Il tema del futuro sta diventando sempre più oggetto di una riflessione teologica sulla fede perché non è affatto certo che l'uomo continuerà a credere in Dio. La preoccupazione di Ratzinger, espressa in questo straordinario saggio, non si limita però solo al futuro della fede ma anche all'incertezza e alla confusione che regna sul mondo, cause del venire meno della speranza e di timore. La questione del futuro non è quindi solo limitata ai credenti. Lo sviluppo storico, che ha subito negli ultimi anni una incredibile accelerazione, ha messo l'umanità di fronte a possibilità estreme, ma anche a pericoli estremi. Il futuro non è più atteso con speranza ma con preoccupazione, è diventato persino un incubo. La fede ha ancora un ruolo nella costruzione del mondo futuro? La chiesa continuerà ad esistere? Sotto la spinta degli sconvolgimenti sociali della fine degli anni sessanta, Joseph Ratzinger pubblicò per la prima volta questo libro, le cui tesi oggi sono più che mai attuali. Chiunque oggi legga questi i testi sarà sorpreso dalle profezie di Ratzinger su l'attuale situazione della Chiesa e del Cristianesimo, e ancor più dalle conclusioni dolorose e coraggiose che egli trae. Egli vede il futuro in una chiesa piccola, semplice e interiorizzata. La chiesa perderà molto ed arriverà quasi ad estinguersi, ma guadagnerà molto nella sua capacità di testimoniare una verità che ormai non sarà più riconosciuta. Prefazione del cardinale Pietro Parolin.
Ebrei e cristiani: figli dello stesso Padre, legati da una storia comune e da ferite non ancora rimarginate. In tempi in cui la guerra e la propaganda rimettono in circolo antigiudaismo e antisemitismo, Ambrogio Spreafico propone una bussola per non smarrire il cammino del dialogo. Con rigore biblico e attenzione alla realtà contemporanea, ricostruisce la svolta di Nostra aetate, rilegge testi controversi del Nuovo Testamento alla luce di una corretta esegesi, e mostra come la fedeltà alla propria identità possa aprire all’incontro. Un libro necessario per chi cerca parole responsabili, non slogan, e per chi vuole tenere viva la speranza della convivenza. Con prefazione di Riccardo Di Segni.
"Via Vai" racconta la consapevolezza che la vita è un cammino a cui non ci si può sottrarre, un dono che riceviamo, e merita sempre di essere vissuta. Il sentiero da seguire è l'amicizia con Gesù: il suo amore non si conquista ma si può solo accogliere! Il più delle volte l'espressione "via vai" descrive una situazione caotica in cui è veramente difficile trovare una via d'uscita. Gli oratori delle diocesi lombarde hanno scelto proprio questa espressione per rifarsi in qualche modo alla vita di tutti i giorni o a tanti momenti nei quali abbiamo la sensazione di avere perso la bussola. Lo sanno bene i nostri adolescenti che sono alle prese con decisioni non rinviabili che determineranno poco o tanto la direzione della loro esistenza. Nello slogan di questa estate oratoriana c'è un po' di tutto questo. La consapevolezza che la vita sia un cammino spesso caratterizzato dall'incertezza e da scarse garanzie. E tuttavia un cammino a cui non ci si può sottrarre. Anche solo per il semplice fatto che nessuno può vivere al posto nostro. Anche se così la vita è un dono e non un castigo, e come tale va accolta e merita sempre di essere vissuta, nonostante tutto. L'oratorio è lì per questo: senza presunzione vorrebbe accompagnarci nella scoperta che anche i fili più ingarbugliati possono diventare un meraviglioso intreccio e i frammenti una storia.
Il Cantico di frate Sole è una perla della letteratura mistica universalmente conosciuta. Eppure, ha ancora molto da svelarci. In questo saggio, il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, ne propone una lettura sorprendente e innovativa: partendo dalla fine. Sono le ultime strofe, infatti, a racchiudere il cuore nascosto di questo meraviglioso inno. Come in un «canone inverso», Sorrentino rovescia la lettura tradizionale e si sofferma subito sulle strofe finali, dedicate al perdono, al dolore e a «sora nostra Morte corporale». Qui, la melodia del Cantico arriva a toccare la condizione umana in tutta la sua fragilità. È un invito a guardarsi dentro, nel profondo dell'animo. Non a caso, ci svela l'autore, queste strofe «della soglia» furono composte nel vescovado di Assisi - a differenza delle prime, composte a San Damiano - e in un periodo particolarmente doloroso: lì, tra le spesse mura episcopali, san Francesco ha dovuto confrontarsi con la sofferenza fisica e la «grande notte dello spirito». Ma non se n'è lasciato travolgere, anzi, ha trovato la forza di aggiungere dei versi inaspettati, rendendo il messaggio del Cantico ancora più profondo e variegato. Una lode al creato che non si limita agli elementi cosmici, ma abbraccia il dramma dell'esistenza. Accanto a questa profonda meditazione, l'autore ci racconta il retroscena di alcuni eventi cruciali che hanno orientato la composizione del testo: dalla storica riconciliazione tra il vescovo Guido II e il podestà di Assisi, mediata da Francesco attraverso l'aggiunta della strofa del perdono, alla profonda meditazione sulla morte, accolta non come nemico ma come «sorella».
"La felicità è lo sguardo rivolto verso Dio": con questa frase semplice e profonda, Carlo ha segnato un cammino di luce in un mondo spesso confuso e frenetico. Un giovane che ha saputo unire la passione per la tecnologia a una fede autentica, diventando esempio di coraggio, speranza e amore vero. Non è solo un racconto da leggere, ma un percorso da vivere, meditare e interiorizzare.Carlo non è un Santo irraggiungibile, ma un ragazzo che ha scelto con decisione di vivere la fede ogni giorno, con semplicità e passione. La sua vita dimostra che la santità non è un'idea astratta, ma un traguardo possibile, anche nelle sfide e nelle piccole scelte quotidiane. La sua storia è una chiamata potente a non accontentarsi di una felicità superficiale, ma a cercare quella vera, che nasce dal dono totale di sé agli altri.In tempi segnati da dubbi e incertezze, la testimonianza di Carlo diventa una luce che indica la strada. Un invito che parla a tutti - giovani, adulti, credenti o in cerca di senso - a scoprire che la fede non è solo un ideale, ma una forza viva che trasforma, illumina e dà speranza.
Pietra miliare nella storia della Chiesa, il Concilio di Nicea, contro Ario che sosteneva che il Figlio Gesù fosse una semplice "creatura" e quindi "inferiore" al Padre, proclamò invece che «Gesù Cristo è Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, consostanziale al Padre». Cosa vuol dire tutto ciò? Chi è Gesù Cristo per noi, oggi? Partendo da questa domanda decisiva, Ludwig Monti, fine esegeta, nel presente volume ci propone un percorso che dalla cristologia "alta" di Nicea ci riporta a quella dei Vangeli. Lo fa prendendo in esame alcuni incontri di Gesù, lungo il suo ministero pubblico: relazioni che testimoniano il suo essere il Figlio di Dio nel suo "esserci-per-altri-. In una parola, la "pre-esistenza" del Figlio vista come "pro-esistenza", vita donata per gli altri, come ben emerge dai racconti della passione, morte e resurrezione, culmine di questo percorso. Il Concilio di Nicea, dunque, come più volte ribadito da Papa Francesco, «affermando che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, mette in luce qualcosa di essenziale: in Gesù possiamo conoscere il volto di Dio e, allo stesso tempo, anche il volto dell'uomo, scoprendoci figli nel Figlio e fratelli tra di noi».
Frutto di un progetto unitario, il Manuale di storia della Chiesa diretto da Umberto Dell'Orto e Saverio Xeres, in quattro volumi, si propone come strumento di consultazione e di sintesi per conoscere lo sviluppo della Chiesa nel corso della storia. Le pagine iniziali di ogni volume presentano il relativo periodo storico: l'Antichità cristiana, dalle origini della Chiesa alla divaricazione tra Oriente e Occidente (secoli I-V); il Medioevo, dalla presenza dei barbari (secoli IV/V) in Occidente al Papato avignonese (1309-1377); l'epoca moderna, dallo Scisma d'Occidente (1378-1417) alla vigilia della Rivoluzione francese (1780-1790); l'epoca contemporanea, dalla Rivoluzione francese al Vaticano II e alla sua applicazione (1789-2005). Nell'opera vengono evidenziati i collegamenti tra le varie epoche e tematiche, mentre alcuni inserti approfondiscono vicende o concetti particolari. Ogni capitolo è arricchito da una bibliografia selezionata che indica tanto i testi utilizzati per elaborare l'esposizione quanto quelli che permettono di meglio conoscere e comprendere gli argomenti trattati.
Una breve testimonianza della sorella Luciana, una scelta di frasi, un suo brevissimo profilo biografico, una preghiera di lode e di intercessione: poche pagine che permettono a tutti di "portare in tasca" il grande tesoro che la santità di Pier Giorgio Frassati rappresenta per chi continua a incrociarlo nella vita di tutti i giorni. Pier Giorgio ha fatto del Vangelo una scelta di vita, impregnando di quella specifica radicalità ogni gesto, ogni parola, l'impegno sociale che ha così tanto caratterizzato la sua pur breve storia.
Questa Vita, composta da p. Sanzio Cicatelli quando era ancora vivente il Santo, è una testimonianza preziosa e insostituibile per conoscere la storia dei primi anni dell'Ordine dei Ministri degli Infermi, tanto che viene detta Antica Cronaca. Largamente conosciuta e sfruttata dagli storici dell'Istituto, essa è rimasta però inedita per lungo tempo. L'importanza e il valore eccezionale del testo hanno suggerito al curatore dell'edizione del 1980, p. Piero Sannazzaro, di riprodurlo nella più assoluta fedeltà, rispettando i canoni e l'italiano del tempo. La presente edizione è una copia anastatica di quel volume.Il lavoro è frutto di un attento esame e raffronto tra la presente Vita e le altre quattro edizioni curate dallo stesso Cicatelli, con indicazione in nota delle diversità, delle omissioni e delle aggiunte.In appendice è inoltre presente la narrazione degli ultimi anni della vita di san Camillo e della sua morte, secondo l'edizione del 1624.
L'elezione del vescovo di Roma ha una storia lunghissima. Il successore di Pietro viene eletto prima per designazione, poi dal clero e dal popolo e solo con l'XI secolo da un ristretto numero di elettori cardinali che, dalla metà del Duecento, vengono messi «sotto chiave» perché provvedano a nominare un nuovo papa. Un meccanismo elettorale soggetto a ritocchi e aggiustamenti, ai quali, in età moderna, si aggiunge il segreto che, nella società in cui tutto è social, ha paradossalmente reso intrigante questa singolare elezione. L'immensa responsabilità dei porporati non è scegliere il più pio, il più dotto o il più furbo: ma chi può esercitare un ministero di unità e di comunione. Un lavoro storico minuto su questa lunga parabola studia l'evoluzione e analizza il funzionamento dei conclavi, specie quelli del Novecento, con fonti inedite, carte diplomatiche, diari e testimonianze, non ultime quelle contraddittorie dello stesso papa Francesco. Uno studio storico senza pari, che a differenza delle opere giornalistiche o di seconda mano, ricostruisce minuziosamente norme e svolte, processi e prassi, funzioni e riti. Conclude il saggio un'analisi della permanenza e della metamorfosi della meccanica del conclave e delle ragioni per cui una sua riforma, che papa Francesco non ha ancora fatto, corre il rischio di manipolazioni e interferenze che oggi non verrebbero più dai regnanti cattolici come nel XIX secolo, ma dai social del XXI secolo. E con davanti un'agenda, nell'autunno del papato di Bergoglio, nella quale i grandi nodi irrisolti - il ministero, la formazione, la trasmissione della fede - rimarranno le questioni su cui saranno scelti i suoi successori fino a quando un futuro concilio non se ne occuperà.
Un volume inedito e straordinario scritto da uno degli allievi della scuola di Barbiana. Paolo Landi è stato a scuola da un "fustigatore di coscienze", così come definisce don Milani. Mettere a fuoco la pedagogia dell'educatore don Milani descrivendone il personaggio, la scuola, i metodi usati nel fare scuola, nonché il come deve essere l'insegnante per volare alto nel fare scuola, quello che don Lorenzo definiva: il come bisogna essere. Molti si soffermano sulla cronologia della vita di don Lorenzo, Paolo Landi invece testimonia e riporta il cuore di questo prete e l'anima del suo insegnamento.
Il libro di Daniele è sorprendente per vari motivi: è scritto in tre lingue, è considerato un profeta, oppure annoverato tra gli Scritti (nel mondo ebraico), contiene racconti famosissimi, come quello di Daniele nella fossa dei leoni, o come la storia di Susanna, ecc. Il libro presenta anche visioni sconcertanti e misteriose, come quella del Figlio dell'uomo che viene con le nubi del cielo, che assumerà in seguito un significato cristologico importante. Un libro eccentrico, che pure invita il lettore a riflettere su temi importanti e attuali, come quello del potere, della testimonianza del credente perseguitato, ecc. Daniele inoltre continuamente cita altri testi biblici con i quali dialoga, con i quali si confronta che in parte anche commenta e attualizza. Nonostante le sue "stranezze", dunque, Daniele parla al credente di ieri e di oggi e ci invita ad entrare nel suo mondo misterioso e affascinante.