
“Lo tenga a casa al caldo, non lo faccia affaticare”, è la frase che tante volte genitori di bambini disabili si sono sentiti rivolgere quando cinquanta/sessant’anni fa chiedevano di poter iscrivere i loro figli alla scuola pubblica. Certo il progresso, non solo scientifico e tecnico, ma anche quello nei valori, ha bisogno di adeguati tempi di riflessione per concretizzarsi. Se pensiamo al trattamento riservato ai bambini disabili nell’antica Grecia o in tempi più recenti alla Germania nazista, dobbiamo constatare che progressi ne sono stati fatti, ma in Italia prima che si arrivasse a stabilirne il diritto all’integrazione scolastica, la strada è sempre stata disseminata di ostacoli, pregiudizi ed atteggiamenti che pur non decretando la morte fisica dei piccoli, ne facilitavano la morte civile. Ecco quindi che di fronte a una situazione di notevole arretratezza nella legislazione nazionale, spicca l’esempio trainante di una semplice maestra che antepone il senso del dovere alla comoda tranquillità della sua vita, fa la differenza e propaga “il contagio” accettando nella sua classe una ragazza disabile. Le storie silenziose, ma avvincenti della maestra Elena e della sua allieva Francesca fanno pensare che in un mondo in cui si dice che nulla mai cambierà, vale la pena lottare perché qualcosa in meglio prima o poi muti. In questa prospettiva ci conforta una massima di sant’Agostino che affermava: “La speranza ha due bellissimi figli, lo sdegno e il coraggio, lo sdegno per le cose come sono e il coraggio per cambiarle”.
La sconfinata produzione di Aldo Capitini - filosofica, pedagogica, politica e letteraria - costituisce una miniera inesauribile di riflessione e discussione: impregnata di una appassionata freschezza intellettuale, travalica il suo tempo offrendo spunti estremamente attuali. La sua personale religiosità si costruisce sull'idea di fondo che il Tutto lega l'Uno con ogni Altro, in quella che egli definisce "Unità-amore"; un Uno che è tuttavia libero in questa scelta di comunione e apertura, che si percepisce a un tempo spontanea e necessaria soprattutto nei confronti degli ultimi, degli oppressi e dei dimenticati. Lo studioso Roberto Fantini ripercorre con acutezza la visione religiosa e filosofica di Capitini, analizzandone il pensiero e la storia e illuminando la figura, non a tutti nota, di questo rilevantissimo teorico della nonviolenza e della nonmenzogna, che sfidò apertamente il Fascismo mantenendo una decisa indipendenza culturale.
Ci sono ancora donne, femmine, che amano i loro maschi.
Li scelgono e si donano, per sempre. Senza riserve. Si aprono alla vita e si ridonano. Tutte preparano da mangiare, molte addirittura cucinano, asciugano lacrime e dispensano consigli non richiesti, perchè vorrebbero salvare il mondo, magari indossando un tacco 12, molte lavorano fuori casa, anche se a volte preferirebbero poter curare i propri figli.
In comune hanno un segreto che si tramanda da generazioni.
Qualcuno le definisce mogli cattoliche tradizionali, ma rischia un errore che il modello 2020 della categoria rispedisce al mittente. Si raccontano Costanza Miriano, Beatrice Bocci, Raffaella Frullone, Benedetta Frigerio, Annalisa Teggi, Paola Belletti, Caterina Giojelli e tante altre che “nella buona e nella cattiva sorte” restano fedeli all’amore.
Fra Stefano Vita alci conduce attraverso un percorso in cui la santità non è un'impresa individuale, ma una chiamata comunitaria. Queste pagine ci fanno riscoprire la gioia del Vangelo, la bellezza della relazione e la forza della fraternità.
Quattro donne. Quattro storie che illuminano il cammino della fede nel quotidiano. Annita Bindi, fragile nel corpo ma con un'anima profondamente ancorata al Signore Gesù, un esempio di offerta silenziosa. Francesca, costretta a letto per decenni, trasforma il dolore in una potente lezione di speranza e salvezza per gli altri. Margherita da Cortona, dal peccato alla santità, un percorso di redenzione che la consacra "scala per i peccatori". Teresa Secomandi, un mistero di devozione e cura per gli altri. Attraverso la penna sensibile di Lucia Bigozzi, queste vite straordinarie si intrecciano, svelando la "santità della porta accanto" e offrendo spunti di riflessione profondi per l'uomo e la donna di oggi. Questo libro, arricchito da testimonianze dirette e riflessioni spirituali, non è solo un racconto, ma un invito a riscoprire la forza interiore e la presenza del sacro nelle piccole cose.
Questo libro ricostruisce il profilo biografico di padre Robert Francis Prevost, papa Leone XIV, e offre una lettura dei suoi primi mesi di pontificato soffermandosi sui discorsi, le omelie e i messaggi, considerati anche alla luce degli scritti di sant’Agostino.
Ripercorrendo il suo cammino tra i poveri e le periferie, fino alla chiamata universale a guidare la Chiesa, si scopre come papa Leone XIV sia radicato nella spiritualità di sant’Agostino; è il Papa del cuore: un pastore che costruisce ponti, parla di pace e invita il mondo a riscoprire la fraternità.
Contiene un prezioso approfondimento a cura di padre Pietro Bellini, agostiniano missionario in Perù, amico di lunga data e stretto collaboratore del Santo Padre.
Questo libro è un contributo che da diversi punti di vista aiuta a penetrare più in profondità la vicenda di suor Maria Troncatti, donna singolare, Figlia di Maria Ausiliatrice, missionaria e madre per tutti coloro che hanno avuto la grazia di incontrarla. Soprattutto è la testimonianza di chi ha veramente vissuto la passione apostolica di don Bosco del «Da mihi animas, cetera tolle» (Datemi le anime e prendetevi tutte le altre cose), accettando l’esigente ascesi del "lavoro e temperanza", come condizione indispensabile per "portare frutto". Presentando suor Troncatti, beatificata il 24 novembre 2012, e canonizzata il 19 ottobre 2025, si vuole fare viva memoria di una lunga schiera di generosi ed eroici missionari salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, che nella selva amazzonica dell’Ecuador hanno seminato con le lacrime, il sudore e spesso con il dono della vita il seme del Vangelo. Un libro per conoscere e pregare.
Dal mondo interiore della giovane beata Sandra Sabattini, ispirazioni, motivazioni e consigli per chi non si accontenta di vivere un'esistenza mediocre. Questo libretto propone una scelta di citazioni motivazionali raggruppate in 10 parole chiave: forza, amore, pace, gioia, umiltà, speranza, giustizia, libertà, fede, vita. Parole che vengono dal cuore di Sandra, una ragazza che ha lasciato il segno su questa terra nella sua vita breve ma intensa. Parole come balsamo che cura e dà forza, da leggere, meditare, fare proprie e magari donare a chi ne ha bisogno.
Gennaio 1943 fronte russo: un cappellano militare sopravvive miracolosamente alla battaglia di Nikolajewka e decide di dedicare la vita alla memoria degli alpini morti contro l'esercito dell'Armata Rossa, ai loro orfani, ai piccoli feriti dalle bombe. Quel sacerdote è don Carlo Gnocchi, il prete che il cardinal Schuster vorrebbe fare vescovo, che padre Gemelli vorrebbe tenere con sé all'Università Cattolica e che invece realizzerà una delle più importanti opere di carità del dopoguerra. La vita di don Gnocchi è un susseguirsi di prove estreme, di sfide temerarie sull'orlo dell'impossibile, di gesti audaci realizzati con umiltà, attenzione quasi maniacale al dettaglio e il sorriso sulle labbra.
Profilo biografico di una giovane piemontese che ha saputo percorrere un cammino intenso di vita e di fede nel breve volgere di diciotto anni.
Il problema di Dio e Sartre: sembrano due termini in contraddizione, perché il filosofo francese è noto come il continuatore nel Novecento della posizione di Nietzsche che afferma decisamente la 'morte di Dio'. Il saggio esplicita le carratteristiche, i contenuti e il senso dell'ateismo di Sartre. In particolare illustrando i riferimenti a Kierkegaard, padre dell'esistenzialismo, viene sottolieneato l'aspetto non irreligioso dell'ateismo sartriano. Altri elementi significativi emergono dall'analisi della posizione di Sartre sulla responsabilità morale, esigenza irrinunciabile che va fondata anche se Dio non esiste, e dal riferimento al valore di 'umanesimo' che l'esistenzialismo sartriano rivendica con decisione. Tutto questo anche ricordando le affinità e le diversità rispetto al marxismo.
Destinatari
Questo volume, come gli altri della collana, si rivolge a un pubblico di buona preparazione culturale, non necessariamente di credenti, particolarmente interessato a cogliere la presenza (o almeno qualche traccia) del Sacro in autori che hanno lasciato un segno nella cultura del nostro tempo. Particolarmente utile risulterà per studenti e studiosi dell'eistenzialismo e di Sartre, che potranno cogliere aspetti di solito non apprifonditi del loro pensiero.
Autore
Giovanni Invitto è docente di Storia della Filosofia e di Filosofia Teoretica presso l'Università di Lecce. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Le idee di Felice Balbo (Il Mulino, 1979), Merleau-Ponty e la filosofia come vigilanza, (Milella, 1981), Sartre. Dal 'gioco dell'essere' al lavoro ermeneutico (Angeli, 1988); Esistenzialismo e dintorni (ivi, 1992); Alain. Un filosofo dei segni (Manni, 1999). Dal 1987 dirige il quadrimestrale di filosofia 'Segni e comprensione'. Suoi saggi sono stati pubblicati o tradotti in Francia, Belgio, Brasile, Stati Uniti.

