
Nell'Ottocento gli ebrei svizzeri erano confinati in due villaggi. Uno di questi è Endingen, dove vivono felicemente il probo commerciante di bestiame Salomon Meijer e la sua famiglia. Una sera del 1871 alla loro porta si presenta un lontano cugino che afferma di essere stato ferito nella battaglia di Sedan e di volersi stabilire dai suoi unici parenti. Nessuno in quella pacifica casa intuisce quanti cambiamenti porterà quell'estraneo nelle loro esistenze. Perché Janki, così si chiama il giovane, è sì un po' sbruffone, ma ha anche il fiuto degli affari e molto spirito di iniziativa, e quindi nel giro di pochi anni non solo avrà sposato una delle ragazze di casa ma sarà il padrone di un fiorente negozio di stoffe francesi a Baden, la città più vicina. Dopo questo primo sommovimento, seguiremo i membri della famiglia Meijer per oltre settant'anni e quattro generazioni, li vedremo schierarsi nel 1893 contro il primo referendum, vagamente antisemita, della Confederazione, prendere, per opportunismo, decisioni che gettano nell'angoscia tutta la stirpe, e, d'altro canto, pagare a caro prezzo scelte coraggiose e coerenti, capiremo perché un battesimo può impedire l'amore fra due giovani e come sia possibile che, quando il mondo ebraico in tutta Europa verrà scompaginato, un medico omosessuale non più giovanissimo possa trovare del tutto inaspettatamente moglie e due figli.
Nathan Glass è un assicuratore in pensione in cattivi rapporti con la ex moglie e la figlia. Dopo una pesante operazione chirurgica, e senza una lunga prospettiva di vita, decide di finire i suoi giorni a Brooklyn, nel quartiere dove è nato. Qui ritrova il nipote Tom, ormai ingrigito commesso di libreria, Lucy, la figlioletta della sorella di Tom, e, mentre è in viaggio per il Vermont, anche la donna della sua vita... Tutti e quattro tornano a Brooklyn e le cose si mettono bene, finché non arriva un fatidico 11 settembre...
Primavera 1916: Lili e Max Weber viaggiano verso la Prussia orientale. Questo volume rievoca un episodio poco noto e poco documentato della vita di Max Weber con una narrativa non convenzionale e altamente meditativa.
Esortazione post-sinodale in inglese.
Esortazione post-sinodale in tedesco.
L'esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI sull'Eucaristia, in francese.
L'esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI sull'Eucaristia, in portoghese.
Il Cahier Vert di Maurice de Guérin, breve e intenso diario irregolare, redatto dal luglio 1832 all’ottobre 1835, si presenta come un’imperiosa costellazione di pensieri. Introspezioni e intuizioni in trama, riflessioni sul linguaggio nella sua essenza, ma ontologica e rivelativa, animano una scrittura in cerca di una propria legittimità autonoma. La peculiarità del "diario", più che nel genere, risiede nella purezza dell’espressione e nell’immediatezza dell'annotazione fissata, perlopiù, "en plain air", anticipando la poetica impressionistica. La prosa poetica di de Guérin è comunque tributaria di un certo classicismo: non si oppone ai tentativi liberatori dei suoi contemporanei, ma integra la problematica nuova attraverso l’esperienza dell’antico. In essa si possono scoprire inattese risonanze leopardiane e intonazioni che moduleranno, un trentennio più tardi, la ricerca di Baudelaire.
Testo originale a fronte
A cura di Adriano Marchetti
«Cari lettori, alcuni anni fa mi resi conto che Dirk Pitt aveva bisogno di aiuto nel corso di una missione particolarmente difficile, così creai per "Alta marea" il personaggio di Juan Cabrillo, padrone di una vecchia nave dall'aspetto sconquassato chiamata Oregon. Al suo interno nascondeva meraviglie tecnologiche e il suo capitano si dimostrò un tipo veramente in gamba. Io e Craig Dirgo abbiamo lavorato assieme per creare una nuova serie di avventure con protagonista Cabrillo. In questa prima missione il suo compito sarà di recuperare un buddha d'oro rubato dai cinesi durante l'invasione del Tibet e andato poi perduto. Questo tesoro potrebbe rendere la libertà a un popolo. Un compito difficile e pericoloso affidato al capitan Cabrillo e alla sua ciurma di simpatici e avventurosi uomini (e donne!)». (Dalla prefazione di Clive Cussler).
È molto probabile che la novella sia stata portata al Nord dallo stesso Boccaccio, quando nel 1351 fu inviato in Tirolo come "ambaxiator solemnis" di Firenze, per farne dono propiziatorio a qualcuno. Qui Camilleri, oltre a raccontare come venne in possesso di una copia manoscritta dall'originale autografo, chiarisce anche le probabili ragioni che mossero Boccaccio a escludere questa novella, in origine forse destinata alla Giornata Terza del "Decamerone", dalla raccolta definitiva.

