"Oggi d'amore si parla troppo. Una colossale ipocrisia ha deturpato il senso di questa parola nella dimensione privata delle relazioni e in quella pubblica delle istituzioni, della Chiesa e della comunicazione. Forse è arrivato il momento di non nominarla più, di lasciarla stare un po' in pace". Inizia così la sferzante riflessione di suor Giuliana Galli, una vita dedicata ad aiutare minori e madri in difficoltà, barboni e immigrati, persone sole e coppie in crisi. Protagonista per quasi trent'anni del mondo del volontariato torinese, oggi impegnata nel campo dell'etnopsichiatria, suor Giuliana denuncia l'urgenza di un "undicesimo comandamento" laico "Non nominare amore invano" per recuperare la radicalità di significato di una parola abusata e bistrattata. Poco abituata a far prediche, donna schietta, preferisce in questo percorso raccontare storie, invitare testimoni, rievocare immagini. Sono pagine delicate e profonde, ottimiste ed esigenti, in cerca di un nuovo umanesimo scandito intorno a sei passi precisi: coltivare l'interiorità, onorare l'esistenza, tessere il quotidiano, abbracciare l'umano, sentire la res publica, vivere il Mistero. "Perché amare è un lavoro 'a giornata' dice suor Giuliana - e la disperazione non arriva quando c'è la sofferenza fisica o la povertà materiale, ma quando a esse si aggiunge la solitudine, la mancanza di legami affettivi forti, autentici, carnali".
Un testo sul sacerdozio - Sacrificio nella Bibbia. Piano generale dell'opera: - Gesù, Sommo Sacerdote, ha offerto la vita in sacrificio per noi (S.A. Panimolle); - Sacrificio e sacerdozio nell'Antico Testamento e negli scritti giudaici (G. Deiana); - Sacerdozio e sacrificio nel Nuovo Testamento (C. Marcheselli-Casale).
Non c'è sapienza più grande di quella che riguarda le proprie passioni: è questa l'intima convinzione che spinge Giovanni il Solitario - monaco siriaco del V secolo - a intrattenersi con i suoi visitatori su varie questioni spirituali. Ascoltando il suo discorrere, proveniente da un mondo lontano eppure intrigante, perché intessuto di acute intuizioni affiorate nella meditazione dell'esperienza vissuta, siamo accompagnati nel cammino di crescita dell'uomo interiore. In questi Dialoghi sulle passioni dell'anima, si individua a poco a poco con lucidità la condizione dell'uomo veramente "spirituale", che trascende quella dell'uomo "giusto" stimato per le sue virtù e la sua ascesi.
Il cardinale Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze dal 3 luglio 1977 al 26 ottobre 1982, è stato una figura di primo piano nella Chiesa del post-Concilio, come emerge dalle testimonianze raccolte da Antonio Lovascio nel trentennale della morte. Considerato 'la mano destra" di Giovanni Battista Montini: suo segretario particolare in Vaticano nel periodo pacelliano; poi, per dieci anni, come Sostituto alla Segreteria di Stato, dove la quasi ventennale esperienza diplomatica nelle Nunziature ha sicuramente contribuito a dare un'impronta di internazionalizzazione al Pontificato di Paolo VI. Protagonista di due Conclavi, Benelli ha servito fedelmente anche Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Coraggiose le sue battaglie contro il divorzio e in difesa della vita. A Firenze ha lasciato il segno la sua Visita Pastorale innovativa.
Una notte, sopraffatta dallo sconforto, ho urlato: “Gesù, mi hai dato la croce, ma dammi l’energia di continuare, perché sono troppo stanca”. Da quella notte cambiò la mia vita.
Noi non saremo tutti chiamati a testimoniare con il sacrificio del sangue, ma la nostra missione ci obbliga a donare tutta la nostra vita senza riserve. L’essenziale è che decidiamo veramente di seguire Cristo e di testimoniarlo senza posa di fronte agli uomini, anche se non ci è possibile conoscere in anticipo i sacrifici che questa imitazione di Gesù Cristo esigerà certamente da noi.
Così disse Giovanni Paolo II: “I santi sono i testimoni visibili della santità della Chiesa. Sono i santi che la Chiesa beatifica e canonizza, ma anche tutti i santi nascosti, anonimi: essi salvano la Chiesa dalla mediocrità, la riformano dal di dentro, direi per contagio, e la trascinano vero quel che essa dev’essere”.
La vecchiaia ha bisogno di senso. Questo libro cerca di rispondere a un’esigenza profonda della donna e dell’uomo contemporanei dando voce alla saggezza spirituale maturata nella tradizione cristiana, grazie ai contributi di studiosi qualificati e autorevoli personalita, tra le quali il metropolita ortodosso russo Filaret, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il presidente della Comunita di Sant’Egidio Marco Impagliazzo.
Lo sguardo cristiano ci aiuta a leggere nella vecchiaia la verità che appartiene a ciascuno: nell’avanzare della fragilità emergono la risorsa dell’interiorità e la necessità dell’amore, senza il quale si muore prima. Queste pagine cercano di rendere ragione della bellezza di ogni "volto", particolarmente quando è solcato dalle rughe ed è segnato dalla storia.
Tuttavia, non sono pagine di “lirismo" religioso, ma ricerca compiuta assieme, ortodossi e cattolici, della "bellezza" e del dono della vecchiaia, anche quando sono nascosti nella povertè di un corpo reso fragile, finanche ferito dalla confusione della propria mente.
Grandi testimoni, "vecchi illuminati dallo Spirito", evocati con competenza storica e profondita, accompagnano queste riflessioni; sazi di giorni, hanno aperto il mondo alla meraviglia per la grandezza che li ha abitati: il beato Giovanni Paolo II, il patriarca ecumenico Athenagoras, il patriarca di Mosca Tichon, suor Emmanuelle Cinquin.
La simpatia profonda per chi é anziano pervade un libro che svela una benedizione nascosta, ma necessaria al nostro mondo.
Contributi di: Filarer Vachromeev, Vincenzo Paglia, loan Selejan, Ambrogio Spreafico, Antonij Pakanic, Innocenzo Gargano, Adalberto Piovano, Marco Gnavi, Panteleimon Satov, Daniela Sironi, Michail Potokin, Valeria Martano, Marco Impagliazzo, Georgij Roécin, Angela Silvestrini.
Riproposto in edizione economica, il volume raggruppa i principali simboli biblici in modo che possano illuminarsi a vicenda per affinità o per contrasto. Essi sono suddivisi per temi, ciascuno dei quali dà luogo a molteplici variazioni. Le diverse serie di segni si sovrappongono o si differenziano, determinando così l'efficacia espressiva e il fascino del testo. Non si tratta di un dizionario da consultare solo occasionalmente. Si può ricorrere al volume come lessico, per chiarire una questione particolare, ma il suo utilizzo è più ampio: chi vuole familiarizzare con l'immaginario biblico trova nelle sue pagine un cammino che delinea una visione del mondo costruita sulla base non di concetti astratti, ma a partire dalla realtà concreta che si offre all'esperienza dell'uomo.
Antonio Ruffini è uno dei maggiori stigmatizzati della religione cattolica del ventesimo secolo, e al tempo stesso uno dei meno conosciuti. In questo libro la giornalista Anna Maria Turi ha raccolto il racconto della sua vita, che le fu reso in prima persona da lui stesso negli anni Ottanta.
Con inserto fotografico a colori.
Descrizione
Questo libro, è il secondo della terza serie della collana «Discorsi ed Esercizi spirituali», contiene testi inediti di Dossetti. Si tratta di conversazioni, interviste, dialoghi che risalgono agli ultimi anni della sua vita (1993-1995). Egli si rivolge a interlocutori italiani e i suoi testi sono fortemente autobiografici. Esprime infatti eventi e stati d’animo molto precisi e confidenziali sulla sua esperienza di uomo politico, per ricavarne un principio generale. È possibile rendere compatibile l’impegno politico con la vita di fede a condizione di una totale gratuità e di un riferimento costante alla spiritualità, alla Parola di Dio. Per Dossetti è importante centrare la vita sulla fede cristiana per andare al cuore della storia, nella cerniera più intima dei popoli e delle religioni.
Punti forti
• Il grande patrimonio spirituale di Dossetti reso pubblico in una collana articolata secondo la natura degli scritti.
• Testi fortemente autobiografici degli ultimi anni della vita di Dossetti.
• Attualità del tema: fede, etica e politica.
Destinatari
• Cristiani «adulti», quanti vogliono conoscere o approfondire la figura umana e spirituale di Dossetti.
AUTORE
Giuseppe Dossetti (1913-1996), giurista, canonista, professore di diritto ecclesiastico all’Università di Modena, dirigente politico nella Resistenza, deputato all’Assemblea Costituente e nella I Legislatura, vicesegretario della Democrazia cristiana, lascia la vita politica nel luglio del 1952. Nei mesi successivi promuove un progetto per la formazione, a Bologna, di una biblioteca per la ricerca storica e teologica per laici (Centro di documentazione). Nel 1956, ancora laico, dà vita alla comunità Piccola Famiglia dell’Annunziata, con l’assenso dell’allora arcivescovo di Bologna card. Giacomo Lercaro. Nel 1957 lascia la cattedra universitaria. Nel 1959 viene ordinato sacerdote. Diventa stretto collaboratore, durante il Vaticano II e il postconcilio, del card. Lercaro, fino alla conclusione del suo episcopato bolognese nel 1968. Dal 1968 fino alla morte, avvenuta il 15 dicembre 1996, ha vissuto come monaco nelle comunità della Famiglia da lui fondata, in Italia e in Medio Oriente.
In una società confusa e disorientata come la nostra, "la Parola di Dio è fonte di vita per tutti" perché "parla al cuore dell'uomo, lo aiuta a scoprire i propri desideri e a comprendere a fondo la propria personalità". Di fronte a questa Parola il cardinale Martini, dopo anni di studi, riflessioni e preghiera, non smette di stupirsi. Una meraviglia - racconta - simile a quella di un bambino che per la prima volta spalanca gli occhi davanti a un panorama alpino, attratto da una bellezza e da una forza imponente: "Il cristianesimo è per ciascuno di noi occasione di continua scoperta e gioia". E colme di questa meraviglia sono le omelie qui raccolte, pronunciate dall'ex arcivescovo di Milano negli ultimi anni: non soltanto commenti ai passi delle Scritture proposti dalla liturgia, ma meditazioni semplici e intense, interventi brevi ma ricchi di stimoli, per aiutare a comprendere a fondo il messaggio universale di amore e accoglienza proclamato da Gesù e narrato nei Vangeli. Quello del cardinale Martini, infatti, è un percorso che seguendo il calendario liturgico ricompone il racconto della vita di Cristo, ed è insieme un invito, aperto a tutti, credenti e non, a riscoprire l'autenticità del "farsi prossimo" per chi è distante, ciò che nel Vangelo viene annunciato a ogni uomo, nessuno escluso. Ma nel contempo è anche un personale itinerario dalla parola al silenzio, un progressivo abbandonarsi alla volontà del Padre, lasciando che sia proprio la Parola di Dio a illuminare l'esistenza umana.
Nella Bibbia ci sono tantissimi inviti a non avere paura, in riferimento a varie circostanze della vita. Essi sono sufficienti per avere una parola di consolazione per ogni giorno dell’anno. L’autore ripercorre così 365 “non temere” presenti nella Parola di Dio (tante volte infatti nella Bibbia è ripetuta la frase “Non avere paura/Non temere”) facendone altrettanti motivi di speranza e di incoraggiamento. Un libro di semplici riflessioni che si propone di portare una luce di speranza nella nostra vita di tutti i giorni.
Pensata in particolar modo per i giovani, che nella società d’oggi appaiono sempre più smarriti e confusi, si tratta di una lettura che può rasserenare gli animi di tutti gli uomini.
L'autore
Maurizio Mirilli nasce a Mesagne (BR) nel 1970.Viene ordinato sacerdote per la Diocesi di Roma il 2 maggio 2004. Nel 1994 consegue la laurea in scienze statistiche ed attuariali presso l’Università “La Sapienza” di Roma, discutendo una tesi su alcuni modelli matematici per la valutazione dei titoli finanziari derivati. Dopo il baccalaureato in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Lateranense, si specializza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana. Sin dall’ordinazione svolge il suo ministero pastorale in mezzo ai giovani. Dal 2009 è Direttore del Servizio per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma.