Adamo ed Eva mangiavano carne? La dieta che seguivano ne ha forse determinato la salute inalterabile, la eccezionale longevità e l'armoniosa convivenza con gli animali? È questa una questione che desta curiosità e che ha avuto un ruolo centrale nel dibattito della prima età moderna. Tra Cinquecento e Settecento, infatti, essa diventa un nodo teorico nel quale si intrecciano teologia, medicina, anatomia, diritto: i modi diversi in cui l'Europa ha cercato di capire che cosa sia un corpo, che cosa sia una norma, che cosa sia naturale. A discuterne sono filosofi, teologi, riformatori di ogni confessione, fino ai maggiori esponenti della rivoluzione scientifica. Secondo gli autori, questo dibattito non è mai davvero scomparso: è riemerso in forme diverse nei secoli, fino ad arrivare a oggi, quando il tema del rapporto tra uomo e alimentazione si lega a questioni ambientali, etiche ed esistenziali. Il libro mostra così come una domanda apparentemente marginale attraversi la storia del pensiero occidentale mettendo in crisi i confini tradizionali tra le diverse discipline.
Il primo volume di questo commento ai Salmi in 6 tomi ideato e inaugurato da Erich Zenger, si deve a Dieter Böhler, il quale ha anche curato i salmi 26-50. Orizzonte del commentario è il quadro del salterio nel suo insieme, tenuto sempre presente sia nell’esame linguistico e filologico del testo ebraico, sia nell’illustrazione critica della formazione e composizione dei singoli salmi. Integrano l’esegesi sezioni specifiche dedicate alla versione greca antica dei Settanta e alla fortuna del singolo salmo nel Nuovo Testamento e fra i Padri della Chiesa, come anche nella liturgia. Fra i salmi commentati nel primo tomo, spiccano i salmi 1 e 2, cruciali per i temi della Torah e del Messia, e salmi di grande rilevanza come il salmo 8 ("Che cos’è l’uomo?"), o la meditazione sulla Torah di Dio del salmo 19 e la toccante preghiera del salmo 23 ("Il Signore è il mio pastore").
Savinio critico teatrale: impaziente, esilarante, perfido. «Uno dei più bei libri di quel genio feriale ... quel grande polimorfo in castigo aveva già capito bene che la Recensione non è affatto un componimento o un affare di "esperti" all'interno di una disciplina o di una corporazione specifica - bensì un Tutto Connettere interdisciplinare e fantastico: Picasso con Manzoni, Sem Benelli accanto all'Ariosto, Goethe e i dialetti, i mostri sacri e il pubblico, gli arredi e la politica. Articoli stupendi. Folgori rivelatrici, nessi d'una "creatività" da stravolgere, smagliante intuizione di significati, documentazione che par stravagante ma è da gran memorialista. Aforismi indimenticabili e definitivi» (Alberto Arbasino)
«I problemi che definiscono il presente, il clima, i conflitti, le migrazioni, le disuguaglianze, hanno una struttura che nessun confine nazionale può contenere. La necessità è internazionalista. Non una nostalgia utopica né una formula retorica, ma un internazionalismo che sia allo stesso tempo ambizioso e realistico, universale e attento alle differenze, istituzionale e radicato nella politica democratica. Rinunciarvi nel nome di una ritrovata sovranità nazionale significa, letteralmente, condannare il futuro a essere ingestibile». «L'ondata è nazionalista, ma la necessità è internazionalista». I flussi migratori, il cambiamento climatico, le violenze globali, i movimenti di capitali transnazionali e l'ipertecnologia sono sfide che nessuno Stato può affrontare da solo. Abbiamo superato l'era della semplice globalizzazione. Viviamo in un'epoca di interdipendenza totalizzante, in cui i social media ci informano, o più spesso ci disinformano, su ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza, la finanza globale decide dei nostri risparmi, le violenze in aree rurali dell'Africa spingono persone verso le nostre coste. La risposta oggi più forte alle urne è il nazionalismo. Questo libro non lo liquida come un errore. Il bisogno di appartenenza, di protezione e di dignità a cui risponde è reale, e l'internazionalismo che per trent'anni lo ha ignorato ne ha pagato il prezzo. Ma vincere la competizione per il potere non è governarlo. Si possono vincere le elezioni promettendo di «riprendere il controllo», e scoprire poi che dentro quei confini non c'è nessuna delle leve che servono per tassare i grandi patrimoni, fermare una pandemia o il cambiamento climatico. In questo libro Andrea Ruggeri ricostruisce due idee nate nel l'Ottocento e avanza poi una doppia critica. Alle false soluzioni dei nazionalisti, il mito dell'interesse nazionale, il feticcio della frontiera, la militarizzazione come unica sicurezza, si affianca l'esame delle fallacie degli internazionalisti: la superiorità moralista, la fuga dalle scelte dietro il linguaggio della sinergia, l'illusione che la storia lavori per loro, le istituzioni costruite senza politica. Tuttavia, siamo di fronte a una necessità internazionalista. Rimane da pensare quale internazionalismo, perché non ci serve quello che abbiamo conosciuto, liberale nelle ambizioni ed egemonico nelle gerarchie. È un internazionalismo che intende la sovranità come capacità di agire e non come impermeabilità dei confini, che affronta il problema della legittimità democratica delle istituzioni comuni invece di aggirarlo, e che tratta la sicurezza come bene collettivo, mentre prometterla attraverso la sola forza militare rischia di innescare spirali di riarmo. Nazionalismo e internazionalismo non sono un destino, sono una scelta politica e questo libro prova a dirne le ragioni e i significati.
Che cosa resta della dignità quando il lavoro umilia, la cura si fa dominio, le istituzioni rendono invisibili i più vulnerabili e la crisi climatica minaccia l’abitabilità del mondo? Cynthia Fleury guarda la dignità a partire dal suo opposto: l’indegnità. Ne segue le ferite nei corpi, nelle relazioni e nelle democrazie, ma individua anche le vie della resistenza. Perché una vita degna non si proclama soltanto: si costruisce attraverso il riconoscimento, la cura, l’educazione e l’azione comune. «Pur definendosi come il punto assiomatico, irriducibile e simbolico, perno di ogni filosofia morale, l’idea di una "Clinica della dignità" ricorda come, nella filosofia politica e sociale, la questione della dignità sia più relazionale che sostanziale. Si tratta effettivamente di un processo di costruzione collettivo che garantisce la dignità delle interazioni sociali e la materializzazione di condizioni di vita e di lavoro degne, in relazione solidale con l’insieme del vivente. In un certo senso, la dignità non si accontenta più di essere la proprietà metafisica dell’umano: è ciò che definisce un’azione, è una dignità in azione nella produzione di interazioni reciproche, all’interno dei nostri ecosistemi umani e naturali».
Che cosa resta quando una città è distrutta e persino Dio sembra tacere? Giampiero Comolli rilegge le cinque elegie delle Lamentazioni come parole rivolte anche al nostro presente, segnato da guerre, rovine e solitudini. Tra poesia biblica, immagini dell’arte e meditazione, il lamento dà voce al dolore e lo rende condivisibile. Proprio mentre ogni prospettiva pare perduta, l’invocazione continua: nel silenzio si custodisce l’attesa tenace del ritorno di Dio. «A tratti, però, in questi lunghi monologhi affranti, dove la voce di lei si alterna a quella di lui, compare pure un barlume di speranza. Malgrado il silenzio inesorabile di Dio, quella donna piangente, quell’uomo straziato non sono giunti alla conclusione che il Signore tace perché non c’è, perché è morto pure lui, o perché, più semplicemente, non è mai esistito. Continuano invece ad aspettarlo e a invocarlo. È proprio in questa insistenza assurda, in questa inestinguibile speranza nel ritorno di Dio, che si nasconde la certezza sconvolgente della loro straordinaria fede». (Giampiero Comolli)
Viva Cristo Re!” sono queste le ultime parole di José Sánchez del Río, un ragazzo messicano che, a soli quattordici anni, scelse di rimanere fedele a Cristo fino al sacrificio supremo.
Nato a Sahuayo nel 1913 e cresciuto in una famiglia profondamente cristiana, José visse nel Messico degli anni Venti, durante la persecuzione religiosa che colpì la Chiesa e i cattolici. Chiese di unirsi ai Cristeros non per spirito d’avventura, ma per difendere la libertà di professare la propria fede. Scoprì che il coraggio non consiste nell’assenza di paura, ma nella decisione di non tradire ciò in cui si crede. Catturato nel 1928, rifiutò di rinnegare Cristo per salvarsi.
Attraverso la storia di José, Francesco Fruscio racconta anche il Messico ferito dalla persecuzione, la spiritualità dei Cristeros e il cammino umano di un ragazzo che imparò a vivere il Vangelo con radicalità. Un libro che non si limita a raccontare la vita di un giovane martire, ma pone al lettore una domanda decisiva: che cosa siamo disposti a perdere per non rinunciare a ciò in cui crediamo?
La notte sarà magica … con questo sorprendente libro lampada! Nel Bosco Silente è ora di dormire, ma quattro animali non riescono a chiudere occhio. Gufetto li vuol aiutare con la sua saggezza... e un po’ di polvere di stelle. Si alza in volo con l’incredibile lanterna incantata e porta a tutti gli insonni un prezioso dono luminoso! Età di lettura: da 3 anni.
Il volume propone il dettaglio delle specifiche descrittive della scheda CEI-OA utilizzata nel Progetto diocesano d'inventariazione dei beni storici artistici dalle Diocesi italiane, ricostruendone il contesto e restituendone le tappe principali a trent'anni dall'avvio (1996-2026). Muovendo da un'analisi tecnica, lo sguardo dell'autrice, partecipe in prima persona degli avvenimenti, porta a comprendere la visione profetica della Chiesa in Italia vocata a scommettere sulle risorse culturali come occasione d'incontro con Dio e strumento di dialogo tra popoli e religioni. L'impostazione progettuale dell'iniziativa contribuisce a consolidare l'identità diocesana, a rafforzare la struttura di governo dei beni culturali ecclesiastici e insegna concretamente la programmazione degli interventi. L'inventario ottenuto, oltre a tutelare e certificare la proprietà dei beni, è utilizzato per la gestione delle risorse, per promuovere iniziative di conoscenza e valorizzazione per la missione della Chiesa: il culto, la catechesi e la carità. Il portale BeWeB, pubblicato dal 2000, rende largamente fruibile il risultato dei censimenti ed evidenzia la natura sacra di questo patrimonio attraverso narrazioni, approfondimenti e visite virtuali.
Il Piccolo Ufficio è una riduzione del Grande Ufficio canonicale intitolato alla Beata Vergine Maria.
Tutto il Piccolo Ufficio è un commovente intreccio di pianti sublimi, di slanci di speranza, di suppliche piene di amore, che corrispondono a tutti i bisogni, a tutte le aspirazioni della natura umana.
In essi l'anima si eleva a Dio, al mistero della vita presente e di quella futura, alla contemplazione del cielo e della terra; la poesia della grande verità conquista e sublima. In mezzo alle quotidiane tribolazioni, l'ala della pietà e della poesia consola e ritempra, incoraggia e ristora.
Questa che fu la voce di tante anime assetate di Dio, è anche la nostra voce; essa si ripete nei secoli, come il sussurro di una rivelazione divina sopra la storia, per elevazione dell’umanità.
Ci sono parole che illuminano, parole che confortano e altre che ci invitano a fermarci e a guardare la vita con occhi nuovi.
Queste pagine raccolgono pensieri e brevi meditazioni sulla fede, la speranza, l'amore e sulle esperienze della vita quotidiana: la gioia, la sofferenza, il silenzio, l'amicizia, il sacrificio e il bisogno di ritrovare ciò che conta davvero.
Un libro da leggere senza fretta, aprendolo anche a caso e soffermandosi su una sola frase. Un piccolo compagno di viaggio, capace di offrire ogni giorno un momento di riflessione, di serenità e di luce.
I pensieri qui proposti, raccolti alcuni anni fa dal compianto don Fernando Pucciarelli e gentilmente offerti per la pubblicazione, conservano ancora oggi intatta la loro attualità.