
Questo volume raccoglie le cronache degli anni Ottanta, i saggi e le conversazioni più significative di Pier Vittorio Tondelli. Accanto al libro "Un weekend postmoderno", il lettore troverà tutti i materiali saggistici relativi al "Progetto Under 25", anticipatore nelle linee progettuali e teoriche, di un'innovazione relativa alla lettura e alla scrittura. Nella sezione "Il mestiere di scrittore" vengono raccolte le schede di lettura, pubblicate via via su "L'Espresso" e "Rockstar", nonché prefazioni e introduzioni a volumi di vari autori. La sezione finale propone una serie di conversazioni scelte per la particolarità del contesto o per l'ampiezza dei contenuti trattati.
Questo volume contiene: Introduzione (di Oreste del Buono); Cronologia; "Ma che cosa è quest'amore?"; "Se la luna mi porta fortuna"; "Giovinotti, non esageriamo!"; "Agosto, moglie mia non ti conosco"; "In campagna è un'altra cosa"; "Amiamoci in fretta"; "Cantilena all'angolo della strada"; Fortuna critica.
Questo volume contiene: Introduzione (di Maria Corti); Cronologia; Parte prima: "Diceria dell'untore", "Museo d'ombre", "Argo il cieco", "L'uomo invaso", "Le menzogne della notte"; Parte seconda: "L'amaro miele"; Parte terza: "Cere perse", "Il malpensante", "La luce e il lutto"; Appendice: istruzioni per l'uso (di "Diceria dell'untore"), La panchina; Note ai testi; Fortuna critica; Bibliografia.
Un nuovo romanzo del giovane scrittore modenese Ugo Cornia. Pagine dirette e ingannevolmente semplici. Gli affetti evocati non sono mai liricizzati, né ridotti a sfogo emotivo. E' la vita, che conosce tensioni, urti, sconvolgimenti, ma che diventa divagazione sull'affiorare imprevedibile delle memorie.
L'Alice fece naufragio alla foce del Columbia River nel 1909. Era così bella e strana che qualcuno la fotografò. Piero ha 50 anni, è un giudice e vive in Sardegna. Sta per lasciare Lula innamorato di Candida. Ma si imbatte in Alice, nella sua foto, mentre si arrovella a cercare la password di un file privato di Lula. E la password è Alice. Il file è un diario. Dentro c'è una storia vecchia e incredibile, di Lula e del fratello Piero, morto prematuramente e considerato in famiglia quasi un santo. Piero vuole sapere. Vuole sapere della storia e dell'Alice. Perchè intestardirsi su un fatto del passato, ormai senza valore, può servire ad allontanare il futuro, oppure a farlo esplodere.
Il viaggio della Pivano porta con sé le voci, le figure e le storie dei protagonisti della vita culturale americana del novecento: Fitzgerald, Hemingway, Cowley, la Parker, Faulkner, Algren, Ginsberg, Kerouac, Corso, Williams, Carver, la Jong, Pynchon, la Highsmith, McInerney e Ellis, solo per citarne alcuni. La passione dell'autrice ci trasforma in compagni di strada e di avventura e siamo lì quando Hemingway studia la "profondità azzurra" delle Tortugas, quando Kerouac si sveglia improvvisamente famoso dopo una recensione a "Sulla strada" apparsa sul "New York Times".
Inquietudine, fragilità, leggerezza: nelle speranze di una bambina immigrata, in una coppia bizzarra, nel rapporto stretto e disperato di due fratelli, nelle frasi che calano improvvise nelle fantasie di una bambina sola. Sette racconti in cui spaesamento, nostalgia e separazione sono contemplati con gli occhi limpidi di una bambina sognatrice.
"Sembra quasi pleonastico dire che nell'immenso e misterioso "Libro" che Pessoa ci ha lasciato il centro più riposto, e certo più imperioso, è l'eteronimia. Eteronimia intesa non tanto come metaforico camerino di teatro in cui l'attore Pessoa si nasconde per assumere i suoi travestimenti letterario-stilistici; ma proprio come zona franca, come "terrain vague", come linea magica varcando la quale Pessoa diventò un 'altro da sé' senza cessare di essere se stesso. L'eteronimia di Pessoa rimanda semmai alla capacità di vivere l'essenza di un gioco; non ad una finzione, pertanto, ma ad una metafisica della finzione, o ad un occultismo della finzione; forse ad una teosofia della finzione." (Antonio Tabucchi)

