
Contenuto
Seguendo il percorso della fase finale della vita e l’intreccio delle relazioni che si creano — con i professionisti della cura, con le strutture sociali e nell’ambito dell’intimità familiare — il libro vuol favorire la consapevolezza. E aiutare a prendere le decisioni più responsabili. La spiritualità invocata per l’ultimo tratto di strada non è altro che lo stare sulla Terra senza mai smettere di alzarci sulla punta dei piedi. Dall’inizio alla fine. In vita e in morte, intrinsecamente legate. Equivale a cercare la vita, una vita in pienezza, anche quando giunge al termine. Una morte di questo genere non ci viene regalata: equivale al lavoro che è la vita stessa. È questo il compito della spiritualità: dentro e fuori l’orizzonte religioso; in una morte intesa come compimento nell’aldiquà o come ingresso nell’aldilà.
Destinatari
* familiari e amici di malati terminali * professionisti della cura * volontari e formatori nel campo del fine-vita
Autore
Sandro SPINSANTI, laureato in teologia e in psicologia, è esperto di bioetica, e ha insegnato etica medica presso la facoltà di medicina dell’Università Cattolica di Roma e bioetica all’Università di Firenze. Fondatore e direttore dell’Istituto Giano per le Medical Humanities. Tra le sue recenti pubblicazioni segnaliamo: La cura con parole oneste (2019), La medicina salvata dalla conversazione (2018), Morire in braccio alle Grazie (2017).
Quali ideologie si celano dietro le moderne battaglie per i diritti individuali? Il prof. Umberto Spiniello, attraverso un linguaggio semplice e ben documentato, affronta temi attualissimi quali l'aborto, il divorzio, le unioni civili, l'eutanasia, considerati spesso dall'opinione pubblica come segno del progresso dei tempi, ma che presentano gravi ripercussioni etiche. Ponendo a confronto questi moderni "diritti" con il Magistero della Chiesa, e vagliando le ripercussioni di queste "conquiste di civiltà" attraverso indagini sociologiche e studi scientifici, si palesa una violenta offensiva ideologica contro l'Occidente cristiano. I popoli occidentali affondano le proprie radici nella cultura giudaico cristiana e nel sistema di valori morali ad essa ispirato perciò le moderne battaglie condotte per affermare supposti diritti individuali, che di civile hanno ben poco, presentano invece i connotati di una rivoluzione antropologia avversa ai principi cristiani. Le ideologie ispiratrici di tali diritti affermano, più o meno esplicitamente, il ripudio dei cardini identitari ed etici in cui si riconoscono i popoli occidentali, ma l'uomo, privato della propria identità culturale, smarrisce il senso ultimo della esistenza.
Che cosa rende ogni essere umano unico e irripetibile? Che cosa gli appartiene così intrinsecamente che niente e nessuno potrà mai strapparglielo? Che cos'è e come può essere definita la dignità di una persona? Esiste una morte "dignitosa"? Intorno a queste e ad altre domande sulla vita umana, la modernità appare lontana dalla religione, quando non in aperto dissidio con la sua morale. Eppure, scrive Spaemann, «la dignità non è una qualità biologica dell'uomo. La dignità è il fondamento dell'uomo, spiega l'esistenza di diritti e doveri, della libertà e della responsabilità. La dignità ha in sé qualcosa di trascendente, di sacro, di religioso, perché solo "rappresentando" l'Assoluto l'essere umano possiede ciò che chiamiamo "dignità"». Dal "diritto" di morire all'esistenza dell'anima, dal legame dell'amicizia alla dimensione della felicità, dall'amore alla sessualità, Spaemann sottopone la modernità a una critica paziente, stimolante, costruttiva, andando al fondo della ricerca di senso che tocca tutti noi, con un linguaggio di encomiabile limpidezza.
Mons. Enrico Solmi, in questo libro agevole ma esaustivo, analizza dai molteplici punti di vista sociale, giuridico e etico i grandi e fondamentali temi del fine vita dai modelli bioetici all'eutanasia in un momento storico in cui sono quantomai di interesse e rilievo. Con in vista sempre l'interesse sommo della persona umana.
Il volume prende in esame l'importanza della bioetica, con l'obiettivo di comprendere i motivi per cui è diventato un tema così precocemente obsoleto. L'intento dell'autore (scrittore e poeta, docente di bioetica presso l'Università La Sapienza di Roma e il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum) è di riabilitare questo importante argomento, proponendo dapprima una concisa analisi degli ostacoli allo sviluppo della bioetica e offrendo poi quelle che secondo lui possono essere le soluzioni al problema, come l'assunzione nella bioetica del linguaggio filosofico e della letteratura tout court.
In bioetica ci si imbatte spesso nel problema del cognitivismo e del non cognitivismo e quindi nella legge di Hume. Che cosa implica per la bioetica conoscere la filosofia di David Hume? Ancora oggi molte figure di etica, anche in bioetica, sono collegate al pensiero di Hume, a cominciare dall'utilitarismo. In questo saggio si prendono in considerazione alcuni temi di fondo della filosofia di Hume per cercare di dare fondamento alle figure morali, che si rifanno alla tradizione humeana. Viene così compiuto un breve excursus, che, passando attraverso un particolare modello di scienza dell'uomo, attraverso i concetti di "impressione" e di "idea", nonché attraverso le condizioni del rapporto causale, l'uniformità della natura come postulato e la conoscenza, arriva a far dire che la ragione è e deve essere schiava delle passioni, non dando alla ragione alcun risalto. Venendo meno il logos ordinante, si ha la necessità di trovare un qualche "cemento" dell'universo, che Hume ha individuato nei principi di associazione, che si possono ritenere il cemento più duttile per tenere insieme e unito il mondo. Essi sono come un nostro schema mentale, reti, simili alle leggi newtoniane, ma più flessibili, quasi convenzioni evolutive, applicabili al mondo esterno, ai nostri pensieri, ai rapporti tra noi e gli altri, che ci consentono di scorgere l'uniformità del mondo, senza dover attingere ad un fondamento, né materiale né spirituale.
La bioetica sta vivendo attualmente una notorietà del tutto particolare, in virtù degli spettacolari progressi della scienza e della tecnica. In questa raccolta vengono proposti alcuni saggi che, oltre ad affrontare aspetti eminentemente applicativi e di estrema attualità come la clonazione o l'uso terapeutico del Viagra, cercano di trovare un fondamento che possa dare compiutezza alle scelte etiche operate con responsabilità in campo clinico e sperimentale.
Il libro nasce dall'ultimo lavoro dell'autore legato al dottorato in teologia morale, che purtroppo non è riuscito a terminare. Il tema affrontato è quello dell'omosessualità da un punto di vista psicologico, antropologico e teologico. Il testo è arricchito dal contributo di altri significativi autori, come il moralista Giuseppe Trentin e lo psicologo Stefano Guarinelli che scrivono altrettante Postfazioni, e con la ricca Introduzione dell'attuale vescovo di Chioggia, Mons. Giampaolo Dianin, allora relatore della tesi. Il libro vuole essere un contributo alla riflessione sull'omosessualità, ma anche uno stimolo per la Chiesa per affrontare tale tematica.
"La prospettiva che intendo suggerire è che, pur se la natura umana è complessa e ci sfugge come la nostra ombra, c'è però l'orizzonte della condizione esistenziale in cui non possiamo non riconoscere che siamo nati, che siamo corporei, in relazione, mortali, che le nostre scelte hanno un dato di partenza strutturale, anche se il modo di declinarlo va scoperto attraverso il confronto e l'ascolto. In questo senso il dialogo non è l'unico modo di sopravvivere in un mondo pluralista, ma è uno strumento conoscitivo che riconosce la nostra verità come sinfonica, che nessuna prospettiva può dirsi esauriente. Anche chi muove da una dimensione religiosa e metafisica non può esimersi dalla continua fatica della ricerca razionale delle scelte da fare, dal lavoro di identificare ambiti dell'humanum condivisibili. In passato il richiamo alla legge morale naturale non appariva problematico, ora viene sentito come liberticida, ma il richiamo alla nostra comune vulnerabilità e "bisognosità" offre un orizzonte comune entro il quale costruire attuali percorsi di bene, di difesa dei deboli. [...] L'auspicio è che questo volume aiuti a conoscere i concetti chiave della bioetica, a confrontare i principi, le teorie etiche stimolando il lettore ad affinare le capacità logico-argomentative e a formulare il proprio giudizio morale." (dall'Introduzione)
Atti della XII Assemblea Generale della Pontificia Accademia pro Vita (Citta' del Vaticano, 27 febbraio-1 marzo 2006). Il volume discute gli aspetti scientifici e bioetici dell'embrione umano nella fase del preimpianto. Sulla fase iniziale della vita umana si e' accesa da tempo una disputa scientifica ed etica dai toni forti e, spesso, moppo e sull'individualita' della componente biologica, ma invita anche a riflettere sull'intera questione antropologica di questa individualita' umana, e, pertanto, offre precisi orlto polemici. Il volume consente di riflettere sull'embrione umano, sulla sua continuita', sul coordinamento dello sviluientamenti sul piano etico e giuridico.

