marito di Giulia Colbert, marchesa di Barolo, pubblicate in questo volume. Le operette spirituali il primo uomo e l'Uomo Dio e Gesù, Maria e gli Angeli fanno emergere innanzitutto la fede dell'Autore, semplice ma robusta, schietta e profonda, ancorata alla Parola di Dio. Le altre due operette, Sull'educazione della prima infanzia nella classe indigente e Brevissimi cenni diretti alla gioventù, affrontando in termini concreti i problemi legati all'educazione dei fanciulli e dei giovani, mostrano la specifica forma che in Carlo Tancredi prende la passione per l'uomo, una passione scaturita dalla contemplazione dell'umanità di Cristo. In tal modo l'attenzione ai piccoli e ai giovani, sbriciolata in mille particolari, manifesta non solo la visione che egli ha dell'uomo, ma soprattutto l'urgenza, "l'ansia", che ha animato la vita di Carlo Tancredi e della sua sposa Giulia: che tutti siano davvero felici. Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo, nacque a Torino il 26 ottobre 1782. Alla corte di Napoleone conobbe Giulia Colbert, figlia del marchese di Maulévrier, che sposò a Versailles nel 1806. Non avendo avuto il dono dei figli, i due coniugi gareggiarono nel farsi apostoli di carità cristiana, "adottando" i poveri di Torino.

