
Nel febbraio 2006 scoppia in Europa l’affaire delle caricature di Maometto pubblicate su un giornale danese. Ancora una volta la libertà di espressione artistica si contrappone alla sensibilità religiosa, accendendo gli animi e provocando anche reazioni di pericolosa violenza.
Da qui parte François Bœspflug, teologo e studioso dell’arte religiosa, per intraprendere un’analisi precisa e documentata del modo in cui avviene (o non avviene) la raffigurazione del divino nelle tre grandi religioni monoteiste. Attraverso confronti e differenziazioni estremamente puntuali, Bœspflug mostra come l’ebraismo e l’islam siano accomunati da una forte restrittività nei confronti delle immagini sacre, fino al divieto assoluto di raffigurare Dio. Dal canto suo, il cristianesimo, pur avendo conosciuto nella sua storia gli eccessi dell’iconoclastia, è una religione intrinsecamente aperta all’immagine, nella quale la raffigurazione di Dio in Cristo gode anche della legittimazione autorevole di un concilio. Nelle parole di Bœspflug, «la credenza in un Dio che si è fatto uomo in Gesù Cristo ha scompigliato le carte» e ha permesso all’immagine di guadagnare uno statuto di dignità assente nelle altre due religioni abramitiche.
Ben consapevole del potere (e dei rischi) che l’immagine detiene, in virtù della sua eccezionale forza simbolica, soprattutto quando va a incontrare il senso del sacro e dell’identità culturale, Bœspflug si interroga su quale sia la strada da percorrere affinché la diversità dei modi di considerare la raffigurazione del sacro, amplificata dalla potenza dell’odierna ‘civiltà dell’immagine’, cessi di sfociare nella giustapposizione violenta e piuttosto trovi un registro di comprensione e di dialogo.
Rivolgendosi a tutti coloro che hanno a cuore il problema, e in particolare a chi, nelle nostre società fortemente plurietniche e plurireligiose, è chiamato a occuparsi di formazione e informazione, egli propone una ‘storia iconica’ di Dio, pluralista e comparativa, laica e documentata, che renda ragione della presenza e della funzione delle immagini nel percorso storico delle religioni e ponga le basi per un ‘codice di buona condotta’ che consenta di rispettare da un lato i valori tradizionali e dall’altro quelli delle democrazie moderne.
«L’ultima parola», conclude Bœspflug, «deve tornare all’affermazione della libertà nella dignità, nell’umorismo, nell’autocontrollo… e le grandi religioni hanno una lunga esperienza di queste qualità».
François Bœspflug (1945), domenicano, insegna Storia delle religioni presso la Facoltà di Teologia cattolica dell’Università Marc Bloch di Strasburgo. È autore di numerosi libri e saggi dedicati in particolare all’immagine sacra nell’espressione artistica, tra cui, tradotti in italiano, Il credo di Siena (1985), Dio nell’arte (1986), Arcabas (1992), Le bellissime ore (1998, con E. König).
L'espansione e la diffusione dell'Islam, che ha interessato tre continenti e un arco temporale di oltre un millennio, lo hanno messo in contatto con tradizioni artistiche assai diverse. Ne è conseguita una notevole varietà di scuole regionali che, nonostante le differenze, hanno mantenuto una fondamentale unità estetica che va ricercata nell'unitarietà della cultura religiosa. Il volume, corredato da un ampio apparato fotografico, fornisce alcune linee guida sulla nascita e lo sviluppo dell'arte islamica, analizzandone in particolare proprio le costanti, rintracciabili nelle strutture e nelle forme, nei vari decori calligrafici, floreali e geometrici. Ampio spazio è dedicato inoltre alla descrizione degli edifici, sacri e profani. L'architettura, infatti, volta all'esaltazione del Principe dei credenti nel suo doppio ruolo politico e religioso, è l'arte che più di ogni altra rende visibile la potenza dell'Islam.
Il sufismo è l'aspetto interiore della religione islamica, dalla quale non può essere in nessun modo distaccato e dalla quale deriva. Parte dal presupposto che la natura profonda dell'uomo non sia di questo mondo, ma appartenga alla Realtà eterna, per raggiungere la quale, anche prima del disfacimento del corpo fisico, occorre attivare quella particella di cielo che dorme nel profondo del cuore di ciascuno: e per farlo, occorre avere conoscenza della Via da percorrere e qualcuno che dispensi questa conoscenza. Questo libro vuole essere un'introduzione al sufismo, sintetica, ma esauriente per chi voglia approfondire questo fenomeno.
Ho voluto spiegare le religioni con estrema semplicità e assoluto rigore nel livello dei concetti, partendo dalla constatazione che, a prescindere dalle differenze fra l'una e l'altra, esse sono una creazione del pensiero umano e rispondono a due bisogni fondamentali strettamente connessi. Il primo: fornire una spiegazione della morte; il secondo: mettere in atto un potere che la domini. Il bisogno del potere è diventato subito primario in tutte le società, dalle più antiche alle contemporanee. E i detentori del potere si sono serviti del timore della morte e del controllo-dominio sulla morte per organizzare la vita del gruppo. Nelle religioni si nasconde la storia che sta sotto alla storia dell'uomo; i passi incerti, pieni di angoscia e di speranza che gli uomini hanno via via compiuto per poter vivere malgrado la morte; per venire a patti con le forze soverchianti da cui erano e sono circondati. Raccontarle significa raccontare la solitudine, accompagnare gli uomini di ogni epoca nei loro innumerevoli tentativi.
È la prima biografia di Ratzinger pubblicata dopo la sua elezione, la prima che racconta la sua azione pastorale fino agli avvenimenti più recenti del Pontificato. Ripercorre a volo d'uccello l'ampio arco di 78 anni della vita del papa: un'esistenza intensa, raccontata con stile rapido e avvincente sulla base di fonti autobiografiche, studi e saggi monografici, articoli, siti internet. Non si tratta di uno studio scientifico per gli studiosi, ma di un'esposizione divulgativa, accessibile al lettore comune.
Per sfuggire ai fascisti ungheresi il piccolo Gamaliele si è affidato a Ilonka, una ragazza cattolica, voluttuosa cantante di cabaret, che lo ha nascosto e protetto dalle persecuzioni naziste. Ora è un uomo maturo e vive a New York. La sua è la vita di un rifugiato, fatta di incontri e abbandoni, di continue partenze e umilianti burocrazie. Ha quattro amici, scampati come lui agli orrori della storia: Bolek, Diégo, Iasha e Gad. Con loro condivide la solidarietà dei rifugiati ma anche momenti di allegria rumorosa. Finchè a Gamaliele non arriva la notizia che in un ospedale cercano un traduttore: hanno ricoverato una donna, una ungherese senza identità, con cui non riescono a comunicare. Potrebbe essere Ilonka, di cui da tempo ha perso le tracce.
«In Paracelso, la ninfa si presenta come una creatura in carne e ossa, creata a immagine dell'uomo, che può acquistare un anima solo unendosi con lui. La congiunzione amorosa con l'immagine, simbolo della conoscenza perfetta, diventa in Boccaccio l'impossibile unione sessuale con una imago trasformata in creatura che "beve e mangia"...» Così, il filosofo Giorgio Agamben si avventura nell'indagine sulla natura misteriosa e doppia delle Ninfe, mettendo in campo riflessioni sulla letteratura, la filosofia, la mitologia, la storia dell'arte e l'antropologia. Rifacendosi alla lezione di Aby Warhurg che, utilizzando tutte queste "piste indiziarie", seppe dare una nuova e feconda lettura del mondo delle immagini, Agamben torna a lavorare sui materiali di "Stanze", ragionando su queste figure che paiono essere una delle chiavi più ricche per penetrare la mitologia degli antichi e anche certe costanti della nostra storia psicologica rispetto al rapporto tra Anima e Sessualità.
È dall'11 settembre 2001 che la domanda se l'Islam e la democrazia siano compatibili è divenuta di senso comune. È da quel momento che la risposta assume capitale importanza. Renzo Guolo, studioso dei fondamentalismi contemporanei, insegna Sociologia e Sociologia della religione nelle Università di Trieste e Padova.
In Italia si conosce in modo troppo superficiale il mondo islamico. Il libro di padre Gheddo nasce da questa semplice constatazione e presenta in modo comprensibile ed esauriente gli aspetti religiosi e sociali, politici e culturali dell’islam. Mezzo secolo di studi e di viaggi in quasi tutti i paesi islamici hanno permesso a padre Gheddo di produrre una sintesi del pensiero e del modo di agire dei musulmani e di come noi occidentali dobbiamo rispondere a una sfida che non è solo politica o militare, ma anche religiosa.
Il contenuto: I. ISLAM: PIÙ D’UN MILIARDO DI FEDELI - II. LE MOLTE DIFFERENZE FRA CRISTIANESIMO E ISLAM - III. LE TAPPE FONDAMENTALI DELLA STORIA ISLAMICA - IV. PER ENTRARE NEL MONDO MODERNO L’ISLAM DEVE RIFORMARSI DALL’INTERNO - V. COME RISPONDERE ALLA PROVOCAZIONE ISLAMICA? - VI. PER INCONTRARE L’ISLAM RITORNIAMO A GESÙ CRISTO.
Piero Gheddo è nato a Tronzano (Vercelli) nel 1929. Sacerdote del PIME (Pontificio istituto missioni estere) nel 1953, è stato per molti anni direttore di Mondo e Missione, di I.M. (Italia Missionaria) e fondatore dell’agenzia Asia News. Ha viaggiato molto nelle missioni di ogni continente, collabora con vari giornali, radio e televisioni. Dal 1994 è direttore dell’Ufficio storico del PIME e postulatore di varie cause di canonizzazione. Insegna nel seminario pre-teologico del PIME a Roma, ma tiene anche un ufficio aperto a Milano.
Ha scritto più di ottanta libri; quelli pubblicati dalle Ed. San Paolo: Davide e Golia. I cattolici e la sfida della globalizzazione (20022); Il testamento del capitano. Mio padre Giovanni disperso in Russia nel 1942 (20032); La missione continua. Mezzo secolo a servizio della Chiesa e del mondo (2003); Questi santi genitori. Rosetta Franzi e Giovanni Gheddo (2005). Il taglio del libro è “popolare, giornalistico”, ma l’informazione che dà l’A., esperto missionario, è ampia, buona e attendibile.

