Questo libro nasce dall’esperienza diretta dell’autore nella comunicazione politica italiana. Prima all’interno del MoVimento 5 Stelle, come braccio destro di Gianroberto Casaleggio negli anni in cui i social media hanno trasformato per sempre il rapporto tra potere e consenso. Poi con Esperia, il nuovo progetto editoriale che Dettori ha cofondato nel maggio 2025 per confrontarsi consapevolmente con la guerra narrativa che attraversa l’Occidente, anche alla luce delle riflessioni raccolte in queste pagine. La tesi dell’autore è chiara: nel nostro tempo le autocrazie hanno saputo usare meglio delle democrazie gli strumenti della narrazione. Per questo serve una nuova consapevolezza strategica, insieme alla capacità di raccontare l’Occidente senza complessi di inferiorità. Questo libro è insieme il racconto di un’esperienza e l’invito a trasformarla in metodo: lo stesso che ha contribuito al successo del M5S e che oggi sostiene il progetto Esperia. Perché la battaglia decisiva non è per il potere. È per le menti e per i cuori.
Dove vanno a finire i soldi che diamo allo Stato? Perché il lavoro è tassato più delle rendite? Perché i nostri salari sono tra i più bassi d’Europa? Perché la benzina non cala quando scende il prezzo del petrolio? Molti di noi nella vita quotidiana si trovano ad affrontare piccole e grandi questioni dell’economia su cui raramente si hanno idee chiare anche perché la materia spesso è presentata in modo oscuro, con frasi fatte e pochi esempi pratici. Ecco la ragione principale di questo libro in cui Carlo Cottarelli offre finalmente risposte dirette e comprensibili ai molti dubbi che ci assillano. E, anziché basarsi su numeri, tabelle e formule, parte dalle domande che ci poniamo leggendo i giornali, facendo la spesa, pagando le tasse, per sfatare i falsi miti sul debito pubblico, il carrello della spesa, i costi della politica e la disoccupazione e aiutarci a comprendere i meccanismi della moneta, dei mutui o della finanza. Ci spiega così con semplicità, ma mai semplicisticamente, come funziona la pressione fiscale, quali sono le difficoltà di ridurre la spesa pubblica e perché gli economisti non prevedono (sempre) le crisi. E allarga infine lo sguardo allo scenario internazionale analizzando come la Cina è diventata la più grande economia al mondo, perché i rischi di una guerra tra le grandi potenze sono aumentati e come analizzare gli andamenti degli investimenti in oro o in criptovalute. «Il Pil misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta», diceva Bob Kennedy, ed è in parte vero, ma forse è meglio capire come funziona che demonizzarlo. Ecco perché è utile poter contare finalmente su un’Economia facile alla portata di tutti.
Dall’Alaska, ‘ultima frontiera’ nella quale svaniscono nel nulla migliaia di persone, all’Alabama e alla Georgia dei conflitti razziali, dalla rivolta dei Sioux del South Dakota contro le big oil all’Appalachia della povertà estrema dei bianchi, Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic, coniugi giornalisti, sono stati per vent’anni testimoni di straordinari cambiamenti. Arrivati nel 2004, hanno conosciuto un’America ottimista, orgogliosa, quasi euforica. Che, però, dopo il crollo finanziario e la Grande recessione del 2008-2009 ha smesso di credere nelle istituzioni e di fidarsi delle élite. Un Paese sempre più insicuro, cupo, arrabbiato, spaventato dalla minaccia esterna del terrorismo jihadista e scosso dalle lacerazioni del tessuto sociale interno. Un Paese armato fino ai denti che ha cercato rifugio nel populismo e in cui il razzismo riemerge coi suprematisti, sdoganati da Trump dopo i tentativi di riconciliazione di Obama. Racconti paralleli di vita quotidiana - istruzione, sport, abitudini alimentari folli, le incredibili inefficienze e i costi assurdi della sanità più avanzata del mondo - ma anche viaggio nell’involuzione di una società che non riesce più a riconoscersi in valori comuni e nella radicalizzazione politica che uccide il confronto, il dialogo: al Congresso come a tavola con parenti e amici. Mentre Trump lascia spazio ai miliardari del tecnoautoritarismo. Diario, reportage, cronache, testimonianza di un legame profondo con un Paese straordinario sul quale grava un interrogativo fino a ieri impensabile: quello sulla tenuta della democrazia.
Il Cazzabubbolo ciuschero è un lemmario alfabetico di insensatezze patafisiche e di verità instabili, progettato per una lettura fuori dagli schemi. Ogni voce distorce la realtà attraverso un filtro ironico e ricercato, mescolando etimologie creative, speculazioni filosofiche e aneddoti personali. L'Autore gioca con i contrasti, saltando dalla satira sociale alla citazione dotta con uno stile ricco di virtuosismi verbali e paradossi. È un'opera complessa e volutamente irriverente, un'esplorazione del grottesco celato nell'ordinario, un invito a guardare il mondo da una angolazione diversa: quella di chi ha smesso di cercare il senso e ha scelto di abbracciare la libertà.
E se l’essere umano, per la prima volta nella storia, avesse non solo pensato un dio, ma lo avesse creato? In questo acuto saggio filosofico-teologico, Claudia Paganini avanza una tesi provocatoria e dirompente: l’intelligenza artificiale sta emergendo come il nuovo dio dell’era digitale, pronto a soddisfare sempre meglio la ricerca del senso religioso degli esseri umani. Onniscienza, onnipotenza, trascendenza, un pizzico di opacità e un gruppo di esperti quali "nuovi sacerdoti": l’intelligenza artificiale ha tutte le caratteristiche che da sempre, dall’Antichità ad oggi, appartengono a ciò che si riconosce come una "divinità". Il volume fornisce una diagnosi originale delle conseguenze spirituali di una società digitalizzata. Nel terzo millennio la crisi di senso, la solitudine e la brama di risposte immediate spingono verso una fede tecnologica. L’autrice ci mette in guardia: spetta a noi decidere quale interpretazione fare nostra: l’intelligenza artificiale come nuovo dio è speranza oppure terrore apocalittico?
Oggi, il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale è aperto e pressante. Le applicazioni di questa tecnologia sono potenzialmente infinite e promettono di trasformare l’organizzazione sociale su scala mondiale, con una serie di impatti sulla vita delle persone che nessuno è ancora in grado di prevedere con sufficiente lucidità. È dunque necessario dotarsi di strumenti che consentano di comprenderne fino in fondo origine, struttura, applicazioni e implicazioni, per cercare di affrontare con consapevolezza ciò che l’algoritmo promette e non lasciarsi travolgere da questa rivoluzione. Alcuni esperti di diverse discipline accompagnano il lettore attraverso le tante domande che uno sguardo attento al mondo impone. Un lessico indispensabile per chi vuole comprendere e agire nel complesso mondo del bisogno e della solidarietà. Strumento prezioso per volontari, operatori e cittadini per costruire una comunità più inclusiva e fraterna.
La mediazione, ormai riconosciuta e resa obbligatoria in contesti legali, rappresenta una "rivoluzione antropologica" capace di cambiare il destino dei nostri conflitti e delle relazioni quotidiane. Il volume di Maria Martello ne offre esempi concreti, da quelli familiari a quelli professionali, con testimonianze dirette di applicazione riuscita, dimostrando che si può fare. Si pone quindi come strumento formativo per operatori del diritto, manager aziendali, scolastici, per chi lavora nel campo dell’associazionismo e del volontariato, ma anche come manuale di autoformazione per chi desidera capire e migliorare sé stesso. Il fine ultimo è quello di restituire alle persone comuni il fascino di diventare artigiani di pace, mutuando le tecniche dei mediatori professionali. Non è, dunque, un libro semplicemente da leggere, ma un viaggio che possiamo fare muovendoci a diverse velocità e in luoghi spesso sconosciuti, per aprire porte da troppo tempo chiuse.
In un'epoca in cui tutto sembra relativo, Silvana De Mari raccoglie e difende l'evidenza più elementare: il buonsenso. Con il tono tagliente e provocatorio che la contraddistingue, l'autrice affronta questioni scottanti come il gender, la pandemia, la moda, la libertà, l'identità e la verità, sfidando i dogmi del politicamente corretto e della cultura dominante. Questo "dizionario" non offre definizioni accademiche, ma affondi critici su parole e concetti divenuti ambigui, manipolati e stravolti. Un libro destinato a chi non ha paura di pensare con la propria testa e vuole rileggere la realtà senza i filtri ideologici imposti dai media e dal pensiero unico: oggi l'unico vero atto rivoluzionario è difendere ciò che una volta era ovvio.
Tempi d’attesa infiniti, liste chiuse: quando la sanità pubblica non riesce a rispondere ai bisogni delle persone, allora si è costretti a ricorrere al privato. E chi non può permetterselo? Semplice: non si cura, rinuncia ai controlli, non fa prevenzione. Dietro ai numeri legati alla sanità, ci sono loro: le persone, con le loro storie autentiche, le paure e i dolori reali. In questo libro sono raccolte voci spesso inascoltate, quelle dei più fragili. Bambini che non hanno accesso alle terapie di riabilitazione, malati abbandonati su una barella del Pronto Soccorso, anziani dimenticati. A volte anche medici che lottano per fare bene il loro lavoro. Non ci sono colori, prospettive, speranze. Un'inchiesta che racconta come i "Ladri di salute" rubano i sogni, strappano pezzi di vita. Prefazione di Mario Giordano.
L'articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione ha reso l'Italia un'eccellenza a livello internazionale nel contrasto alla tratta degli esseri umani. Oggi è ancora efficace? La tratta degli esseri umani è uno dei crimini più redditizi al mondo e produce migliaia di vittime ogni anno. Nel 1998 l'Italia si distinse come un paese all'avanguardia nel contrasto al fenomeno introducendo l'articolo 18, un modello di intervento innovativo poi riprodotto in altri Stati europei. Uno strumento che non rappresenta solo la garanzia «formale» di un permesso di soggiorno, ma anche un progetto di accoglienza per le vittime che scelgono di sottrarsi allo sfruttamento delle organizzazioni criminali. La norma nasceva da un virtuoso processo di collaborazione tra attori istituzionali, associazioni, enti religiosi e privato sociale. Percorso culminato nell'approvazione dell'articolo di legge e in un'ampia sperimentazione che lo ha reso un modello di intervento apprezzato a livello internazionale. Oggi quello strumento è drammaticamente in crisi. Perché e che cosa servirebbe per renderlo di nuovo efficace? Questa ricerca, finanziata da Fondazione Migrantes e realizzata, insieme ai curatori, da un gruppo di ricercatrici, giornaliste e operatori anti-tratta della Fondazione Gruppo Abele di Torino - Albertina Sanchioni, Athina Bonadei, Natalie Sclippa e Paolo Valenti -, intende fornire alcune risposte. Grazie a un'articolata indagine empirica condotta su dati, documenti e testimonianze dirette di esperti, operatori dei servizi anti-tratta ed ex vittime, propone un bilancio di ciò che negli ultimi anni non ha funzionato e ragiona su alcune possibili soluzioni. Attraverso uno sguardo multidisciplinare e valorizzando le evidenze raccolte, la ricerca formula indicazioni e suggerisce percorsi concreti affinché l'articolo 18 non resti un ricordo del passato, ma torni a essere protagonista di un sistema di protezione all'altezza delle sfide del presente.
L’intelligenza artificiale è la cosa nuova del nostro tempo: una tecnologia che sta ridefinendo il lavoro, l’informazione e le relazioni umane. Di fronte a questa trasformazione, la questione decisiva non riguarda le macchine, ma l’uomo. La sfida che abbiamo davanti è, prima di tutto, antropologica. Questo libro propone un’alternativa di pensiero: un lessico essenziale per orientarsi nell’era digitale e riaffermare il primato della persona. Attraverso dieci parole chiave (+1), il volume offre strumenti per comprendere come l’intelligenza artificiale incida sui processi di conoscenza, sulle pratiche decisionali e sulla formazione della responsabilità. Al centro vi sono la competenza come comprensione dei meccanismi algoritmici, la conoscenza come processo relazionale, e la formazione come spazio di libertà e di giudizio. Tutte le riflessioni convergono sull’undicesima parola: umanità. Non per arrestare l’innovazione, ma per orientarla, affinché la tecnologia resti uno strumento al servizio del benessere e del fiorire umano. Una lettura per chi vuole governare il progresso senza rinunciare a ciò che ci rende umani. Contributi di: Veronica Del Priore, Piero Dominici, Flavia Marcacci, Bruno Mastroianni, Massimiliano Padula, Luca Peyron, Walter Quattrociocchi, Luca Sambucci, Susanna Sancassani, Roberto Scano.
Come vivono, cosa pensano, di cosa hanno bisogno le famiglie italiane nel mondo? Quante lingue parlano in casa? Come riescono a mantenere vivi i rapporti con la famiglia d’origine, e in particolare i legami tra nonni rimasti in Italia e nipoti che crescono altrove? Provano mai il desiderio di tornare? E soprattutto: ritengono che fare figli all’estero sia più facile rispetto all’Italia? Questo libro intreccia i risultati della più grande ricerca mai realizzata sulle famiglie italiane expat con le storie emozionanti di madri e padri che raccontano cosa significhi costruire, o portare, la propria famiglia all’estero, tra gioie e dolori, speranze e paure: un caleidoscopio di circostanze, emozioni e punti di vista per rappresentare e dare voce a tutti coloro che vivono in prima persona l’esperienza di crescere figli italiani lontano dall’Italia.