
Quale futuro per la vita consacrata? Ne parlano in questo volume il card. Artime, Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e don Giuseppe Costa, sacerdote salesiano ed esperto di comunicazione religiosa. In un dialogo schietto e sincero, vengono affrontati tutti i problemi legati al presente e al futuro della vita religiosa: l’inesorabile calo delle vocazioni, soprattutto in Occidente, la qualità della formazione, le difficoltà a vivere e a testimoniare la vita fraterna, la fedeltà al carisma originario tra attività apostoliche da portare avanti e notevoli difficoltà economiche… Sono tutti problemi che indicano una evidente fragilità. Ma, notano gli autori, la vita consacrata può rinascere proprio dalle fragilità che sta sperimentando sotto tanti aspetti. Non si deve però continuare a identificare la vita religiosa solo con la funzione sociale che ha svolto nel passato: non soltanto è un errore, ma è anche fonte di pessimismo e di chiusura davanti a qualsiasi possibilità di cambiamento e trasformazione. La vita consacrata oggi è più che mai necessaria nella Chiesa: bisogna però avere il coraggio di liberarsi dall’ansia e dalla preoccupazione di un futuro senza numeri e senza mura. La vita religiosa non è ciò che si fa, bensì ciò che si è: segni della presenza di Dio nel mondo, "metafore dell’amore di Dio".
Fino a che non saremo capaci di processione, di canto, di sguardo, di rapporti di corretta prossemica, di abitare simbolicamente gli spazi, ogni pretesa di "far parlare" i riti rimarrà irrimediabilmente delusa. Curare gli inizi è un'antica sapienza ecclesiale per creare le premesse del novum che è il dono di Dio in Cristo, una novità che redime e salva la vita. Una novità che riscatta dal logorio delle incombenze e delle preoccupazioni quotidiane l'assemblea ogni volta che osa ricomporsi per accogliere l'hodie della salvezza. A questa responsabilità ci richiama questo volume. Prefazione di Loris Della Pietra.
La nuova edizione del messale romano approvata dalla CEI offrire alla liturgia anche una diversa traduzione della preghiera del «padre nostro». una delle novità che ha fatto scalpore è la notizia di una traduzione “nuova” nella sua penultima domanda: «non ci indurre in tentazione». su questa espressione già in passato sono stati versati fi umi di inchiostro. «Non abbandonarci alla tentazione» sarà la nuova traduzione. Questa decisione dei vescovi italiani ha incuriosito molti. È davvero tutta “colpa” di papa Francesco?
Il tema religioso riscuote in ambito editoriale un particolare successo di mercato e di interesse, che non è legato soltanto al libro ma all'intero sistema mediatico. Questo volume rappresenta una storia, e non soltanto, del libro religioso italiano attraverso i linguaggi, i simboli e il sistema sociale.
Dodici monografie di altrettanti cultori della materia tra loro unite dal filo indistruttibile e misterioso che lega Dio all'uomo. un processo didattico e culturale di grande utilità per chi studia le scienze della comunicazione, umanistiche e teologiche.
Un libro sulla vocazione e la missione, alla luce del Vangelo di Marco. Il tema della chiamata e della missione, caratteristici della proposta vocazionale di Gesu, come prospettiva generale per cogliere la ricchezza del vangelo di Marco: e questo il nucleo centrale del libro. Nel cuore di questo tema generale, l'attenzione e rivolta al rapporto speciale che Gesu instaura con i suoi discepoli e, in modo particolare, con il gruppo dei Dodici: da Cristo chiamati, scelti, istruiti e inviati per la missione. Il capitolo conclusivo del libro presenta il Vangelo di Marco nella sua applicazione orante, con quattro proposte per una Lectio tematica sulla vocazione e la missione.

