Gli autori ricostruiscono il contesto, i contenuti, il lascito e le possibilità di rilancio del più coraggioso tentativo di reinventare il fragile Stato italiano secondo il modello delle scienze aziendali: separazione tra indirizzo (politico) e attuazione (amministrativa), autonomia e responsabilità della dirigenza, contabilità economica analitica per centri di costo, reingegnerizzazione digitale e uso dei big data, "privatizzazione" del rapporto di lavoro, normali relazioni sindacali fondate sul "buon datore di lavoro".
Come parlare di Dio e della sua azione nella storia in modo comprensibile a tutti? Questa è la domanda che si pongono la teologia pubblica e la teologia fondamentale, due discipline teologiche che hanno lo stesso scopo, ma che si sono sviluppate in modi diversi. In questo studio, l'autore traccia un profilo storico e tematico della teologia pubblica, una disciplina recente e in evoluzione, che nasce dalla necessità di dialogare con le diverse sfere della società, come la politica, l'economia, la cultura, le scienze, le arti e le religioni. La teologia pubblica si propone di rendere il messaggio cristiano rilevante e credibile per il bene comune, partendo dalla testimonianza delle comunità di fede e dalla riflessione critica sulle sfide del mondo contemporaneo. L'autore mette a confronto la teologia pubblica con la teologia fondamentale, che si dedica a esplorare e a dimostrare le basi della fede cristiana e i criteri per un discorso teologico appropriato. Il confronto tra le due discipline rivela come esse siano interdipendenti e complementari, ma anche come presentino delle differenze e delle tensioni. Ad esempio, la teologia pubblica tende ad essere più aperta e dialogica con le altre voci della società, mentre la teologia fondamentale tende ad essere più rigorosa e sistematica nel formulare i principi della fede. Lavoro originale e stimolante che invita a riflettere sulla rilevanza e la responsabilità della teologia nel contesto sociale attuale, plurale e multiculturale.
Quando compie settant'anni, Michelangelo è convinto che il suo periodo più fertile dal punto di vista artistico sia ormai alle spalle: provato dalla scomparsa degli amici più cari e scoraggiato dalla perdita di commissioni importanti, assegnate ad artisti più giovani, il supremo artista crede sia arrivato il momento di ritirarsi, tanto che inizia a concentrarsi sul progetto della propria tomba. Ancora non sa che gli anni a venire saranno invece tra i più fervidi e produttivi della sua vita, perché il destino ha in serbo per lui la sfida più ambiziosa e difficile: diventare l'architetto di Dio. Attraverso lettere e documenti dell'epoca, William E. Wallace, esperto della vita e dell'opera del genio aretino, racconta gli ultimi vent'anni di Michelangelo, a partire dal momento in cui diventa responsabile della fabbrica di San Pietro, oltre che l'artefice di altri cruciali interventi architettonici. Nel 1546, quando il papa gli affida il compimento della basilica, l'enorme cantiere è fermo, bloccato da progetti imperfetti e problemi ingegneristici. Michelangelo prende in mano la situazione: individua immediatamente i nodi irrisolti, supera le resistenze di burocrati e maestranze, e convince il papa a ricominciare tutto daccapo. Queste pagine, accompagnate da un ricco apparato iconografico, gettano nuova luce sugli anni meno noti di Michelangelo, mostrandoci un artista che veste anche i panni dell'innovativo ingegnere e dell'esperto uomo d'affari. La sfida di costruire San Pietro spinge Michelangelo verso una fede ancora più profonda: tra gli intrighi politici della Chiesa e la difficoltà di fronteggiare una salute sempre più precaria, l'artista si aggrapperà alla convinzione di essere stato scelto direttamente da Dio per costruire la chiesa più grande e magnifica mai concepita. Iniziata ben prima che lui ne divenisse l'architetto e incompiuta per molto tempo ancora dopo la sua morte, la basilica rappresenta il risultato più importante della sua carriera: è fulcro e culmine del suo coerente progetto. San Pietro è una creazione di Michelangelo, ed è il suo capolavoro.
Incrociando uno studio sui volumi presenti nella Biblioteca Patriarcale di Venezia appartenuti ad Albino Luciani con un'attenta lettura della sua opera, il volume ricostruisce la strategia linguistica che attraversa l'intero arco della sua predicazione. Dai primi studi letterari nella Biblioteca della Pieve di Canale d'Agordo fino agli ultimi scritti del pontificato, Luciani intrattiene un fittissimo dialogo con la letteratura e, scegliendo attentamente gli autori di riferimento e assumendo di volta in volta valide posizioni su opere e temi, si dimostra perfettamente in grado di comprendere il discorso critico e di riutilizzarlo a fini catechetici. Grazie a un'acuta capacità di ricezione e una spiccata attitudine al riuso, la letteratura diventa nelle mani di Luciani un potente mezzo al servizio della predicazione. Questo volume si propone di restituire un aspetto fondamentale della figura di Luciani, quello letterario, spiegando le motivazioni e le radici di quel modo di esprimersi umile ormai riconosciuto come sua cifra caratteristica.
In nessun altro campo della ricerca sul Vicino Oriente antico si sono verificati negli ultimi anni cambiamenti così epocali come nella storia di Israele. Sia che si parli degli inizi di Israele alla fine del II millennio a.C. sia che si tratti del periodo monarchico, dell'esilio babilonese o dell'epoca persiana, molte tesi classiche non sono più sostenibili. Bernd U. Schipper racconta in modo nuovo la storia di Israele nell'antichità sulla base di fonti archeologiche e altre fonti extrabibliche. Così vengono alla luce città, eventi, templi e culti di Israele di cui la Bibbia non dice nulla. Un testo per tutti coloro che vogliono informarsi sullo stato delle più recenti ricerche sulla Storia che sta dietro i racconti della Bibbia.
Domitilla è una ragazza spensierata e piena di vita che viene invitata dalla nonna a fare un viaggio per il nuovo capodanno. Quando scopre che il viaggio è verso Medjugorje non vorrebbe più partecipare ma non riesce a contraddire la promessa fatta inizialmente. Il viaggio si rivelerà per lei un percorso alla scoperta di una dimensione più profonda di vita che la farà tornare molto cambiata e più cosciente di sé. Un romanzo scritto in modo coinvolgente che descrive la condizione di molti giovani di oggi. Una proposta di esperienza con cui paragonarsi; di fronte a una proposta forte anche il cuore un po’ scettico sa riconoscere la verità.
Interagire con un'intelligenza di ultima generazione come ChatGPT, anche da navigati fruitori di tecnologia, suscita un misto di ammirazione e inquietudine: da un lato, l'ottimistica fiducia in nuovi modelli di ragionamento; dall'altro, la sottile preoccupazione che, presto o tardi, la questione si farà giuridica, etica, sociale. Le pagine di questo numero scavano in questa ambivalenza. Sono, sì, un utile prontuario per orientarsi in una realtà e in un linguaggio (fatto di «prompt», «LLM», «embedding»...) non sempre accessibili. Ma, a un livello più profondo, lasciano affiorare la questione strutturale se abbia davvero senso parlare dell'IA generativa in termini di 'intelligenza'. No, la metafora, la creatività, il paradosso, non possono in toto essere ricondotti - e ridotti - a un sistema di ragionamento automatico.
Il libro racconta in 101 risposte articolate la vita di Chiara Lubich e la sua storia con il Movimento dei Focolari, che è fra le avventure individuali e collettive più straordinarie del Novecento.
A rispondere è il noto economista Luigino Bruni, che ha personalmente conosciuto la fondatrice del Movimento, lavorando con lei negli ultimi anni della sua vita. Il testo è quindi una sorta di dialogo a distanza con la stessa Chiara, frutto di un rapporto personale che può apparire un limite, ma allo stesso tempo un pregio per la leggerezza e la vivacità.
Con approfondimenti di carattere generale sulla storia del Movimento dei Focolari, anche alcune sfide cruciali per la Chiesa oggi.
Nel decimo anniversario dell'inizio del pontificato di Papa Francesco, l'autore ripercorre, nella forma di dialogo-intervista, il cammino straordinario e complesso del Santo Padre, attraverso l'analisi dei suoi più significativi documenti, cercando di coglierne l'essenza lasciataci come prezioso patrimonio. "Il dopo di noi, l'utilità di quello che facciamo, quello che resta con noi, è ciò che conta, proprio perché, nonostante la nostra tentazione di possesso, lo doniamo: insomma è eredità. Ecco perché affrontiamo seriamente la domanda dell'eredità di Papa Francesco, perché non solo ci insegna a vivere quello che ci ha affidato in questi anni, ma anche a capirne il valore, la prospettiva, l'opportunità da non perdere. Papa Francesco non si stanca con il suo magistero e il suo esempio di indicare il tempo come l'orizzonte nel quale pensare le nostre scelte di oggi, liberandole dall'utilitarismo e dal protagonismo che tanto le condizionano" (dalla Prefazione del Card. Matteo Zuppi).
Fondazione Migrantes realizza un progetto rivolto direttamente ai giovani dando vita ad un'opera che aiuta a comprendere il mondo dei rifugiati e il diritto alla protezione. Una graphic novel moderna, provocatoria e trascinante che induce a chiedersi come stiamo trattando, in Italia e in Europa, e a tutti i livelli di socialità, anche i più piccoli, le persone che sono state costrette a fuggire dal loro paese. Un'opera coraggiosa che intende coltivare il terreno dell'inclusione. I content creators sono Emanuele Bissattini, sceneggiatore, Valerio Chiola, fumettista, assieme a Mariacristina Molfetta, Chiara Marchetti, Duccio Faccini e Manuela Valsecchi.
Il XXXIII canto del Paradiso è un'opera soltanto letteraria? O Dante Alighieri lo compose dopo aver vissuto un'esperienza mistica, simile a quella dei grandi mistici medievali? È possibile che il Sommo Poeta abbia ricevuto una rivelazione? Dante Alighieri è stato soltanto un letterato o anche un teologo? E per di più un teologo mistico alla pari di San Bonaventura e di San Tommaso d'Aquino? Se la Divina Commedia è un'opera teologica, qual è il canto che ne regge la struttura? Il verso 100: "A quella luce cotal si diventa" del XXXIII canto del Paradiso indica la divinizzazione dell'uomo? Questo verso 100 è il compimento della storia della salvezza? È la chiave della comprensione della Divina Commedia? In questo libro, Enzo Di Natali, desidera rispondere a queste domande che offrono una lettura inedita, cercando collegamenti con la Sacra Scrittura, la Patristica e la riflessione teologica. Prefazione di mons. Enrico Dal Covolo.
Il testo condensa la prima ricerca organica, approfondita nel panorama italiano, che tracci un'analisi semiotica, linguistica e narratologica del mondo dei social network: da Facebook a Instagram, da TikTok a BeReal, da WhatsApp allo smartphone come dispositivo mediale, dalle foto agli algoritmi. Questo lavoro intende studiare le strutture comunicative, le evoluzioni e le metamorfosi dei codici linguistici e mediali, la dinamica della significazione all'interno delle piattaforme social, al cuore della rivoluzione digitale. Proprio le piattaforme vengono intese come testi (iper-testi), frutto di pratiche discorsive che formano relazioni ed identità, affrontando le funzionalità e gli schemi testuali delle singole piattaforme, i "manuali" forniti dagli stessi social (i cosiddetti "centri assistenza").