
Con un tono divulgativo, quasi giornalistico, e allo stesso tempo presentando al lettore una ricca documentazione scientifica, Renzo Puccetti elabora argomentazioni razionalmente stringenti ed efficaci intorno ai temi politicamente più scorretti legati al gender. Ricostruisce i fatti che condussero l'Associazione Psichiatri Americani a cancellare l'omosessualità dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Sulla scorta di una vasta conoscenza della letteratura scientifica e di un processo argomentativo filosoficamente rigoroso che include un esame ampio e approfondito delle fonti più qualificate a sostegno delle tesi LGBTQ, l'autore presenta le sue risposte a domande ricorrenti come: Gay si nasce? L'omofobia è razzismo? Oppure è usata per zittire l'oppositore? Cos'è la condizione trans-gender? Qual è il denominatore comune delle cosiddette teorie del gender? Le teorie del gender sono efficaci per educare all'inclusione e prevenire la violenza sulle donne? Che rapporto c'è tra il gender e gli studi di genere, cioè le ricerche sul substrato biologico del dimorfismo comportamentale? "Più diritti per tutti" cancella le discriminazioni? È l'amore che fa la famiglia? Cosa dice la letteratura medico-scientifica circa i figli che crescono in coppie dello stesso sesso? Se il dibattito attorno a questi argomenti vorrà sollevarsi dalla mera propaganda, questo testo potrà aiutare l'avvio di un confronto franco ed intellettualmente onesto.
Il tema che il libro di Antonio Puca affronta è quello della ricerca sulle cellule staminali. In esso l'autore mette in evidenza che "il progresso scientifico, in tutte le sue angolazioni, è una cosa grande, stupenda, cui è altamente meritorio dedicare vita e tutte le energie. Ma il suo scopo non può essere l'affermazione del singolo nè di una categoria umana sull'altra, bensì il progresso deve riguardare tutti gli aspetti dell'essere umano, quindi non può e non deve prescindere dalla paritaria evoluzione e crescita del potenziale umano, legale ed etico. Nella società cosiddetta civile ed evoluta, troppo spesso invece il progresso si identifica con l'accrescimento del potere materiale ed economico, a prezzo del sacrificio dei valori umani, spirituali e morali, nei quali va invece vista la vera grandezza dell'Individuo e della Società". (Adriana Zatterale)
In questo breve contributo vengono riassunti i maggiori temi di fine vita non in maniera ideologica, ma dando spazio alle diverse posizioni, favorendo la libertà di una opzione, illuminata dalla sana ragione.
L'evoluzione della scienza e della tecnologia medica e i grandi cambiamenti socio-culturali, religiosi ed etici della società contemporanea domandano agli operatori pastorali - sacerdoti, religiosi/e e laici - di aggiornare costantemente modi di essere e di agire nell'esercizio del loro ministero, per rispondere appropriatamente ai bisogni dei malati e dei loro familiari e proporre orientamenti creativi a quanti sono impegnati direttamente o indirettamente nella cura e nell'assistenza sanitaria. Nell'aderire a questa esigenza di aggiornamento, il presente volume si prefigge di rivisitare tutti gli ambiti della pastorale della salute, offrendo fecondi spunti di riflessione e proponendo modalità d'intervento che consentano di trasmettere con maggiore efficacia l'amore misericordioso del Cristo, medico delle anime e dei corpi, a quanti vivono la difficile stagione della sofferenza.
Il libro di Tullio Proserpio insegue la speranza, tra le pieghe dei libri di teologi come Jurgen Moltmann ed Ernest Bloch, o tra le corsie dell'ospedale in cui opera da tantissimi anni, incontrando centinaia di persone e lasciandosi interrogare e interpellare dalle domande vere che abitano il cuore degli uomini, delle donne e dei bambini chiamati ad affrontare una malattia importante come il cancro. Tullio Proserpio non si accontenta però della testimonianza ma prova ad indagare il peso della speranza nel percorso terapeutico con una ricerca sul campo di cui il libro dà conto.
In occasione del 25esimo anniversario dalla costituzione dell'Istituto Italiano di Bioetica- Campania, i soci fondatori hanno deciso di celebrare la ricorrenza con un convegno e con il presente volume che è testimonianza dell'azione svolta non solo nel campo della produzione scientifica, ma anche in quello della divulgazione, della formazione professionale e del dibattito etico-politico generale. Nei saggi raccolti in volume si rilevano, nella variabilità dei punti di vista e nelle sensibilità diverse, tre elementi fondamentali di raccordo. Il primo elemento è l'amicizia che lega tra loro la maggior parte degli autori, ed è conseguenza degli anni di frequentazione e del comune sentire di base. Il secondo elemento è dato dall'accettazione di una prospettiva teorica di fondo, nel nostro caso il pensiero della complessità, soprattutto nella versione di Edgar Morin e Ilya Prigogine. Infine il terzo elemento, la comune opzione a favore del pluralismo, sul versante etico-politico. La serie di saggi che compongono il volume nella cornice epistemologica ed etico-politica appena delineata rappresentano tutti delle specificazioni e delle variazioni originate dalle diverse formazioni e sensibilità individuali degli scriventi. Tale varietà è da sempre stata una peculiarità dell'associazione che ha considerato il rispetto del pluralismo di religioni e visioni del mondo, e il ricorso alla transdisciplinarietà come una ricchezza da conservare e, se possibile, incrementare.
Il libro è opera della prof.ssa Lucia Priore ed è stato elaborato in diversi anni di insegnamento presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli.
Si tratta di lezioni in lingua inglese su alcune tematiche, anche d’attualità, affrontate in ambito bioetico: il rispetto per la vita, il rapporto tra medico e paziente, la qualità della vita, l’aborto, l’eutanasia, la clonazione umana, l’ingegneria genetica, la cura degli anziani, la sperimentazione animale.
Attraverso l’avvio di una idea progettuale di ricerca sullo studio della linguistica applicata all’insegnamento e la metodologia CLIL (Content and Learning Integrated Language/Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto), l’autrice ha potuto approfondire tecniche d’insegnamento specifiche che mirassero in modo particolare, attraverso lo sviluppo della motivazione allo studio e alla consapevolezza della identità personale in uno specifico contesto sociale, al potenziamento delle competenze linguistiche e al raggiungimento degli obiettivi preposti.
«La via scelta in questo corso vorrebbe aderire al modello storico più rappresentativo della nostra tradizione, quello che cerca di recuperare elementi importanti della propria storia di pensiero, magari solo marginalmente espressi, per un dialogo fruttuoso con la contemporaneità. Il corso si presenta, dunque, come "tradizionale", nel senso più pregnante del termine. Lungi dal considerare la bioetica una nuova disciplina, per noi rappresenterà lo sforzo di pensiero di una tradizione teologica rinnovata alla luce del Concilio Vaticano II e desiderosa d'integrare la cultura che ruota attorno ai nuovi problemi, sollevati dal progresso della scienza e delle nuove tecnologie. Integrare non è mai solo estrapolare e inserire in un database, ma è soprattutto un lasciarsi contaminare e modificare». «Il metodo che abbiamo scelto come compagno di viaggio ci preserva dai rischi di una morale minimale: il giudizio morale sarà sempre frutto di un vissuto teologale, che ne è pertanto il fondamento ultimo. Ogni agire morale autentico può, anzi, deve essere la proiezione della vita teologale di ciascuno. Per questo la morale normativa è solo un aiuto esterno, che ispeziona le fondamenta della correttezza di ciascun agire, senza poterlo nemmeno prevedere nella sua piena espressività».
Il libro nasce dal desiderio di tradurre in parole e fermare sulla carta un'esperienza insolita di preparazione al matrimonio vissuta per 16 anni accanto ai giovani.
In questo libretto un consulente cristiano e un pastore ci offrono cinque domande pertinenti che aiuteranno coloro che intendono legarsi in un rapporto di coppia, a decidere se possono darsi l'uno all'altra per tutta la vita. Queste domande fanno emergere alcune fondamentali convinzioni, presupposti, aspettative, priorità e altro ancora. Nel riflettere e discutere su queste cose, le coppie impareranno a conoscersi meglio. Questo è un saggio investimento per edificare un matrimonio che poggia su un solido fondamento, con Cristo come pietra angolare.
Don Anas, così veniva chiamato don Antonio Anastasio da tutti coloro che lo conoscevano, è scomparso poco più di un anno fa a causa del Covid. Il suo ricordo è però ancora vivido nella memoria di molti perché in molti gli sono riconoscenti per la sua capacità di toccare il loro cuore e cambiare le loro vite. In questo volume sono raccolte 20 delle sue più belle omelie di matrimonio, durante le quali commentava i passi evangelici più significativi per le coppie riflettendo insieme agli sposi sui valori della loro scelta. Le omelie sono seguite dai commenti di Marina Corradi, giornalista e amica di don Anas, che firma anche l'introduzione.
Ha ancora senso sposarsi o è meglio prendersi un cane, un gatto, un porcellino d'India? La tesi del libro è che sposarsi sia sensatissimo e richieda due grandi alleati: la fede in Dio e fiumi di ironia. Grazie all'ironia, una moglie può ridere di tutto e soprattutto di se stessa e delle sue scoperte, come il potere salvifico delle uova, non tanto per l'anima, quanto per gli affamatissimi familiari, quando è tardi e non c'è niente di immediatamente commestibile per cena. L'autrice, malgrado la sua vita sconclusionata, in cui fa il bucato di notte e nei week end, manco fosse un hobby, ha scoperto il segreto della felicità coniugale e da allora va ripetendolo a tutti: «Amatevi finché morte non vi separi». Per riuscirci, sconsiglia di perdere tempo aspettando il principe azzurro o Mr Giusto e invece incoraggia ad arruolare alla causa del matrimonio un brav'uomo, ovvero un classico esemplare maschile, capace di fare una sola cosa per volta, di dire sempre la frase sbagliata e di non trovare mai niente nei cassetti, ma disposto a farsi muro, per proteggere sua moglie e amarla come la propria carne. Per contribuire alla riuscita del matrimonio si consigliano alle mogli un regolare training di esercizi di perdono e tecniche di accoglienza e allenamento alla gratitudine, accettando di passare sopra al fatto che il marito non sia perfetto. Se Dio si è fidato abbastanza degli sposi da fargli amministrare il sacramento del matrimonio, a loro spetta fidarsi di Lui, che li ha abbinati per la loro felicità, confidando che sarebbero riusciti a tenere tutto insieme.

