Biografia di uno dei monaci martiri di Tibhirine, in Algeria, uccisi durante la guerra civile degli anni Novanta e beatificati nel 2018. La vicenda di fratel Luc viene inquadrata nell'esperienza dei monaci di Tibhirine, universalmente divenuti noti nel 1996 a causa della loro uccisione da parte di terroristi islamici. La figura di fratel Luc sembra il personaggio di un romanzo d'avventura: medico, membro nella Resistenza e internato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, monaco in Algeria, martire. Un libro avvincente.
Un ritratto di san Francesco scritto da un maestro della spiritualità del '900. Ne emerge un'immagine di Francesco, della sua santità, come modello di fede per le inquietudini dell'uomo contemporaneo: un Francesco disegnato con lineamenti vigorosi, al di là di talune diffuse presentazioni di maniera. In brevi e affascinanti pagine, Guardini guida il lettore alla scoperta del mondo di san Francesco: la sua Assisi, il "Cantico", l'amore per Dio e le creature.
Uno strumento utile per il cammino vocazionale. Le storie vocazionali sono state gravate per lungo tempo da un linguaggio e da uno stile di accompagnamento che le ha sganciate dai dinamismi umani e soprattutto dal benessere della persona, come se la "chiamata" di Dio fosse in competizione con i suoi desideri più profondi. L'analisi dei processi psicologici che sostengono una scelta sacerdotale o di vita in comune - come nasce, come si sviluppa, come matura o come si arena - ha diversi obiettivi: ridurre i miti che circondano la vocazione, riflettere sulla vita in comune nel terzo millennio (ha ancora senso?) e ricongiungere finalmente vocazione e felicità.
«Su questo santo era già stato detto tutto (anche se pochi lo conoscono a fondo). Così, ho deciso di fare una "autobiografia", facendo parlare il santo in prima persona. Ed evidenziando quel che di lui nessuno conosce: la demonomachia, per esempio (le sue lotte col demonio). Di questo "santo dei miracoli" in genere si pensa che sia bravo a far ritrovare le cose perdute. Ma non si spiega perché, dopo la Madonna, è quello che ha il maggior numero di luoghi e città intitolati al suo nome. Non c'è chiesa che non abbia una sua immagine. Nessuno conosce le sue lotte contro gli eretici catari, né il fatto che sia stato lui a convincere san Francesco a permettere lo studio ai francescani. Lo sapevate che è anche Dottore della Chiesa? Nemmeno si conosce la sua personale crociata contro l'islam. Il risultato è un libro che si legge come una fiction, perché i colpi di scena non mancano. Ma è tutto vero.» (Rino Cammilleri)
In che senso oggi si può parlare di "parrocchia missionaria"? La conversione di una parrocchia, da un modello di cristianità sociale a uno missionario, non avviene dalla sera alla mattina. Ogni piccolo gesto generativo all'interno delle nostre comunità parrocchiali prepara il futuro della fede cristiana. Questo testo nasce dal laboratorio teologico pastorale che un'equipe di laici, laiche, religiose, presbiteri appartenenti alle diocesi del Triveneto, guidati da Enzo Biemmi, ha condotto nell'arco di tre anni, nella ricerca di una risposta a questa domanda così decisiva. Il metodo adottato ha visto l'ascolto di otto esperienze parrocchiali, per ritrovare in esse i germogli che indicano, già ora, dove lo Spirito sta generando un modo nuovo di essere comunità parrocchiale. Il testo si offre come strumento di riflessione dentro la prassi, utile per chi desidera abitare il cambiamento in atto con un orizzonte di speranza.
"I Fioretti sono una meravigliosa raccolta di miracoli e di episodi della vita di san Francesco e dei suoi primi compagni. Sono scritti in volgare toscano, alla fine del Trecento. Lo stile è semplice, narrativo, mistico, gioioso, popolare, pedagogico e morale, e vi si intravede un grande influsso della letteratura dei frati spirituali, il movimento all'interno dell'Ordine più rigoroso sulla Regola di San Francesco". (Dal Commento di fra Emiliano Antenucci)
La Legenda maior è il racconto della vita di san Francesco d’Assisi. Autentico capolavoro dell’agiografia medievale, è un’opera di grande afflato mistico, che tiene conto di tutte le biografie francescane precedenti e raccoglie la materia della narrazione attorno ad alcune categorie chiave: umiltà e accoglienza, obbedienza e attenzione ai fragili, amore per tutte le creature di Dio, severità di costumi e infinita comprensione delle debolezze altrui, scelta radicale di povertà, obbedienza al vangelo e sua magistralità assoluta.
La libertà di Francesco incontra la freschezza nelle vignette: un viaggio illustrato tra storia, poesia dantesca e preghiera per celebrare gli 800 anni del santo di Assisi, ripercorrendo gli episodi della vita e l’opera. In occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco e nell'anno del Giubileo francescano, Roberto Benotti firma un’opera originale che parla al cuore e agli occhi. Attraverso una serie di vignette dallo stile fresco e immediato, il libro ripercorre gli episodi più significativi della vita del Poverello, rendendo la sua testimonianza quanto mai attuale. Il volume si articola in tre momenti preziosi: La vita a fumetti: una narrazione per immagini che cattura lo spirito libero e rivoluzionario di Francesco, ideale per avvicinare anche i più giovani alla sua figura. Dante e Francesco: una sintesi illustrata e commentata dell'XI canto del Paradiso, dove la poesia del Sommo Poeta incontra il tratto di Benotti per raccontare le "nozze" con Madonna Povertà. La voce dello spirito: una raccolta delle preghiere più belle di san Francesco, per unire la riflessione visiva al raccoglimento interiore. Impreziosito dalla prefazione del custode di Terra Santa, Padre Ielpo, Francesco anima libera non è solo un omaggio storico, ma uno strumento per riscoprire una gioia e una libertà che sanno ancora parlare all'uomo contemporaneo.
È possibile gestire una "proprietà" con "libertà", cioè senza appropriarsene, e con "cura", cioè con responsabilità? A modello di tale necessità e possibilità è stato assunto Francesco D’Assisi con la sua scelta di vivere "senza nulla di proprio". Cosa significa veramente essere liberi in un mondo ossessionato dal possesso e dalla scalata sociale? In questo saggio profondo e illuminante, Pietro Maranesi, frate cappuccino, teologo e tra i maggiori esperti della vicenda umana e spirituale di Francesco d’Assisi, rilegge la figura del Santo: non solo un uomo che ha scelto la povertà, ma un rivoluzionario che nel vivere sine proprio (senza nulla di proprio) ha scoperto la chiave per una libertà responsabile, autentica e "leggera". Nella storia delle società umane come noi le conosciamo, la questione della proprietà personale e privata è strettamente legata alla questione del potere. Possedere qualcosa - case, terreni, oggetti, denaro - impone di poter mantenere e difendere quel che si possiede, creando così uno stretto rapporto di mutua dipendenza: la proprietà, con l’onore che ne consegue, chiede "potere" per essere difesa e dà "potere" per essere accresciuta. Anche Francesco d’Assisi, il Santo che la storia e la fede tramandano come colui che ha rifiutato di possedere beni terreni, ha vissuto profondamente questo intreccio, tanto da sperimentarne ogni difficoltà. In quel giovane, figlio di un ricco mercante, avviene il rovesciamento radicale delle "normali" prospettive esistenziali: una scelta da lui avvertita come unica soluzione per liberarsi dalle conseguenze spietate e spesso violente imposte dalla gestione della proprietà mediante l’esercizio del potere. Questo testo è una guida sapienziale per chiunque cerchi di conciliare libertà e responsabilità nella gestione dei propri "beni", materiali o spirituali che siano. Un viaggio alle radici dell’umano, per scoprire che la vera ricchezza inizia dove finisce il desiderio di possedere.
Le pagine di questo cofanetto in due volumi, intitolati "Fedeltà e perseveranza", «evocano, illustrano e approfondiscono» - come scrive, nella Presentazione, Sua Ecc.za mons. Filippo Iannone o.c., Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi - «due valori spesso richiamati dal Magistero e dai documenti del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata (=IVC) e le Società di Vita Apostolica (=SVA)». Il primo volume - a vantaggio delle varie persone che vivono e operano nelle Comunità di vita consacrata, nei monasteri e conventi, nonché nelle Società di vita apostolica - esamina la rilevanza pastorale della gestione amministrativa ed economica dei beni, illustrando i vari aspetti e profili giuridico-ecclesiali della "economia" da parte dei responsabili e degli economi degli Istituti e realtà che debbono agire, da un lato, in ottemperanza alle leggi canoniche e civili, e, dall'altro, nel rispetto del voto di povertà. Il secondo volume è concepito quale vero e proprio Vademecum operativo, articolato in 117 voci analitiche: è un Prontuario aggiornato per Religiosi e Religiose (soprattutto se Superiori, Economi, Équipes formative, Postulanti e novizi), facilmente consultabile, grazie ad un ricchissimo indice analitico. Le numerose Appendici al secondo volume offrono schemi, fac-simili, bozze… dei più rilevanti documenti per la corretta e sapiente animazione, nonché la gestione apostolica e amministrativa degli Istituti religiosi.
Sul finire del sec. XVI l’abbadessa Orsola Formicini scrive nel Libro de l’antiquità de San Cosmato la storia del monastero: la nascita come fondazione benedettina maschile (sec. X o forse anche VII), la cessione alle Sorelle povere inviate da s. Chiara (sec. XIII), l’adozione dell’Osservanza e il farsi carico della sua diffusione (sec. XV), l’accoglimento delle disposizioni controriformistiche. La mole di materiali che l’autrice ricava da documenti medievali, tradizioni orali e testimonianze dirette (preziose quelle sul Sacco di Roma), non soltanto arricchiscono la storia del monachesimo romano, sia benedettino sia della prima comunità clariana insediatasi a Roma, ma illustrano anche diversi aspetti della vita culturale della città tra XVI e XVII secolo. E se nell’ordine cronologico e nella disposione tematica dei materiali il Libro rimane fedele alla tradizione memorialistica monastica, il suo notevole stile narrativo lo rende interessante anche per i non addetti ai lavori.
L'obiettivo del libro è quello di avviare una riflessione, un dialogo, su alcuni temi centrali della formazione dei giovani consacrati per assicurare la continuità formativa nel tempo, al fine di evidenziare quegli elementi che nella formazione favoriscono un cammino di senso e di orientamento nella vita. Pagine pensate e meditate che sono frutto soprattutto dell'esperienza personal che negli anni ha messo l'Autore a contatto con varie realtà formative. Un itinerario che aiuti giovani "non ad allontanarsi dall'uomo, ma a farvi, invece, ritorno a diventare veri omini" (Basilio di Iviron). Nell'articolazione dei quattro capitoli che prendono in esame i vari passaggi formativi, il testo mantiene sempre al centro, come elemento unitario, la "relazione educativa" tra giovane e formatore. In ogni capitolo vengono fornite alcune proposte di lavoro per approfondire il dialogo formativo. Una riflessione critica e propositiva per suscitare l'interesse e il desiderio di una formazione coinvolgente e generativa.
Carlo Maria Zanotti, è sacerdote salesiano. Licenza in Teologia Spirituale e Laurea in Scienze della Formazione all'Università Cattolica di Milano. È stato maestro dei novizi. Dal 2016 è all'Università Pontificia Salesiana come docente nella Facoltà di Scienze dell'Educazione dove tiene i corsi di Direzione Spirituale, di Pedagogia delle Vocazioni Consacrate, di Storia della Pedagogia Vocazionale. Da un decennio è Direttore del Corso per Formatori presso la stessa Università. Collabora con la Conferenza Italiana Superiori Maggiori come Responsabile Nazionale dell'Area Formazione, e con la Conferenza Episcopale Italiana nell'Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni.