
Così rispondeva l'autore a chi, al momento della pubblicazione, gli chiedeva se La ciudad y los perros - bruciato in piazza dai militari, considerato dalla critica il migliore tra i suoi romanzi, - fosse un romanzo "sulla violenza". E la violenza - fisica e non - fa da sfondo al microcosmo del Collegio Leoncio Prado di Lima dove avviene l'educazione del protagonista-alter ego dell'autore. Un collegio retto da militari secondo una disciplina militare in cui confluiscono sia i figli delle classi inferiori ammessi per merito sia quelli delle classi alte mandati lí dalle famiglie nella speranza di domarli, e dove la sopraffazione, la forza bruta, il dispotismo sono le leggi della convivenza, a dispetto di regolamenti e norme. "Ero un bambino viziatissimo, presuntuosissimo, cresciuto, faccio per dire, come una bambina... Mio padre pensava che il Leoncio Prado avrebbe fatto di me un uomo, - ricorda Vargas Llosa, - ma per me fu come scoprire l'inferno".
Yiyun Li aveva sedici anni quando, nella primavera del 1989, migliaia di studenti scesero in piazza Tian An Men a manifestare. Dopo aver represso la protesta, il governo cinese obbligò tutti i giovani che volevano iscriversi all'università di Pechino a un anno di ferma nell'esercito. Proprio durante una lezione di dottrina di Partito, Yiyun Li fu trovata a leggere Hemingway di nascosto. Un ufficiale le requisì il libro e lo strappò sotto i suoi occhi. Sembra quasi uno dei racconti che quella stessa ragazza scriverà molti anni dopo, una volta in America e imparata una lingua che finalmente potesse dare forma alla sofferenza, al desiderio, al senso di abbandono, alla speranza che provava allora: anche i personaggi di queste storie vivono sulla loro pelle la lacerante contraddizione tra un'umana volontà di realizzazione individuale e il destino collettivo che il potere, la famiglia, la tradizione, l'economia di volta in volta impongono loro. Un uomo e una donna innamorati di un bellissimo attore dell'Opera di Pechino; un bambino dai lineamenti troppo simili a quelli di Mao; un militare amante delle speculazioni capitaliste; una ragazza tradita che imparerà quanto può essere angoscioso mantenere le promesse: ambientati in una Cina allo stesso tempo quotidiana e mitica, i racconti di Yiyun Li non solo offrono un ritratto spiazzante di un paese e di un popoio travolti dai cambiamenti, ma anche riflessioni sull'universale aspirazione alla felicità e sul dolore attraverso cui questa ricerca inevitabilmente passa.
Colto e citazionistico, ma immediato alla lettura, autobiografico e "vero" nei contenuti. Romantico e sentimentale nella tonalità di fondo, ma attraversato da un'ironia che si incastona negli snodi strutturali del libro, oltre che nelle sue pieghe più visibili. Testimonianza di un'ossessione privata, ma anche lucida analisi dei mostri che possono dominare la mente dell'uomo.
EIsa Morante non frequentò la scuola elementare e imparò da sola a leggere e scrivere. La sua vocazione di scrittrice si manifestò molto presto con la pubblicazione su giornaletti per bambini di poesie e fiabe da lei stessa illustrate. Nacquero così le storie di Caterina, la sua bambola Bellissima e Tit il Senza-paura, Mariolina e Daddo, la Signora del Pineto, Giovannola, Ultimafata, la stella, tigri, cicogne, folletti, fate... Ecco alcuni degli innumerevoli personaggi che s'incontrano in queste storie e filastrocche, uscite su varie riviste nel corso degli anni Trenta. Tali storie, filastrocche e illustrazioni costituiscono un prezioso documento che evidenzia quale forza inventiva e quale originalità di voce possedesse fin dai suoi inizi quella che si dimostrerà poi essere tra i più grandi scrittori del secolo. Questo volume, scritto quando aveva solo tredici anni, usci per Einaudi nel 1942 con il titolo "Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina"; nel 1959 venne ripubblicato con il titolo "Le straordinarie avventure di Caterina". Età di lettura: da 10 anni.
"Aquila.. fiori... persecuzione". Dopo queste oscure parole, Suor Lucia Dos Santos, l'ultima testimone dell'apparizione di Fatima, si spegne all'alba di un giorno di giugno. Prima di morire però riesce a consegnare nella mani di una fidata consorella una lettera di importanza vitale, che contiene la versione integrale dell'apparizione della Madonna e che non deve cadere nelle mani sbagliate. Perché il Terzo Segreto di Fatima non è stato interamente rivelato. L'ultima parte, quella che preannuncia una grave minaccia per l'umanità, è ancora nascosta. Il primo a diffondere la notizia della morte della suora è John Costa, un giornalista, inviato della "Reuters" al Vaticano. John vive solo, in un appartamento disordinato, da quando la moglie lo ha lasciato. Quando si addentra nella vita di Lucia e nella storia delle profezie di Fatima, scopre che la versione divulgata dalla Chiesa ha diverse lacune, che si parla di un "quarto segreto" di cui sono a conoscenza solo poche persone e che queste stanno morendo incidentalmente una dopo l'altra. L'unico modo per poter risolvere il mistero è recarsi a Coimbra. Qui John scopre che la soluzione alle sue indagini si intreccia alle scoperte di una giovane ricercatrice inglese, Kate. I due si mettono sulle tracce di un antico testo arabo e di una setta di fondamentalisti che minaccia l'Europa. Solo la rivelazione del Quarto Segreto potrà salvare l'Occidente dalla distruzione incombente.
Con la pubblicazione nel 1951, in Gran Bretagna, di "Un mondo a parte" Bertrand Russel commentò: "Dei molti libri che ho letto sulle esperienze delle prigioni e dei campi di lavoro sovietici, questo libro di Herling è il più impressionante e quello scritto meglio. Un libro estremamente interessante e del più profondo interesse psicologico". Identici giudizi espressero Albert Camus e Ignazio Silone.
Michael - alias "Butcher" - Boone è un'ex stella della pittura contemporanea. Per cinque anni è stato osannato dalla critica, poi il suo matrimonio è naufragato e tutto è andato a rotoli. Si sa come vanno queste cose: la moglie ha cercato di impadronirsi delle opere del marito, il marito gliele ha sottratte, è intervenuta la magistratura, Butcher è stato processato e condannato, è stato in galera, e ora vive in una fattoria messagli a disposizione dal suo principale collezionista in mezzo alla foresta a nord di Sydney, in cambio dell'impegno a disintossicarsi dall'alcol e a ricominciare a dipingere. Butcher deve anche prendersi cura del fratello Hugh, ritardato: finché prende le pillole, va tutto bene, ma un qualsiasi imprevisto, una sola parola sbagliata, una leggera provocazione possono scatenare reazioni imprevedibili. Nel bucolico tran tran dei due fratelli, nel caldo e tra gli insetti del gennaio australiano, piomba un bel dì Marlene. Bellissima, intrigante e ambiziosa, è la nuora del grande pittore Jacques Leibovitz: un suo quadro molto tempo prima, folgorandolo sulla via di Damasco, aveva spinto Butcher a lasciare la macelleria del padre per la più difficile strada dell'arte. Marlene è dolce con Hugh, s'innamora, ricambiata, di Butcher, e mette in moto una catena di eventi sorprendenti che li porterà al successo o alla rovina.
Nino Motta, tipografo, abbandona Milano e la famiglia (una famiglia disperata e ostile) e torna a Messina, sotto le mentite spoglie del giornalista, per "indagare" sulla sua infanzia in collegio che, da sempre, è rimasta intrappolata da una memoria "a macchie", incerta, segnata da un misterioso trauma. Una volta in loco non ha difficoltà a far parlare quelli che tanto tempo prima sono stati i suoi compagni, anzi il suo invito a parlare li trasforma in generosi narratori orali. E così le molte testimonianze si incrociano affollandosi intorno a due immagini che hanno accompagnato la vita di Nino Motta: il cappello del padre appeso in corridoio e la figurina della madre Marietta che sale verso il collegio nel suo cappottino striminzito...

