Uno strumento utile per il cammino vocazionale. Le storie vocazionali sono state gravate per lungo tempo da un linguaggio e da uno stile di accompagnamento che le ha sganciate dai dinamismi umani e soprattutto dal benessere della persona, come se la "chiamata" di Dio fosse in competizione con i suoi desideri più profondi. L'analisi dei processi psicologici che sostengono una scelta sacerdotale o di vita in comune - come nasce, come si sviluppa, come matura o come si arena - ha diversi obiettivi: ridurre i miti che circondano la vocazione, riflettere sulla vita in comune nel terzo millennio (ha ancora senso?) e ricongiungere finalmente vocazione e felicità.
«Vi darò pastori secondo il Mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza» (Ger 3,15). Questa promessa divina si è compiuta con la venuta di Cristo, il Buon Pastore, e continua a realizzarsi oggi nella Chiesa attraverso il sacerdozio ministeriale. Per essere pastori a immagine di Cristo, i presbiteri hanno bisogno di una formazione integrale che li «renda capaci di provare quella stessa compassione, generosità, amore per tutti, specialmente per i poveri, e slancio per la causa del Regno, che caratterizzarono il ministero pubblico del Figlio di Dio, e che possono essere sintetizzati nella carità pastorale» (Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis, 8-XII-2016, n. 119).
Nel mese di febbraio 2024, il Centro di Formazione Sacerdotale della Pontificia Università della Santa Croce (Roma) ha organizzato la VIII Settimana di Studio per Formatori di Seminari, sul tema Pastori secondo il Cuore di Cristo. La dimensione pastorale della formazione sacerdotale. Una cinquantina di sacerdoti provenienti da una ventina di paesi si sono riuniti nella Città Eterna per ascoltare le relazioni di diversi esperti, riflettere e condividere esperienze su questo argomento.
Il presente volume raccoglie le conferenze che si sono tenute nel corso della Settimana di Studio, e vuole essere uno strumento utile a quanti hanno l’incarico della direzione di seminari e altre strutture formative, affinché possano aiutare i candidati al sacerdozio a conformarsi al Cuore di Cristo, a beneficio della comunità che sarà loro affidata.
Francisco Insa (Siviglia, 1975) è professore di Teologia Spirituale e Segretario del Centro di Formazione Sacerdotale presso la Pontificia Università della Santa Croce. Prima della sua ordinazione ha lavorato come medico psichiatra. Oltre a diversi incarichi pastorali, tra cui la formazione di presbiteri e candidati al sacerdozio, il suo ambito di ricerca è indirizzato alla teologia della direzione spirituale, la spiritualità sacerdotale e la psicologia applicata alla formazione cristiana.
In questo breve testo, divenuto ormai un classico della spiritualità contemporanea, Madre Cànopi scrive a Edith Stein, che, da ebrea per nascita e atea per formazione, si fece cristiana e visse i giorni drammatici della Shoah come duplice atto d'amore verso l'umanità e verso Cristo, senza perdere le sue radici ebraiche. «Ho sempre cercato di immaginare quale deve essere stata per te, ebrea, l'esperienza dell'incontro con Cristo, Figlio di Dio nato da Maria, una donna come te con tutti i connotati della tua stirpe. Commozione e gioia — penso — e, soprattutto, irresistibile attrattiva».
All’inizio erano solo una manciata di straccioni, per lo più giovanissimi, in rottura con le loro famiglie. Occupavano abusivamente le chiese abbandonate della piana di Assisi, alloggiavano dentro delle capanne, o nei boschi. Di villaggio in villaggio, di città in città, annunciavano la pace, l’amore e il perdono. Alla loro guida, un uomo appena più anziano che rifiutava di essere un capo, ma che agiva come una regola vivente. Attraverso una lettura attenta delle fonti e l’uso di mappe e resoconti, Francesco e i suoi fratelli punta i fari su un movimento radicale e dissidente che fu sin da subito attraversato da tensioni non appena l’autorità ecclesiastica romana ne impose l’istituzionalizzazione. Tuttavia, il senso del progetto originario non fu mai completamente dimenticato finché i compagni di Francesco seppero conservarne la fiamma - una fiamma che, da allora, non ha mai cessato di ispirare nuovi discepoli di Francesco. Unendo rigore storico, una prosa evocativa e un approccio narrativo appassionante, Sylvain Piron getta una luce inedita sulla vita di Francesco d’Assisi e rivela episodi a lungo ignorati. Francesco e i suoi fratelli è un saggio biografico scritto magnificamente che non si limita a rinnovare l’immagine del francescanesimo, ma lo rende di nuovo presente e lo illumina come una fonte viva d’ispirazione.
Il custode del ponte rinvia a un ruolo previsto nelle Consuetudini della Certosa (64,1): metafora della custodia del silenzio. Il ponte infatti, segnando un passaggio e una distinzione, delimita l’identità e la vocazione di una forma di vita alla sequela Christi. Dalla declinazione della Regola come forma di vita prendono avvio, in questo libro, alcuni percorsi di comprensione dell’attuale testo di Costituzioni o Codice fondamentale (can. 587). La Regola di vita, originata dall’esperienza ecclesiale del carisma del fondatore o fondatrice, individua ed elabora nel tempo un proprio patrimonio (can. 578) generativo della tradizione stessa. In questo contesto è possibile ricondurre i vari percorsi di comprensione della Regola alla luce della sequela di Cristo proposta dal Vangelo (can. 662). Sotto questa luce, il ponte, metafora di un limite ma anche di un passaggio, ci ricorda che la Regola di vita, seppure tracciata nel tempo, non perde di vista la tensione verso l’Eterno.
Senza la Regola Bollata il fascino e il carisma di Francesco si sarebbero esauriti con lui. La Regola Bollata è il vertice mistico di Francesco: dal ‘noi' sognato da lui al ‘noi' sognato con Dio. È la sua notte dello spirito, la sua crisi meno nota: non di fede, non di fraternità, ma di futuro. Lo scritto che Francesco sente meno suo («lo feci scrivere») è nello stesso tempo quello che porta a compimento il suo Ordo Amoris. Egli inventa un nuovo genere letterario: una Regola per fratelli. Non un punto di arrivo ma di partenza. La Regola Bollata è il passaggio dalla paternità possessiva a quella che dona vita e sa farsi da parte. Qui vediamo un Francesco vicino a chiunque - sia un genitore, un educatore, un leader - abbia mai dovuto imparare che governare non significa legiferare, ma custodire e consegnare un mistero.
Il volume affronta il tema della sessualità umana nella sua dimensione antropologica e spirituale, evidenziandone la nobiltà alla luce della Rivelazione e l'orientamento escatologico. Muovendosi nel quadro delineato dal canone 599 del Codice di Diritto Canonico, l'autore analizza le condizioni necessarie per un autentico vissuto della castità consacrata, offrendo criteri concreti per custodire questo dono e prevenirne scandali e abusi. La normativa ecclesiale viene così riletta come uno strumento di tutela e valorizzazione dei carismi della vita religiosa, richiamando la responsabilità delle persone consacrate a una coerente adesione alla propria vocazione. L'intera riflessione è guidata dalle intuizioni di sant'Agostino, punto di riferimento autorevole e fecondo per comprendere appieno il significato umano e spirituale della castità.
Il volume affronta il tema del diaconato nella storia della Chiesa. Si parte dalle testimonianze degli autori antichi e da quanto sappiamo o ignoriamo rispetto alla rilevanza di figure apparse nel corso del primo millennio. Dopo aver progressivamente perso importanza lungo i secoli, riducendosi a una tappa di passaggio verso il sacerdozio, con il Concilio Vaticano II il diaconato maschile recupera un suo ruolo, sebbene non omogeneo nei diversi scenari geografici. Vengono inoltre analizzati i motivi dell'esclusione delle donne da tale servizio, mostrando come le diverse commissioni di studio degli ultimi cinquant'anni hanno portato a conclusioni diverse rispetto alla declinazione solo maschile del diaconato. Forse nel giro di qualche anno la situazione potrebbe cambiare, e in questo senso il libro delinea una proposta di studio e di ricerca.
«Spero che risulti abbastanza chiaro che il centro focale di tutto non è Francesco d’Assisi, ma colui che ha riempito la sua vita e di cui egli è stato un’icona vivente, Gesù Cristo. Non saprei, diversamente, come farmi perdonare da Francesco l’aver osato aggiungere un ennesimo titolo all'immensa bibliografia su di lui». Così l’autore riassume il senso di questo ebook, che raccoglie un saggio su Francesco d’Assisi come genio religioso (inedito in lingua italiana) e diversi scritti più brevi su aspetti particolari della santità del poverello, che coprono un arco di più di quattro decenni: dall'VIII centenario della nascita del Santo, nel 1982, fino all'ascesa al soglio pontificio del cardinal Bergoglio che, per primo nella storia, ha scelto di chiamarsi con il nome del Poverello d’Assisi.
Clare Crockett nasce in Irlanda il 14 novembre 1982. Fin da bambina rivela un carattere effervescente e vivace, uno spiccato senso dell’umorismo e il desiderio di essere sempre al centro dell’attenzione. La sua vita di giovane, cui piaceva uscire con le amiche, bere fino a ubriacarsi, fumare, divertirsi, è sconvolta da un casuale viaggio in Spagna nella Settimana Santa del 2000. Meditando la Passione del Signore, un pensiero si imprime nel suo animo: «È morto per me. Mi ama». Torna in Irlanda e alla vita di prima, ma quell’Amore continua a mendicare il suo amore. Una sera, nel bagno di una discoteca, ne sente la voce: «Perché continui a ferirmi?». Poco dopo, a diciotto anni, decide di entrare tra le Serve del Focolare della Madre: in quel luogo aveva sperimentato la pace e aveva sentito che il Signore la chiamava. È l’inizio di un cammino di totale consegna all’Amato che la renderà piena di una gioia traboccante. Tutti - bambini, giovani, adulti - erano attratti da lei, che non voleva più condurli a sé, ma a Colui che aveva riempito il suo cuore. Muore il 16 aprile 2016 durante un terremoto in Ecuador. Nel 2025 è stata avviata a Madrid la causa di beatificazione.