A Rahner interessa affermare che il libro non è qualcosa di esclusiva pertinenza della sfera dell'esistenza umana, ma elemento che s'inserisce là dove l'uomo e Dio s'incontrano, l'uno per rivelarsi e l'altro per salvarsi. Il Libro Sacro è da intendersi come un «momento» concreto dell'Incarnazione del Verbo. E, in tal modo, il libro in quanto tale è entrato nella sfera del Verbo di Dio fatto carne, nella storia della salvezza come ultima preparazione dell'entrata decisa e personale di Dio nella storia. Dio ha voluto il suo stabile avvicinamento all'umanità in modo tale che passasse dalla realtà concreta di un libro. Dunque, Dio ha voluto di proposito una storia dell'umanità in cui logicamente si approdasse al libro. L'invenzione del libro è stata dunque propedeutica alla Sacra Scrittura. Da questo derivano al libro una dignità e un'importanza uniche nel loro genere, tali da far pensare che esso dovrà durare per sempre fino all'ultimo giorno, sempre legato alla vicenda esistenziale dell'uomo.
Chi è Giobbe? È veramente così paziente come si dice? Come è possibile parlare di un suo viaggio quando sta fermo in mezzo alla polvere e la cenere? E chi sono i suoi amici? Ma soprattutto, chi è quel Dio contro il quale protesta fino a sfidarlo a duello? Le domande che danno spunto all'approccio narrativo proposto da Maspero parlano a ogni uomo, in ogni tempo. La lettura del libro di Giobbe obbliga sempre a passare dalla terza persona alla prima, per ripensare la nostra concezione del mondo e della storia alla luce della possibilità di relazione personale con il Creatore dischiusa dal Cristo.
Chi è lo Spirito Santo? Cosa fa lo Spirito Santo? Dove si manifesta lo Spirito Santo? Come vive in noi lo Spirito Santo? Le risposte a queste domande danno vita a quattro quadri stupendi che, passo dopo passo, conducono per mano il lettore, a un'esperienza viva dello Spirito Santo. Il primo quadro rappresenta direttamente il Soggetto divino dello Spirito Santo. Il secondo passa in rassegna le attività dello Spirito. Il terzo quadro fa vedere i luoghi e le situazioni in cui si manifesta la sua Persona. Infine, il quarto illustra le modalità secondo le quali il dono divino s'inserisce concretamente e vigorosamente nell'esistenza umana e soprattutto nella concreta vita cristiana ed ecclesiale. Nell'oasi del cuore, attraverso questi quattro quadri, si può contemplare, conoscere, amare e pregare lo Spirito di Dio, così da far penetrare in noi la sua dolcezza, ricchezza e vitalità.
Il volume offre un approfondimento teologico e pastorale dei preziosi contenuti della Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei Verbum, nella loro rilevanza per l'odierna vita ecclesiale. Il testo, inserito nella collana Analecta Sancti Romuli dell'Istituto Teologico Pio XI di Sanremo, raccoglie gli studi proposti nel corso del "Festival teologico-biblico Dei Verbum" celebratosi a Sanremo (28 agosto-02 settembre 2023) in occasione del 60° anniversario dell'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Seguendo l'articolazione della Costituzione conciliare, la presente proposta editoriale consta di quattordici contributi che affrontano le principali questioni del documento. Apre la riflessione lo studio teologico-ecumenico del card. Kurt Koch, a cui seguono gli interventi di Pierantonio Tremolada, Carlos Jodár Estrella, Maurizio Girolami, Corrado Sanguineti, Paolo Costa, Mauro Maria Morfino, Adriano Tessarollo, Michelangelo Priotto, Claudio Doglio, Giuseppe De Virgilio, Lukasz Popko, Rino Fisichella e Sergio Militello. Nella Prefazione del volume il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha ribadito la necessità, particolarmente attuale, che la Parola di Dio possa essere ascoltata ed incontrata da una umanità ferita da tanta violenza e che possa «spronare il credente a fare la differenza, a rendere tangibile nella vita ciò che la Parola celebra».
Questo volume raccoglie diversi scritti (comprese alcune lettere) del Cardinale Paul Poupard su Scienza & Fede. Di formazione storica ma con un particolare interesse per la relazione tra ragione e fede, sin dall’epoca dei studi giovanili, e, nella sua veste di Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per quest’ultima dimensione umana, il Cardinale Poupard ha dato probabilmente il maggiore contributo della Chiesa Cattolica a tale problematica dalla seconda metà del XX secolo in poi. In particolare, il volume ruota intorno ai tre momenti principali di tale lavoro: la cosiddetta Commissione Galilei (dal 1981 al 1992), il Giubileo degli scienziati (2000) e il progetto STO Q (2003-2010). Il Cardinale Poupard è sempre stato cosciente che tali iniziative rappresentavano soltanto un primo passo e che, quindi, il rapporto con la scienza, innanzitutto una sua piena comprensione ed assimilazione, costituisce una sfida anche per il presente e il futuro. Pertanto l’auspicio è che il percorso tracciato dal Cardinale possa continuare ad ispirare le prossime generazioni.
Gesuita e teologo di fama mondiale, Jacques Dupuis fu prima missionario in India, poi docente alla Gregoriana di Roma. Reso famoso da Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso, ha cercato di riconoscere alle religioni del mondo un ruolo positivo in quanto espressioni della sovrabbondante grazia di Dio. Non sempre è stato facile capire, però, come questa generosa apertura si concili con la fede in Gesù Cristo, unico salvatore universale. Ed ecco allora il senso di queste pagine, che ambiscono non solo a riprendere, ma anche a proseguire oltre il pensiero di Dupuis. Caccaro, egli stesso teologo e missionario, riconosce anzitutto che il pluralismo e la diversità di religione sono di fatto e di diritto «una sapiente volontà divina», come ci ricorda il Documento sulla fratellanza umana di Abu Dhabi. Inoltre egli afferma che è possibile far valere l'assolutezza, l'unicità, la necessità di Gesù nella misura in cui lui si riconosce la rivelazione di quel Dio che da sempre custodisce in sé l'assolutezza, l'unicità e la necessità di ogni essere umano. In Gesù, infatti, ogni uomo fa una differenza in Dio. Alla questione cristologica Jacques Dupuis ha dedicato le sue migliori energie, spingendosi ai limiti dell'ortodossia pur di "esplorare le frontiere". Le soluzioni escogitate allora rivelavano una certa criticità. Qui Alberto Caccaro indica delle piste ancor più promettenti.
In queste pagine ci occuperemo dell'estasi non tanto come esperienza religiosa ma come esperienza emotiva. Ne parleremo come stato di coscienza umano, dal risvolto emotivo peculiare ma di dominio sostanzialmente comune. "Il nuovo mistico ha le sue estasi all'interno di aeroplani, tra la folla caotica e muta delle metropoli, sulla rampa di una scala mobile".
L'occasione dei 65 anni del professor Maurizio Gronchi è stata salutata da alcuni amici, compagni di viaggio, colleghi e studenti. Per anni don Maurizio Gronchi si è distinto nella ricerca teologica con oltre 260 titoli tra monografie, collaborazioni e articoli, offrendo il proprio contributo come ordinario di Cristologia nella Pontificia Università Urbaniana. Nonostante l'impegno a servizio della Chiesa Universale come Consultore per il Dicastero per la Dottrina della Fede dal 2012 e come Consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi dal 2015, Gronchi non ha mai smesso di orientare la propria vita al servizio di persone con disabilità fisica, psichica e socialmente svantaggiate, come nell’edificazione di un sogno: Casa Ilaria. In questa miscellanea ciascuno, nello spazio delle proprie competenze ed esperienze di vita, ha voluto ringraziarlo lasciando così uno scorcio delle relazioni, degli affetti, delle sfide che con don Maurizio sono state vissute e condivise.
La vicinanza, recita il titolo di questo libro, è "lo stile di Dio", che Gesù è venuto a svelarci con la sua vita. È anche, come ricorda papa Francesco, la strada maestra per portare Dio agli uomini e alle donne del nostro tempo, a partire dai poveri e dagli ultimi. E poi, insieme alle persone di buona volontà, per promuovere la giustizia e la pace. Tutto ciò si riflette nella vita di Chiara Lubich. Investita dalla luce di Dio che le fa comprendere come Egli sia Amore e ami ciascuno immensamente, ella comunica questa luce a più persone possibili. Dà così inizio a un Movimento ecclesiale che vuole contribuire alla fraternità e all'unità della famiglia umana. Il libro approfondisce dunque il tema della vicinanza nell'orizzonte dell'esperienza della Lubich. Parte del volume presenta una ricca raccolta di scritti e discorsi che ella ha tenuto negli anni, tratta dell'eredità anche letteraria che ci ha lasciato.
Nella società attuale l'idea cristiana di Dio sembra aver perso ogni potenziale di provocazione, condannata all'indifferenza e all'inattività. è necessario liberarla da tutto ciò che, nel corso di secoli, l'ha paralizzata fino a soffocarla per conferirle un senso nuovo e riscoprirne le implicazioni per l'esistenza. L'autore propone allora, sulla base del Vangelo di Giovanni, l'idea che Dio è de-coincidenza: non può essere ridotto al dogma o all'ideologia, lo si può pensare solo disfacendo ogni definizione, ogni significato attribuitogli dalla tradizione, per intenderlo invece come l'apertura da cui scaturisce l'inaudito. Questo genera inevitabilmente nel pensiero un senso di vertigine. Come noi viviamo solo se de-coincidiamo dal già vissuto, se apriamo nella nostra vita nuovi "possibili", così Dio è vita se è de-coincidenza.
Pubblicata a Mosca nel 1914, Stolp i utverzdenie istiny (La colonna e il fondamento della verità) suscitò immediatamente ammirazione, stupore e sconcerto, ma già all'inizio degli Anni Venti e per tutto il periodo sovietico, essa scomparve da qualsiasi circuito editoriale. Nonostante la sua assoluta rilevanza nella storia della cultura europea, tanto da essere considerata una «Summa del pensiero ortodosso », «una delle opere fondamentali del pensiero cristiano del secolo XX», per una sorta di drammatica ironia della storia lo Stolp resta ancora in gran parte un capolavoro sconosciuto della filosofi a russa al culmine della sua fioritura. Oggi, come allora, risuonano emblematiche le parole pronunciate dal filosofo Evgenij Trubeckoj a seguito della prima lettura di quest'opera: «Forse, in tutta la letteratura mondiale, se si fa eccezione per Le Confessioni di sant'Agostino, non c'è analisi più illuminante e tormentata dell'animo umano, lacerato dal peccato e dal dubbio, e nessun'opera ha saputo manifestare con tanta chiarezza la necessità di un aiuto dall'alto per soccorrere il dubbio, come quella di Pavel Florenskij».