Questo libro è molto di più di un testo per il titolo del dottorato.
È un piccolo (perché la teologia una questione complessa), ma valido contributo per il rinnovamento della chiesa e della teologia su cui tanto insiste Papa Francesco.
L'escatologia non è semplicemente il discorso che porta, spinge all'impegno morale, visto che pure presenta un futuro da raggiungere (paradiso) o da perdere (inferno). Anche, certamente, ma è anche quel discorso che viene come "formato" dalla prassi, ossia dalla concretezza della storia.
Per capire cosa significa questa forma pratica dell'escatologia, e perciò della teologia, si avvicinano due teologi contemporanei: Jürgen Moltmann, tedesco, e Leonardo Boff, brasiliano; due pensatori diversi eppure accomunati dall'esigenza di costruire una teologia non astratta, ma legata alla prassi e alla storia concreta che si vuole trasformare alla luce del regno di Dio.
Questo libro confronta e "spiega", attraverso l'analisi dei testi, queste due visioni, diverse ma uguali nello sforzo di contribuire a una teologia viva, cioè che ascolta la vita e così annuncia il vangelo.
(Dalla Presentazione di Antonio Nitrola)
A differenza di tanti lettori contemporanei, anche cristiani, che considerano il libro del Levitico come un peso, gli Israeliti vi ravvisavano una benedizione. Per loro era un manuale di vitale importanza che rispondeva alle più fondamentali domande della vita: come vivere in relazione con il Signore, il re, al quale siamo legati dal patto? Come riflettere il suo santo carattere nei confronti del mondo che ci osserva? Jay Sklar insegna Antico Testamento presso il Covenant Theological Seminary di St. Louis, in Missouri.
Ed erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nello spezzare il pane e nelle preghiere [Atti 2:42].
La chiesa è appena nata: Gesù risorto aveva soffiato lo Spirito sui discepoli (Giovanni 20:21, 22); nel giorno di Pentecoste, poi, tutti sarebbero stati riempiti di Spirito Santo (Atti 2:1-4), Pietro avrebbe annunciato la Parola di Dio pubblicamente e "quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone". La prima cosa che avviene subito dopo, e che avrebbe caratterizzato la Chiesa nascente anche in seguito è questa: erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli...". Da quel giorno in poi quei credenti si sarebbero incontrati con costanza e regolarità per ascoltare l'insegnamento della Parola del Signore. Anche oggi la chiesa non deve allontanarsi da questo modello, sapendo che: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a a educare alla giustizia" (Il Timoteo 3:16).
La pubblicazione di questa collana è pensata proprio per fornire al credente un semplice strumento di studio collana è dir pensata studio che prende in esame diversi argomenti biblici: dai libri della Bibbia ai temi di etica cristiana. Scritti accessibili e, allo stesso tempo, affidabili per "ricevere la Parola", "esaminare le Scritture" e per "vedere se le cose stanno così" (cfr. Atti 17:11).
Oggi i ruoli di uomini e donne sono molto discussi sia nella società sia nella Chiesa.
In questo libro, conciso e e accessibile, noti teologi evangelici John Piper e Wayne Grudem rispondono a cinquanta domande cruciali che riguardano la mascolinità la femminilità secondo la Bibbia, tra cui:
Perché soltanto gli uomini dovrebbero essere pastori e anziani della Chiesa?
Che cosa si intende nel Novo Testamento per "sottomissione"?
La Bibbia riflette uno status quo di stampo patriarcale?
Rispondendo alle obiezioni e ai dubbi sui brani biblici che delineano la complementarietà tra uomini e donne (uguaglianza nel valore ma differenza nei ruoli), Piper e Grudem presentano in modo efficace e diretto una visione biblica che si rivela vivificante e appagante sia per gli uomini sia per le donne.
I tre termini che campeggiano nel titolo dato a questa singolare ricerca (la Chiesa, il Vescovo, la Cattedra) rappresentano i tre fulcri attorno ai quali si riassume la vita di ogni comunità cristiana, in cammino nella storia. In particolare il momento celebrativo che viene studiato, quello dell’inizio del ministero pastorale del vescovo, fa riferimento alla cattedra, posta nella chiesa che da essa prende il nome (cattedrale), quale espressione che lo caratterizza. Per questo viene setacciata anzitutto la sua tradizione storica. Infatti, nella preghiera di Ordinazione del vescovo, testimoniata in una delle più antiche fonti liturgiche a noi pervenute e ripresa anche nelle successive, si chiede: "Consegna loro [ai vescovi] la cattedra episcopale per reggere la tua Chiesa e l’intero tuo popolo". Il primo valore indiscusso della presente opera, quindi, è quello di mostrare, in ordinata sequenza storica, la tradizione liturgica a questo proposito, dividendola chiaramente nelle testimonianze precedenti il Concilio di Trento e in quelle successive ad esso. L'opera di collezione risulta quanto mai ragguardevole, fornendo una documentazione che, fino ad ora, risulta difficilmente reperibile in chiunque voglia accostarsi a questo capitolo non così immediato di esperienza liturgica.
Il volume è diretto ai cultori di liturgia, alle biblioteche, agli alunni dei seminari, delle facoltà teologiche, degli studentati teologici e a quanti coltivano lo studio della liturgia.
Albino Luciani è un prete di montagna, dalla vocazione robusta quanto semplice, granitica, attenta alla Chiesa universale e al suo dettame. Divenuto Pontefice, ha continuato a incarnare l'animus e lo stile propri del curato, parlando ai suoi parrocchiani, facendo catechismo e portando loro il Signore attraverso i sacramenti. Il libro raccoglie discorsi, omelie e udienze di Giovanni Paolo I, che in soli 33 giorni di pontificato ha saputo dare l'avvio a una nuova modalità catechetica.
L'agiografia fu un tipo di scrittura sacra praticata dai Domenicani con particolare assiduità e impegno, anche allo scopo di trasmettere ai fedeli contenuti dottrinali e morali altrimenti incomprensibili nei termini dell'alta teologia dei maestri. Duplice è il percorso tracciato dai dodici saggi pubblicati in questo volume. In primo luogo esso delinea una nuova proposta interpretativa del corpus delle fonti di Domenico di Caleruega, per poi mostrare come, l'immagine del Padre diventasse norma di vita, esempio di santità molto presente nella memoria e nella devozione dei suoi frati.
Questo contributo affronta in prospettiva didattica gli impegnativi temi della cosmologia, dell'ontologia e della teologia razionale, cioè i cardini della filosofia sistematica. I problemi cosmologico, ontologico e teologico, la cosiddetta philosophia prima, sono trattati, in coerenza con l'insegnamento della Chiesa, privilegiando la prospettiva tomista o, ancor più precisamente, neo-tomista. Il fine, infatti, è di recuperare l'eredità tradizionale di San Tommaso, per farne tesoro nel dibattito filosofico contemporaneo. Il lavoro, quindi, viene sviluppato nel solco di una sorta di «impegno ontologico», quale rimedio alla perdita dell'essere che, in molteplici sue espressioni, tende a dissolvere i fondamenti della cultura contemporanea. La convinzione di fondo è costituita dall'armonia tra fede e ragione, nella consapevolezza dell'invalicabilità dei limiti del mistero, che trascende le facoltà di comprensione dell'uomo, ma che non ne offende la ragione. Molta importanza è stata riservata al tema del linguaggio teologico, che si riconduce all'esigenza di «dire Dio oggi», indagando sulle metodiche più idonee per incidere sul tessuto culturale dell'uomo secolarizzato.
In questo volume vengono per la prima volta raccolti in edizione italiana gli scritti di Enrico Cantore sj (1926-2014), promotore di un originale approccio allo studio della dimensione umanistica della scienza, da lui definito "umanesimo scientifico". Si tratta di una raccolta di 17 saggi apparsi in riviste specializzate e di cultura scientifica generale nell'arco di quasi mezzo secolo. La narrazione appassionata di Enrico Cantore invita il lettore a riflettere sul senso dell'attività intellettuale e sul significato religioso della ricerca scientifica, attingendo dalle testimonianze degli scienziati di ogni tempo. Finalità dell'opera, in continuità con quella perseguita dall'Autore durante tutta la sua vita, è promuovere ed alimentare in studiosi e giovani ricercatori il gusto della riflessione filosofica, sapienziale e talvolta squisitamente teologica, mostrandone l'intrinseco legame con l'attività dello scienziato. Gli scritti sono preceduti da due saggi introduttivi di Giuseppe Tanzella-Nitti e di Claudio Tagliapietra.
Joaquín Navarro-Valls was an excellent doctor in psychiatry who became a magnificent journalist. His former degree explains the reason why he dedicated the last years of his career to promoting the study of medicine as President of the Campus Bio-Medico University of Rome Advisory Board. But his “capolavoro” (masterpiece), as they say in Italy, was managing the Holy See Press Office for 22 years and his work as spokesman for John Paul II and Benedict XVI. It all began when he joined the Spanish newspaper ABC in 1977…
This is a book of testimonies. Testimonies of people who knew Joaquín Navarro-Valls and wish to share their memories as a memorial tribute. The contributors are friends “from both sides” of the press office (colleagues and journalists) as well as professionals of the communication field, managers, essay writers and biographers, friends, the doctors who took care of him…
I leave you in the hands of Joaquín’s friends. I hope that you enjoy their contributions as much as I did in preparing these pages. (Rafael Navarro-Valls, Brother of Joaquín Navarro-Valls)
CONTRIBUTORS: George Weigel, Victor L. Simpson, Daniela Petroff, Valentina Alazraki, Janne Haaland Matlary, Alberto Michelini, Beatrice Lorenzin, Ciro Benedettini, Ezio Mauro, Federico Lombardi, Luigi Accattoli, Paolo Arullani, Yago de la Cierva, Norberto González Gaitano, Cardinal Stanislaw Dziwisz, Stefano Lucchini, José María La Porte, Sergio Marchionne, Rafael Navarro-Valls.