"Una sola volta e per sempre" è l'incontro di due realtà che si fondono in un'unica espressione d'amore, quell'intimo che solo Dio conosce, un cielo offerto che rende alla terra un sogno, nel divenire limpida fonte di attese che si avverano.
Una sola volta per essere luce tra le sue mani e ascoltare tra i passi più lontani, la sua voce nascere improvvisa, per far della Presenza un respiro, lungo sentieri appena svelati.
Al sorgere del nuovo giorno, la vita desiderata viene avvolta dal calore dello sguardo amato, e lascia dentro l'impronta viva del suo lieve e delicato passaggio.
Non più solo un mistero ma semplice verità di cui aver cura, in una storia di speranze affidate, in quella preghiera che apre i più vasti orizzonti, per far apparire tutto possibile, anche un miracolo.
Per sempre rimarrà la gioia di un nome pronunciato, quel tempo sospeso tra veglia e stupore, a far sentir sulla pelle l'anima, in quel posarsi con garbo sul cuore di chi ascolta, per far parte di quell'immenso.
Drago, serpente, Lucifero, Satana: immagini antiche che attraversano miti, Bibbia, iconografia cristiana e psicologia del profondo, fino a toccare il nostro vissuto più concreto di male, ferite interiori e lotta spirituale. In In questo libro, don Marcello Stanzione e padre Pietro Magliozzi guidano il lettore in un ampio viaggio simbolico e teologico sul "drago" come figura del Maligno e, insieme, come immagine del lato oscuro che ogni vomo porta dentro di sé.
Dalla figura del serpente biblico al drago apocalittico, dalle raffigurazioni di san Giorgio a san Michele, la prima parte ricostruisce la "biografia" religiosa e culturale del drago-serpente. La seconda parte traduce queste intuizioni in un vero cammino di liberazione: discernimento del male del Maligno, lettura dell'Apocalisse, itinerari di purificazione integrale e di guarigione interiore orientati alla somiglianza con Cristo.
Nasce così un testo radicato nella Scrittura e nella Tradizione, aperto però al contributo della psicologia, sensibile alle ferite dell' uomo di oggi. Combattere e vincere il drago non è solo un tema leggendario, ma un programma di vita: riconoscere le proprie ombre, smascherare le seduzioni del falso bene e lasciarsi trasformare dalla grazia, fino a ritrovare in Cristo la propria vera identità di figli.
Sul Calvario un ladrone chiede un regalo...Perché l'ospite di quel convento non parla? E un angelo perde la fede dove può ritrovarla? E vero che l'equinometro fa parlare i cavalli? E chi è Orbizzello?
Non un libro su san Francesco ma su tutte le le sue creature.
L'Autore presenta in questi racconti, con vivida fantasia, la Fede in ogni sua espressione.
Quella fede che il nostro amato san Francesco sente nel suo cure per tutte le creature, anche le più umili. Ricorrono 800 anni dalla sua scomparsa ma nessuno li sente, il suo messaggio attuale importante ed è rivolto a tutti. Questi racconti ci avvicinano ad un dialogo intimo, luminoso e forte, fatto di gioia, di speranza e di fede, nelle piccole vicende umane, che possono essere anche strane e sorprendenti. Un libro che racconta ciò che san Francesco ha insegnato: l'amore per tutte le creature del pianeta... e non solo.
Che cosa significa dire «noi»? Rut e Giona rispondono spiazzando ogni identità chiusa. Nel primo racconto, una donna straniera entra nella storia della promessa; nel secondo, Dio guarda con misericordia Ninive, la città nemica. Due libri brevi e potenti per interrogare il presente e scoprire nella Bibbia una parola più larga delle nostre appartenenze, capace di aprire relazione, futuro, ascolto e speranza. «La questione dell’identità caratterizza il nostro tempo. È attorno all’identità che si accendono passioni, si focalizza il conflitto, avvengono scelte politiche e si stendono agende etiche. Anche le religioni si trovano a ripensarsi entro questo orizzonte, e inevitabilmente i loro testi sacri vengono letti a partire dalla domanda identitaria. Ma le Scritture ebraico-cristiane si presentano come una grande discussione, impossibilitata a restringere ad imbuto una parola divina che è plurale. Per questo Rut e Giona non offrono un’identità tutta di un pezzo: aprono invece un dialogo in cui la fede si scopre attraversata dall’altro, e in cui la domanda su chi siamo resta aperta alla promessa di Dio». Prefazione di Paolo Curtaz.
Il volume "Gesù è vivo" propone una riflessione intensa e appassionata sul cristianesimo come incontro personale con Cristo, più che come sistema dottrinale. Gli autori denunciano il fallimento delle ideologie moderne e indicano nel Vangelo l’unica risposta autentica alla crisi dell’uomo contemporaneo. Al centro dell’opera vi sono la speranza, la non violenza, la solidarietà e il primato dei valori spirituali. Gesù Cristo è presentato come presenza viva, capace di trasformare l’esistenza individuale e la società. Un testo testimoniale e provocatorio, che invita a riscoprire la fede come esperienza concreta e vitale.
Come si fa a vivere liberi essendo sé stessi? A questa domanda, che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita, Aniceto Masferrer prova a rispondere con questa piccola, preziosa guida, che accompagna il lettore in un percorso di graduale accettazione di sé. Questo, infatti, è il primo passo per vivere in libertà: conoscersi, accettarsi e perdonarsi, sono tre momenti fondamentali per costruire nel tempo il proprio «progetto personale», unico e irripetibile, che riempia di senso ogni istante della vita.
Così, giorno dopo giorno, possiamo conquistare una libertà vera, lontana dalla frenesia e dal rumore dei miti postmoderni. Una libertà ispirata dalla ricerca del bello e del buono, perché la nostra vita sia qualcosa di grande, con la consapevolezza che la felicità non è solo la fine del viaggio, ma il viaggio stesso.
La gioia del Padre nel contemplare l'opera compiuta nella sapienza del Verbo per potenza di Spirito Santo è la benedizione che accompagna tutta la vicenda umana e tiene viva la speranza della beatitudine, anche nelle molte spaventose ombre che segnano la storia di tutti i tempi, del nostro tempo. La Pasqua di Gesù è la rivelazione della via che porta alla gloria: la via della vita donata, dell'amore fino alla fine. Non intendo limitarmi a presentare la "proposta pastorale per l'anno 2023/2024", ma suggerire attenzioni doverose e costanti che devono qualificare le proposte della comunità cristiana. Richiamo tutti alla vigilanza, alla lucidità, alla fortezza per evitare di essere reticenti, intimoriti o arroganti in un contesto caratterizzato da opinioni diffuse che confondono il pensiero, le parole, le proposte in ambito educativo e pastorale. Il punto di partenza irrinunciabile è la professione di fede che riconosce la vita come dono di Dio. In questo senso si deve intendere la vita come "vocazione ad amare". Per dare un contenuto a queste affermazioni ci riferiamo con pensosa disponibilità alla Parola di Dio, alle indicazioni di papa Francesco e del magistero della Chiesa per accompagnare tutti a vivere temi particolarmente complessi e problemi che non possiamo ignorare con la fiducia del credente e la sapienza che viene dall'alto. Nel contesto in cui viviamo, la proposta cristiana può essere considerata come una sorta di stranezza d'altri tempi, può essere disprezzata come ridicola, può essere intesa come la pretesa di giudicare, come una invadenza fastidiosa. Ma i cristiani non vogliono e non possono giudicare nessuno. Sperimentano però che, vivendo secondo lo Spirito di Dio e l'insegnamento della Chiesa, ricevono pienezza di vita, hanno buone ragioni per avere stima di sé e degli altri, affrontano anche le prove animati da invincibile speranza. Non ritengono di essere migliori di nessuno. Sentono però la responsabilità di essere originali e di avere una parola da dire a chi vuole ascoltare, un invito alla gioia. Con questo spirito incoraggio tutti a non rinunciare alla responsabilità della testimonianza, della proposta, dell'accompagnamento educativo sui temi che riguardano l'educazione affettiva, la preparazione al matrimonio religioso, l'accoglienza della vita, il lavoro, la pace, il tempo della terza età.
Siccome le parole non nascono mai a caso, questo libro si interroga su quali siano le esperienze, i pensieri e le emozioni che hanno dato vita alla parola dubbio.
In un sintetico e originale percorso temporale si mette il dubbio davanti a molti "specchi" per interrogarne l'immagine riflessa e riflettuta, andando dallo specchio linguistico a quello filosofico, da quello culturale a quello psicoanalitico, da quello religioso a quello teologico, da quello scritturistico a quello scientifico, da quello catechistico a quello delle immagini e allegorie. Attraversando la domanda sulla conoscenza (il dubbio è il principio e il fondamento del cammino del sapere?) si giunge a interrogarsi sull'esistenza stessa: davvero l'uomo può vivere avendo il dubbio come padre e maestro?
Raffael Maiolini,
presbitero bresciano, è docente di Teologia fondamentale presso l'Istituto Teologico, l'Istituto Superiore di Scienze Religiose e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Tra suoi ultimi lavori: Il nuovo ABC della teologia. Edizione riveduta e ampliata (2023) e Fede e dubbio, un viaggio intorno all'uomo, alla sua conoscenza e alla sua relazione con Dio (2025).
Un bel volume per gustare l'arte cristiana come motore di fede, bellezza e cultura. L'arte sacra ha reso bella la fede in 4 modi, corrispondenti ai 4 suoi pilastri: ha fatto belli i racconti della Bibbia, la liturgia, la vita morale, la preghiera. In tal modo, ha reso un prezioso servizio formativo non solo ai cristiani, ma all'intera umanità. Il libro presenta, anche con immagini, diverse opere create nei secoli di pittura, scultura, architettura e oggetti sacri, e intende ripensare l'arte cristiana, per sottolinearne origini, evoluzione, finalità e valorizzazione anche pastorale. Sono presenti 4 schede di lettura su 4 opere d'arte di Verona e alcune esperienze di evangelizzazione con l'arte. Prefazione di Gabriele Pelizzari.
Negli articoli raccolti in questo libro il quotidiano e il domestico si intrecciamo con riflessioni religiose in cui il femminile è di casa. "Casa, scuola, chiesa" rimanda a spazi fisici, mentali e visioni personali che su un taccuino da viaggio. Le segnalazioni di testi letterari e di opere artistiche invitano chi legge a visitare, anche virtualmente, luoghi e immagini che meritano soste nel pensiero e nei percorsi di ciascuno.
L'autrice Antonella Cattorini Cattaneo (1959) vive a Segrate (Mi). HA insegnato filosofia e storia nei licei e coordinato attività di orientamento post diploma. Da alcuni anni frequenta corsi di aggiornamento presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano. Specializzata insieme Storia dell'arte, ha collaborato con alcune riviste tra cui "Settimananews.it". Svolge attività culturali e di volontariato insegnando lingua italiana agli stranieri.
"Questo libro è un audace attraversamento nel deserto delle domande, che la vita non risparmia a nessuno. I padri, che quel deserto lo hanno abitato e vissuto, sono presentati come interlocutori vivi, capaci di entrare nelle nostre domande, soprattutto in quelle che non sappiamo formulare bene o che ci fanno un po' paura" (dalla Prefazione di Roberto Pasolini). Le domande mettono in cammino, scomodandoci ci rendono cercatori di vita più che di risposte. Domande come "che atteggiamento tenere di fronte a una relazione intricata?" o "come gestire l'ira che troppo spesso mi prende?"; "è possibile non perdere la speranza?" o "come non lasciarsi travolgere dal vortice della vita quotidiana?" non si accontentano di risposte da manuale, anelano a un incontro, un faccia a faccia con persone che queste stesse domande le hanno attraversate fino a maturare un'esperienza di vita. Questo libretto si propone appunto di favorire questo dialogo tra le nostre domande e alcune grandi figure della tradizione monastica: Antonio e Sincletica, Benedetto e Isacco... Personaggi forse ormai sconosciuti ai più o avvertiti come distanti e inaccessibili, e invece così disponibili, così umani per chi accetta di incontrarli come persone, anziché limitarsi a studiarne i testi.
Il Cristiano non è del mondo, ma è certamente nel mondo. Rivoluzione libertaria, crollo della pratica religiosa, perdita di valori etici… di fronte a questi sconvolgimenti della società, i cattolici si trovano contro corrente. Valutando le sfide da esaminare, l’autore distingue, chiarisce, illumina, incoraggia e ridona la speranza, in un appello forte e coraggioso. Dimostra come sia possibile l’impegno dei cattolici - in particolare dei giovani - nella vita pubblica, in politica, nell’impresa, nell’insegnamento, nei mass media o nella cultura… al fine di essere dei "testimoni senza complessi" per riprendere le parole di Benedetto XVI e "scendere dal balcone" per passare all’azione, come ci ha detto papa Francesco. Siamo invitati a diventare sale della terra per dare il senso vero alla nostra esistenza e a quella di tutti. "La fede non separa lo spirituale dal sociale, anzi dà al cristiano la forza di interagire con il mondo, per rispondere ai bisogni degli altri, specialmente dei più deboli". (Papa Leone XIV)