Questo non è un semplice libro di preghiere, ma un incontro intimo con l’anima orante di due giganti spirituali che hanno letteralmente cambiato il mondo. Francesco, il poverello d’Assisi, era un profondo contemplativo, immerso nel silenzio, nella solitudine e in dialogo costante con il Creatore. Accanto a lui splende Chiara, la "pianticella" nata dalle sue fatiche spirituali. Per lei, la contemplazione è stata una realtà assoluta. Sorella povera, ha dedicato la sua vita a Cristo povero e crocifisso, incarnando la forza silenziosa della preghiera incessante. Questa raccolta, sapientemente estratta dalle Fonti Francescane, offre l’essenza della loro spiritualità orante. Le preghiere di san Francesco, i testi tratti dagli scritti di santa Chiara, le novene, i tridui, la Corona francescana e il Rosario con santa Chiara lo rendono un testo unico e prezioso. Francesco e Chiara insegnano che la preghiera è la radice di una trasformazione profonda.
Stefano Mancuso si lascia ispirare dal "Cantico delle creature" di san Francesco: ciascuna strofa del testo poetico diventa, infatti, lo spunto per raccontare come frate sole, frate vento, sora acqua e madre terra rendono possibile l’esistenza della vita e ne proteggono i destini. Come solo l’amore e la cura per loro, come per tutti gli altri fratelli e sorelle - esseri viventi tutti -, permetteranno alla nostra specie di sopravvivere a lungo. E come solo l’uso povero delle risorse, che Francesco ordina, è la via da intraprendere per far sì che la vita continui a prosperare. Con ragionevoli speranze di riuscirci. Stefano Mancuso dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale.
Greccio è il luogo che pubblicamente Francesco dichiarava di prediligere perché vi vedeva attuata la sua scomoda proposta di vita evangelica, di assoluta povertà, nei compagni e negli abitanti; a Greccio aveva ideato nel 1223 la strana celebrazione del Natale che aveva colpito profondamente i contemporanei e i frati dell’Ordine. A Greccio Francesco aveva attuato la sconfessione della crociata, riproposto, attraverso il presepe eucaristico, il bue e l’asino, il suo ecumenico progetto di pace. A distanza di ottocento anni, il volume, in sede critica, fa il punto — mai operato in precedenza — di un evento che come pochi altri ha generato una ricca tradizione religiosa e culturale.
Con saggi di Felice Accrocca, Luigi Pellegrini, Chiara,Frugoni, Massimo De Angelis
Un viaggio alle radici della fede e della preghiera francescana, che svela la teologia liturgica di San Francesco dalla Porziuncola.
Lex orandi, lex credendi: un antico adagio che da secoli insegna come quello che si prega sia l’oggetto della nostra fede. Ne deriva da ciò che il modo in cui celebriamo la liturgia dice ciò che crediamo. Il presente studio si propone, infatti, di risalire alle radici della preghiera liturgica delle prime comunità francescane, ancora vivente san Francesco, per poi definire i fondamenti dottrinali e teologici, che sono alla base dell’edificio liturgico-spirituale dell’Ordine dei Frati, Figli di San Francesco. Attraverso lo studio dettagliato degli Scritti del Santo di Assisi, si è potuta delineare con tratti più chiari, quella che si può considerare la Teologia liturgica francescana, le cui radici e il cui sviluppo hanno avuto origine nel grembo e per i meriti della Beata Vergine Maria, alla Porziuncola.
Suor Maria Cecilia Pia Manelli, Francescana dell’Immacolata, nel 2015 ha conseguito la Licenza in Teologia liturgica presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma. Il 25 maggio 2020 ha conseguito il Dottorato in Teologia con specializzazione in Teologia Liturgica presso la medesima Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Si è laureata col massimo dei voti in pianoforte e organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Musica di Frosinone e in composizione principale presso il Conservatorio di Musica di Benevento. Nel 2011 consegue il Dottorato in Canto gregoriano. Oltre all’attività di musicista (concerti in Italia e all’estero, pubblicazione di cd con il coro delle Suore), collabora – con studi e articoli – con varie riviste, sia a carattere musicale (Studi gregoriani, Vox antiqua) che teologico (Immaculata Mediatrix, Annales Franciscani, Maria Corredentrice).
Chi è stato davvero il santo più amato e patrono d'Italia, divenuto per tutto il mondo - grazie al suo nome per la prima volta scelto da un papa una guida esistenziale nei difficili tempi del presente? A ottocento anni dalla morte, Francesco d'Assisi ancora ci affascina con il suo mistero. La sua vita, nei secoli, è stata di volta in volta incasellata negli episodi esemplari delle biografie ufficiali, magnificata nel capolavoro degli affreschi giotteschi o cantata da Dante. Ora Vittori- no Andreoli psichiatra, narratore e profondo conoscitore dell'animo umano, scavando nella storia del Basso Medioevo e attingendo a piene mani alla cultura e alle condizioni dell'epoca, ne tratteggia un ritratto vivido, capace di parlarci con forza e attualità. Quello di un giovane inquieto, ribelle, assetato di senso; un uomo brutto, scomodo, fragilissimo, ma con una forza interiore che porta i segni dell'estasi e perciò in grado di avvicinarci a Dio. In queste pagine, costellate da una serie di acute digressioni che arrivano fino a noi, assistiamo al viaggio straordinario con cui Francesco ha cambiato per sempre il volto della spiritualità. Dalla conversione con l'abbandono degli ideali cavallereschi dell'adolescenza alla spoliazione, dall'incontro quasi amoroso con Chiara fino al sigillo delle stimmate, l'autore ricostruisce la figura di un folle radicalmente lucido nel seguire la propria verità. E se Francesco decise di spogliarsi di tutto per vestirsi solo di amore e libertà, in sintonia con la natura a cui apparteniamo, il suo messaggio fa da tramite tra la missione di Gesù di duemila anni fa e ciò che avviene sul nostro pianeta oggi. Età di lettura: da 11 anni.
Il libro riporta un colloquio fraterno e intimo avvenuto negli ultimi mesi del 2024 tra il card. Marcello Semeraro e papa Francesco. Bergoglio per la prima volta svela in profondità il suo personale rapporto con san Francesco d'Assisi, il santo di cui porta il nome e al quale ha ispirato molta parte del suo magistero sulla custodia del creato, la pace, la fraternità universale e non solo.Il papa racconta anche, confrontandosi con l'esperienza del Santo di Assisi, come si rapporta con la «sporcizia» che c'è nella chiesa, che cosa è per lui la preghiera, cosa intende quando parla di poveri e povertà, quale il suo rapporto con la famiglia, con il dolore, con la morte.
Nel 2026 saranno 800 anni dalla morte di san Francesco, uno dei più popolari fra i santi della Chiesa cattolica. Tutti crediamo di conoscerlo, ma niente è mai come ci immaginiamo. Le più antiche biografie di Francesco furono scritte da frati che l'avevano conosciuto da vicino. Perciò potremmo credere, ingenuamente, che le informazioni di cui disponiamo su di lui siano non solo molto numerose ma sicure. Non è così. I testimoni si contraddicono continuamente: chi li ascoltava non amava ricordare che Francesco era stato un uomo pieno di durezze e di contraddizioni, che aveva sperimentato la delusione e la sconfitta. Volevano ricordare un santo perfetto in tutto, privo di dubbi e di amarezze e, in definitiva, simile a Cristo. Era tale il contrasto tra le versioni di san Francesco proposte dai suoi biografi che, quarant'anni dopo la sua morte, l'Ordine prese una decisione senza precedenti: far distruggere tutte le biografie esistenti e sostituirle con una nuova e definitiva, la Legenda maior scritta dal generale dell'Ordine, Bonaventura. I codici contenenti le vite del santo scritte da chi lo aveva conosciuto vennero cercati nelle biblioteche e fatti sparire. Solo dopo secoli hanno cominciato a riemergere dall'oblio grazie a fortunati ritrovamenti, rivelandoci un Francesco molto diverso. Non il santo sempre lieto che parlava agli uccellini, raffigurato negli affreschi di Giotto ad Assisi, il santo che ammansiva i lupi, precursore dell'ecologismo moderno, che discuteva amichevolmente con i musulmani, precursore del pacifismo e dell'ecumenismo. Non è questo il Francesco che i suoi discepoli ci hanno raccontato. Il Francesco che emerge dai loro ricordi è un uomo tormentato, duro, capace di gesti dolcissimi e di asprezze inaspettate. Ma soprattutto non raccontano un solo Francesco perché ognuno lo ricordava a suo modo. E dunque? Chi è stato davvero quest'uomo straordinario?
«Pensando all'esperienza di san Francesco a Greccio, desidero sottolineare proprio l'immagine del cammino e del camminare. Il cammino a volte avviene in piena luce, altre volte all'alba, altre volte la sera, ma ha anche una parte importante la notte. A Greccio Francesco mostra come si possa arrivare all'alba camminando attraverso la notte. Il Poverello di Assisi ha attraversato tante notti nell'interiorità e nelle relazioni, con la famiglia di nascita, con gli amici di gioventù, con i suoi compagni di vita, con la Chiesa del suo tempo.» Dalla Prefazione di Papa Francesco L'autore interpreta l'esperienza di Greccio come il momento in cui Francesco supera la crisi. Così può essere per chiunque incontra Dio nell'umanità di Gesù. Prefazione di papa Francesco. Prologo di fra Carlos A. Trovarelli.
Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che la vita di San Francesco d'Assisi sarebbe stata quella che tutti oggi conosciamo. Primogenito di una famiglia dell'emergente borghesia, avrebbe dovuto seguire le orme paterne nel commercio e condurre una vita di agi. Ma quella di Francesco è stata un'altra storia. Lasciando abitare presso di sé l'inquietudine, un sentimento che lo portò lontano, molto lontano, cambiò per sempre il proprio destino e quello di numerosi fratelli e sorelle, poveri ed emarginati nella luce della misericordia. Un racconto eccezionale che attraversa tutte le tappe fondamentali della vita di Francesco: il giovane che si spoglia dei suoi averi e abbraccia il cammino della povertà, i primi compagni che si uniscono a lui e alla sua predicazione, l'approvazione da parte del Papa come Ordine di uno tra i movimenti pauperistici e ancora l'apertura alle donne e l'incontro decisivo con Chiara, le stigmate che non lo fermano dal portare nel mondo il messaggio del Vangelo fino alla morte nel 1226. Questa biografia, raccontata da Fra Massimo Fusarelli, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, ci accompagna attraverso la vita del Poverello d'Assisi e dentro il potere trasformativo del Vangelo, che è in grado di cambiare la vita dei singoli e della Storia, e infondere, oggi come allora, i valori di pace, incontro, libertà, rispetto per tutte le creature. Prefazione di Monsignor Felice Accrocca. Postfazione del Cardinale Pierbattista Pizzaballa OFM.
La persona e l'opera del Servo di Dio Antonio Bello sono caratterizzate da una dimensione costitutiva: il francescanesimo. Appartenente all'Ordine Francescano Secolare, don Tonino ha spesso citato gli scritti e i gesti di Francesco d'Assisi, e si è rifatto in modo esplicito all'esempio del santo, come nel memorabile viaggio di pace a Sarajevo. Questo libro è perciò dedicato a illuminare la componente francescana di una luminosa figura contemporanea di santità.
Quando ci avviciniamo al tema dello Spirito le nostre parole devono farsi umili, perché siamo di fronte al mistero, e il mistero non riguarda le cose non ancora conosciute, bensì quella realtà che non sarà mai conosciuta. (Abraham J. Heschel). San Francesco era innamorato dello Spirito: avrebbe voluto che nella Regola fosse indicato come Ministro generale dell'Ordine. L'intera vita del santo può essere vista come un'incessante ricerca per cogliere l'ispirazione e l'azione dello Spirito santo.In questo semplice libro anche noi veniamo aiutati: riflettere e ad aprirci per accogliere la luce dello Spirito del Signore Gesù.