
Il volume è un tentativo di analizzare il rapporto difficile e contraddittorio che intercorre tra cinema (o perlomeno tra l'idea occidentale di cinema) e buddhismo. Attraverso l'analisi delle opere di tre dei maggiori autori cinematografici viventi che hanno affrontato, da occidentali, il tema del buddhismo, Scorsese, Herzog e Bertolucci (i film presi in considerazione sono, ovviamente, "Kundun", "Piccolo Buddha" e "Kalachakra", cui si aggiunge anche "Sette anni in Tibet" di Annaud), l'autore costruisce un complesso affresco di interrelazioni, di rimandi, di incastri tra la filosofia buddhista e il materialismo capitalista del mondo occidentale. "L'analisi filmica quindi", per usare le parole dell'introduzione di Giovanni Spagnoletti, "si riprende la libertà e la fantasia interpretativa che le compete, proponendo degli scenari altri rispetto a quanto di consueto si legge nei lavori di esegesi cinefila".
Il monachesimo cristiano ha ancora in sé la forza rivoluzionaria del Vangelo o è ridotto a irrilevante rappresentazione di una religiosità del passato? Gli autori del libro (Cristina Simonelli, Adalberto Piovano, Paolo Barabino, Luca Daolio e Vincenzo Bonato) sono convinti che proprio la apparente inutilità del monachesimo lo rende libero di contestare ogni forma di "utilità" che diventa categoria di valutazione assoluta e che annulla la logica evangelica della gratuità.
Gandhi era perentorio: Devi dialogare! A parole tutti sono disponibili al dialogo, ma nei conflitti dialogare non è affatto facile. E' un'arte alla quale educarsi ed esercitarsi. Nella sua incessante e intensissima attività, Daisaku Ikeda ha offerto una molteplicità di esempi di dialogo. Al centro del suo pensiero c'è l'idea che la trasformazione profonda della persona sia la chiave per la pace, per il benessere di tutti gli esseri viventi e per un armonioso rapporto con la natura. Senza questa "rivoluzione umana" le riforme sociali e strutturali non riuscirebbero da sole a produrre effetti duraturi. Le sue azioni nascono dalla fede nella capacità delle persone di costruire legami di amicizia e fiducia attraverso culture e tradizioni. In forza di questa convinzione ha incontrato tutti i grandi profeti del Novecento.
Di lui ha detto Michail Gorbaciov: "Daisaku Ikeda è un esempio di riformatore sociale moderno, religioso ed educativo, che ha saputo utilizzare l'infinito potenziale di una religione per costruire relazioni di amicizia e legami culturali tra le nazioni di tutto il mondo. Egli mostra di avere una visione planetaria assente da ogni tipo di pregiudizio. Una qualità particolare di questa prospettiva è il suo genuino interesse verso la gente comune con cui egli stesso ha un eccellente rapporto. Il caposaldo della sua filosofia, del resto, è proprio il valore che si dà alle persone comuni". L'ottantenne Daisaku Ikeda ancora oggi con un fresco entusiasmo continua a battere le strade del mondo per rilanciare il dialogo "una sfida antica e nuova quanto l'umanità stessa. Gli esseri umani sono creature dialogiche; abbandonare il dialogo significa abbandonare la nostra umanità. Senza dialogo la società è come avvolta nel silenzio della tomba".
L'Autore, postulatore della causa di beatificazione di Mons. Romero, ricorda il vescovo martire di San Salvador, ucciso durante la S. Messa perche' aveva osato sfidare i potenti mettendosi al servizio dei poveri e degli oppressi.
Obiettivo del libro e' presentare alla famiglia la Bibbia quale compagna di viaggio che aiuta a rileggere la storia personale e familiare alla luce di tanti esempi di vita che essa offre. Puo' essere usato come sussidio per i sacerdoti in occasione della Benedizione delle famiglie.
Il volume, illustrato a colori, ha carattere scientifico e puo' interessare studiosi, studenti o amanti dell'archeologia cristiana.
Un testo sul cimitero di El-Bagawat, che rappresenta una testimonianza eccezionale del primo cristianesimo egiziano.

