Rilettura del Creato ispirata dall'Enciclica di Papa Francesco.
"Passi nel vangelo di Luca" sono letture scelte per accompagnare l'anno liturgico C. A partire dalle discepole, dal mio essere donna, dal dialogo con altre donne - esegete e teologhe o lavoratrici della terra, del sociale, del quotidiano - ho operato una scelta parziale consapevole. "Maestro e discepole" non esprime un criterio esclusivo. Non esistono pericopi al femminile o femministe e altre no. Tutto è più sottile. Alcuni testi commentatissimi sono stati lasciati, altri scomodi sono stati presi. Le radici sono monastiche, i frutti laici. La novità resiliente del vangelo - e delle donne - fa da filo rosso.
La grande, profonda e gioiosa umanità di don Andrea Santoro emerge con freschezza affascinante nei suoi scritti, soprattutto in quelli autobiografici, alcuni pubblicati, come Lettere dalla Turchia e Diario di Terra Santa. Le preghiere che ci ha lasciato, in particolare dal 1977 al 2004, diffondono l'intenso profumo della sua fede appassionata e del suo amore ardente. Il simbolo del fiore che spunta a sorpresa in un terreno morto com'è il deserto - adottato dal titolo di questa raccolta - è l'emblema perfetto per rappresentare la testimonianza di una vita il cui programma è tutto racchiuso in questo aforisma luminoso: "Rallegrarmi per un fiore piuttosto che disperarmi per un inverno". Gianfranco Ravasi "Le preghiere di don Andrea Santoro".
Qual è stata la prima volta che ho incontrato Dio? Con questa domanda Paolo Curtaz apre una nuova serie di letture bibliche intorno al tema giubilare della misericordia. "Forse che la donna si dimentica del suo lattante, cessa dall'aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se si dimenticasse, io non ti dimenticherò". Dio è misericordia, una parola che sin dalle antiche Scritture sta a indicare la pietà e la compassione unite allo slancio fisico, all'azione in soccorso di colui per cui si provano questi sentimenti. Intrecciando la meditazione su testi dell'Antico e del Nuovo Testamento con testimonianze contemporanee di uomini e donne che hanno incontrato la misericordia del Signore nella propria vita, questo libro diventa un'ottima occasione per conoscere un po' più da vicino il vero volto di Dio.
Con uno stile che colpisce per la schiettezza e la trasparenza, Mario Melazzini ripercorre la sua personale esperienza nella lotta contro la SLA. Da quando i sintomi della malattia si fanno presenti con i primi segnali, a quando la malattia si trasforma in un'alleata per tutelare quanti ne sono affetti e per provocare riflessioni sul significato della vita, sui concetti di normalità e malattia, sull'impegno dello Stato accanto a chi è indebolito dalla prova. Un percorso che intreccia silenzi imposti e necessari, lotte interiori ed esteriori, relazioni infrante e ritrovate. Il lettore non riesce a chiudere questo libro senza custodire qualche interrogativo nel cuore per crescere insieme all'autore e ai malati di SLA.
Dio? Lo troverai sempre sul tuo cammino, anche se non lo cerchi o non lo riconosci più! A partire da questa considerazione il cardinale Roger Etchegaray, dall'alto dei suoi 93 anni e forte di una mente lucida e attenta, dà inizio a una riflessione su Dio, conscio che non è possibile farne il giro completo: perché il suo volto non si può mai vedere (Esodo 33,18-23). Un proverbio africano dice che il suolo è calpestato solo attorno ai buoni alberi. Se viviamo in superficie, trascineremo gli altri in superficie. Se viviamo in profondità, là dove Dio abita, li porteremo alla sua intimità; allora soltanto assaporeremo la gioia di amare Dio. Ed è proprio a questa gioia che Etchegaray prova a condurre il lettore.
Sebbene la fragilità sia costitutiva dell'esperienza umana, la nostra società, segnata da un'estrema preoccupazione di performance e di successo, fatica a prenderla in considerazione. Si tratti di fragilità individuali (problemi di salute, difficoltà relazionali?) o del mondo (spaccatura Nord-Sud, disuguaglianze sociali?), parlarne significa evocare senso di fallimento e vulnerabilità. Tuttavia, fuggire la fragilità è impossibile. Quando si riesce a integrarla, essa permette addirittura di aprire una breccia in mezzo alla sofferenza. Com'è possibile vivere la fragilità? Si può credere alla vicinanza di Dio quando la prova occupa tutto lo spazio vitale? Come accompagnare le persone ferite, rispettandole? Prendendo spunto dalle molteplici situazioni di fragilità di oggi, l'autore mette in evidenza la parola positiva che la fede cristiana pronuncia sulla fragilità umana. Tenta di chiarire certe rappresentazioni di Dio colpevolizzanti e contrarie al messaggio del Vangelo, e si interroga sul senso delle guarigioni di Gesù. Questo libro non è un trattato sull'accompagnamento, ma piuttosto una riflessione - accessibile a tutti - sulle domande esistenziali, spirituali e teologiche con le quali si devono confrontare sia le persone che soffrono sia quelle che le accompagnano.
Quando viveva ad Amsterdam, Etty Hillesum aveva appeso la fotografia di una ragazza marocchina sopra la sua scrivania. A volte si rivolgeva questa figura orientale scrivendo il suo Diario che non ha smesso, al di là della sua morte ad Auschwitz nel 1943, di essere letto in tutto il mondo. Karima Berger ridà voce alla "piccola marocchina dagli occhi animaleschi e limpidi", che instaura un dialogo di grande intensità con Etty Hillesum. Una complicità si crea, ad anni di distanza e al di là delle differenze culturali, per raccontare il mondo e dargli senso, anche quando esso sembra sprofondare. In questo confronto con il proprio secolo e i suoi pericoli, una lotta spirituale cresce in queste donne, e la fecondità delle parole di Etty Hillesum risuona più che mai in questo dialogo sognato tra donne attente.
L'autore guarda dentro se stesso e fuori, verso il mondo esterno, e con tocco lieve registra le sensazioni che ne riceve. Si tratta di brevi riflessioni, redatte in forma poetica, sulla vita nelle sue diverse manifestazioni: la capacità di provare stupore di fronte alla realtà, la forza rivoluzionaria dell'amore, la fede come palpito intimo nell'esistenza quotidiana, il senso della saggezza e della felicità, l'aspirazione al trascendente che rende l'uomo consapevole della propria finitezza, la gioia di chi sperimenta la misericordia divina, il silenzio come attesa della Parola, il dolore che salva attraverso la Croce. La prima delle venticinque riflessioni presentate, intitolata L'anima nana, mette in guardia dall'atteggiamento di chi "ha il passo del trantran: evita le estrosità, ama soprattutto la cifra della normalità". Luciano Marigo invita a cercare al di là di questa normalità priva di entusiasmo per indagare più a fondo il senso della vita.
Una piccola selezione di frasi d'autore che esprimono, in modi diversi, parole di auguri, che invitano ad apprezzare la bellezza e le gioie della vita. I testi sono accompagnati dall'immagine che completa il messaggio augurale.
Accogliendo la sollecitazione di papa Francesco, l'autore dedica questo libro a far conoscere ciò che la Chiesa insegna attraverso la pratica delle opere di misericordia corporale e spirituale, per vivere con intensità e concretezza l'amore vicendevole che Gesù chiede a coloro che vogliono seguirlo. Il libro cerca di definire le opere di misericordia corporali e spirituali, arricchendo la descrizione di alcuni spunti contenuti nelle parole del Papa che fanno riecheggiare il forte invito a entrare decisamente nel dinamismo della vita cristiana attraverso una efficace testimonianza di credenti.
Attraversare la Porta Santa significa: "Voglio incontrare il Signore, voglio fare un passo verso di Lui".
Ma qual è il primo passo da compiere?
Il primo passo indispensabile è riconoscersi peccatori, riconoscere che abbiamo preso tanti abbagli, ci siamo attaccati agli idoli, cioè a falsi dei, a false sicurezze, che, prima o poi, ci deludono e lasciano l'amaro in bocca. Tutti abbiamo qualche falso dio nel cassetto del cuore.