L'autore illustra i metodi di ricerca più utilizzati in psicologia. Nella prima parte del volume sono affrontate alcune problematiche teoriche nell'intento di rendere esplicito l'intreccio tra evoluzione epistemologica della scienza e fondatezza dei metodi di indagine. Successivamente vengono descritti e analizzati il processo della ricerca vero e proprio e i vari metodi sperimentali.
Il più intenso ritratto-racconto di Vienna, quando i suoi abitanti erano Robert Musil, Hermann Broch, Alban Berg o l’affascinante dottor Sonne che, seduto al suo tavolo del Café Museum, «parlava come Musil scriveva».
L'Autore propone una antologia di lettere, nelle quali l'esperienza del dolore, vissuto in prima persona, partecipato o condiviso, fa da filo conduttore del libro.
A partire dalle scoperte di Freud, la psicoanalisi come teoria della mente ha attinto i suoi dati a due fonti principali: la clinica degli adulti e l'osservazione del bambino. Stern parla in questo senso di "bambino osservato" e "bambino clinico" e già Bowlby considerava essenziale per il progresso della teoria psicoanalitica una tale dialettica tra indagine "retrograda" (la clinica) e indagine "anterograda" (l'osservazione). Allo stesso ambito di riflessione appartiene tutta l'opera di Pine, come appare dalla struttura di questo volume, diviso in due parti: "Aspetti dello sviluppo da una prospettiva clinica" e "Aspetti del processo clinico da una prospettiva evolutiva".
Un testo da molti indicato come il capolavoro di Simmel, in cui viene tracciata una mappa dei mutamenti sociali, culturali e psicologici che la forma di vita occidentale ha conosciuto con la nascita della metropoli moderna.