Perché le chiese si svuotano? E per quale motivo, invece, fioriscono i corsi di meditazione e mille discipline che pretendono di avere un rapporto con lo spirito? Che cosa cercano i nostri contemporanei? Perché le religioni ufficiali non sembrano capaci di intercettarne i bisogni? Per rispondere a queste domande nessuno è più adatto di Marco Vannini, il grande studioso di Meister Eckhart e della tradizione mistica dell'Occidente. Le sue risposte conducono dritte a una conclusione: non è entrata in crisi la fede, ma la credenza, cioè quell'insieme di contenuti su cui si basa l'apparato dogmatico delle religioni. La sete di assoluto è sempre viva e forse soltanto l'esperienza della mistica è in grado di soddisfarlo.
Con la sua nomina a "Dottore della Chiesa" papa Francesco ha richiamato l'attenzione sul pensiero di Ireneo di Lione. La riscoperta di una linea portante della sua teologia, ossia l'approccio sistematico alla creazione, permette al lettore moderno di gustare l'inaspettata fecondità dei suoi scritti. Il libro si divide in due saggi: un'introduzione alla sua "teologia della creazione", in chiave di teologia dogmatica e alla sua "teologia dalla creazione", in chiave teologico-fondamentale. Nel primo si espone l'azione del Dio Uni-Trino nei confronti della creazione, e quindi la vocazione salvifica di questa; nel secondo, in direzione contraria, si segue Ireneo nel partire dall'esperienza della creazione e della sua storia di salvezza come via per entrare nel mistero di Dio.
Philip Sheldrake esplora l'essenziale dimensione mistica non solo della fede cristiana, ma anche delle altre tradizioni spirituali del mondo.Il saggio, sfidando le interpretazioni abituali, esordisce con una profonda riflessione sulla natura della mistica e sul rapporto con le credenze. Percorrendo cinque dimensioni fondamentali dell'esperienza mistica - amore e desiderio, conoscenza e non-conoscenza, meraviglia e bellezza, mistica e prassi quotidiana, il mistico come profeta radicale - Sheldrake guida il lettore in un viaggio illuminante. Non si limita a descrivere le esperienze mistiche, ma ne esplora l'impatto trasformante sulla nostra vita. Svela come il misticismo, lungi dall'essere un'esperienza per pochi intimi, sia al contrario una via di conoscenza della realtà che, intensa e penetrante, offre a tutti una prospettiva per superare la razionalità e le definizioni limitanti, accompagnando verso un "oltre" indefinibile e inafferrabile.Mondo trasfigurato è allora un invito a riscoprire la dimensione mistica della vita, aprendo gli occhi alla meraviglia del quotidiano e alla profondità del mistero che ci circonda.
1) L'editoriale propone la prolusione di inaugurazione dell'anno accademico, su di una tematica di assoluto rilievo teologico e pastorale.2) I saggi di Gilles Routhier, Luca Bressan, Paolo Carrara, Patrice Bergeron e Mattia Colombo compongono il dossier su I cristiani nella città - Cristianesimo urbano. Emerge, per i cristiani che sono in città, l'urgenza di un dialogo profetico all'interno di quei luoghi (antropologici prima che spaziali) in cui la città genera i nuovi paradigmi dell'umano (economia, finanza, medicina, tecnologia, digitale, cultura).3) Chiudono il fascicolo due interventi sulla figura storica di Giuseppe Bertieri e sulla rilevanza teologica del pensiero e l'opera di don Giussani.
Raccontando e accompagnando il viaggio della missione di Paolo, la seconda metà del libro degli Atti degli Apostoli mostra come le svolte significative non furono semplicemente delle decisioni prese da un singolo, ma frutto di una condivisione. La sua missione non è quella di un solitario. Non è mai un uomo solo al comando.Piuttosto, lascia intuire come il suo progetto pastorale sia svolto sempre all'interno di un lavoro comune, si direbbe di Chiesa. Si tratta, evidentemente, di snodi assai significativi per leggere anche oggi la missione della Chiesa, in una novità di contesti, segnata dall'eredità lasciataci da Francesco e dall'avvio del ministero petrino di Leone XIV.Lo scorso anno ci siamo soffermati sul piccolo e delizioso Libro di Tobia: Nel viaggio, la benedizione. Quest'anno l'idea è di proseguire il cammino, gettando uno sguardo sul vivo della missione, così come è narrato nell'ultima parte degli Atti degli Apostoli.«Facemmo vela verso Samotracia» Diario di un viaggio la missione oltre i confini. Proposta di lectio divina che l'Azione Cattolica ambrosiana propone cinque incontri da organizzare nei decanati.Primo incontro Una donna di nome Lidia. Da Troade a Filippi (At 16,11-24) 11Secondo incontro Un ragazzo di nome Èutico. Da Filippi a Mileto (At 20,1-15) 19Terzo incontro Sia fatta la volontà del Signore! Da Mileto a Gerusalemme (At 21,1-19) 27Quarto incontro Vi invito a farvi coraggio. Da Cesarea marittima a Malta (At 27,1-44) 37Quinto incontro Quindi arrivammo a Roma. Da Malta a Roma (At 28,1-16) 47
E se Maria, confondendo il Risorto con uno che coltiva la terra, avesse detto la verità? Del resto, chissà quante volte avrà sentito il suo Maestro insegnare a partire dalla terra. Senza volgere effettivamente gli occhi alla legge della terra perfino l'obbedienza alla legge di Mosè e alla stessa legge del vangelo rischierebbe di essere praticata con la schiena troppo rigida, incapace di piegarsi verso l'origine. Se Gesù, perfino da risorto, non stacca gli occhi dalla terra, abbiamo solidissimi motivi per continuare a sperare.
«La "Bella Signora" teneva nella mano destra, all'altezza del petto, un libro dalla copertina color cenere, mentre con la sinistra indicava verso i propri piedi, dove c'erano un drappo nero, simile a una tonaca, aggrovigliato in terra, e pezzi di un crocifisso, il medesimo che Cornacchiola aveva frantumato in un accesso d'ira rientrando in casa dalla Spagna nel 1939, ammucchiati di lato. Dopo aver coperto con la sinistra la mano che manteneva il libro, iniziò a parlare...». La storia, il messaggio e la profezia che le apparizioni di Maria alle Tre Fontane (Roma) consegnano ancora oggi al mondo e alla Chiesa, nel racconto di uno dei massimi esperti di apparizioni mariane.
I testi qui raccolti, composti tra il 1930 e il 1944, sarebbero dovuti confluire in un volume, rimasto finora inedito, a cui l'autore lavorò fino a pochi mesi prima di morire. Attraverso sei meditazioni e sei commenti ai salmi, Romano Guardini avvicina le Scritture a partire dalle domande che sorgono dall'esperienza di vita dell'uomo contemporaneo. Gli scritti sono attraversati in filigrana da un interrogativo comune: come può l'uomo conoscere Dio e relazionarsi con Lui? Egli è inconoscibile, delicato come «il sussurro di una brezza leggera», disposto ad andare alla ricerca di chi si allontana; ci conosce fino al più intimo pensiero e traccia per noi una via misteriosa. Queste pagine sul Dio della vita, «scritte in anni di violenza, di guerra, di ingiustizia», sono «testimonianza di fede e invito alla fiducia». Parole di speranza che, allora come oggi, aiutano ad affrontare alla luce del messaggio cristiano le difficoltà della vita e le vicende tragiche della storia.
All'indomani del Concilio Vaticano II, ecco una presentazione del cristianesimo aggiornata che comunica con incisività tutti gli elementi fondanti per presentare la fede a credenti di altre religioni in vista di una condivisione efficace, sulla base dell'esperienza del Segretariato per i non cristiani come strumento. Attraverso tre focus - l'evento cristiano, la sapienza cristiana e la vita cristiana - vengono esplorati i temi fondamentali della fede. Il libro, che in questa nuova edizione ha una straordinaria attualità, ha avuto una diffusione enorme, in particolare in lingua inglese e francese, con più di venti traduzioni. Lo stile narrativo, la forte ispirazione biblica e la brevità lo rendono un testo fresco utile per una sintesi, per la formazione, per la comprensione della fede come speranza.
Il "Padre nostro" è al centro della vita cristiana: eppure corre il pericolo di essere reci-tato meccanicamente senza essere veramente compreso, rischia di diventare una litania senz'anima. Dobbiamo quindi chiederci che cosa significhi. Quando Gesù lo insegnò ai suoi discepoli, non voleva certo condannarli alla vana ripeti-zione. Anzi, ha vissuto così intensamente ciascuna delle sue richieste da condurci, attra-verso di esse, a un nuovo modo di vivere. Gesù ci offre la possibilità di pregare un Padre accessibile e compassionevole. E poi, dopo avergli chiesto di occupare tutto lo spazio della nostra realtà umana, ci dà il per-messo di chiedergli tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Le Lettere cristologiche di Atanasio, redatte tra 370 e 372, sono pietre miliari della storia della teologia. La Lettera a Massimo è un limpido sommario del pensiero atanasiano. L'unicità e lo scandalo dell'incarnazione e della croce assumono senso solo considerandone il fine: la salvezza. Solo Dio, non un altro uomo o una creatura, poteva salvare l'uomo, cioè divinizzarlo. E solo avendo un corpo umano, Cristo poteva offrirlo al Padre per tale fine. Con riferimento al culto, invece, la Lettera ad Adelfio afferma la distinzione e l'inscindibilità, in Cristo, di umanità e divinità. Infine, la Lettera a Epitteto, la più famosa delle tre, espone un catalogo di undici opinioni cristologiche dibattute e qui contestate da Atanasio, costituendo il punto più alto a cui si è spinta la sua cristologia. Testo originale a fronte.