Questo libro espone brevemente le ragioni per convertirsi alla Chiesa Cattolica, a partire dall'apologetica e dall'esposizione degli argomenti classici che portano all'adesione alla fede cattolica. Tale impegno consiste nella necessità di provare: l'esistenza di Dio; la divinità di Cristo; il fatto che Cristo ha fondato una Chiesa il fatto che la Chiesa Cattolica sia la Chiesa fondata da Cristo. Uno scrittore, alla domanda che gli venne rivolta «Perché essere cattolici», rispose: «La domanda indica un desiderio del Logos, con il quale si intende la parola, la ragione, la razionalità, l'ordine dell'universo, il linguaggio, che è ciò che ci rende diversi dagli altri animali. Solo la Chiesa Cattolica possiede nella sua pienezza il Logos che stai cercando. Questo è il motivo per cui dovresti diventare cattolico». Ciascuna delle quattro parti del libro è introdotta da John Beaumont, ma il contenuto dettagliato di ogni parte è costituito da citazioni particolarmente espressive, prese da testi pubblicati da singoli autori, alcuni dei quali, ma non tutti, erano dei convertiti.
La filosofia tomista è una delle filosofie storicamente più dominanti e diffuse. Pertanto, lo studio della storia della filosofia è impensabile senza averne una conoscenza sistematica e dettagliata. La caratteristica fondamentale della filosofia tomista, che l'ha resa così popolare e presente, è il realismo metodico che tematizza filosoficamente l'esperienza del senso comune, mentre la caratteristica che desta attrazione intellettuale permanente si radica nelle intuizioni speculative sulla trascendenza, a cui è diretta la sua metafisica dell'essere. Pertanto, la secolare tradizione della filosofia cristiana ha giustamente conferito alla filosofia tomista il titolo di philosophia perennis-filosofia perenne. Il libro ne contiene una presentazione sistematica delle seguenti tematiche filosofiche: introduzione alla filosofia, filosofia della conoscenza, metafisica, filosofia della natura, antropologia filosofica, filosofia di Dio ed etica.
Il volume indaga in prospettiva inter-disciplinare alcune rilevanti questioni bioetiche e morali sessuali, correlate all'inedito potere di manipolare la natura umana che qualifica l'odierna civiltà tecnologica, attorno alle quali è in corso una disputa sull'umano. Mentre taluni promuovono il progetto scientista di creare l'umanità nuova, convinti che il soggetto non sarebbe altro che ciò che si fa, altri intendono orientare il sapere/agire tecnologico verso scelte antropologicamente sensate, conformi alle dimensioni costitutive della persona nella sua unità psicofisica. Si profila così l'interrogativo antropologico: «Chi vuole essere l'uomo oggi, all'inizio del terzo millennio? Un io-in-relazione, che riconosce e coltiva in fondo i propri rapporti costitutivi (con Dio, col prossimo e con sé stesso) o un individuo autonomo e autoreferenziale, mero prodotto del proprio esperimento?» (A. Scola). È quanto il testo si propone di esaminare, al fine d'indirizzare l'agire, nella convinzione che «solo a partire da una profonda consapevolezza della propria identità l'uomo può infatti decidere responsabilmente sul come del suo agire» (M. Konrad).
Sebbene le scoperte scientifiche e i progressi della tecnica illudano l'uomo di essere padrone della propria esistenza, egli è continuamente posto di fronte all'imprevedibile. Il mistero della realtà ci provoca a pensare per tentare di comprenderlo: quanto ci è dato vivere viene dal caso, dal destino o dalla Provvidenza? Il volume interroga la storia della fede e del pensiero per risalire alle origini filosofiche e bibliche dell'idea di Provvidenza. è un invito a riflettere sul rapporto tra azione divina e avvenimenti determinati da scelte umane, tra miracolo e leggi di natura, tra cura di Dio per le creature e presenza nel mondo del male. In prospettiva cristiana, sentirsi parte di un disegno diventa allora, da limite, occasione per realizzare se stessi nell'affidamento all'Altro.
Il libro del teologo Battista Borsato affronta un tema cruciale, oggi: l' "al di là", la "vita dopo la morte", la "sopravvivenza della nostra identità", interrogando grandi autori, filosofi e teologi, citati e commentati scrupolosamente. Sono le grandi domande sulle "cose ultime" (eschata) nella consapevolezza che le risposte che ancora troviamo nei catechismi sono "gravate dalle problematiche del passato" e vanno dunque alleggerite e riportate al Vangelo così come alla ragione e al cuore dell'essere umano. "Perché non pensare all'al di là come il compimento dell'al di qua? Più si realizza in questa esistenza la fraternità, la giustizia e la gioia, più si vive e si annuncia l'al di là. Più questa vita è stata segnata dalla qualità di scelte e di comportamenti, più vi sarà pienezza nel mondo futuro. Sono due mondi non alternativi, ma correlati." Prefazione di Luigi Accattoli.
Di quanti personaggi abbiamo perso la memoria! Di lei, no. Gesù l'ha difesa non solo dagli occhi spenti di chi la criticava, l'ha difesa anche dall'oblio della morte, dalla cancellazione della morte: è come se risorgesse ogni volta che leggiamo il vangelo. Risuscita. Per tutto il migrare dei secoli niente continua a raccontare così intensamente il vangelo, niente di più trasparente del suo gesto. Pubblichiamo qui l'adattamento dell'incontro tenuto il 5 maggio 2013 a Montericco di Albinea (RE), presso l'hospice Madonna dell'uliveto.
"Nicea" è diventata una specie di cifra, che sta a indicare tante cose: la "sollecitudine" degli imperatori, un modo di parlare di Dio, il rapporto fra il Vangelo e le sue tante "traduzioni", un sinodo che dà vita a un processo. Perché si tratta di un anniversario audace? Si può leggere la qualità dell'operazione svolta da Nicea e provare ad attualizzarla? Che cosa hanno compiuto i padri conciliari, quale esercizio hanno svolto? Cercare Dio e "dire" la fede è ancora il compito assegnato alla nostra epoca, nella diversità dei contesti storici e culturali.
La ricerca si interroga sui risvolti che possa avere una rilettura dell'agire (e del ragionamento teologico-morale) a partire dalla categoria di pratica. Dopo l'introduzione di alcuni nodi contemporanei, l'indagine si sposta su un terreno poco frequentato quale è la teologia nordamericana contemporanea, nello specifico sostando sul pensiero di David Kelsey. La lettura dell'agire umano che ne emerge guadagna in spessore in merito al ruolo della comunità, del contesto e dell'immaginazione.
Il presente volume va a comporre, con "La vita spirituale del cristiano", un dittico sull'esperienza interiore del credente: se nel precedente testo, che l'autore stesso definiva "il lavoro di una vita", veniva messa al centro la descrizione della singolarità del vivere salvato del credente in Cristo, qui l'autore affronta il tema di quella che può essere descritta come la "vita trinitaria" che raggiunge il credente e lo invita a sperimentare un'esistenza che, lungi dal non essere più umana, è però divina: è l'esistenza di colui che è diventato "uomo integrale", "essere vivente unitario", persona cristificata nella comunione divina che è, appunto, comunione trinitaria d'amore. Luigi Borriello percorre in queste pagine la storia della mistica, radicandola fin nelle pagine originarie di Genesi, per giungere alle grandi figure anche contemporanee di questa ricerca ininterrotta del mistero che siamo chiamati ad abitare. Ne viene una storia affascinante, in cui il lettore si trova a essere guidato nella comprensione delle più alte vette dell'esperienza di Dio nel cristianesimo: da Dionigi Areopagita a Giovanni della Croce, da Meister Eckhart a Edith Stein, in un percorso di straordinario fascino. Prefazione di Nunzio Galantino.