San Francesco è uno dei santi più venerati e stimati dalla cristianità e non solo. È davvero unico, perché la sua testimonianza di vita è di grande attualità ed efficacia ancora oggi. Il suo messaggio infatti può rianimare la società, cioè può davvero ridarle un'anima cristiana attenta ai valori veri: la gratitudine verso Dio e il prossimo, la valorizzazione dei fratelli e delle sorelle, la solidarietà, l'impegno per la pace e la riconciliazione, la cura del creato, la ricerca dell'essenzialità.
Il filo rosso della maturità - frutto di un lungo cammino interiore che l'autore ha percorso con fedeltà e riservatezza - connette i brevi capitoli che conferiscono al libro una struttura a frammenti, eterogenei tra loro ma ricercati e genuini nello stesso tempo. In queste pagine, la dimensione religiosa è presente in modo sobrio, naturale, mai moralistico: una fede che attraversa la vita, che scorre come una sorgente umile e vivificante. È un testo che si può leggere d'un fiato; ma è sostando tra un frammento e l'altro che si comprende come, dentro esperienze solo apparentemente sparse, si intravede l'unità, silenziosa e tenace, di una vita.
L'autore, di ritorno dagli esercizi spirituali, ascolta i versi di una canzone e tra le mani fissa la foto di un monastero ortodosso ucraino, appena bombardato dai russi. Una domanda lo assale: che cos'è l'essenziale quando il mondo va a pezzi? Tra guerre, famiglie ferite, vuoto culturale e Chiesa smarrita, l'autore invita a "giocare" proprio nella durezza del tempo presente, a leggere le macerie come terra arata in cui seminare speranza. Con lo sguardo del Vangelo, i poveri diventano la porta della Risurrezione: le campane, anche mute tra i detriti, torneranno a suonare a festa.
Questo piccolo libro, arricchito da delicate illustrazioni, apre alla speranza il cuore di chi è nel lutto per la morte di persone care. Con brevi riflessioni che suggeriscono serenità, accompagna a vivere il dolore, senza tuttavia negare la sofferenza presente nelle situazioni di distacco. Invita a focalizzarsi sull'amore che, nonostante la perdita, ci lega ai cari defunti e a contare sulla forza della relazione che comunque resta, seppur trasformandosi. La morte è infondo l'inizio di nuova vita. Accoglierla, elaborarne l'esperienza, può diventare una sorgente di luce.
Consacrarsi al Cuore di Gesù significa prendere coscienza del nostro battesimo e rispondere all'amore vivendo l'amore e donandosi nell'amore. In occasione del Giubileo del Sacro Cuore è stato far precedere alla Consacrazione una preparazione consistente, per favorire una decisione consapevole del suo profondo significato. La Beata Clelia Merloni chiamò le sue suore "Apostole del Sacro Cuore di Gesù" per indicare loro uno stile di vita con cui far conoscere, amare e servire il Cuore di Cristo nel mondo intero. Insieme ai membri della Grande Famiglia del Sacro Cuore (GFASC), esse vogliono diffonderne gli insegnamenti, perché tutti possano sentirsi amati e consacrarsi a questo Cuore Santissimo che palpita di amore per questo mondo, tanto bisognoso della Sua tenerezza. Questo materiale offre uno strumento per rispondere a questo desiderio-missione della Chiesa di far conoscere a tutti Colui che è l'unica vera scuola dove imparare ad amare come Lui ci ha amati e che ancora invita: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28).
In questo libro sono raccolti insegnamenti e parole di Madre Teresa. Non è stata lei a metterli insieme, nell'ordine in cui qui vengono offerti. A Madre Teresa pare non sia mai venuto in mente di scrivere un libro; lei si riconosce soltanto, o meglio, soprattutto, il dovere di agire e di donarsi agli altri. Madre Teresa non è un'oratrice straordinaria. Non va in cerca di parole difficili, di espressioni ricercate. Adopera piuttosto un linguaggio familiare, una grammatica semplice, un tono naturale e spontaneo. Le sue parole sono però assai efficaci. Lo sono in forza della loro chiarezza. Ma sono efficaci specialmente per un altro motivo: Madre Teresa non suggerisce agli altri nulla da fare che lei stessa non si sia imposta prima di fare. In altre parole: Madre Teresa vive e incarna da sé e in se stessa ciò che insegna e raccomanda agli altri.
La speranza fa nascere e rinascere. Seguendo l'insegnamento di Papa Leone XIV, il primo pontefice agostiniano della storia, le monache del Monastero Santa Rita da Cascia ci invitano a fare della speranza cristiana una delle nostre più grandi alleate. Vivendo così non una semplice attesa, ma una certezza: quella dell'amore di Dio, che ci conduce alla salvezza e alla pienezza attraverso la resurrezione e la vita eterna. Santa Rita da Cascia, con la sua vita, incarna la speranza nelle prove più ardue, mostrandoci che, con il Signore al nostro fianco, nulla è impossibile. La Basilica e il Monastero a lei dedicati, a Cascia, diventano così un luogo da cui si diffonde questa speranza e in cui è possibile viverla pienamente, attraverso l'esperienza del pellegrinaggio. Pronti a diventare noi stessi testimoni concreti di speranza, prendendoci cura dei più fragili, nonché a educare i giovani a esserne portatori.
Il valore e la portata della preghiera di intercessione nella Chiesa dovrebbe precedere qualsiasi tendenza organizzativa, progettuale, pragmatica, persino diplomatica. Il Rinnovamento Carismatico Cattolico ha attribuito, sin dal suo sorgere, grande importanza, attenzione e cura pastorale al tema dell’intercessione e Cyril John è stato tra i primi, nel mondo, ad avere sviluppato, insegnato e promosso in modo così incisivo il concetto di intercessione profetica. Il testo approfondisce un tema che costituire l’impegno di ogni credente. Basandosi sulla Scrittura, sugli insegnamenti della Chiesa, sugli esempi della vita dei santi e sulle molteplici, impressionanti testimonianze del suo ministero, condotto in diverse parti del mondo, Cyril spiega che l’intercessione profetica non è una tecnica, ma il frutto di una relazione con Dio. In essa, non si rimane intercessori ignari di quanto il Signore sta facendo e di ciò che desidera compiere attraverso l’intercessione. Essere profetici nell’intercessione significa non limitarsi alla nostra comprensione delle cose, ma fare affidamento su ciò che lo Spirito Santo intende operare: è Lui che ci aiuta a sondare le profondità del cuore di Dio e ci guida lungo il cammino dell’intercessione. Mentre nella semplice intercessione ci si identifica con i bisogni e i pesi del popolo, nell’intercessione profetica ci si identifica con i pesi di Dio, con ciò che si muove nel suo cuore, con la sua volontà, con i suoi progetti. È così che la dimensione profetica rende la preghiera di intercessione una grande arma contro il male e le conferisce una vigorosa potenza missionaria.
Poggiandosi sulle Scritture, sulla Tradizione della Chiesa e con il conforto di tante testimonianze personalmente vissute, l’Autore affronta il tema partendo dal presupposto che ogni cristiano ha il dovere di intercedere, assumendosi una responsabilità che gli viene assegnata da Dio. Di fronte alle tempeste morali che attraversano la società, alle derive del pensiero e dei costumi, al dilagare di false dottrine e di comportamenti contrari al Vangelo, il cristiano non può chiudere gli occhi. Così come non può restare indifferente alle sofferenze dell’uomo, agli esiti nefasti delle guerre, alla condizione degli ultimi. Se tutto questo, alle volte, ci fa sentire impotenti, possiamo e dobbiamo ricorrere alla pratica quotidiana della preghiera di intercessione, come segno concreto e operante della comunione con il nostro prossimo. A patto che questa potente forma di preghiera nasca da mani pure, da un cuore pacificato, dall’ascolto dello Spirito, dalla relazione con Dio, dalla tensione alla santità di vita. Quando, come, perché, per chi pregare? Come difendersi dal male? Quali carismi sono necessari? A questi e ad altri interrogativi Cyril John, da anni impegnato nell’approfondimento e nell’esercizio della preghiera di intercessione, offre risposte puntuali e concrete, che nascono dalla sua grande esperienza nel Rinnovamento Carismatico Cattolico e che potranno favorire l’esercizio di questo urgente servizio a livello personale e comunitario.
Come trasformare le indicazioni in passi? Ormai da tempo la Chiesa indica strade chiare sulle quali incamminarsi per rinnovare il suo modo di trasmettere la fede e questo testo intende lavorare proprio su questo passaggio: trasformare in passi l'immenso e prezioso patrimonio che la Chiesa - soprattutto quella italiana - ci ha donato in questi decenni con il suo studio, la sua riflessione e il suo discernimento.