In questo libro padre Stefano Nava, Frate Minore con vasta esperienza nel campo dell’evangelizzazione, esplora in profondità le sfide e le crisi della Chiesa contemporanea, nella dimensione pastorale e spirituale. Attraverso un linguaggio diretto e appassionato padre Nava offre una riflessione dirompente e profetica sullo stato attuale della pastorale e punta a un rilancio dell’azione evangelizzatrice proponendo delle vie concrete. Nato dall’esperienza vissuta dall’autore nelle Missioni al popolo e in altre forme di annuncio, il libro è un vero e proprio "manifesto missionario" per i tempi attuali. Con stile diretto, colloquiale, accessibile ma profondo, l’autore alterna testimonianze personali a citazioni evangeliche e magisteriali (con ampio riferimento a papa Francesco). Contiene strumenti concreti per la formazione e la verifica dell’azione pastorale.
Il cuore umano è un mistero profondo, capace di slanci d’amore sublimi e, al contempo, incline all’esitazione del dubbio. Tale dualità è il fulcro dell’esplorazione condotta in queste pagine: in una narrazione di profonda risonanza spirituale, Massimo Tellan trascende la mera rievocazione storica dell’evento pasquale per off rire una riflessione sulla libertà, essenziale per l’amore stesso, e sulla natura della scelta cristiana dinanzi al dilemma della Croce. Con i loro drammi che li pongono in bilico fra accettazione, tradimento, indifferenza e compassione, i personaggi che si affacciano sulla Via Crucis diventano specchi delle risposte umane di fronte al divino: interpellando direttamente il lettore, annullano la distanza temporale e lo rendono partecipante attivo al dramma della Passione. Il potere trasformativo della compassione e la costante, seppur discreta, azione dello Spirito Santo emergono come pilastri di un messaggio di speranza in grado di trascendere la disperazione e la morte. La ricchezza delle prospettive e la profondità delle riflessioni rendono questo volume uno strumento prezioso per chiunque desideri esplorare nella contemporaneità il significato della fede e il potere trasformativo delle proprie decisioni quotidiane, riconoscendo la propria posizione nel dilemma davanti alla Croce, non come spettatore di un evento passato, ma come protagonista di una scelta continua che definisce la propria esistenza.
Nel novembre del 1976, presso l’Abbazia trappista di Nostra Signora del Getsemani nel Kentucky, John Main OSB tenne una serie di conversazioni sulla preghiera che segnarono l’inizio del suo insegnamento pubblico sulla meditazione cristiana. Questi testi, semplici e profondi, proponevano un ritorno alla tradizione contemplativa dei Padri del Deserto, mostrando come la preghiera del cuore possa divenire esperienza viva della presenza di Cristo. Arricchite dalla Prefazione di dom Luca Fallica OSB, abate di Montecassino, e da una Introduzione di Laurence Freeman OSB, attuale guida spirituale della CMMC, che contestualizza il tutto, queste pagine, finora inedite in Italia, oltre a presentare al lettore il nucleo dell’intuizione del fondatore della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana, si rivelano quale guida attualissima ed essenziale per riscoprire la dimensione silenziosa e contemplativa della fede, nel ritmo quotidiano della vita monastica e laicale.
Quante volte nella fatica di ogni giorno ci siamo ritrovati a sognare una vita diversa, con meno pesi da portare o, come spesso diciamo, con meno pensieri? Il presente libro nasce proprio da questa esigenza interiore e propone un percorso di riflessione che vuole aiutare a comprendere l’importanza della leggerezza per affrontare la vita con uno spirito nuovo. La leggerezza di cui si parla in questo testo però non è superficialità, menefreghismo o mediocrità, ma l’acquisizione di uno sguardo nuovo su se stessi, sugli altri e su Dio. È l’antidoto alla frenesia della quotidianità e al peso delle preoccupazioni, perché insegna a dare il giusto valore alle parole, agli sguardi, ai gesti, a distinguere il superfluo dall’essenziale, ad abitare fecondamente gli spazi, il tempo, a curare le relazioni e a custodire l’interiorità. La leggerezza dà respiro alla vita e nel buio della notte accende la speranza di un nuovo giorno. Si tratta allora, come ben dimostra questo prezioso volumetto, di cercare di inventare la propria leggerezza per dare il giusto peso alla vita.
Che cosa ha ancora da dire il Vangelo alle donne e agli uomini del nostro tempo? Che senso ha annunciarlo in un mondo così squilibrato, nel quale i tanti Sud del mondo vivono un tempo di oppressione e un senso di ingiustizia inediti? A questi interrogativi risponde l’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, in un libro fatto di discorsi intensi, profondi, appassionati. Un libro che nasce a Palermo ma che è per tutti, che ha cioè una implicita pretesa universale, perché propone uno "sguardo dal basso" (Bonhoeffer) sulla storia, sulla società, sulla vita. Il Sud dell’Italia è infatti metafora di ogni Sud, di ogni luogo lontano dal centro, a partire dal quale si guarda alla realtà in modo diverso. Un libro capace di esprimere un modo di vedere e di sentire la condizione sociale ed esistenziale del nostro tempo secondo la logica del Vangelo.
Un invito a ricercare la luce nascosta nelle parole, liberandole dalle incrostazioni del loro uso quotidiano, per permettere a questa di continuare a illuminare qualche angolo buio della nostra esistenza. Don Nunzio Galantino porta avanti questa pratica da anni nella rubrica Abitare le parole nel tentativo ininterrotto di spiegare, o almeno lambire, il mistero che siamo. Come scrive Antonio Autiero nella prefazione: "L’autore contribuisce a restituire alle diverse parole il senso talvolta perduto o a lasciarci immaginare in esse quello che ancora non ci era noto. Lo fa con enorme sobrietà, esercitando la gentilezza del pensare ma anche con incisiva robustezza di impianto concettuale e di riferimento erudito a tradizioni letterarie, filosofiche, teologiche e bibliche. Ne esce un quadro che incoraggia alla vita buona, rendendoci più inclini alla riflessione e alimentando in noi il desiderio di una migliore umanità".
Questa è la storia vera di Maria Domenica, madre di nove figli, che ha scelto di affidare ogni passo della sua vita alla Provvidenza. Attraverso racconti semplici e profondi, l’autrice narra l’amore per il marito, la gioia della maternità, le prove della malattia e le luci della fede. Un’autobiografia che diventa testimonianza di speranza, dove ogni evento si trasforma in preghiera, e ogni pagina è attraversata dalla certezza che Dio è sempre presente, anche nei momenti più bui.
Che cosa ha voluto dirci Dio attraverso le parole e l’opera dei mistici vissuti nel Novecento, un secolo segnato da due conflitti mondiali, da paure e sofferenze che hanno scosso l’intera umanità? Luigi Maria Epicoco e Luciano Regolo sono partiti da questa domanda per un’affascinante ricerca spirituale sulle tracce del filo conduttore «celeste» che lega figure molto diverse, eppure capaci di testimoniare il medesimo amore per Dio e di proiettarlo sul prossimo, su chiunque abbia bussato alla loro porta, come una carezza sul cuore.
Gli indizi cardine? Le parole ricorrenti nel loro linguaggio e nel loro modus vivendi, che rimandano sempre e instancabilmente alla Parola di Vita, mettendo in luce come le esperienze e il pensiero dei mistici contemporanei, pur appartenendo a un’epoca a noi vicina, sono straordinariamente in linea con quelli di santi di secoli addietro come Caterina da Siena, Francesco d’Assisi, Teresa d’Avila e molti altri.
«Non siamo stati creati per soffrire, ma per amare»: il messaggio di Madre Speranza riecheggia ancora oggi e ci ricorda che solo nell’amore possiamo trovare un modo autentico di percorrere il nostro cammino sulla terra. Per capire come affrontare gli inciampi e le avversità di ogni giorno, le vite dei santi e mistici cristiani possono essere di grande aiuto. Tra i tanti da cui prendere esempio, gli autori hanno scelto tre straordinari testimoni di fede: San Pio, il frate di Pietrelcina, Madre Speranza, la religiosa di Spagna, e Natuzza Evolo, la mistica calabrese, sposa e madre di cinque figli.
Ne è nato una sorta di glossario dell’anima, tratto dagli insegnamenti di queste figure di alta spiritualità, maestri senza tempo per chi voglia davvero vivere il Vangelo nella quotidianità e gustare la gioia di credere, più forte di ogni avversità.
Luigi Maria Epicoco è un presbitero della diocesi di L’Aquila. Laureato in Filosofia e Dottorato in Teologia Morale. Docente stabile di Filosofia all’ISSR Fides et Ratio di L’Aquila, e docente incaricato alla Pontificia Università Lateranense, alla Pontificia Accademia Alfonsiana e alla Pontificia Facoltà Teologica Theresianum. Nei suoi studi e nel suo ministero si occupa di formazione e spiritualità cristiana. Tra le sue ultime pubblicazioni: La luce in fondo (2021), La pietra scartata (2021), La scelta di Enea (2022), Le affidabili (2023) e Per custodire il fuoco (2023).
Luciano Regolo, giornalista, ha lavorato per diverse testate. Attualmente è condirettore di «Famiglia Cristiana» e di «Maria con te». Ha scritto numerosi libri sulla storia dei Savoia e sul rapporto oscuro tra Corona e fascismo tradotti in varie lingue e, per Mondadori, i best seller: Natuzza Evolo (2010), Natuzza amica mia (2011), Il dolore si fa gioia (2013), Le lacrime della Vergine (2014), Paravati. Dove la Madonna parlò a Natuzza (2014) e, con padre Raffaele Talmelli, Il diavolo (2014).
Un volumetto agile, da sfogliare nei momenti di pausa o difficili della vita per trovarvi consolazione, luce o forza, come fosse un commento per te, postato dal Cielo e recante la firma di don Oreste Benzi, il prete di tutti. Una serie di aforismi e di aneddoti su genitori e figli, giovani e anziani, donne e bambini, Dio e demonio, preti e Chiesa. Inoltre, per ogni situazione: amore e dolore, lavoro e fallimento, odio e amicizia, economia e società, guerra e pace, preghiera e peccato, solo per citare alcuni temi. Riportati in ordine sparso, come si presenta la vita, si possono ritrovare anche per argomento, grazie a un buon indice tematico.
Don Tonino ha inteso e vissuto la sua azione pastorale, prima da sacerdote e poi da vescovo, come un amore folle per Dio e per l’uomo. Pati divina e pati humana è uno dei suoi più significativi aforismi, una folgorante espressione che sprigiona una grande forza interiore e un dinamismo spirituale inesauribile. Può essere inteso come il filo conduttore della sua esistenza; una sorta di energia spirituale che lo ha accompagnato in tutta la sua vita e nell’esercizio del mistero ordinato, quasi la sintesi spirituale della sua esperienza umana, cristiana e ministeriale. Il desiderio di vivere per Dio e per l’uomo è stato il centro e la radice del suo ministero sacerdotale ed episcopale. Vivere vuol dire patire le cose divine e, insieme, com-patire con Dio e come Dio. È appassionarsi e soffrire le cose di Dio e, con lo stesso ardore, commuoversi e prendere parte alle vicende dell’uomo.
Il volume propone gli esiti di un'articolata ricognizione storica della produzione di cultura religiosa popolare in Italia tra la metà dell'Ottocento e il secondo Novecento. Grazie all'analisi di una pluralità di casi di studio specifici, basata su fonti d'archivio inedite e fonti a stampa, si offre una ricostruzione attenta ai criteri e alle strategie con cui i diversi "laboratori" culturali hanno operato. Se li si racchiude in una visione di sintesi, essi risultano avere dapprima agito a lungo per una ricristianizzazione del paese, in chiave confessionale e antimoderna, cui ha fatto seguito l'affermazione, in mezzo a oscillazioni e resistenze, di una nuova stagione, caratterizzata da iniziative di evangelizzazione nell'ambito di una società in via di progressiva secolarizzazione. I saggi studiano in particolare il "laboratorio salesiano", il Centro ecumenico Agape, la stampa periodica dei santuari, le riviste protestanti per l'infanzia e le riviste "Le Missioni Cattoliche" del Pontificio istituto missioni estere, "Le Missioni della Compagnia di Gesù", "La Civiltà Cattolica", "Aggiornamenti sociali", "La Rocca" e "Famiglia Cristiana".
«Da sempre ho amato viaggiare alla scoperta di luoghi nuovi, assaporandone la ricchezza e la bellezza tra paesaggi, storia, arte e cultura. Un mio caro zio di Udine si presentava a Padova suonando il campanello per "rapirmi" e portami senza preavviso a [...] scoprire le meraviglie nascoste di città o paesini vicini». Con queste parole don Davide Banzato, volto noto e amato della televisione e sacerdote da decenni impegnato con l'Associazione Nuovi Orizzonti fondata da Chiara Amirante, ci introduce in un libro che è un percorso nelle vite di tre straordinari personaggi, tutti francescani, che hanno, ciascuno a suo modo, cambiato il mondo: san Francesco, sant'Antonio e san Pio da Pietrelcina. Prendendo spunto dal fortunato programma televisivo "I viaggi del cuore", in onda su Canale 5, don Davide racconta la vita dei santi, i luoghi dove hanno lasciato una traccia indelebile e un poco anche di sé, della propria avventura spirituale sulle tracce dell'Assoluto. Il libro è arricchito da riflessioni di Chiara Amirante, che traduce per ciascuno di noi, per la nostra vita non sempre facile, gli spunti forniti dai tre santi e dalle loro vite dedicate all'Amore.