Mai come oggi ci sentiamo estremamente vicini all'esperienza di Giobbe, una figura straordinaria della sapienza biblica. Egli è l'uomo che, schiacciato da una sventura inspiegabile, rivendica e protesta tutta la propria innocenza, costringendo Dio a dare ragione del mistero del male. Nella sua lotta con Dio, troviamo una profezia della grande prova che anche Gesù ha dovuto attraversare durante i giorni della sua passione: accettare da innocente la sofferenza di una condanna ingiusta e immeritata, dovendo attraversare tutto il dramma di un simile dolore in totale e assoluta solitudine, al punto da gridare al Padre: "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?". Alla luce delle figure di Giobbe, cammino di Quaresima e Gesù, abbiamo voluto dunque leggere il tempo di pandemia che stiamo vivendo, come un momento di messa alla prova dell'intera umanità, che deve ripartire dopo aver trovato risposte nuove e per nulla banali ai gravi problemi della contemporaneità. In questo ci siamo lasciati illuminare anche dall'insegnamento di papa Francesco che non ha fatto mancare la sua parola durante i drammatici giorni del contagio e nella delicata fase della ripresa.
Con questo volume si inaugura la quarta serie della Rivista Liturgica, che nel 2014 compie 100 anni. Un importante traguardo nel panorama delle riviste teologiche, reso possibile dall'entusiasmo e dalla passione di molti maestri delle discipline liturgiche prima, durante e dopo il Vaticano II. In questo numero viene presentato e analizzato il percorso che ha condotto la Chiesa ambrosiana" di Milano a predisporre un Evangeliario: specchio, impronta e testimone della bellezza della parola del Cristo risorto. Editoriale e documenti del Card. Dionigi Tettamanzi, interventi di studio di U.Bordoni, N.Valli, F.Tedeschi, A.Dell'Asta, C.Magnoli, E.Borsotti. "
Contorni e contenuti delle espressioni culturali tra Costantino e Gerusalemme.
Il popolo tributa grandi onori a san Giuseppe. Gesti, riti, fede che non sono frutto di spontanea e semplice fede popolare, ma diretta emanazione di un documento scritto, secondo il quale sarebbe stato proprio Gesù, che ama definirsi "il figlio prediletto" di Giuseppe, a dare indicazioni su come onorare degnamente la memoria del padre putativo. Un santo che, secondo l'apocrifo "Storia di Giuseppe il falegname", non morì il 19 marzo ma il 26 del mese di Epep, giorno della resurrezione di Osiride e capodanno per gli antichi Egizi, all'età di centoundici anni. Vecchiaia messa in dubbio da alcuni cristiani. Papa Giovanni Paolo II ne proclama la gioventù. In questo studio anche il testo integrale di S. Alfonso de' Liquori: Rosario dei sette dolori e allegrezze di San Giuseppe, la riduzione teosofica di eventi e numeri e alcune immagini votive della collezione di Giuseppe Pitrè.
Il calendario liturgico e redatto secondo le edizioni ufficiali e tipiche dei libri liturgici e tenendo presenti le comunicazioni e le precisazioni che vengono pubblicate su Notitiae", mensile della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti. E completato dagli indirizzi delle Case carmelitane in Italia e delle Missioni. "