
La tradizione è proprio nella eredità del passato che trova certezza per il presente e speranza per il futuro.
Ora, proprio dal passato giunge una notizia: il Mistero, ciò che i popoli chiamano «Dio», ha voluto comunicarsi a tutti gli uomini come un uomo, dentro un pezzo di tutta la realtà.
Si chiama «Natale» l'iniziale attuarsi del metodo con cui il Mistero si manifesta comunicandosi nella vita: l'incarnazione di Gesù di Nazareth, come risposta all'attesa di ogni cuore umano in tutti i tempi, che ha avuto la prima e più dignitosa intuizione nel genio ebraico. Nella sua concreta umanità Gesù non poteva vivere se non in una casa dove c'era un letto, dove c'erano tavoli e e sedie, dove c'erano un padre e una madre: la casa di Nazareth, una presenza integralmente umana in cui c'è Dio questa è l'origine della «pretesa» cristiana, la Bibbia la chiama «dimora » o «casa di Dio».
E noi sappiamo quanto gli uomini del nostro tempo cerchino anche inconsapevolmente un luogo in cui riposare e vivere rapporti in pace, cioè riscattati dalla menzogna, dalla violenza: e dal nulla in cui tutto tenderebbe altrimenti a finire. Il Natale è la buona notizia che questo luogo c'è, non nel cielo di un sogno, ma nella terra di una realtà carnale.
Il 25 dicembre 1920 J.R.R. Tolkien cominciò ad inviare ai propri figli lettere firmate Babbo Natale. Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni, affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioni illustrate e poesie, esse continuarono ad arrivare a casa Tolkien per oltre trent'anni, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori. Una scelta di questi messaggi annuali, trascritti a volte in forma di colorati logogrifi, formano questa fiaba intitolata "Le lettere di Natale", scritta a puntate da un Tolkien non tanto in vena di paterna e didattica allegria, quanto in groppa all'ippogrifo della sua fantasia filologica e ironica.
Tutti gli anni nel periodo natalizio al Morgan Library & Museum di Manhattan viene esposto uno dei gioielli della straordinaria collezione che vi è custodita: il manoscritto originale di «A Christmas Carol» di Charles Dickens, con tutte le correzioni, le varianti, le cancellature e gli inserimenti fatti dal grande autore di suo pugno. Per la prima volta in edizione rilegata la riproduzione del manoscritto, la versione corrente della storia, un'introduzione del curatore letterario del Morgan sulla storia della storia e una nuova introduzione in cui il grande autore irlandese Colm Tóibín sottolinea le ragioni del fascino senza tempo di un'opera popolarissima, che distilla nella forma breve il più puro spirito dickensiano.
Ogni dicembre ai figli di J.R.R Tolkien arrivava una busta affrancata dal Polo Nord. All'interno, una lettera dalla calligrafia filiforme e uno splendido disegno colorato. Erano le lettere scritte da Babbo Natale, che narravano straordinari racconti della vita al Polo Nord: le renne che si sono liberate sparpagliando i regali dappertutto; l'Orso Bianco combinaguai che si è arrampicato sul palo del Polo Nord ed è caduto dal tetto direttamente nella sala da pranzo di Babbo Natale; la Luna rottasi in quattro pezzi e l'Uomo che ci abitava caduto nel retro del giardino; le guerre con le moleste orde di goblin che vivono nei sotterranei della casa! Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore di Tolkien nel 1920 all'ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e tutti quei disegni bellissimi in un'unica incantevole edizione.
A Natale in tutto il mondo cristiano, la cena della Vigilia e il pranzo del 25 dicembre seguono menù che sono gli stessi da almeno due secoli. All’interno di queste inalterate consuetudini, gli ingredienti si ripresentano con tranquillizzante ripetitività, quasi fossero essi stessi simbolo del Natale. Alcuni sono legati alla stagionalità (ma la loro forza simbolica è tale da farli comparire sulle tavole anche nell’emisfero sud), altri traggono la loro forza solo dal richiamo della tradizione, che recupera usi e materie ormai desueti. Ecco allora che ogni Natale ricompaiono dolci e pani speziati, che, al posto dello zucchero raffinato (prodotto dell’età moderna), utilizzano il miele e rispolverano spezie di cui s’è persa l’abitudine nella cucina di tutti i giorni.
La notte di Natale a seguire la cometa c'è un insolito gruppo di personaggi: una pecorella testarda ma paurosa, un lupo randagio ma per fortuna già sazio, un uccellino smemorato ma ostinato a ricordare e una lucciola che non si accende più e di cui, perciò, nessuno si accorge. Procedono in fila indiana, facendosi compagnia e domandandosi cosa li aspetta alla fine del viaggio. Finché il buio della notte viene squarciato da una grande luce. Età di lettura: da 4 anni.
Questo libro regalerà ore di divertimento grazie ad oltre 250 adesivi e tantissime attività da completare e ritagliare. Età di lettura: da 5 anni
Il Natale è in pericolo. Le renne si sono ammalate e Babbo Natale non sa come fare a portare i regali. Un elfo propone di chiedere aiuto alla Befana, ma tra lei e il vecchio barbuto non corre buon sangue. Riuscirà Babbo Natale ad alzarsi in volo? Età di lettura: da 6 anni.
Oltre a scrivere una letterina in cui sono espressi i migliori desideri in fatto di regali di Natale, c'è qualcosa che un bambino può fare per Babbo Natale? Il protagonista di questa storia avrà un'idea davvero originale e aiuterà qualcuno a non dimenticare ciò che conta di più. Età di lettura: da 6 anni.
Mancano due giorni a Natale quando nella Fabbrica dei giocattoli di Babbo Natale fanno ritorno le quattro renne volanti, ma sulla slitta non c’è Babbo Natale partito per portare i giocattoli ai bambini, e la sua cesta è vuota. C’è solo un foglietto mezzo strappato con delle parole incomprensibili che sembra un messaggio. Preoccupato, Figlio Natale invia tre Nani Silvestri a cercarlo. Ma durante il viaggio sulla slitta trainata dalle renne, a uno a uno i tre nanetti loro malgrado si separeranno. Ognuno avrà una diversa avventura, facendo conoscenza a Milano con una bambinaia di colore e i due pestiferi bambini a lei affidati, con un anziano ortolano e suo nipote e con due ragazzini assai svegli di Roma. Il caso vuole che tutti si rincontreranno decidendo di improvvisarsi detective per mettersi in cerca di indizi che li condurranno nientemeno che dalla Befana sospettata di essere lei ad aver sequestrato Babbo Natale. Ma sarà proprio così? Età di lettura: da 8 anni.
Il Canto produce sul lettore – di ogni età, di ogni formazione, di ogni provenienza – una commozione inevitabile e universale. È in questo meccanismo a orologeria, sofisticato e infallibile, che sembra nascondersi il segreto del libro.
— Gianrico Carofiglio
Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull’equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell’analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge – personaggio che servirà da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano – che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che farà di lui uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi. Questo piccolo, amatissimo libro è un un’opera immortale, capace di mantenere inalterata nel tempo la fragranza della propria magia e del proprio spirito. Lo spirito del Natale, dell’infanzia, di ciò che è buono e rassicurante, ma anche prezioso abbastanza da volerlo proteggere a ogni costo.
Da un prete controcorrente, pensieri di don Mazzi per una vita migliore. Per riflettere sul senso della famiglia, sul significato dei doni e sul valore della condivisione.

