
Suor Enrichetta Alfieri spese la maggior parte della sua vita tra i carcerati di San Vittore, dove fu incarcerata essa stessa dalle SS tedesche in attesa di essere condannata alla fucilazione. Con DVD.
«La testimonianza di suor Enrichetta Alfieri sta nell’aver saputo vivere in un luogo deprimente – il carcere milanese di San Vittore – portando fiducia, serenità ed equilibrio. Un atteggiamento che le è costato sofferenza e, in qualche caso, le ha fatto subire ingiustizia. Il suo arresto è stato una prova molto dolorosa che le ha fatto sentire la sofferenza ingiusta di tanti detenuti. Suor Enrichetta ha la pace nel cuore perché fa la volontà di Dio, al quale si è interamente abbandonata e, per questa ragione, è diventata un modello di speranza. Con la preghiera ha compiuto quel salto di qualità che l’ha fatta uscire dalle strettoie e dalle costrizioni dell’ordinarietà.Guardando a lei si percepisce che c’è l’amore che nasce dal cuore di tutti coloro che vivono l’esperienza del carcere. È una donna che ha condotto una vita santa, nella quale ha cercato di prendere il bene, di vedere il bene in tutte le cose che le capitavano. Le ha prese con spirito positivo e ne ha fatto un gradino di ascesa e non un precipizio verso la malinconia o la disperazione. »
Il racconto ha come sfondo epocale l’euforia liberalista, in cui l’enorme sviluppo industriale fece arricchire i ricchi, causando gravi problemi alla classe meno abbiente. Si levarono alte grida di uomini che, come Andrea Costa e Filippo Turati, esprimevano la sete di giustizia per la quale i poveri non riuscivano ad avere voce.
La famiglia Gavazzi appartiene al mondo della ricca industria. Il figlio maggiore però si innamora di una giovane bella, intelligente e agnostica espressa dal mondo rivoluzionario. I due si sposano e il loro primogenito è Guido, 1905-1990 (Egidio, da monaco).
Questo giovane laureato in ingegneria e a capo di trecento operai, a un certo punto, viene afferrato totalmente da Dio. Dopo forte esitazione, decide di entrare nell’abbazia benedettina di Parma. Stimato dai superiori e amato dai giovani confratelli, viene presto eletto maestro dei novizi. Diventerà poi Abate a Subiaco, culla del monachesimo d’Occidente. Come Ordinario del luogo (essendo il monastero di Santa Scolastica abbatia nullius) disimpegna il ruolo di pastore con saggezza e bontà. Incontra persone significative da un punto di vista di rapporti ecumenici. È un maestro nello spirito, ma senza darlo a vedere procede su vie di essenzialità evangelica dove tutto diventa un unico atto di abbandono fiducioso in Dio.
«era l’epoca della grande euforia liberalista... non si può parlare dell’abate egidio Gavazzi, senza tener conto di questo terreno ricco di umori in cui affondavano le sue radici. sono umori di ideali, inquietudini, propensioni politiche e scelte in campo familiare, professionale e sociale... su questo sfondo cogliamo anna Kuliscioff, nonna materna dell’abate... con le mie orecchie ho sentito l’abate affermare:“la nonnaanna è la persona più intelligente che io abbia conosciuto”».
(Maria pia Giudici)
Punti forti
Per circa un ventennio (1952-1974), è Abate del monastero di Santa Scolastica e del Sacro Speco (Subiaco). La nonna materna dell’abate è Anna Kuliscioff, famosa e inquietante per la sua strenua battaglia a favore della giustizia sociale.
Destinatari
Per quanti sono interessati al profilo di Egidio Gavazzi della Milano bene dei primi del Novecento.
Autrice
Maria Pia Giudici, è suora salesiana. Da molti anni vive a San Biagio, uno dei primi dodici piccoli monasteri dell’Occidente. Con altre consorelle si dedica all’approfondimento orante della Parola, accogliendo chi vuole aprirsi a questa esperienza nello Spirito. Ha insegnato lettere e si è interessata dei problemi educativi circa i mass media. Ha unito a queste attività quella di pubblicista collaborando a diverse riviste e scrivendo diversi libri, fra cui con Paoline ha pubblicato: Il viaggio irrinunciabile. Lectio divina sul passaggio dalla dispersione all’essenzialità (Milano 2007); Semplicemente vivere (Milano 2008); Elogio della vita (Milano 2009); Lettere di amicizia (Milano 2010).
Il beato Serafino Morazzone (1747-1822), sacerdote milanese, parroco di Chiuso (LC), svolse tutto il suo ministero al servizio del piccolo gregge a lui affidato, risplendendo per umiltà, carità, penitenza, zelo per le anime. Il Manzoni, conosciutolo personalmente e ammirato delle sue virtù, volle diffonderne il ricordo inserendolo tra i personaggi della prima stesura dei Promessi sposi. La fama di santità di cui don Serafino godette ancor prima di morire, non è venuta meno col volger del tempo: i parrocchiani di Chiuso non hanno mai cessato di amare il loro "buon curato" e, persuasi della sua santità, lo hanno sempre invocato spontaneamente come "beato Serafino" senza attendere la pronuncia ufficiale della Chiesa. Questa biografia, interamente fondata sulla copiosa documentazione utilizzata per il processo di beatificazione, delinea la figura del Morazzone servendosi soprattutto delle testimonianze dei parrocchiani che lo conobbero, sperimentarono la sua carità e la sua paternità, e lo venerarono come autentico uomo di Dio.
L'amicizia dell'anima: è quella che può crearsi nella conoscenza del grande poeta francese Patrice de La Tour du Pin (1911-1975), che, onorato in Francia nel suo centenario, è felice scoperta per un ampio ascolto in Italia. Al fine di accostare la sua intimità-universalità di uomo e di poeta, ho cercato di riviverne la biografia interiore tramite un attento intarsio di poesie e prose dalla vasta opera architettonica cui ha dedicato la vita: Une Somme de poésie, 1933-1983 (Summa poetica) suddivisa nei tre "movimenti" ("jeux" - nel duplice senso di "giocare" e "recitare") del Dialogo "con se stesso" (i vari aspetti del suo "popolo" interiore), "con gli altri" (nel viaggio della Contemplazione errante), "con Dio" (che qui si svolge "mendicando e pregando" nei giorni e nelle notti del Diario spirituale trovato alla sua morte, in un I volume – 1995). Scoprire un tal poeta ci insegna a non dissipare il tempo terrestre che ci è dato, stando in contatto con la nostra regione interiore.
Per cinquant’anni non ha mangiato, non ha bevuto, non ha dormito. Una testimonianza eccezionale di vita dedicata a Dio, alle sofferenze, all’intercessione per l’umanità. Marthe Robin, fondatrice dei Focolari della Carità, ci illumina ancora oggi, con il suo apostolato immobile, in grado di attrarre a lei anche atei e agnostici, in quella stanza dove, paralizzata a letto, nonostante la misteriosa malattia, riusciva a consigliare, incoraggiare, suggerire e migliorare il mondo.
Mario Pomilio (1921-1990) è un personaggio tutto da riscoprire: insegnante in un liceo di Napoli, intellettuale di sinistra, le vicende politiche del dopoguerra lo portarono ad una profonda crisi che lo condusse prima al Partito Socialista, poi al Cattolicesimo e infine a farsi eleggere al Parlamento Europeo come deputato indipendente della Democrazia Cristiana. Inquieto cercatore, la sua opera costiuisce una testimonianza viva della sete del Divino nella moderna società atea.
Rebora aveva capito che la corruzione del linguaggio ha gravi conseguenze sulle coscienze e sentiva la necessità di fissare in un vocabolario le grandi parole che il Cristianesimo aveva creato dal nulla o ricaricato di nuova energia. Parole come "vita", "pace", "amore", "progresso" e tante altre. Quel progetto restò incompiuto: ma esistono queste pagine.
Una raccolta di scritti e immagini che aiuta ad approfondire e riscoprire la grandezza umana, la profondità spirituale e la forza profetica di Giuseppe Lazzati, testimone della fede e appassionato animatore della "città dell'uomo".
Arricchiscono il testo i contributi di personalità di rilievo quali l'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, Franco Monaco, Giuseppe Grampa.
Con una ricca introduzione del cardinale Carlo Maria Martini.
Suor Antonietta Giugliano, fondatrice, insieme a padre Sosio del Prete, delle Piccole Ancelle di Cristo Re, testimoniò, in un tempo scandito dalla tragedia di due guerre mondiali, dalla nascita di nuove e inaudite povertà, dalla distruzione di antiche certezze senza l’emergere di nuovi valori, la vitalità e la bellezza di un cristianesimo vissuto senza mezze misure, a servizio soprattutto degli anziani, dei poveri, dei bambini.
Destinatari
Un pubblico interessato a conoscere un’esemplare figura di vita cristiana.
l’aUToRe Ulderico parente (Teano 1964) insegna Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche della LUSPIO di Roma. Si occupa prevalentemente della storia degli istituti religiosi e della santità in epoca contemporanea. È autore, tra l’altro, dei seguenti volumi: Sui sentieri di Clotilde Micheli fondatrice delle Suore degli Angeli Adoratrici della SS. Trinità (Soveria Mannelli 2007). Per i nostri tipi ha pubblicato Con i poveri «pupille degli occhi di Dio». Padre Sosio Del Prete OFM, fondatore delle Piccole Ancelle di Cristo Re. È redattore della rivista Campania Sacra e consultore della Congregazione delle Cause dei Santi.
Punti forti
Avvio della causa diocesana congiunta di beatificazione di padre Sosio del Prete e Antonietta Giugliano, fondatori delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

