Il libro si rivolge sia agli adulti che ai bambini, proponendo la scoperta (o la riscoperta) di attività che prendono spunto dall'ambiente circostante, dalla tradizione, dal ritmo delle stagioni, dagli eventi storici e dal contatto con i mondi lontani per indagare, fare, sperimentare, manipolare e costruire in forma ludica. Tutte le proposte prevedono l'utilizzo di elementi semplici e facilmente reperibili e sono adatte non solo a chi opera nella scuola e nelle ludoteche, ma anche ai genitori desiderosi di sperimentare nuove attività insieme ai propri figli.
Il volume - interamente rinnovato a quindici anni dalla prima edizione - offre un grande affresco sulla pedagogia del secolo appena trascorso nelle sue varie articolazioni. La prospettiva internazionale con cui l'autore guarda agli eventi educativi che hanno segnato la travagliata storia novecentesca s'intreccia con la ricostruzione dei dibattiti italiani e le tesi dei principali protagonisti che li hanno animati. Con particolare attenzione viene seguita la transizione di metà secolo contraddistinta dal graduale esaurirsi delle spinte puerocentriche e l'emergere di nuove impostazioni psico e socio-pedagogiche fortemente declinate in senso funzionalistico. Un'ampia appendice sulla cultura educativa italiana del secondo Novecento arricchisce un'opera che costituisce ormai un vero e proprio "classico" della storiografia pedagogica del nostro Paese.
Una raccolta di quaranta brevi racconti. Il tema dominante è la quotidianità nella sua apparente banalità. Ma le solite cose, se guardate con occhi attenti, svelano l'ordine, la bellezza di cui sono parte. Fino alla possibile scoperta che tutto è al suo posto.
Carlo Maria Martini ci accompagna verso il santo Natale con la saggezza e la profondità delle sue parole. Sette brevissime meditazioni per 4 settimane - con una ripresa alla fine di ogni settimana e uno spazio per scrivere le proprie riflessioni personali -, così da offrire al lettore e devoto un piccolo diario dell’anima con cui pregare e meditare.
Giorgio Forattini, il re dei vignettisti italiani, torna in libreria armato del suo proverbiale coraggio, del suo irrinunciabile amore per la verità e della sua inconfondibile tendenza allo sberleffo. I fatti e misfatti della politica italiana - e i personaggi più popolari che hanno fatto parlare di sé -, visti attraverso la matita di un disegnatore sublime e di un osservatore intelligente e arguto. E se l'unico modo per capire davvero il Belpaese fosse quello di riderci sopra?
Quello della protagonista di "Un giorno devi andare" è un viaggio mosso da domande che non hanno risposta, un cammino di ascolto di una voce interiore che troppo spesso, troppe volte è soffocata dal rumore di fondo del mondo. Giorgio Diritti torna a mettere al centro del proprio cinema l'intimità del dolore di ciascuno di noi e la grande capacità dell'uomo di superare qualsiasi cataclisma con la forza dell'anima, arrivando a eliminare i confini geografici e con essi quelli mentali. Perché anche cercare se stessi può essere una grande avventura.
Conosco moltissime persone che ogni giorno si rivolgono a Padre Pio. Per loro e per i milioni di devoti di san Pio ho pensato alla presente raccolta che offre un pensiero al giorno del frate cappuccino. I pensieri di Padre Pio, desunti dalle sue lettere, parlano direttamente al cuore di chi legge. Gesù ha promesso di stare con noi tutti i giorni. Attraverso il pensiero quotidiano di Padre Pio la promessa di Gesù diventa più concreta.
Decidere è una libertà, ma anche un compito che può diventar difficile, fino a trasformarsi in un peso insostenibile. Più l'umanità si è evoluta, e più complessa è diventata la realtà con cui l'uomo entra in relazione, e di conseguenza più faticoso è diventato districarsi nella giungla delle scelte. La difficoltà aumenta in proporzione al ruolo occupato da chi decide nelle gerarchie della famiglia, della società, dell'economia, dal genitore al manager, dall'insegnante al politico. Gli strumenti a nostra disposizione, corsi e seminari di management e studio dei processi decisionali, si concentrano sull'aspetto razionale trascurando le oscure forze emotive che sono i veri ostacoli del decidere: la paura e le sue manifestazioni disfunzionali, lo stress e il dubbio patologico, l'angoscia e il panico. Partendo dalla sua pluriennale esperienza in diverse realtà formative e cliniche, Giorgio Nardone ci guida alla scoperta della "psicopatologia del decidere": la paura di sbagliare, di non essere all'altezza 0 di esporsi non dev'essere negata, ma compresa e gestita con strategie e stratagemmi mirati, in grado di trasformarla da handicap ad arma vincente. Solo così ritroveremo il coraggio e la serenità di affrontare i numerosi bivii del percorso della vita.