A sessant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, il suo lascito e la sua interpretazione continuano ad essere oggetto di studio. Per meglio comprenderne i documenti e per riflettere sulla loro importanza per la chiesa di oggi, questo libro offre una prospettiva ratzingeriana sul Vaticano II, sia indagando il contributo specifico del teologo e pontefice tedesco che sviluppandone le intuizioni. Dai diciotto capitoli del testo, che riprendono gli interventi della giornata di studi tenuta presso l'Ateneo Regina Apostolorum, emerge come la capacità di Ratzinger di integrare fede e ragione, tradizione e novità, dogma e spiritualità, rappresenti una bussola particolarmente affidabile per accostare i testi del concilio e restituire al Vaticano II la sua vera portata missionaria: un'apertura al mondo, che nasce dall'incontro con il verbo incarnato, crocifisso e risorto, per riproporre all'uomo contemporaneo il vangelo in tutta la sua radicalità.
Da questa Chiesa nessuno o quasi si aspetta più nulla. Il cittadino medio occidentale non riconosce più in Gesù e nel suo Vangelo una risorsa feconda per la propria ricerca di felicità. Il cristianesimo, in una parola, è diventato semplicemente irrilevante. Lo è per le generazioni adulte. Lo sta diventando giorno dopo giorno per le generazioni che oggi vengono al mondo. Questa dell’irrilevanza non è certo una buona notizia. Dispiace. Provoca sofferenza, a volte anche risentimento. Ma — ed ecco l’altra faccia della medaglia su cui insiste in modo particolare questo volume — può essere anche l’occasione propizia per mettere mano e cuore a tutte quelle trasformazioni strutturali di cui necessita oggi la Chiesa. A partire dal totale ripensamento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana fino all’abbandono della pastorale della consolazione che ha caratterizzato i secoli scorsi. Ora che nessuno si aspetta alcunché da noi, possiamo finalmente operare con coraggio, libertà e passione per ritornare ad essere quello che semplicemente dobbiamo essere come Chiesa: luogo in cui tutti possono innamorarsi di Gesù e del suo Vangelo e condividere la gioia di questo incontro con gli altri. Non sciupiamo dunque questa nostra fortuna di essere irrilevanti!
Il Progetto secondo annuncio, dopo il percorso sui temi «generare e lasciar partire» (2014), «errare» (2015), «vivere i legami» (2016) e «appassionarsi e compatire» (2017) affronta l’esperienza umana della fragilità e del morire, presentando alcune proposte catechistiche e pastorali attuate nelle nostre comunità ecclesiali.
Il quinto volume è un invito ad abitare con la speranza del vangelo le esperienze umane di limite e fragilità, fino all’esperienza di quel limite estremo che è il proprio morire.
Il volume riporta gli atti del XXX corso di aggiornamento curato dall'Associazione teologica italiana dedicato alla figura del prete. Come comprendere il ministero del presbitero dopo il Concilio? Come ricomprendere il "carattere"? Quali relazioni feconde con il vescovo, il presbiterio, i diaconi e tutto il popolo? Come formare i candidati al presbiterato? Si tratta delle principali domande cui si è cercato di rispondere con lo scopo di contribuire alla valorizzazione e alla chiarificazione di un ministero esposto a mille criticità.
Un'omelia è un'esortazione o un insegnamento? Non basta rispondere che ci vuole equilibrio, perché l'equilibrio implica un'opposizione. La fede non è una questione di equilibrio. La fede è intensità divina. E così, nell'omiletica del cardinal Giacomo Biffi, l'intensità è data dalla dimensione contemplativa del mistero, in cui esortazione e insegnamento sono un'anima sola. Lo si avverte in questa raccolta di omelie sul sacerdozio. La consapevolezza del fatto che chi segue Cristo diventa più uomo, nasce dall'esperienza della fragilità umana coinvolta con "l'incredibile coraggio di un cuore credente". Il volume raccoglie 75 omelie inedite del cardinal Biffi pronunciate in occasione della Messa crismale del Giovedì Santo e delle ordinazioni sacerdotali. Sono meditazioni sempre attuali sui regali che Dio continuamente elargisce. Il cardinal Biffi è stato sempre molto apprezzato per le sue prediche, brevi e dense di contenuto, spesse condite di fine ironia.
In un tempo in cui il ministero presbiterale è attraversato da crisi di identità, solitudine e stanchezza spirituale, questo libro offre parole sincere, profonde e concrete per aiutare i sacerdoti a ritrovare il centro della loro vocazione. Senza idealismi né moralismi, l'autore accompagna il lettore attraverso i temi fondamentali della vita sacerdotale: la centralità dell'Eucaristia, l'ascolto della Parola, la vita affettiva, la preghiera quotidiana e il valore della debolezza. Un testo pratico e ispirato, ideale per la formazione permanente di sacerdoti, seminaristi e formatori. Uno strumento di consolazione e discernimento per chi vive il sacerdozio in tempi di fatica e trasformazione.
«Esisterà ancora la parrocchia?»: questo interrogativo, che apre la serie dei contributi raccolti nel volume, interpreta una preoccupazione comune sul destino delle comunità cristiane e delle prassi pastorali legate al cristianesimo sociale. Nella Chiesa italiana (e non solo) si stanno delineando nuovi scenari, che vanno criticamente pensati: è in atto una trasformazione della parrocchia classica, che ne chiama in causa la forma, i tempi e gli spazi di azione. Non si tratta di avviare un'operazione di "ingegneria pastorale", quanto di disporsi a un'autentica "ecclesiogenesi", a partire da alcune coordinate fondamentali: la pastoralità come tensione all'ascolto di Dio e dell'umano, la sinodalità, il dinamismo di riforma, la vocazione alla fraternità e sororità, l'ospitalità e il servizio, il dialogo con la realtà contemporanea. Queste e altre dimensioni, consapevolmente assunte, strutturano una pastorale in conversione missionaria, capace di misurarsi con le sfide della città e di rimodularsi valorizzando una ministerialità plurale - maschile e femminile, individuale e familiare - attraverso cui dare forma a una nuova presenza della Chiesa sul territorio, più corrispondente al sogno di Dio.
Negli anni il compito del parroco, "amministratore unico della parrocchia", è divenuto sempre più impegnativo e complesso tanto da occupare molta parte del tempo e delle energie dei sacerdoti che vengono sottratte purtroppo alla cura delle anime, loro primo compito quali pastori. Si è pensato quindi di raccogliere in questo libro alcune delle questioni amministrative con cui il parroco si trova più spesso a contatto, trattandole in una forma "nuova" rispetto alle altre pubblicazioni, privilegiando cioè un approccio "immediato". Si tratta, quindi, non solo di un libro sull'amministrazione della parrocchia, ma di un vero manuale da utilizzare come uno "strumento di lavoro" da parte dei parroci e dai membri del Consiglio Parrocchiale Affari Economici.
L’esortazione apostolica Amoris laetitia consegna alla vita della chiesa una visione di matrimonio e di famiglia che, in coerenza con l’insegnamento del Concilio Vaticano II, prende sul serio il messaggio cristiano e lo declina nelle condizioni reali della vita di oggi. Questo tocca gli aspetti e le dimensioni più diverse, dalla teologia dei sacramenti all’etica teologica, dal diritto canonico alla teologia pastorale. Proprio a questo ultimo punto si rivolge il volume: esso intende cogliere l’importanza di un cambio di paradigma, prima ancora di considerare alcuni aspetti operativi e pratici dell’azione pastorale nella chiesa. Il libro vuole puntare il suo sguardo su una “cultura pastorale” che esce rinnovata dal cammino sinodale e nell’insegnamento di Papa Francesco che ne raccoglie le istanze.
«È significativo che un laico affronti l'argomento delle virtù. Vuol dire forse che si avverte il bisogno di dire certe cose che probabilmente non sono sufficientemente considerate da chi si occupa della cura pastorale. Il tema delle virtù è un tema trasversale a tutta la Chiesa, cui nessuno si può sottrarre. In ogni caso già il fatto che il libro, curato con competenza, stia qui, merita una sincera stretta di mano a Lucchini. Pure il titolo scelto per questo testo è indicativo. È solo il battesimo che ci innesta nella vita di Dio, ci fa figli nel Figlio e ci abilita a vivere una vita nuova, da redenti, liberati da ogni timore». (Dalla Presentazione di Marko Ivan Rupnik)
Nei nostri Paesi i preti stanno diventando rari, almeno in rapporto a un passato ancora recente e, più in generale, a lunghi secoli di vita cristiana. È una realtà che va osservata con coraggio, evitando sia l'illusione di un ritorno a situazioni del passato, quindi con un clero presbiterale più numeroso, sia la fuga verso improbabili soluzioni miracolose.Attraverso un'analisi degli aspetti teologici, canonici e pastorali, l'autore si interroga sull'annuncio del Vangelo nel tempo presente e su come liberare le risorse non ancora valorizzate del popolo che è la Chiesa.
In queste pagine Angelo De Donatis propone riflessioni e meditazioni dedicate al sacerdozio e alla vita consacrata, che traggono forza e concretezza dall'esperienza e dalla saggezza pastorale coltivate come Cardinale e Vicario del Papa per la diocesi di Roma, esplorando il significato profondo di tali percorsi alla luce della fede e della missione pastorale. Attraverso un linguaggio chiaro e accessibile, ma ricco di riferimenti biblici e teologici, l'autore invita i lettori - sacerdoti, religiosi e laici - a riscoprire la gioia dell'incontro con Cristo e del servizio alla Chiesa, rivolgendo loro parole ispirate che incoraggiano a ricercare un cammino di fede sempre propositivo e generativo. Le omelie contenute nel libro si soffermano su temi fondamentali, come il senso della chiamata, l'umiltà del servizio, la testimonianza evangelica e il ruolo del pastore nella comunità cristiana. Favorendo la riflessione personale e comunitaria, l'opera si pone come guida spirituale e strumento di discernimento, capace di illuminare il cammino vocazionale e pastorale con parole di incoraggiamento, speranza e fede.