I cambiamenti, in Europa, costituiscono una sfida per i politici, per gli economisti, ma soprattutto per la Chiesa. C'è tanta speranza di unità e di una pace duratura. Ma unità e amore sembrano ancora lontani. Siamo testimoni di una lotta per il potere, di una esplosione di odio. Nello stesso tempo le nazioni aspirano a una più grande unità, a una collaborazione politica, economica e militare, ad una società veramente europea. Il movimento ecumenico tra cristiani nacque e prese corpo dall'inizio del ventesimo secolo. I cristiani sono chiamati a dare un fondamento spirituale e religioso alla ricostruzione dell'unità tra le nazioni in Europa. Devono accettare la sfida in obbedienza alla fede comune in Cristo, data dallo Spirito creatore di pace e di unità.
E' la raccolta completa delle fonti ufficiali di rilevanza pastorale emanate per tutta la comunità diocesana nel decennio 1984-1993. Note pastorali dell'arcivescovo card. Giacomo Biffi, istruzioni dei Vicari episcopali, decreti, notificazioni, lettere, disposizioni, norme, statuti, regolamenti. Il volume inizia una serie di fonti originali, le cui uscite sono previste a scadenza decennale.
La definizione del genere letterario agiografico ha sempre costituito un problema storiograficamente controverso, in ragione del carattere peculiare di queste fonti - che un'autorevole tradizione pone alla stessa altezza della proclamazione della Parola - e della complessità della loro redazione, che trasforma un accadimento storico - la sequenza del martirio - in un evento teologico - la perfetta imitazione di Cristo condotta sino a una piena comunione con Lui -, evento che trova quale luogo di celebrazione la liturgia. Il Martyrium Polycarpi può ben essere assunto quale archetipo di questa funzione ecclesiale: nel documento princeps dell'agiografia cristiana, I'eredità della riflessione tardogiudaica sulla morte violenta del giusto che nell'apocalittica trova la sua più alta espressione - viene elaborata in un contesto squisitamente cristologico, attraverso un processo in cui la figura del martire si dissolve nel simbolo della croce. La stessa 'coordinata agiografica' del testo, che situa la morte del vescovo smirneo in un giorno di 'grande sabato', deve allora essere letta non già come una mera indicazione cronologica, ma piuttosto come una cifra ermeneutica che perfeziona il rapporto di partecipazione tanto del martire a Cristo quanto del martirio alla Pasqua. La pregnanza del sabato nella Bibbia, non meno che nell'elaborazione teologica, paleocristiana, comporta un arricchimento di questa dinamica: nella direzione di un'escatologia che individua nello stesso 'giorno del Signore'...