Carlo Acutis è un ragazzo come tanti, con le sue passioni, i suoi amici e i suoi sogni. Amava giocare a calcio, usare il computer, guardare i cartoni… ma soprattutto amava Gesù, che chiamava il suo "migliore amico". Con la sua vita semplice ci ricorda che la santità è alla portata di tutti, anche dei bambini e dei ragazzi. Carlo ci invita a scoprire quanto è preziosa l’Eucaristia, a usare Internet per il bene e ad essere "originali" nel progetto d’amore che Dio ha per ciascuno di noi. Un racconto illustrato per incontrare San Carlo Acutis, l’«influencer di Dio», e lasciarsi accompagnare da lui sull’«autostrada per il Cielo». Età di lettura: da 4 anni.
Rita nasce in un piccolo paese di montagna e fin da piccola mostra un cuore buono e pieno di fede. La sua storia è fatta di amore, di perdono e di fiducia in Dio, anche nei momenti più difficili. Tra api che la proteggono, una rosa che sboccia nella neve e il dono speciale di Gesù, i bambini scopriranno come una donna semplice è diventata la "santa degli impossibili". Questo libricino illustrato accompagna i piccoli lettori a conoscere Santa Rita, per imparare che l’amore e la preghiera rendono ogni cosa possibile. Un racconto tenero e luminoso, per nutrire la fede e la speranza dei più piccoli. Età di lettura: da 4 anni.
Il tempo attuale vede l’uomo segnato da crisi interiori, attraversato da forme di rabbia e di rancore, altre volte incapace di accettarsi e perdonarsi, altre ancora preda di emozioni facili, di paure e insicurezze, di attaccamento spasmodico ai beni materiali. Don Salvatore Tumino affronta le ferite provocate dalle difficoltà della vita e dalle relazioni con sé stessi e con gli altri, accompagnandoci in un cammino di guarigione interiore alla luce della Parola di Dio. Un percorso intenso che ci aiuta a perdonare, a trasformare il disprezzo in amore e la tristezza in gioia; a liberarci dalla superstizione, dall’egoismo, dalla competizione, per guarire profondamente il nostro cuore.
Il nostro essere umani non viene solo da noi stessi, come l'appartenere a una cultura, a una storia, non ci viene da un singolo altro o simile, ma da tutti gli altri, da tutti i simili e ancora di più dall'altro che verrà, il dissimile, lo straniero, l'altra cultura, l'altra storia. In dialogo con i Profeti, Cristo, sant'Agostino, Wittgenstein, Shakespeare e molti altri, Frédéric Boyer pronuncia un'arringa inquieta, preoccupata, eccessiva, appassionata: il grido di un uomo che non sopporta più l'indifferenza globalizzata verso il volto dell'altro che ci viene incontro.
Il diario di santa Faustina ha ispirato all’autore meditazioni e riflessioni che, riprendendo alcuni punti della spiritualità della Divina Misericordia, vengono attualizzate al nostro tempo. Sono inserite tra queste meditazioni anche tre brevi catechesi che l’autore ha tenuto all’Associazione «Apostoli della Divina Misericordia» di Lecce. Il culto di Faustina Kowalska, santa di origine polacca al centro di una diffusissima devozione popolare, ha assunto particolare importanza da quando Giovanni Paolo II ha istituito la domenica della Divina Misericordia, subito la prima domenica dopo Pasqua.
Dal Primo al Nuovo Testamento, Olivier Catel intraprende un viaggio biblico alla riscoperta della vera natura del digiuno, una pratica che ha attraversato secoli, religioni e culture ed è tornata alla ribalta in questo tempo, in cui benessere e sviluppo personale sono più che mai al centro della riflessione individuale. Cosa resta dell’antico atto di privarsi volontariamente del cibo nell’epoca del consumismo? Come riscoprire la dimensione collettiva del digiuno, la forza originaria che ne fa ancora uno strumento di salvezza? Questo libro è un invito alla conoscenza, una guida che orienta nella ricerca del senso profondo di un’azione che ognuno compie da solo, ma che Dio riconosce solo nel suo legame con la comunità.
Quali erano i rapporti tra le popolazioni arabe e il mondo romano? Dall’età preromana, segnata dall’esperienza del regno dei Nabatei, attraverso l’età imperiale in cui fiorirono città multietniche ai confini del deserto come Palmira, fino all’epoca di Giustiniano e all’ascesa dei Jafnidi, il volume segue un lungo percorso di trasformazioni politiche e culturali. Al centro dell’analisi è un’area del Vicino Oriente a lungo considerata periferica, qui restituita nella sua funzione di spazio di mediazione e di scambio, inserito nelle dinamiche dell’impero romano. Grazie a un uso sistematico delle fonti letterarie, epigrafiche e archeologiche, il libro offre una rilettura complessiva dei rapporti tra Roma e le società arabe, contribuendo a ridefinire il quadro storico precedente all’avvento dell’Islam.
«Una volta, scherzando, l'avvocato Agnelli mi chiese: "Ma quanti sono gli italiani del ceto medio?". Io gli risposi: "Guardi sono tutti, tranne lei e qualche disperato"»: è l'incipit ironico e veritiero con cui Giuseppe De Rita avvia le sue conversazioni con Mirko Grasso sulla realtà italiana che ha indagato, interpretato e conosciuto come nessun altro. Queste pagine hanno il sapore di un mosaico della nostra identità, una mappa attraverso cui ripercorrere i tratti di continuità e discontinuità del Paese, riconoscere il cambiamento, prima, e i fattori di ripiegamento della società italiana, dopo. De Rita ci spiega il complesso fenomeno nella dimensione contemporanea e prospetta sempre possibili vie d'uscita, ancora non disposto a rassegnarsi a quel che sembra un inevitabile declino.
Romanziera, memorialista, filosofa, insegnante, incarnazione del mito della Rive Gauche oltre che icona di stile, Simone de Beauvoir è conosciuta soprattutto come autrice del Secondo sesso, scandaloso successo che nel 1949 denunciò la condizione di subalternità della donna. Principio di emancipazione per molte, il suo saggio è anche il punto di arrivo di una riflessione sul problema dell'Altro elaborata fin da giovanissima, nei romanzi prima ancora che nei saggi, e in dialogo con la filosofia del tempo (Sartre incluso), con il cattolicesimo (pur formalmente rigettato) e con il modernismo letterario. Il volume fa riscoprire la prima Beauvoir, pensatrice a tutti gli e etti politica, e illumina alcuni aspetti della sua opera finora trascurati, quali l'ideale di reciprocità e la sensibilità verso le contraddizioni femminili, suggerendo così ragioni inedite per cui vale ancora la pena leggere i suoi lavori.
Questo volume offre una rilettura del pensiero di Bernard Lonergan in chiave etica, proponendo un metodo trascendentale capace di orientare il discernimento morale nell’epoca contemporanea. Muovendo dall’analisi della coscienza intenzionale e dei suoi quattro livelli - esperienza, comprensione, giudizio e decisione - l’autore mostra come l’«auto-trascendenza» possa costituire la base di una trasformazione personale e comunitaria. In un contesto segnato da relativismo e crisi di valori, il realismo critico di Lonergan si rivela una risorsa per fondare la ricerca della verità e del bene comune, evitando derive soggettivistiche. Attraverso il dialogo con il cinema, la riflessione sul progresso tecnologico e l’urgenza ecologica, il saggio dimostra la vitalità di un approccio che integra filosofia e teologia. La novità dell’opera risiede nel legame sistematico tra la struttura cognitiva lonerganiana e i problemi attuali - dall’innovazione scientifica all’ecologia integrale - proponendo un’etica radicata nella via pulchritudinis, capace di coniugare rigore intellettuale e apertura al dialogo.
Da secoli e in tutte le culture, una domanda incalza pressantemente la mente degli uomini e delle donne: chi siamo veramente? I tentativi di risposta non sono mancati, eppure, al di là di tutte le forme di umanesimo che la storia registra, la domanda rimane aperta. Questo breve saggio cerca di addentrarsi, attraverso piccole suggestioni, nella risposta che il cristianesimo ci offre: l’umanità di Cristo.
Questa prima sezione dei saggi dedicati alla costellazione dei temi antropologici mette a fuoco lo stupore per l’enigma del soggetto: evento del Sé generato da Altro. La passione di scoprire nell’Altro il segreto del Sé - che è il vero motore del desiderio - pur tenendone ferma l’irriducibile differenza, ridefinisce l’Altro come tema di attrazione affettiva, ma anche di necessaria distanza. Di qui si dipana l’itinerario della ricerca che intende venire a capo di questa ambivalente relazione del Sé e dell’Altro. Il dono è qui pensato come categoria decisiva per la chiarificazione dell’intreccio capace di restituire all’inarrestabile scambio di parti fra il Sé e l’Altro la forma della libertà che definisce propriamente il legame umano. I capitoli di questo volume cercano di portare l’assetto della relazione del Sé e dell’Altro decisamente oltre la convenzionale opposizione del dono e dello scambio, della libertà e del comandamento. Questo superamento illumina la fecondità antropologica dell’inedito cristologico della pro-affezione del "Dio".