C'è qualcuno a cui interessa essere salvato? L'amore chiede eternità? La morte, la fragilità, il male ci sfidano? Le relazioni sono una banale consumazione del tempo? Gli altri, uomini e donne, mogli, mariti, figli, genitori, amici sono fonte di gioia e redenzione? E il lavoro, la fatica, i soldi? L'autore ci rimanda all'avvenimento di un Dio che si incarna per salvaguardare la relazione con gli uomini pensati a sua immagine e somiglianza e amati come figli. In quanto creature, per noi la vita si realizza nella relazione con l'altro: l'amore, il matrimonio, la fecondità, anche nelle forme di consacrazione verginale, sono esperienze universali che invocano e offrono a ciascuno opportunità di salvezza. Ma è nella comunione sacramentale della Chiesa, lo strumento salvifico voluto da Cristo come luogo della sua permanenza e presenza nella storia, che si compie al livello più alto la relazione d'amore stabilita da Dio con le sue creature predilette. Prefazione di Marco Andreolli.
Questo piccolo libro rappresenta il terzo e ultimo volume di un trittico dedicato alla cristologia e soteriologia della Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquino. Dopo aver approfondito la persona e le due nature di Cristo ed essersi poi soffermati sui misteri cristologici dal concepimento alla trasfigurazione, in queste pagine si affronta l'analisi della passione, morte e sepoltura, discesa agli inferi, risurrezione e ascensione, glorificazione e giudizio finale di Cristo. L'analisi del mistero pasquale e del compimento dell'opera di redenzione rappresenta infatti il coronamento della riflessione dell'aquinate, che coniuga una cristologia "dall'alto" con una soteriologia "dal basso".
È tale, un viaggio, se si prefigge una meta; così è pure di questo libro, la cui destinazione è già nel titolo. Il suo tema è la santità, meglio la figura del santo cristiano, a prescindere se poi, una volta conclusa la sua vita terrena, ci sarà o no una beatificazione o una canonizzazione. Della santità, poi, queste pagine intendono illustrare il contenuto e per far questo prendono spunto da un maestro: Romano Guardini. Egli, per descrivere quella che egli chiama l'interiorità cristiana e, ancora più letteralmente, l'in-esistenza, l'intimità di Cristo nel cristiano, ha tratto ispirazione soprattutto dal testo paolino di Gal 2,20: santo è chi, come san Paolo, può ripetere: «Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me». Cristo-nel-cristiano: questo è la santità. Che cos'è la santità? A questa domanda si possono dare molte risposte. Quella, davvero autorevole, del prefetto del Dicastero della cause dei santi, trae ispirazione dalla riflessione di Romano Guardini su un celebre passo paolino: «Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me» (Gal 2,20). Cristo-nel-cristiano: questo è la santità.
Parlare di Chiesa e sacramenti ci pone in continuità con le donne e gli uomini del IV secolo, con i quali abbiamo tanto in comune, pur nelle non piccole differenze. La Chiesa, di fatto non nominata a Nicea (325), è menzionata in forma estesa nel Credo più ampio (niceno-costantinopolitano) e si specifica nelle sue note (una, santa, cattolica e apostolica), lette all'interno della dinamica fra quello che siamo e la meta verso cui siamo in cammino. La Chiesa non è oggetto della fede nella stessa misura in cui lo è Dio, ma è l'ambito vitale in cui questa fede viene professata e celebrata. Il libro affronta anche un'altra parte dell'esperienza ecclesiale - quella celebrativa - e lo fa interrogando l'epoca di Nicea, e più in generale l'antichità, a partire dalla attuale prassi cattolica di un settenario sacramentale. Leggere il IV secolo dal punto di vista della esperienza celebrativa non solo strappa all'oblio elementi interessanti in sé, ma restituisce anche una diversa lettura del dibattito teologico. Di allora ma, in certo senso, di sempre.
La Sindone di Torino rappresenta da secoli un enigma storico, scientifico e spirituale. È un semplice lenzuolo funerario o una straordinaria reliquia che testimonia la passione di Cristo? In questo volume, Pierluigi Baima Bollone, medico legale e uno dei massimi esperti mondiali della Sindone, collega in maniera originale l'analisi accurata e rigorosa della figura storica di Gesù (alla luce delle più recenti scoperte scientifiche e archeologiche) e la sua corrispondenza con il Lenzuolo di Torino. Attraverso un esame meticoloso delle fonti documentali, delle pratiche funerarie giudaiche e delle trascorse indagini condotte sul Sacro Telo, l'autore propone una riflessione profonda su ciò che la Sindone può rivelarci oggi. La sua narrazione intreccia scienza, storia e fede, portando il lettore a interrogarsi sul mistero della risurrezione e sul valore del lenzuolo della sepoltura di Cristo nel contesto della cristianità e giungendo a proporre una ipotesi sconvolgente, ossia che «il miracolo della risurrezione potrebbe essere avvenuto all'interno della Sindone che ora è conservata a Torino».
Il primo vangelo, quello di Marco, termina con queste parole: Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,15-16). Lo stesso comando è ripetuto da Matteo (Mt 28,19) e in modo diverso da Luca (Lc 24,47). Questo ambizioso programma andava incontro a numerose difficoltà. Anzitutto pochi ebrei accettavano l'idea che Gesù fosse il Messia aspettato e desiderato. Per molti di essi, divenuti seguaci di Gesù, l'apertura al mondo politeista (gentile) creava molte difficoltà, specialmente l'abolizione dell'osservanza della Legge mosaica. Per i pagani la fede in Cristo, Figlio di Dio, morto crocifisso come un criminale, era ancora più assurda. Paolo coglie in modo radicale la sua predicazione: noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani. Questa nuova religione che è stata contrastata in tanti modi, anche con la persecuzione cruenta, lentamente è diventata quella degli imperatori e della quasi totalità degli abitanti dell'impero romano. Come è stato possibile questo fenomeno? Queste pagine cercano di rispondere a questa domanda.
Come possiamo parlare di eternità quando sappiamo bene di appartenere al tempo, addirittura di essere tempo, un tempo finito e limitato? Che significato può assumere per noi espressione vita eterna V VVV quando è evidente che la nostra vita terrena è finita e indirizzata verso la morte? Fin dalle epoche più remote si cerca di immaginare l'eternità e si spera nell'immortalità. Religioni, filosofie, teologie, spiritualità si sono da sempre interrogate sulla destinazione ultima dell' essere umano: morte senza appello, oppure un'altra vita che ci attende?
Nel presente volume, che ospita le riflessioni illuminanti di un biblista di una teologa, questa antica domanda è assunta in tutta la la sua radicalità e trova, alla luce della speranza cristiana, una rinnovata e promettente riformulazione: forse che l'eternità non si affaccia già qui e ora infilata in qualche misura nella vita presente, come anticipazione di ciò che potrà manifestarsi pienamente oltre l'esistenza terrena?
All'interno della monumentale Kirchliche Dogmatik, interamente fondata sull'evento della rivelazione di Dio in Gesù Cristo, Karl Barth discute il problema del tempo. Ritrattando quanto affermato nel commentario alla lettera ai Romani di san Paolo del 1922, il teologo vi afferma che Dio si rivela nella temporalità. La rivelazione non è un evento puntuale, come in precedenza suggeriva la metafora della retta tangente il cerchio, ma un vero e proprio tempo, dotato di un passato (il tempo dell'attesa) e di un futuro (il tempo del ricordo). La rivelazione è l'eterno presente di Cristo, già presente nella sua sospensione veterotestamentaria e ancor presente nel suo ricordo apostolico. Di più, il tempo della rivelazione è il tempo che Dio dona all'uomo; il tempo compiuto, che assume in sé e rigenera il tempo decaduto dell'uomo. Ne segue che il nostro tempo malato, corrotto ed esposto al nulla è stato guarito e superato dal tempo che Dio ci ha donato in Cristo. Ciò spiega anche lo scandalo della rivelazione per gli uomini, che non vogliono rinunciare al proprio tempo.
Questo studio si propone di offrire una lettura approfondita della figura di Ester, protagonista dell'omonimo libro biblico, non solo come personaggio storico e letterario, ma come una figura simbolica, capace di incarnare diversi valori come il coraggio e la determinazione, la fede, l'intelligenza e la saggezza, in particolare l'audacia di una donna che è stata capace di cambiare il destino di un intero popolo. Il testo, dunque, esplora il modo in cui Ester, attraverso le sue azioni e le sue scelte, diventa un'eroina che porta alla liberazione del popolo ebraico e, allo stesso tempo, un esempio di virtù per il lettore di ogni epoca.
Intorno alla questione del genere si è aperto un enorme divario che tende a separare genitori e figli, nipoti e nonni. Difficilmente ci si capisce, difficilmente ci si ascolta. Nelle famiglie è motivo di litigio, i ragazzi non si sentono accolti e i genitori provano frustrazione davanti a idee spesso molto diverse dalle loro. Il libro propone un modo nuovo di guardarsi e dialogare per vie che sembravano impercorribili. Comprendere la questione del genere a partire dal Cristianesimo può aiutarci a costruire ponti. L'autrice racconta lo stupore, spesso frainteso, che può rappresentare per i giovani la proposta della Chiesa intorno a questi temi; e anche quale cammino intraprendere per capire meglio le nuove generazioni.
L'amicizia tra Dio e l'uomo è una storia di salvezza, ma troppo spesso, negli ultimi tempi, questa verità è stata offuscata, quando non direttamente rinnegata, in un mondo che pensa di potersi salvare da solo. Perfino la predicazione evita l'argomento, preferendo soffermarsi su altri aspetti della fede e proponendo un gesù quasi troppo umano, di cui non si coglie più l'essenza divina, centrale nell'avvenimento cristiano. Incarnazione, Croce e Risurrezione, invece, ci mostrano quale sia il valore unico e definitivo della redenzione e mediazione del figlio di Dio fatto uomo per noi. La lettura di queste pagine guida a conoscere, scoprire o riscoprire il fondamento più importante della nostra piena felicità: Cristo unico perfetto salvatore.
Nelle Sacre Scritture, riprese dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dai Catechismi CEI, vi sono alcune, poche, ma fondamentali affermazioni riguardanti: la Cosmologia:
Dio è creatore, c’è stato un principio; l’Antropologia, Dio ha creato l’uomo dopo aver creato gli animali. Come educare i ragazzi e i giovani alla fede cristiana imparando ad avere nella Scienza e nella Rivelazione due ali per conoscere, capire e amare l’universo? Come educarli ad un approccio documentato e post ideologico sui temi scientifici sensibili? Essendo aggiornati e documentati! Questo libro intende aiutare a leggere sapientemente i testi biblici e a cogliere come le grandi scoperte scientifiche aiutino a comprendere al meglio le Sacre Scritture e le grandi verità rivelate del Cristianesimo.
Un libro per chi ama educare: genitori, insegnati, catechisti, animatori.