
Monaciello, scugnizzo malinconico e dispettoso è il protagonista del primo racconto di questo volume, mentre il Fantasma servizievole e triste, che non è altro che la morte, ci accompagna nel secondo racconto. Sono "povere creature inimmaginabili": l'ombroso spiritello del primo racconto vive "in un piccolo armadio dalla serratura guasta, dalle porte malferme, fra cataste di panni scuri e penne verdi di pappagallo", mentre del secondo enigmatico fantasma "abbagliante era il suo sorriso in fondo agli occhi di tenebra". Attraverso la voce accorata e dolente della Ortese, si avverte l'eco di nostalgie mai sopite, di dolcezze negate e di figure angeliche e lunari, scontrose e carezzevoli.
Un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent'anni prima scegliendo la via dell'esilio. Riusciranno a riannodare i fili di una strana storia d'amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla palude stigia della storia? Il fatto è che dopo una così lunga assenza "i loro ricordi non si assomigliano". Crediamo che i nostri ricordi coincidano con quelli di chi abbiamo amato, crediamo di avere vissuto la medesima esperienza, ma è solo un'illusione. D'altro canto, che può fare la nostra memoria, quella memoria che del passato non ricorda che una "insignificante minuscola particella"? Viviamo sprofondati in un immenso oblio e ci rifiutiamo di saperlo.
Una donna giovane e insoddisfatta lascia marito e figli e si avventura da sola sulle montagne messicane per incontrare gli indiani discendenti da Montezuma e dai re aztechi che le abitano e conoscere i loro dèi. Le basta imboccare un piccolo sentiero per inoltrarsi in un altro mondo, in un clima rarefatto e contagioso. Incontrerà i suoi indiani: sinuosi, insidiosi, femminei, feroci; spaventosamente impersonali e, come quel mondo, inumani.
"La vicenda si svolge in un clima soffuso di tenue ironia; e a questo si deve, mi pare, la riuscita del romanzo. Tutti sono nervosi, inquieti, infelici, mentre il tocco narrativo di Keyserling li accompagna con grande freschezza e ariosità." (Alfredo Giuliani)
"Non possiamo saperlo" raccoglie scritti di letteratura e di cinema, ricordi di amici scomparsi, pronunciamenti su questioni morali come l'aborto, il coraggio o la paura, il credere in Dio, i cattivi usi del linguaggio, infine gli interventi politici legati all'impegno parlamentare di una persona che sosteneva di non avere una mente politica. L'opera non narrativa di Natalia Ginzburg è tutta fondata sul sapere del corpo, un'intelligenza oscura che illumina i suoi interrogativi e imperativi morali. Grazie a questa facoltà è possibile conoscere i suoi pensieri sul "Salò" di Pasolini o sui "Sillabari" di Parise, sulle persone che furono Calvino, Flaiano, Levi e Penna, sulla nostalgia per un secolo diverso o sull'aldilà.
Torino, anni '40. Cesare Fenoglio, medico chirurgo, rinuncia a una brillante carriera per dedicarsi allo studio dei fiori e delle piante officinali. Irriso da molti colleghi, perseguitato dall'Ordine dei Medici, si dedica anima e corpo alle sue ricerche e prepara rimedi a base di essenze. Mentre le vicende della sua vita si mescolano alla storia (c'è la guerra e c'è la Resistenza), le sue cure riportano i primi indiscutibili successi e nuovi orizzonti sembrano aprirsi per la scienza. Ma chi si nasconde in realtà dietro questo personaggio tenero e ombroso, caparbio e geniale?
Questo volume raccoglie le cronache degli anni Ottanta, i saggi e le conversazioni più significative di Pier Vittorio Tondelli. Accanto al libro "Un weekend postmoderno", il lettore troverà tutti i materiali saggistici relativi al "Progetto Under 25", anticipatore nelle linee progettuali e teoriche, di un'innovazione relativa alla lettura e alla scrittura. Nella sezione "Il mestiere di scrittore" vengono raccolte le schede di lettura, pubblicate via via su "L'Espresso" e "Rockstar", nonché prefazioni e introduzioni a volumi di vari autori. La sezione finale propone una serie di conversazioni scelte per la particolarità del contesto o per l'ampiezza dei contenuti trattati.
Questo volume contiene: Introduzione (di Oreste del Buono); Cronologia; "Ma che cosa è quest'amore?"; "Se la luna mi porta fortuna"; "Giovinotti, non esageriamo!"; "Agosto, moglie mia non ti conosco"; "In campagna è un'altra cosa"; "Amiamoci in fretta"; "Cantilena all'angolo della strada"; Fortuna critica.
Questo volume contiene: Introduzione (di Maria Corti); Cronologia; Parte prima: "Diceria dell'untore", "Museo d'ombre", "Argo il cieco", "L'uomo invaso", "Le menzogne della notte"; Parte seconda: "L'amaro miele"; Parte terza: "Cere perse", "Il malpensante", "La luce e il lutto"; Appendice: istruzioni per l'uso (di "Diceria dell'untore"), La panchina; Note ai testi; Fortuna critica; Bibliografia.
Questo volume contiene: Introduzione (di Mario Curreli), Cronologia, Nota alle traduzioni; "La follia di Almayer"; "Gli idioti"; "Un avamposto del pregresso"; "Il negro del 'Narcissus'"; "Lord Jim"; "Gioventù"; "Cuore di tenebra"; "Tifone"; "Falk"; Note ai testi; Bibliografia.
Progettata in occasione del primo centenario della nascita del poeta, questa edizione delle "Opere" di T.S. Eliot comprende tutte le opere di poesia, saggistica e teatro. Seguendo il percorso creativo dell'autore, il curatore dell'opera ha ritenuto opportuno attenersi a un ordine cronologico il più rigoroso possbile, senza distinzione di generi. Per una lontana, ma esplicita richiesta dell'autore al curatore, non entra a far parte di queste "Opere" il testo delle conferenze di "After Strange Gods" (1934). T.S. Eliot chiese personalmente a Sanesi di non includerlo, mai e per nessuna ragione, in un'eventuale raccolta, considerandolo "troppo intemperante" e possibile fonte di equivoci.

