
Il mestiere di vivere oggi appare sempre più faticoso. Avvertiamo la mancanza di istruzioni, anche elementari, che abilitino alle esperienze umane fondamentali: il rapporto tra uomo e donna, la generazione e l’educazione dei figli, l’attraversamento delle età della vita. Un tempo, neanche tanto lontano, queste competenze venivano spontaneamente assimilate a partire da un costume diffuso, che plasmava mentalità, decisioni e comportamenti. Oggi invece ci muoviamo incerti in un paesaggio precario. Sullo sfondo di questa radicale trasformazione culturale si collocano le pagine di Giuseppe Angelini, che hanno l’ambizione di proporre alcune ‘istruzioni’ essenziali a proposito del matrimonio cristiano. Indicazioni che non suonano astratte, come spesso accade alla parola ecclesiastica, ma convincenti perché radicate nell’ascolto dell’esperienza effettiva della vita di coppia, con i suoi entusiasmi, gli slanci e le aspettative, ma anche con le sue fatiche, le delusioni e le fragilità.
Nel prossimo decennio i sistemi sanitari del mondo avranno come principale fardello le problematiche inerenti la salute mentale. Un elemento preoccupante, che si sta manifestando in misura sempre più evidente, è l’incremento di condotte crudeli e aggressive, in particolare tra bambini e adolescenti.
Agli operatori sanitari, ai professionisti della salute mentale, alle associazioni, agli istituti cattolici e a quanti sono impegnati nella pastorale della salute interessa conoscere lo status quaestionis e il punto di vista ecclesiale sul fenomeno della salute mentale.
Agli operatori ecclesiali risultano indispensabili nozioni aggiornate e approfondite su una materia dai confini talvolta sfuggenti, a volte oggetto di stigma, la cui diffusione nel mondo appare decisamente ampia.
La teoria del genere sostiene che, prima d’essere uomini o donne, noi siamo tutti esseri umani. Ma l’essere umano in sé non esiste. Noi non siamo asessuati: le persone umane, infatti, sono o uomini o donne. Inoltre il vero significato dell’alterità umana – uomo/donna – proviene dalla rivelazione cristiana. Il matrimonio non può essere compreso che a partire da un corpo sessuato che permette l’unione e la comunione tra un uomo e una donna, chiamati a formare una carne sola. La teoria del genere, inoltre, oppone costantemente l’uomo alla donna spingendosi fino alla rivendicazione di un potere femminile che esclude l’uomo dalla procreazione. Dimostra così di ignorare che il compimento dell’essere umano maturo si realizza allorché il soggetto prende coscienza dell’interdipendenza tra l’uomo e la donna. Questo agevola la loro relazione di cooperazione, di complementarità e di ruoli assunti secondo le qualità, le competenze e il simbolismo di ogni sesso.
L'autore Tony Anatrella, sacerdote e psicanalista specialista in materia di psicologia clinica e sociale, vive a Parigi, dove insegna alle libere Facoltà di filosofia e di psicologia di Parigi. Consultore del Pontificio consiglio per la famiglia e del Pontificio consiglio per la salute, è membro della “Commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje” presso la Congregazione per la dottrina della fede. Ha pubblicato molte opere tradotte in diverse lingue. In italiano cfr. le voci “Confusioni affettive e ideologiche che attraversano la coppia contemporanea” (pp. 87-100), “Giovani di fronte alla regola morale” (pp. 529-535), “Omosessualità e omofobia” (pp. 825-838), “Riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali” (pp. 935-946) e “Rivalutare la relazione educativa” (pp. 947-958) in Lexicon. Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche, nuova ed. ampliata, a cura del Pontificio consiglio per la famiglia (EDB 2006); le voci “Le confusioni affettive e ideologiche che colpiscono le coppie contemporanee” (pp. 5366),“L’affettività e la sessualità degli handicappati” (pp. 283-292) in Famiglia e questioni etiche a cura del Pontificio consiglio per la famiglia (EDB, 2004);“Felici e sposati. Coppia, convivenza, matrimonio” (Edizioni Studio Domenicano, 2007).
«Il Signore guarisce tutte le tue malattie», recita il Salmo 103. Ma come affrontarle? La sofferenza ha in sé un senso salvifico che tutti gli uomini, compresi i non credenti, possono sperimentare. Malattia e sofferenza vanno combattuti e superati con la scienza, la tecnologia, la medicina ma anche con la speranza. Come ha scritto Vittorino Andreoli, «il dolore rivela all’uomo i fondamenti del suo essere uomo: la propria fragilità, l’aver bisogno dell’altro, l’importanza dei legami e dei sentimenti, la bellezza di una condizione di bisogno e di dipendenza». In questo libro alcuni grandi autori illustrano il loro modo di concepire malattia e speranza: si passa dalla significativa esperienza di Lourdes (Alessandro De Franciscis) alla vicenda personale, riportata con profonda partecipazione (Paola Bassani); dalla persona malata tra crisi e progetti e tra scienza e fede (Carlo Casalone) all’approccio terapeutico nei bambini (Momcilo Jankovic) e alla malattia nella Bibbia (Gianfranco Ravasi).
Storie vere, vissute, descritte con partecipazione, penetrando nel profondo, per affermare e dimostrare che scegliere di vivere o scegliere di morire in nome della sacralità della vita o del diritto all'esercizio del libero arbitrio, anche sulla vita e sulla morte, non sono opzioni che attengono solo alla libertà individuale, ma ai principi fondanti di un Paese moderno. È un libro che permette di vedere, attraverso gli occhi di un medico, il sottile equilibrio tra l'essere padroni della vita e la capacità di accoglierla come dono.
Oggi quello che sta accadendo - spesso per la connivenza di molti - è qualcosa che non ha paragone nella storia, se non nelle epoche buie dei totalitarismi sanguinari e violenti. Si sta tentando di imbavagliare la libertà di espressione (a tutti i livelli, compresa la libertà di stampa), e sembra che più nessuno sia in grado di reagire. In questo suo ultimo interessante lavoro l'Autore rende giustizia, con il piglio coraggioso che lo contraddistingue, alla verità dei fatti, offrendoci una ricostruzione dettagliata e documentata di quanto avvenuto attorno alla vicenda della controversa proposta di legge sull'omofobia. In questa sua opera emerge chiaro e forte il grido di allarme per i rischi che comporta un intervento normativo in quella delicata materia. Una vera e propria emergenza democratica, dal momento che in gioco vi sono i diritti costituzionali della libera manifestazione del pensiero e della libertà religiosa... "
"San Paolo esorta i Filippesi ad avere coraggio contro gli avversari, a non avere paura di proclamare la Verità anche quando è scomoda alle orecchie del potere. Anzi proprio quando è scomoda occorre gridare più forte e con maggiore convinzione. In questa sua ultima opera l'amico Gianfranco Amato ha dimostrato coraggio. È davvero preziosa questa accurata e documentata ricostruzione del tentativo di indottrinamento operato nelle scuole italiane". (Dalla prefazione di mons. Luigi Negri).
Questo volume che l'autrice, medico-chirurgo, ha pensato e scritto come proposta di riflessione da condividere con i medici e gli ospedalieri che vogliano rinfrescare le ragioni profonde della loro vocazione e del loro servizio ai malati, si rivela, in realtà, una lettura molto utile per tutti. In queste pagine, infatti, si offre una delicata meditazione sul senso cristiano della sofferenza e della malattia. Ogni capitolo è introdotto da un passo del Vangelo che ispira l'atteggiamento umano e professionale dell'autrice: elle si accosta ogni giorno al suo lavoro domandandosi cosa farebbe al suo posto Gesù, il medico del corpo e dello spirito, che dai portici di Betzaetà al pozzo di Samaria, passando per la casa di Giairo o da quella di Pietro, è portatore di Vita eterna.
"La ricostruzione fedele e minuziosa degli anni di fuoco della legge sull'aborto da chi l'ha vissuta di prima persona". Leandro Aletti insieme a Luigi Frigerio hanno vissuto e combattuto in prima persona alla Mangiagalli di Milano, luogo simbolo tra gli anni '70 e '80 della battaglia tra favorevoli e contrari all'aborto. A tutti questo libro offre una provocazione e una riflessione. "Un documento prezioso. A chi è nato dopo gli anni Settanta, come me, permette di seguire per la prima volta la cronaca di un periodo caldissimo". Raffaella Frullone, giornalista "Leggendo queste pagine, ho rivissuto con il cuore e con la mente quegli anni cruciali e crescevano l'orgoglio e la nostalgia di quelle battaglie". Mons. Luigi Negri

