Col Paradiso arriviamo alla fine del viaggio di Dante e al termine della rilettura che ne offre Franco Nembrini. Ancora una volta una presentazione semplice, diretta, che mostra come "il Paradiso è la cantica della vita vera, della vita possibile. Della vita che nelle pieghe e nelle piaghe della giornata - nei rapporti col male che la dimenticanza, il tradimento, insomma il peccato, ci fanno pur vivere - rintraccia continuamente una bellezza, una speranza, una presenza". Un cammino verso la verità della vita in cui Dante non abbandona, neppure per un istante, né ragione né passioni: più si avvicina alla visione di Dio, più il desiderio - umano, esistenziale, carnale - di capire e di essere felice e di essere utile a sé e al mondo si fa acuto. E mai si esaurisce: Nembrini si congeda, infatti, con l'invito a ricominciare da capo, a rileggere la Divina Commedia dall'inizio tenendo presente la fine, così che il cammino sia illuminato di una luce nuova. Con un intervento di Marco Bersanelli.
Il Sermone della Montagna è il centro ed il cuore del messaggio di Cristo e vi è dipinta l’immagine dell’uomo nuovo, mentre la liturgia è definita dal CVII culmen et fons della vita della chiesa: siamo dunque di fronte alle due realtà più importanti del Cristianesimo. Come non essere affascinati dall’opportunità di studiare in quale modo possano essere messe in relazione?
Le Beatitudini sono le prime parole del Sermone della Montagna: in un certo senso sono l’“esclamazione” della forma della vita nuova e come tali compaiono nei libri liturgici. Di più: le Beatitudini, come e quanto il Sermone della Montagna, sono un evento, ma anche la liturgia è un evento, perché ogni volta che si svolge un rito avviene un fatto puntuale della storia nel quale Cristo si fa realmente presente. Le Beatitudini sono escatologiche, ma anche la liturgia ha una natura escatologica, perché annuncia e rende disponibile la vita divina in Cristo risorto.
Cosa succede dunque quando nella liturgia si leggono, si cantano, si pregano le Beatitudini, e più in generale un testo biblico? In che modo il contesto liturgico modifica o come realizza la proclamazione delle Beatitudini? Si può parlare di un’esperienza delle Beatitudini che si dona nella liturgia? Perché le Beatitudini e la liturgia hanno qualcosa in comune, come ad esempio la dimensione escatologica? Questo, e molto altro, è il tema dello studio del nostro autore.
Lo studio Beatitudini e Liturgia è il tentativo di porre in relazione due realtà centrali del Cristianesimo che presentano una peculiare connaturalità, sia sul piano della trasmissione della Vita divina, sia sul piano dell’ἔσχατον.
Maurizio Munzi (1957) vive a Verona, ha tre figli e uno in cielo, è laureato in Scienze della Produzione Animale (Facoltà di Agraria di Bologna), diplomato in Erboristeria (Facoltà di Farmacia di Urbino), ha conseguito il baccalaureato in Sacra Teologia presso l’Istituto S. Bernardino di Verona (affiliato alla Pontificia Università “Antonianum” di Roma) e la licenza in Sacra Teologia con specializzazione liturgico-pastorale presso l’Istituto di Liturgia Pastorale S. Giustina di Padova (incorporato al Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma). Con Fede & Cultura ha pubblicato il romanzo Svegliarsi con Lina (2012) sulla bellezza del fidanzamento e del matrimonio cristiano e lo studio, L’origine ebraica della liturgia cristiana: la berāḵāh modello della ἐυλογία della chiesa primitiva (2020).
Il "Commento al Cantico dei Cantici" di Nilo di Ancira è il più antico commento greco completo a questo libro biblico, mentre gli altri commenti giunti fino a noi si fermano prima della fine. Eredita le prestigiose tradizioni esegetiche di Origene, Gregorio di Nissa e Evagrio Pontico. Nella sua esegesi Nilo fa una sorta di romanzo la cui eroina è una prostituta che sceglie di cambiare vita per diventare degna delle nozze con il re. Essa è figura metaforica dell'anima umana e dei suoi moti interiori. Composto tra la fine del IV secolo e l'inizio del V secolo, tratta diversi temi della vita spirituale la cui mira è la comunione di vita con Dio. Il Cantico è una profezia dell'unione del Verbo eterno con l'anima umana, che si realizza nella storia della salvezza mediante la morte e risurrezione di Gesù Cristo ed è resa a noi contemporanea attraverso la liturgia della Pasqua e del battesimo. Nelle ultime pagine Nilo presenta la persona umana completamente partecipe della luce e della gioia di Cristo glorioso asceso alla destra del Padre. Testo critico di Marie-Gabrielle Guérard. Introduzione, traduzione e note di Maria Benedetta Artioli.
Questo breve saggio rivisita il tema della nuova evangelizzazione del sociale alla luce del Magistero di Benedetto XVI e Papa Francesco. In particolare l'autore, al fine di realizzare una nuova tappa dell'evangelizzazione, presenta l'importante e stimolante apporto dei pontefici con riferimento ad alcuni campi della pastorale e dell'educazione, quali l'antropologia, il lavoro, la salvaguardia del creato, economia e finanza, democrazia. Un importante documento utile a tutti i fedeli per conoscere il magistero di Benedetto XVI e Papa Francesco sul tema dell'evangelizzazione.
Juan Donoso Cortés fu una delle menti più acute del XIX secolo. Egli previde il matrimonio con la Russia col socialismo in un tempo in cui neanche il liberalismo sembrava dovesse avere un futuro certo. Intuì l'avvento del globalismo, della tecnocrazia, addirittura della guerra civile spagnola. E fu lui ad organizzare in stringati sillogismi le idee portanti del Sillabo. Ma la vita di quest'uomo è anche la storia misteriosa di una conversione religiosa, la narrazione dell'azione di grazia sull'animo di uno sfagatato progressista e la trasformazione di un oscuro funzionario spagnolo nell'oratore più possente dell'800.
Prefatio cantatur vel dicitur a solo sacerdote celebrante principali; Smlctus vero ab omnibus concelebrantibus una cum populo et schola cantatur vel recitatur (Inst. gen. Miss. Rom., 216).
Sanctus expleto, sacerdotes concelebrantes Precem eucharisticam modo infra descripto prosequuntur. Solus celebrans pnnclpalis gestus facit, nisi aliter notetur (ib., 217).
Partes qua~ ab omnibus concelebrantibus simul proferuntur, et praesertim consecrationis verba, quae exprimere omnes tenentur, in recitatione ita dicendae sunt, ut eas concelebrantes subnnssa voce proferant et vox celebrantis prmclpalis clare audiatur. Hac ratione verba a populo facilius percipiuntur (il)., 218).
Partes quae in cantu proferri possunt, in appendice ponuntur, p. 48.
Gerard Manley Hopkins, uno dei poeti di lingua inglese più amati di tutti i tempi, ha vissuto una vita carica di drammi e visioni religiose. Cresciuto in una famiglia anglicana, Hopkins si convertì infine al cattolicesimo romano e divenne sacerdote entrando nella Compagnia di Gesù; in seguito, smise di scrivere poesie per molti anni e si allontanò completamente dalla sua famiglia protestante. Questo libro offre una prospettiva sulla vita e l'opera del poeta gesuita attraverso un'interpretazione religiosa e letteraria. Catharine Randall racconta la storia della sua vita intensa, carica e travagliata e, lungo il percorso, mostra ai lettori la ricchezza di intuizioni religiose che egli ha racchiuso nelle sue poesie. Esplorando la vita interiore del poeta e il mondo vittoriano in cui visse, l'autrice aiuta i lettori a comprendere meglio il contesto e la visione della sua opera sorprendente.
Questa Storia è un sintetico ma esaustivo percorso nella conoscenza della filosofia antica. Ha scopi e impianto spiccatamente didattici che consentono di: fornire allo studente le cognizioni di base necessarie ad orientarsi nella storia del pensiero filosofico; favorire l'apprendimento dei contesti storici e delle costellazioni concettuali più importanti della filosofia con lo scopo di restituire la fisionomia dei movimenti intellettuali all'epoca in cui sono sorti e si sono sviluppati, illustrandone la genesi e gli influssi sui momenti successivi del pensiero. Giuseppe Cambiano insegna Storia della filosofia antica alla Scuola Normale di Pisa. Tra le sue prinicipali pubblicazioni, la traduzione di Platone, 'Dialoghi filosofici' (Torino 1970-81).
Sommario
3 Editoriale Lorenzo Bertocchi
6 In bacheca
7 Di vedetta Gianpaolo Barra e Riccardo Cascioli
8 Chiesa Matteo Matzuzzi
9 Mondo Benedetta Frigerio
10 Araújo: «Rimettere il popolo a capo della democrazia» Raffaella Frullone Abstract
18 Sport estremi, un equilibrio sopra la follia AA. VV. Abstract
22 Non tutti i limiti vanno superati Giorgio Carbone
24 Perseverare oltre l'ostacolo Tommaso Scandroglio
26 Kattolico Rino Cammilleri
28 L'abito lo fa il monaco Luisella Scrosati
41 Letteratura da stroncare Andrea Zambrano
44 Voltaire il tuttologo Francesco Agnoli
46 Il sogno di Wagner e la realtà Carlo Susa Abstract
49 La pittura di Van Gogh e quel «bisogno terribile di divino» Valentina Sessa Abstract
52 Matita blu Maria A. Iannaccone
53 Parole proibite Andrea Zambrano
54 Filosofando Giacomo Samek Lodovici
56 La riscoperta del sacro Andrea Zambrano
57 Un vescovo risponde Francesco Cavina
58 Miracoli Saverio Gaeta
61 Schermi Cassandra Albani
62 La rosa del Timone Tommaso Scandroglio
63 Catt woman Raffaella Frullone
64 Biblioteca Vincenzo Sansonetti
65 Ci piace & non ci piace
66 Don Camillo sul crinale Lorenzo Bertocchi
Il testo, in prima traduzione italiana, e il piu significativo dal punto di vista fenomenologico fra le opere di Edith Stein,